Tagliole per la cattura, UE: nessuna deroga al divieto

In riferimento alla denuncia avviata nel 2011 dalla LAV circa la pratica di catturare animali negli USA tramite tagliole per esportarne le pelli sul mercato europeo, la Commissione UE ha risposto all'interrogazione presentata dall’On. Andrea Zanoni (e sottoscritta da numerosi altri europarlamentari di Germania, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Repubblica Ceca, Romania e Paesi Bassi, appartenenti a tre diversi gruppi politici-ALDE, Verdi e Socialisti), rassicurando sulla decisione di non concedere “deroghe al divieto imposto dall'UE sull'utilizzo di tagliole. Tuttavia, tali misure devono essere basate su prove concrete e la Commissione non può sospendere le importazioni di pellicce finché le indagini non sono terminate e finché non è dimostrato che negli USA si impiegano metodi di cattura crudeli”.

Alla quarta riunione del Comitato di Gestione Comune dell'Accordo Internazionale sulle norme relative a metodi di cattura non crudeli (IAHTS) tenutosi nel mese di dicembre 2012, la Commissione UE ha sottoposto all'attenzione della delegazione statunitense, la relazione presentata dalla LAV, che dimostra come l'uso di tagliole rappresenti una pratica diffusa, regolamentata e autorizzata negli Stati Uniti.
La delegazione degli USA sta esaminando la questione e dovrebbe riferire alla Commissione UE nelle prossime settimane.
Il Regolamento (CEE) n.3254/91 del Consiglio vieta l'uso di tagliole nell'Unione Europea. Il divieto riguarda anche l'importazione nell'UE di pellicce e di prodotti manufatti di alcune specie di animali selvatici originari di paesi che utilizzano per la loro cattura tagliole o metodi non conformi alle norme concordate a livello internazionale in materia di cattura mediante trappole senza crudeltà.

Tuttavia tra UE e USA (così come con Canada e Russia), sono vigenti i cosiddetti “Accordi Internazionali sulle catture senza crudeltà” (IAHTS International Agreements on Humane Trapping Standards) che permettono di non applicare il Reg. 3254/91 ai Paesi sottoscrittori e che, nelle modalità in cui sono implementati in particolare in USA, consentono la cattura di animali (e quindi l’esportazione verso l’Europa di pellicce) tramite dispositivi che per metodologia di funzionamento altro non sono che vere e proprie tagliole.
Tale pratica venne denunciata nel 2011 dalla LAV con la divulgazione del video denuncia “Victims of Vanity” (realizzato dall’associazione americana Born Free USA e dall’inglese Respect for Animals), e a seguito della quale la LAV ha più volte incontrato il Ministero per gli Affari Esteri che celermente ha poi sottoposto la questione alle istituzioni comunitarie al fine di trovare una rapida soluzione.

“In attesa di conoscere le argomentazioni che gli USA presenteranno a loro difesa, la risposta della Commissione UE è senz’altro rassicurante – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce - Tuttavia sarebbe opportuno iniziare a sospendere con effetto immediato tali importazioni frutto di catture palesemente violente, in attesa che le indagini e i conseguenti provvedimenti finali siano portati a conclusione”.

La LAV ringrazia l’On. Andrea Zanoni e tutti gli altri Europarlamentari che stanno mantenendo alta l’attenzione verso questa grave forma di sfruttamento degli animali, che rappresenta un business di oltre 130milioni di euro (solo per le esportazioni dagli USA all’Europa) e comporta la cattura e la morte di oltre 4milioni di animali di 26 specie diverse.