Polli da carne

I broiler, polli da carne selezionati geneticamente per anni perché sviluppassero esageratamente il petto, sono allevati in 10-15 per metro quadro, in grossi capannoni che contengono dai 20.000 ai 30.000 polli per ciclo produttivo.

All’interno dei capannoni la temperatura è mantenuta costante con un sistema di ventilatori mentre l’acqua e il cibo sono forniti automaticamente in modo da favorire il loro accrescimento, così come la luce pressoché continua che sconvolge il normale ciclo giorno/notte degli animali.

I pulcini entrano in allevamento a pochi giorni di vita e vi restano fino a quando non raggiungono il peso desiderato per la macellazione. In seguito alle fratture alle zampe causate dal peso eccessivo i polli passano 30 giorni su 40 della loro breve vita immobili sui loro escrementi, il che aumenta l’insorgere di molte patologie.

Il sovraffollamento impedisce ai broiler di compiere i comportamenti normali della loro specie, come razzolare e beccare per terra. Se la densità è molto elevata, durante i mesi estivi c'è un alto rischio di surriscaldamento: un elevato numero di polli può perdere la vita per stress da caldo.

Al momento non esiste alcuna normativa Europea che regoli la densità massima di allevamento nella produzione di broiler.

La LAV sta lottando affinché si faccia un passo in avanti per evitare che migliaia di polli siano sottoposti a un simile trattamento.