Sì del Senato alla chiusura di Green Hill

Positivo oggi il voto dell’Aula del Senato sui principi e criteri di recepimento restrittivo della direttiva europea sulla vivisezione 2010/63. Un altro passo in avanti verso l’approvazione definitiva dei vincoli che permetteranno di avere una legge che chiuderà definitivamente l’allevamento Green Hill, vieterà alcune pratiche e limiterà alcuni utilizzi dei quasi 900mila animali che ogni anno vengono ancora torturati e uccisi nei laboratori italiani, incentivando effettivamente il ricorso ai metodi sostitutivi di ricerca.

Per questo ringraziamo le senatrici e i senatori Amati, Cirinnà, De Petris, Fissore, Granaiola, Repetti, Silvestro, Uras che con l’on.Brambilla hanno condotto questa battaglia ottenendo il Sì dei Ministri della Salute Lorenzin e delle politiche europee Moavero, nonché tutti i senatori che hanno votato a favore delle proposte che eviteranno così un recepimento-fotocopia della direttiva.

Purtroppo in Parlamento non era all’ordine del giorno il no totale alla vivisezione, il nostro obiettivo, e per questo sosteniamo l’iniziativa europea dei cittadini “Stop Vivisection” che non è in antitesi con questa battaglia, ma questo articolo 12 delle Legge di delegazione europea 2013, rappresenterà una svolta e un esempio per tanti altri Paesi.

Nessuno infatti è mai andato così vicino nel vedere riconosciuti alcuni diritti degli esseri senzienti che subiscono violenze inutili in nome di una falsa scienza. Principi fondamentali anche per la rinascita del Paese, vengono infatti sostenuti e promossi i metodi alternativi che attualmente rivestono solo un ruolo secondario, mentre sono molte le potenze economiche internazionali che stanno investendo in questa promettente area. Questo articolo è una speranza per tutto il Paese che deve trovare nella ricerca innovativa ed eticamente compatibile un motivo di eccellenza e rinascita.

Tra i punti più importanti approvati (maggiori dell’articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011 che abbiamo difeso per mesi e mesi durante la scorsa Legislatura) c’è il divieto di allevamento di gatti, primati non umani, e cani, che porterebbe alla chiusura immediata del tristemente noto allevamento “Green Hill”, il coronamento di una battaglia di attivisti e associazioni in corso da anni. Inoltre sarebbero vietate le sperimentazioni più dolorose (quelle senza anestesia), gli xenotrapianti e gli esperimenti bellici, prassi che riflettono una scienza dell’800 e l’eco della terrificante parola vivisezione, i test sulle sostanze d’abuso (alcool, tabacco, droghe), gran parte della didattica. E infine il sostegno allo sviluppo dei metodi sostitutivi e l’applicazione del titolo IX-bis del Codice penale per chi violerà la nuova normativa.