Tagliole e archetti

Sai quali sono i più comuni dispositivi fuorilegge per la cattura degli animali?

I lacci, facilissimi da costruire utilizzando dei comuni cavi per i freni da bicicletta, fermati a formare un cappio con un nodo scorsoio, vengono disseminati nei boschi lungo i corridoi, i percorsi abituali di passaggio degli animali. E sono agevolmente occultabili. Si usano principalmente per la cattura degli ungulati (caprioli, daini, camosci) ma in essi rimangono intrappolati numerosi altri animali, come le volpi, che arrivano a scarnificarsi le zampe nel tentativo di liberarsi. I gatti, essendo di dimensioni piccole, si trovano ad essere stretti dal laccio intorno all'addome e muoiono tra enormi sofferenze a causa del cappio che si stringe sempre di più mentre cercano di divincolarsi.

Gli archetti, trappole a scatto per uccellini passeriformi, spesso pettirossi. Comuni soprattutto nelle valli bresciane. Costituiti da un arco in legno o in metallo, hanno una corda che, fissata a un’estremità dell’arco, lo mantiene piegato. Sull’altra estremità c’è un bastoncino con un cappio che l’uccellino, posandosi, fa scattare, rimanendo impigliato contro l’arco con le zampine. La morte arriva per dissanguamento dopo qualche ora di agonia. L'esca è frequentemente costituita dalle rosse bacche di sorbo o da altre bacche di colore attraente per il minuscolo volatile.

Le tagliole, trappole a scatto, dentellate, assicurate a un albero per evitare che gli animali fuggano portandosele dietro. I bersagli delle tagliole sono i carnivori di dimensioni abbastanza considerevoli.

Un bosco così può essere un inferno.