LAV Bologna, ASSOCIAZIONE NON SPECISTA

Da settembre 2011, insieme ad altre associazioni, abbiamo costituito un'aggregazione di associazioni, con l'obbiettivo di diffondere con maggiore incisività i principi dell'etica non specista e di avere maggiore forza nel rapporto con le istituzioni comunali, provinciali e regionali. Questi i principi ispiratori delle nostre azioni:

- CARTA DELLE ASSOCIAZIONI

Carta delle Associazioni non speciste dell’Area bolognese

La sensibilità per la promozione dei diritti degli animali è un capitale culturale che va difeso e accresciuto. Il rispetto delle specie non umane si fonda sul riconoscimento della loro qualità di esseri senzienti, portatori di un primario diritto di non discriminazione antropocentrica (uccisione, violenza, maltrattamento, restrizione della libertà, abuso, sfruttamento, disprezzo, scherno). Oggi ravvisiamo una pluralità di segnali di controtendenza che provengono, con maggiore preoccupazione, dal versante delle Istituzioni Pubbliche. Riscontriamo da parte di esse una grave sottovalutazione dell’ampia opinione pubblica che condivide le nostre posizioni, a vantaggio di poche e circoscritte categorie (in primis cacciatori) che ricevono eccessive attenzioni. Le Associazioni dell’Area bolognese che sottoscrivono la presente Carta, si propongono di rendere nuovamente udibile la forza del messaggio culturale che da decenni promuovono, assumendo, quali punti di orientamento, le seguenti finalità: - ricondurre l’attenzione dell’opinione pubblica sul valore centrale del rispetto della vita animale; - conseguire interventi legislativi, regolamentari e amministrativi in favore del fattuale riconoscimento dei diritti animali; - accrescere la sensibilità e la partecipazione pubblica sulle tematiche elencate nel successivo punto 5; - contrastare ogni espressione di discriminazione antropocentrica (cfr. punto 2). L’impegno che oggi si assume, a partire dalla collaborazione paritetica, si polarizza su problematiche significative e di ampia risonanza, con particolare attenzione agli effetti su scala locale: allevamenti intensivi; vivisezione; pratiche ittiche e venatorie; maltrattamenti e abusi con danni fisici e psicologici; spettacoli con animali (circhi, zoo, mostre, ecc.); senza distinzione di specie. Le azioni, coerenti con le finalità sopra richiamate, si informano ai criteri della condivisione e della unitarietà, con il preminente obiettivo di massimizzarne l’efficacia. Esse si articoleranno in: campagne di comunicazione e sensibilizzazione su quotidiani e periodici locali (anche con l’intervento di sponsor e testimonial); comunicati stampa; mailing-list, manifesti; azioni giudiziarie; azioni di pressione, anche mediatica, nei confronti degli attori politici locali; iniziative politico-culturali. Sottoscrivendo la Carta, le Associazioni danno vita ad un Tavolo di lavoro che tratterà le azioni da intraprendere. Il Tavolo si riunisce periodicamente. Ciascuna Associazione ha libertà di proposta e di partecipazione. L’adesione alla Carta è libera ed aperta ad ulteriori contributi; l’adesione assume un primario carattere simbolico e non interferisce in alcun modo sulle peculiarità di fini, programmatiche e organizzative delle Associazioni aderenti. Sottoscrivono i Presidenti/Responsabili delle Associazioni: Animalisti Italiani Laura Budriesi Animal Liberation Lilia Casali Cento per Cento Animalisti Cristina Marzocchi La Compagnia degli animali Lina Venturi Cruelty Free Maurizio Pianazzi LAC Carla Carrara LAV Annalisa Amadori LIPU Nadia Caselli OIPA Paolo Venturi Pianeta Zeta Silvia Oberoi Quelli della Notte Thea Mondini Lega Naz.le per la Difesa del Cane Annamaria Scarani WWF Bologna Massimo Bolognesi LIDA Gianfranco KolletzeK Bologna, 26 luglio 2011

- MANIFESTO ANTISPECISTA

Ogni giorno vengono distrutti 151 Kmq di foresta; scompare una specie vivente; sono macellati 163 milioni di animali; si inquinano le acque e l’aria con i veleni delle attività umane. Ogni anno in Italia 1 milione di animali è torturato nei laboratori della vivisezione; 100 milioni sono uccisi dai cacciatori. Difendi la vita e gli habitat, il tuo pensiero e il tuo stile di vita contano. L’antispecismo (o non-specismo) è un principio etico e politico, un modello culturale - che si oppone alle condotte umane che rivelano e generano discriminazioni di specie, squalificando i non-umani a meri oggetti di produzione, d’uso e di consumo, da cui ricavarne utilità, piacere o profitto. La discriminazione di specie si compie ogni giorno secondo infiniti rituali violenti, diretti, ed in modi silenti, indiretti. Si celano dietro le pareti nivee dei laboratori, quelle imbrattate dei mattatoi, negli allevamenti, dietro sbarre, gabbie, catene, reti di contenimento o di cattura. Si nascondono nel gioco della caccia, nelle abitudini alimentari, nella vanità della cosmesi, nel capriccio di un indumento, persino nelle feste paesane. L’antispecismo considera gli esseri viventi nella loro condizione sensibile e cosciente e persegue l’obiettivo di tutelare le soggettività - prima ancora delle comunità dei gruppi o delle specie - con il riconoscimento del diritto alla vita, all’integrità fisica ed etologica, a non subire violenze, né abusi, a non soffrire. La consegna della soggettività, politica e giuridica, implica la cancellazione dello sfruttamento e del dominio dell’uomo sugli altri esseri viventi, la salvaguardia degli habitat, la conservazione della biodiversità. L’antispecismo rifiuta il doppio standard morale specista che stabilisce regole etiche garantiste e a chi applicarle, e assegna gradi via via più blandi di considerazione morale agli altri esseri viventi, retaggio di millenarie forme di prevaricazione. Lo specismo, selezionando i gradi di tutela, asserisce un pericoloso arbitrio. Se esseri senzienti possono essere degradati a “cose”, sfruttati e uccisi, dove si colloca e chi decide il punto di demarcazione? Se l’essere umano ne ha la volontà e la forza, perché non dovrebbe sfruttare chiunque? Le conseguenze dell’arbitrio si fanno più vicine e comprensibili quando si sposta l’analisi al livello intraspecifico umano. Innumerevoli individui e popoli vivono afflitti da gravi forme di aggressione e di dominio dell’uomo sull’uomo: spoliazione di patrimoni comuni e di culture, sfruttamento, disuguaglianze, privazione delle liberta, discriminazioni di etnia, di origine, di sesso, di status, nel lavoro e nel pensiero. Lo specismo efferato degli umani sugli animali e lo specismo oppressivo e complice degli umani sugli umani, rappresentano due lati del medesimo problema: il radicamento secolare dell’ideologia del dominio e del potere. Contro di esso agisce, con realismo e speranza, una possibile soluzione comune. Profonda, ma non inconseguibile. Una rifondazione etica e storica, un’inversione di valori, dall’antropocentrismo al biocentrismo, dalla negazione alla valorizzazione del “diverso”. Le Associazioni: Animal Liberation Lilia Casali Bolognazoofila Paola Arbizzani La Compagnia degli animali Lina Venturi,Guidina Fideghelli Cruelty Free Maurizio Pianazzi LAV Bologna Annalisa Amadori Lega Naz.le Difesa del Cane Bologna Annamaria Scarani LIDA Bologna Gianfranco Kolletzec LIPU Bologna Nadia Caselli OIPA Bologna Paolo Venturi Pianeta Zeta Valentina Franci Quelli della Notte Thea Mondini WWF Bologna Angelo Michelucci