Pellicce

Pellicce

Per gli animali la pelliccia è morte. Prima della morte, è una lenta agonia.

L’85% delle pellicce viene da allevamenti intensivi, per almeno 70 milioni di animali ogni anno. Altri 10 milioni sono catturati in natura con metodi feroci, senza contare le vite dei conigli: 900 milioni all'anno di uccisioni nel mondo e 350 milioni in Europa.

Sebbene l’Italia sia stato il primo Paese europeo a vietare il commercio di pellicce di cane e di gatto e sia tuttora Paese-guida per il bando europeo alle pellicce di foca, il nostro mercato è ancora macchiato del sangue di milioni di animali. La classica pelliccia è un prodotto in declino, acquistata e indossata solo da donne oltre i 50 anni. Gli inserti di pelliccia sono invece usati fin troppo spesso su colli, polsi e cappelli, anche nell'abbigliamento per l'infanzia.

Il Rapporto Italia 2013 di Eurispes conferma che oltre l’85% degli italiani disapprova l’uccisione di animali per la produzione di pellicce. (Aggiornato dal 2011 al 2013: “La percentuale di coloro che valutano positivamente l’uso delle pellicce supera appena il 14,1%”, cf. dati Eurispes) I tempi sono maturi perché Governo e Parlamento approvino la Proposta di Legge che vieti l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la produzione di pellicce: noi l'abbiamo scritta e presentata, e in migliaia l'avete già firmata.

Noi vogliamo un mondo che indossi una moda di qualità e innovativa ma etica: per gli animali, per l'ambiente e anche per gli uomini. Come emerso nella nostra inchiesta Toxic Fur, infatti, alcuni inserti di pelliccia in giacche per bambini contengono sostanze potenzialmente molto pericolose per la salute umana.

E tu, sei ancora sicuro di volere capi in pelliccia nel tuo armadio?