LAV: le nostre campagne - pellicce - caccia alle foche - che cosa fa la lav

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La campagna e gli obiettivi
La LAV ha accolto la richiesta di sostegno dell’IFAW. Ci siamo recati in Canada, abbiamo sorvolato i luoghi della caccia e siamo stati testimoni della crudeltà con cui vengono legalmente sterminate le foche.

Ci stiamo impegnando per fermare il massacro e diffondere in Italia i documenti realizzati in collaborazione con l’IFAW: fotografie, filmati, ricerche scientifiche che dimostrano come tutti i pretesti economici, ambientali e sociali a cui si appella il Governo Canadese per difendere il piano di abbattimento delle foche, siano infondati. La LAV ha fatto pressione affinché anche il Governo italiano prendesse una posizione di condanna verso la caccia alle foche e decidesse di vietare l’importazione, la trasformazione e la vendita di prodotti derivanti dall’uccisione di questi animali.

A febbraio 2006,  l'Italia ha preso una ferma posizione contro il commercio e l'importazione di pellicce derivanti da questo crudele massacro.
L’azione della LAV si concentra su 5 obiettivi principali:

  • ottenere una legge definitiva che vieti l’importazione e il commercio di TUTTI i prodotti derivanti dall’uccisione delle foche (pelli, pellicce, grasso e olio)
  • continuare la pressione verso il Parlamento italiano affinché approvi al più presto questa legge governativa
  • sviluppare azioni di denuncia delle collezioni e marche coinvolte nel commercio di prodotti di foca, organizzando, dove possibile, forme di protesta e di boicottaggio
  • proseguire la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica il cui consenso e posizione danno forza alle nostre istanze
  • portare avanti il lavoro internazionale a sostegno di iniziative contro la caccia in Canada

Passi avanti in Italia
Il 2006 è stato l’anno dell’approvazione del Decreto del Ministero delle Attività Produttive e del Tesoro che ha bandito l’importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese. La LAV chiede di trasformare questo decreto in legge, affinché il nostro paese non sia mai più complice di questa barbarie.

Il 15 marzo 2007 il Senato ha approvato una mozione in cui, tra le altre cose, si impegna il Governo a vietare l’importazione e la commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia alle foche.

Il 21 dicembre 2007 la Commissione Territorio e ambiente del Senato ha approvato in sede deliberante ed all'unanimità il disegno di legge proposto dalla LAV e firmato da maggioranza ed opposizione. La fine della legislatura non ha consentito l'approvazione definitiva del testo alla Camera. Il testo è stato ripresentato con la nuova legislatura e il nostro lavoro sarà ottenere una nuova e definitva approvazione di questa legge di civiltà per gli animali.

Il 17 giugno 2008, il testo approvato nel dicembre scorso viene ripresentato nella nuova Legislatura come Disegno di Legge, n.740, Saia e altri, e assegnato alla Commissione Ambiente. E’ in attesa di essere messo all’Ordine del Giorno.

La manifestazione di Bruxelles
Il 1° luglio 2008, la LAV partecipa, insieme alla maggiori associazioni animaliste a livello mondiale, alla grande manifestazione davanti alla Sede della Commissione Europea per sostenere e sollecitare la Commissione a predisporre l’annunciata proposta di bando definitivo al commercio di pelli e altri prodotti derivati di foca. 

Si procede speditamente
Approvazione all'unanimità, nel dicembre 2008, del disegno di legge proposto dalla LAV, in Commissione Territorio e ambiente del Senato. Ricalendarizzazione, a febbraio, del DDL 740, per trasformare in legge, rafforzare e sanzionare il Decreto ministeriale.

Una vittoria memorabile: 5 maggio 2009
Il Parlamento europeo approva con 550 voti a favore, 49 contrari e 41 astenuti, l’adozione di un bando a tutti gli scambi commerciali di prodotti derivati da foche, all'interno del territorio dell'Unione Europea, ad eccezione di quelli frutto della caccia tradizionale degli Inuit, o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine. Gli Stati membri dell’Unione europea dovranno definire le sanzioni per chi viola tale divieto.

La LAV a Bruxelles