Daniza, non si archivi l'inchiesta. Domani udienza a Trento

Chiediamo nuove scrupolose indagini sull’uccisione dell’Orsa Daniza, catturata a Trento il 10 settembre 2014 con un anestetico dall’effetto letale che ha, peraltro, lasciato orfani i suoi due cuccioli di cui si sono perse le tracce dallo scorso autunno.

Domani 28 aprile saremo in udienza dal GIP di Trento Carlo Ancona in relazione al nostro atto di opposizione all’archiviazione dell’inchiesta su questa esecuzione, avanzata dal Procuratore Giuseppe Amato nel dicembre 2014.

Questa mattina abbiamo illustrato le nostre motivazioni nel corso di una conferenza stampa, a Trento, nella quale sono intervenuti Massimo Vitturi (responsabile nazionale LAV Caccia e Fauna Selvatica) e l’Avv. Carla Campanaro (responsabile Ufficio Legale LAV) e Simone Stefani (LAV Trentino).

L’Orsa Daniza uccisa da un anestetico non è l’unico caso con epilogo drammatico. Dal 2008 sono 3 gli orsi vittime di narcosi dall’effetto letale su 16 tentativi di cattura (2006-2014): nel 2008 l’Orsa KG2G3 anestetizzata e con conseguente annegamento presso il Lago di Molveno (Trento), nel 2012 l’Orso JJ5 catturato a Terlago (Trento), poi Daniza (Val di Borzago, Trento) i cui due cuccioli potrebbero non essere sopravvissuti all’inverno e ai pericoli del bosco perché ancora in tenera età (all’epoca dei fatti avevano circa un anno) e bisognosi delle cure materne (fino ai tre anni di età). Sospetto avvelenamento invece per l’Orso M6, avvenuto di recente (28 marzo 2015): un altro caso su cui la LAV attende i risultati autoptici e chiede venga fatta chiarezza.

Il decesso di Daniza non avrebbe mai dovuto verificarsi, ma neppure gli altri decessi, alla luce di quanto prevede la letteratura e le Linee Guida per la narcosiafferma Massimo Vitturi (responsabile nazionale LAV Caccia e Fauna)Alla luce dei tanti quesiti sollevati dalla LAV, appare evidente che il comportamento del veterinario Ivo Casolla non sia del tutto ‘colposo’, a cui si aggiunge l’assenza di necessità e il danno subito dai due cuccioli privati delle indispensabili cure materne e a rischio di sopravvivenza. Proprio sulla loro sorte sollecitiamo indagini urgenti e non cruente”.

Per l’uccisione di Daniza chiediamo di verificare la posizione del Presidente della Provincia di Trento Rossi, del Vice Presidente Olivi, dell’Assessore-veterinario alla caccia Dalla Piccola e di ogni altro responsabile di questa vera e propria esecuzione, rispetto alla violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale - reato di animalicidio che prevede fino a 2 anni di reclusione.

COMUNICATO STAMPA