Spettacoli e feste con animali

Sono circa 1000 gli animali usati nelle feste popolari: oltre alle gare più conosciute con cavalli o asini, esistono competizioni di rane, maiali, oche, buoi, lanci di colombe in tubi di plexiglass. In alcuni casi si usano animali già morti.

Siamo contrari alle "feste" e sagre locali con uso di animali per la crudeltà, e perché riteniamo che trasmettano un impatto diseducativo di sopraffazione dei più deboli.

Fortunatamente, grazie ad anni di battaglie e alla cresciuta sensibilità nei confronti degli animali, molte di queste tradizioni sono cambiate: il caso emblematico è quello della festa del gallo, che oggi non esiste più,  di Roccavivara, in Molise, dove si prendeva a bastonate un povero animale costretto nel terreno.

Anche perché la legge tutela gli animali: il nostro Codice Penale, all'articolo 544- quater, prevede la reclusione da quattro mesi a due anni e la multa da 3.000 a 15.000 euro per chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali!

Esistono tanti modi per tenere vive le tradizioni, anche senza coinvolgere altri esseri viventi: per questo vogliamo contribuire a cambiare le usanze che danneggino gli animali mettendo in cattiva luce una comunità in festa.

Un altro tipo di spettacolo è quello che si svolge in tv: anche qui l'uso di animali può metterne a repentaglio la vita e la dignità.

Per questo nel 2007 il Segretariato Sociale della Rai, grazie anche alla nostra collaborazione, ha accettato delle linee guida per la tutela degli animali in TV, cui possono far riferimento artisti, autori ed organizzatori per promuovere anche sugli schermi un rapporto uomo-animali realmente rispettoso.

Oltre a denunciare e far condannare chi detiene animali in condizioni discutibili per fornirli a produzioni televisive, abbiamo infatti messo nero su bianco le nostre indicazioni: il divieto di qualsiasi uso di animali non consono alla loro natura o che li sottoponga a violenze, stress o atteggiamenti irrispettosi della loro dignità, promuovendo invece il rispetto degli animali attraverso rubriche e trasmissioni.

Per quanto riguarda il cinema invece, è prevista la presenza di un rappresentante animalista nella Commissione di revisione cinematografica.

Un primo passo verso un mondo in cui gli animali non siano attori, ma esseri liberi.