Centro di validazione Europeo per i metodi alternativi: la LAV c'è!

Grazie alla Coalizione Europea Eurogroup for Animals, di cui la LAV è rappresentante per l’Italia, è stata organizzata una visita speciale al Joint Research Centre - JRC (Centro comune di ricerca della Commissione Europea) dedicata agli europarlamentari interessati alla tematica animalista e, in particolare, al tema della sperimentazione animale.

Il Centro di ricerca è una direzione generale della Commissione europea: DG-JRC (Directorate-General Joint Research Centre), che dispone di sette istituti di ricerca dislocati in cinque paesi membri dell'Unione Europea (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna), fornendo sostegno scientifico e tecnico alla progettazione, allo sviluppo, all’attuazione e al controllo delle politiche dell’Unione Europea. Nella sede italiana è ospitato l’ECVAM - the European Centre for the Validation of Alternative Methods, un vanto per il nostro Paese, che ha l’onore di avere sul proprio territorio il simbolo della scienza del futuro, basata sui metodi alternativi.

Cinque gli europarlamentari presenti alla visita: Eck Stefan, Hazekamp Anja, Janusz Wojciechowski, Radev Emil e, finalmente, un italiano, Marco Zullo. Un risultato importante, reso possibile anche dalla petizione StopVivisection, approdata in Parlamento Europeo con un’audizione pubblica l’11 maggio scorso (alla quale ha orgogliosamente partecipato anche il Prof. Tamino per l’Italia) e che ha riscosso l’interesse della maggior parte degli eurodeputati che non avevano ancora una posizione certa sull’argomento o preconcetti e che si sono dimostrati desiderosi di conoscere meglio questi “fantomatici” metodi alternativi, troppo spesso etichettati da chi usa gli animali come “metodi complementari” o addirittura come un’invenzione degli animalisti!

Durante la visita all’ECVAM, il team internazionale che ha accolto la nostra delegazione, ha evidenziato principi fondamentali come la “sicurezza del cittadino” e la necessità di investire nelle alternative alla sperimentazione animale,  per dare una vera speranza ai malati (anche in relazione a mali diffusi come il cancro, spesso legato all’esposizione ad ingredienti, conservanti e interferenti tossici accumulati nei cibi, fatto particolarmente significativo nell’anno dell’EXPO dedicato alla nutrizione) e al pianeta che sta implodendo, avvelenato da pesticidi e materiali tossici.

Chiarificatori gli interventi del Direttore generale del JRC e del Direttore per il dipartimento che lavora sulla salute e la protezione del consumatore, che hanno ribadito quanto i metodi alternativi permettano un approccio integrato (colture cellulari, tessuti 3D, simulazioni al computer, genetica, chimica, statistica..), mentre l’uso dell’animale, oltre a non essere attendibile, si limiti ad un approccio lineare, secondo uno schema: animale -> test -> risultato.

E’ stato inoltre sottolineato quanto la definizione di alternativo sia limitata, poiché i test messi a punto non sono “solo” sostituzioni di modelli animali, ma vere e proprie scoperte scientifiche che permettono l’avanzamento della conoscenza; basti pensare a un tessuto umano ricostruito: non è semplicemente un’alternativa all’animale, ma pura bio-ingegneria. D’altra parte va ricordato come  l’uso di animali, che fornisce dati inutilizzabili, stia diventando un problema economico che pesa sul bilancio pubblico e àncora la ricerca a quadri regolatori antiquati.

La visita ai laboratori ha aperto uno scenario incredibile: immense stanze robotizzate dove braccia meccaniche fanno in pochi minuti il lavoro che un intero team farebbe in un mese, screening tossicologici avanzatissimi e modelli che sembrano usciti da un film di fantascienza, con  neuroni provenienti da cellule staminali son in grado di sviluppare un “cervello in miniatura”, capace di trasmettere impulsi nervosi e reagire ad eventi esterni (con un microscopio speciale si potevano vedere pulsare le zone attive allo stimolo).

Questa è la vera ricerca, questo il futuro per noi, gli animali e la Terra.