Ricerca senza animali

Ricerca senza animali

Opera con l’obiettivo di liberare tutti gli animali ancora oggi vittime della sperimentazione e di rendere consapevoli i cittadini che esiste già una ricerca scientifica ed etica senza l’utilizzo di animali, che LAV promuove e sostiene attivamente anche perché unico modello utile per la salute dell’uomo e la tutela del Pianeta.

Qualsiasi esperimento eseguito su animali è vivisezione, o sperimentazione "in vivo".

Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma tutti comportano stress e sofferenze dovute non solo alla procedura ma anche alla stabulazione che priva ogni specie delle necessità fisiche e comportamentali. Per questo e per ragioni giuridiche, il termine vivisezione si usa come sinonimo più efficace del generico "sperimentazione animale". I test su animali si effettuano in risposta ad antiquate prescrizioni di legge e i risultati ottenuti sono aleatori e inutili.

Utilizzare animali a scopo sperimentale è antiscientifico, immorale e fuorviante perché nessuna specie vivente può essere modello sperimentale per altre specie a causa delle enormi differenze genetiche, anatomiche, biologiche, metaboliche, psichiche, etologiche che le contraddistinguono: ciò che risulta innocuo negli animali può essere tossico per l’uomo.

Gli animali "da laboratorio", spesso frutto di manipolazioni genetiche, frequentemente differiscono perfino dai loro simili in libertà. Anche le malattie indotte sugli animali a fini sperimentali sono diverse dalle patologie che si manifestano naturalmente.

I test su animali ostacolano l'impiego di sostanze e di tecniche realmente valide alla sperimentazione. Infatti, dover gestire dati fuorvianti ottenuti dai test è un grosso problema e le statistiche sono allarmanti: a fronte di un investimento che va dai 4 agli 11 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo di un farmaco, si ha il 95% di fallimenti per sostanze che nonostante i risultati promettenti ottenuti con gli animali non riescono a confermare la medesima azione sull’uomo con un 40% di mancanza di efficacia e un 20% di effetti tossici sull’uomo non evidenziati con gli animali (Hartung, T.).

Fin dal 1993 abbiamo garantito a studenti e ricercatori il diritto all'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale: oggi siamo l'unico Paese al mondo a farlo.

Abbiamo denunciato la pericolosità ed efferatezza di molte procedure sperimentali e salvato migliaia di animali, dai 2639 beagle di Green Hill alle decine di gatte riabilitate dopo terribili test, o le piccole scimmie uistitì accudite in un centro di recupero.

L'implementazione di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale è l'impegno che chiediamo alle istituzioni. Sostienici anche tu in questa battaglia!