Bocconi al veleno

Hanno un profumo e un gusto irresistibili ma causano ogni anno la morte di migliaia di animali selvatici e domestici. Le esche mortali, disseminate in parchi, giardini o altri luoghi pubblici, sono usate da gente senza scrupoli per arginare il randagismo, ridurre le colonie feline o metter fine a dissidi condominiali.

Sostanze facilmente reperibili in commercio (topicidi, pesticidi, diserbanti, liquidi anticongelanti) o componenti d'importazione (cianuro e stricnina, di cui esiste un vero e proprio smercio clandestino) sono mescolate a carne, lardo o ad altri prodotti appetibili come:

  • salsicciotti
  • polpette
  • teste o colli di gallina
  • uova
  • frittatine di castagne
  • composti golosi per gli animali

Molto diffuso l’uso altri metodi mortali come spugne fritte o intrise di sostanze appetibili, o bocconi pieni di spilli o frammenti di vetro.

È al mondo della caccia che si deve la diffusione di tale pratica: fino al 1977, infatti, l’uso dei bocconi avvelenati era consentito allo scopo di eliminare gli animali carnivori, naturali competitori dei cacciatori, o quelli ritenuti fastidiosi per l’agricoltura.

L’uso di esche avvelenate è vietato. In più le sostanze velenose costituiscono una fonte di inquinamento ambientale, avvelenando catena alimentare, suolo e falde acquifere.

Per prevenire e contrastare il fenomeno il Ministero della Salute ha prorogato di un anno l’Ordinanza di divieto di utilizzo e di detenzione di esche e bocconi avvelenati del 13 giugno 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.165 del 16 luglio 2016 la cui efficacia era di 12 mesi. La proroga è in vigore a decorrere dal 16 luglio 2016.

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