Il Governo bocci la macellazione aziendale "fai-da-te" proposta in Puglia

Una legge che, violando il Regolamento comunitario, consente la macellazione fai-da-te a fini commerciali,  per abbattere i costi, ma soprattutto per eludere i controlli sulle condizioni degli animali. E'quello che pensiamo della Legge regionale della Puglia n.45 del 30 dicembre 2013, pubblicata sul Burp n.174, che all’articolo 10 consente la macellazione aziendale di pecore, capre, maiali e bovini giovani, finalizzata alla commercializzazione delle relative carni.

Abbiamo immediatamente scritto al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Del Rio, e al Ministro per Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, per chiedere la bocciatura dell’articolo di legge che consente, in violazione degli obblighi comunitari,  la macellazione aziendaleper la successiva commercializzazione nel comune di appartenenza e/o nei comuni limitrofi”.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri, che a breve dovrà pronunciarsi sulla legge regionale pugliese di bocciare l’articolo 10, perché è una palese violazione delle recenti norme comunitarie in tema di macellazione degli animali: un favore agli allevatori locali che, fra l’altro, può costare caro a tutti i contribuenti,  con l’apertura di una procedura di infrazione verso il nostro Paese. Il fatto grave, al di là delle considerazioni economiche, è che permettere la macellazione di grandi animali per uso aziendale al di fuori dei macelli significa eludere tutti quei controlli che oggi ci consentono di verificare che gli animali, sia pure nell’ultimo viaggio, non siano maltrattati.

In base al Regolamento europeo 1099/2009 e al recente Decreto Legislativo 131 del 2013 questo tipo di macellazione è ammessa solo ed esclusivamente per “piccoli quantitativi” di carni di volatili, conigli e lepri, mentre per le altre specie - sempre con l’obbligo dello stordimento preventivo – la macellazione fuori dai mattatoi autorizzati è permessa solamente per “consumo domestico privato”.

Pur essendo contrari alla macellazione, dobbiamo vigilare che questa avvenga secondo la legge, rispettando dunque tutti quegli obblighi che possono assicurare la minor sofferenza per gli animali.  Già in sede di approvazione ci siamo spesi con i nostri volontari della LAV Bari per cancellare questo articolo, ora ci rivolgiamo direttamente al Governo perché lo bocci, facendo rispettare la legge.

Gianluca Felicetti, presidente LAV