LA NORMATIVE IN VIGORE SUGLI ANIMALI

Allevamenti

La normativa per la protezione degli animali negli allevamenti e sulla protezione degli animali "da macello" è ricca di interventi, sia a livello nazionale che a livello comunitario. Tra le norme generali, vi è il Regolamento di polizia veterinaria in vigore con Decreto del presidente della repubblica 08 febbraio 1954, n.320 (G.U. Serie Pregressa, n.142 del 24 giugno 1954). 

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Galline ovaiole

Dal 1 gennaio 2012 sono vietati su tutto il territorio comunitario gli allevamenti di galline ovaiole nelle vecchie gabbie di batteria: le galline devono essere tenute all'aperto, a terra o in "gabbie modificate", con almeno 750 cm² di superficie a disposizione di ciascuna gallina, un nido, lettiera, posatoi e dispositivi per accorciare le unghie, in modo da soddisfare i loro bisogni biologici e comportamentali. Si tratta di un risultato faticosamente ottenuto dopo anni di battaglie e osteggiato da molti allevatori, attuato in base al combinato disposto della normativa comunitaria (art. 5 Direttiva del Consiglio n.74 del 19 luglio 1999) e nazionale (Decreto Legislativo  29 luglio 2003 n.267).

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Polli

Sottoposti a sistemi d'allevamento tra i più intensivi, in Italia i polli sono regolamentati dal Decreto Legistativo 27 settembre 2010, n.181, in attuazione della Direttiva 2007/43/CE che stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne, E il relativo Decreto del Ministero della Salute "Disposizioni attuative in materia di protezione di polli allevati per la produzione di carne, ai sensi degli articoli 3, 4, 6 e 8 del decreto legislativo 27 settembre 2010, n. 181" e , da pagina 16, la Gazzetta ufficiale GU n.86 del 12-4-2013

Si tratta di norme minime necessarie, ma che non garantiscono un approccio completo ai gravi problemi (elevata densità d'allevamento, selezione genetica, ecc.) di salute e alle sofferenze di miliardi di polli.

Suini

La legislazione in vigore detta tenui norme minime per i suini e per le scrofe in particolare.

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Vitelli

Dal 2005 la normativa che disciplina l'allevamento di vitelli prevede, grazie anche alle campagne svolte dalla LAV, uno spazio maggiore - ma pur sempre limitato - per a farli sdraiare e un’alimentazione integrata con sostanze fibrose. Un debole miglioramento per uno dei sistemi più intensivi di allevamento.

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