Pellicce, LAV in audizione in Commissione Agricoltura al Senato

La LAV è stata ascoltata oggi in relazione alla situazione del comparto dell'allevamento degli animali “da pelliccia”, nell’audizione che si è tenuta presso l’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentati dei Gruppi dalla Commissione Agricoltura del Senato. L’audizione è stata accordata per replicare alle posizioni espresse dall’Associazione Italiana Pellicceria, ascoltata a luglio.

Simone Pavesi, il nostro responsabile nazionale di settore, ha illustrato ai Senatori le ragioni per le quali il Parlamento deve vietare (e con urgenza) l’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Questa audizione è la risposta della LAV al tentativo intrapreso dall’Associazione Italiana Pellicceria di rilanciare il settore (che oggi vede circa 20 allevamenti di visoni ancora attivi) attraverso un non ben identificato sostegno del Parlamento. 
 
E’ evidente che l’industria della pellicceria, e soprattutto gli ultimi allevatori di visoni, stanno subendo l’effetto del cambiamento culturale della nostra società, dove oltre il 90% degli italiani si è detto favorevole al divieto di allevare animali per la produzione di pellicce (Eurispes, “Rapporto Italia” 2015), mentre sono già il 12% i consumatori europei che acquistano esclusivamente prodotti di abbigliamento Animal Free, senza cioè alcun componente animale come pelliccia, piume, pelle, lana e seta (ISPO, “La propensione all’acquisto di capi d’abbigliamento animal-free”, 2015); percentuale che sale al 78,6% nella propensione d’acquisto se i consumatori ricevono informazioni di base circa gli aspetti negativi tipici delle produzioni animali (in termini d’impatto sul trattamento degli animali e sull’ambiente).

Pavesi ha quindi evidenziato le questioni di carattere scientifico, etico, ambientale, sociale ed economico, che ancora attendono una definitiva risposta delle Istituzioni, nonostante la proposta di legge della LAV per il divieto di questa forma di allevamento sia già stata formalmente presentata, due anni fa, in ben 3 atti parlamentari (S.62, Senatrice Amati; C.288, Onorevole Brambilla; C.2148, Onorevole Gagnarli)  ancora “congelati” nelle Commissioni referenti.

Leggi la Nota LAV consegnata ai Senatori