1. Mercatino di Natale, Bolzano da quest'anno niente presepe vivente con animali, dal 2018 stop anche ad attività con i ponies

    03/11/2017

    Mercatino di Natale, Bolzano da quest'anno niente presepe vivente con animali, dal 2018 stop anche ad attività con i ponies

    La sede LAV di Bolzano esprime una soddisfazione quasi completa riguardo la decisone che ha preso il Comune di Bolzano, accettando quasi tutte le nostre richieste in merito alla presenza e all’utilizzo di animali all’interno del Mercatino di Natale.
    Nella nostra istanza inoltrata lo scorso Ottobre, considerato anche alcuni eventi accaduti nelle precedenti edizioni, si richiedeva che non venissero più utilizzati ed esposti animali durante tutta la durata della manifestazione.

    La richiesta è stata integrata con delle motivazioni, le quali si basano soprattutto sul fatto che gli animali utilizzati, appartengono a specie che per loro natura, per il loro habitat quotidiano non sono abituate a essere sottoposte al forte rumore e al continuo contatto da parte delle migliaia di visitatori e che non è presente alcun elemento educativo nell’ esposizione di un animale al di fuori dal proprio habitat.

    Il Comune di Bolzano ci ha rassicurato tramite documentazione scritta che da questa edizione e per gli anni futuri non verrà più allestito il presepe vivente con animali e che dall’edizione 2018 anche l’attività dei ponies andrà a scomparire.
    Per un migliore approccio, per maggior rispetto e per conoscere realmente gli animali, crediamo che il metodo migliore sia quello di conoscerli nel proprio habitat naturale, e non in contesti così fortemente deprivanti. Invitiamo i cittadini ad una presa di posizione etica e quindi a non portare i bambini a fare il giro sui ponies.

    Ringraziamo il Sindaco Dott. Renzo Caramaschi, il Vice Sindaco Dr. Christoph Baur e l’Ufficio Attività Economiche del Comune di Bolzano per il supporto nell’accettare quanto richiesto e per la strada intrapresa a favore degli animali.

  2. GRAN PREMIO DI MERANO 2017, DOPO LA MORTE DI PERFECT GENTLEMAN NEL 2015, ALTRI DUE CAVALLI HANNO PERSO LA VITA DURANTE LA MANIFESTAZIONE MERANESE.

    05/10/2017

    GRAN PREMIO DI MERANO 2017, DOPO LA MORTE DI PERFECT GENTLEMAN NEL 2015, ALTRI DUE CAVALLI HANNO PERSO LA VITA DURANTE LA MANIFESTAZIONE MERANESE.

    Merano. Nei giorni scorsi trapelava la notizia che due cavalli fossero morti durante l’ultimo gran Premio di Merano svoltosi il 23 e 24 ottobre all’ippodromo di Merano. 
    Purtroppo queste voci sono state poi confermate dal servizio veterinario, il quale ha confermato il decesso di due animali, uno sabato e uno domenica. Sembrerebbe che i cavalli siano stati addormentati a seguito di due brutte e fatali cadute, naturalmente nell’indifferenza e nel silenzio più totale.
    Questo conferma per l’ennesima volta la quantità di sevizie a cui sottoponiamo gli animali, dalle più palesi come il trattamento riservato ai tori nelle corride, alle meno evidenti, come costringere un cavallo a un comportamento innaturale, spingendolo oltre il limite, fino a provocarne la morte. 
    Le corse ippiche appaiono alla maggior parte delle persone come un simpatico divertimento in cui coinvolgere tutta la famiglia, un momento Glamour, in cui sfoggiare vestiti sgargianti, bellissimi cappelli e assaporare un buon bicchiere di vino, ma bisogna prendere anche coscienza del fatto che i cavalli non si divertono affatto. Il cuore che pulsa, sempre più forte, a volte pare stia per scoppiare, la paura, l'ansia, il dolore, e ancora la paura. 
    Ogni anno in Italia molti cavalli muoiono durante le competizioni, gli allenamenti, e se sopravvivono alla carriera in ippica si spalancano per loro le porte di un futuro incerto, fatto di altro lavoro o il rischio di finire nelle corse clandestine, fino alla fine dei loro giorni.
    Nati per essere schiavi, sfruttati per denaro e cupidigia, pagliacci alla corte di un re crudele incapace di provare empatia e che non vuole rinunciare a nulla. Sono solo animali. Un ultimo pensiero forse, prima della morte, finalmente, la libertà.

  3. Merano, gara con i cammelli, evento inutile e fuori contesto.

    18/09/2017

    Merano, gara con i cammelli, evento inutile e fuori contesto.

    Merano.Con grande dispiacere tramite i quotidiani locali abbiamo appreso la decisione presa da parte della società “Merano Galoppo”, la quale gestisce l’ippodromo di Merano, di introdurre all’interno dell’evento del prossimo 24 settembre un esibizione di cammelli.
    Lo stesso tentativo è stato provato nel 2012, poi annullato.
    Le corse dei cammelli vengono svolte nei paesi arabi, in determinate condizioni atmosferiche e di terreno, dove i proprietari di solito sceicchi utilizzano questi animali per le scommesse.
    Naturalmente siamo a condannare tale attività, ma siamo ancor più sconvolti del fatto che per solo scopo commerciale questi animali, assolutamente non appartenenti al territorio altoatesino dovranno percorrere svariati km, visto che i cammelli sembra che verranno trasportati dalla Germania.
    Qualora durante l’evento sarà prevista la possibilità di avvicinarsi o toccare gli animali, è bene ricordare che nella nostra Provincia sono in vigore le linee guida cites, che sottolineano la pericolosità del cammello in quanto animale morsicatore, in particolare per quanto riguarda il contatto con il pubblico.
    Questa manifestazione  va totalmente controcorrente all’immagine che l’Alto Adige vuole trasmettere alle persone di fuori regione, infatti l’Alto Adige si vanta delle sue forti tradizioni e delle attività locali, ma che in questo caso fanno un gran buco nell’acqua, questa rappresenta una scelta fuori da ogni logica, contesto e buongusto. 
    Già per tutto l’anno la struttura meranese utilizza e sfrutta i cavalli per le proprie gare, dove all’interno delle stesse sono già capitati alcuni incidenti, in alcuni di questi casi è pervenuta anche la morte dei cavalli.
    Questa iniziativa, per noi rappresenta una squallida manovra pubblicitaria da parte di Merano Galoppo per cercare di pubblicizzare un settore che è in grave crisi da anni, inoltre cosi facendo l’azienda sta andando fortemente controcorrente rispetto al Comune di Merano, il quale proprio pochi mesi fa ha approvato un regolamento di tutela animali a sottolineare la loro ricerca di continuo miglioramento.
    Chiediamo pertanto alla società Merano Galoppo di tornare sui suoi passi e togliere dall’evento i cammelli e a tutta la cittadinanza di boicottare la manifestazione, come sono  da boicottare tutti quegli eventi che sfruttano e utilizzano animali.

  4. Serata a favore del CRAB, ottima risposta da parte della cittadinanza.

    08/09/2017

    Serata a favore del CRAB, ottima risposta da parte della cittadinanza.

    Bolzano. Mercoledì 6 settembre, la LAV Bolzano, ha organizzato presso il Bar/Osteria Da Picchio a Bolzano un aperitivo a favore del CRAB, centro di recupero avifauna di Bolzano.
    Il CRAB è una associazione che opera sul territorio della provincia di Bolzano e, su autorizzazione dell'assessorato provinciale competente in materia di fauna selvatica, si occupa di curare e reintrodurre in natura uccelli e piccoli animali selvatici (come ricci, mustelidi, chirotteri, scoiattoli, ecc.) rinvenuti malati, feriti, debilitati o privati delle cure parentali. Più di sessanta persone hanno partecipato attivatamene all'iniziativa, le quali assaporando un buon piatto vegano e contribuendo con una piccola donazione sono stati i protagonisti alla riuscita della serata, inoltre il personale del crab, presente alla serata, ha potuto informare le persone sulla loro attività.
    L'intero ricavato del piatto verrà devoluto nei prossimi giorni totalmente al centro, il quale attualmente non naviga in buone acque. Auspichiamo una maggiore partecipazione da parte degli enti Comunali e Provinciali per risanare un luogo che è un appoggio per tutta la cittadinanza nel caso in cui trovasse un animale selvatico ferito e soprattutto è fondamentale per la cura dei piccoli animali selvatici.
    Ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato alla serata e lo staff del Bar/Osteria da Picchio per la collaborazione e per la grande disponibilità concessa.

  5. No alla caccia nei parchi naturali, evento organizzato da LAV, LAC, WWF e UGDA

    22/08/2017

    No alla caccia nei parchi naturali, evento organizzato da LAV, LAC, WWF e UGDA

    All’interno dello splendido scenario del lago di Braies, meta di numerosi turisti, le associazioni LAV, LAC, WWF e UGDA nella giornata di domenica di 20 agosto hanno organizzato una camminata per ribadire la contrarietà alla caccia ma soprattutto che venga svolta all’interno dei parchi naturali.
    I parchi naturali sono delle aree dove all’interno di esse la fauna selvatica gode della massima tutela , purtroppo nei parchi dell’ Alto Adige questo non viene garantito, infatti ai cacciatori è garantito di abbattere numerosi animali.
    Durante l’evento le associazioni hanno distribuito numeroso materiale ai turisti presenti sul posto, informandoli su quanto avviene all'interno dei parchi in Alto Adige, trovando consensi per l’iniziativa e indignazione per la decisione da parte dell’ Amministrazione Provinciale di abbattere  animali che popolano queste aree.

  6. GIUNTA PROVINCIALE E TUTELA DEGLI ANIMALI SELVATICI. L'ASSESSORE SCHULER ESPRIME FELICITÀ ANNUNCIANDO IL MASSACRO DI 1400 MARMOTTE.

    16/08/2017

    GIUNTA PROVINCIALE E TUTELA DEGLI ANIMALI SELVATICI. L'ASSESSORE SCHULER ESPRIME FELICITÀ ANNUNCIANDO IL MASSACRO DI 1400 MARMOTTE.

    Grazie alla complicità tra il Ministro dell’ambiente Galletti – il peggiore nella storia della Repubblica – l’assessore all’agricoltura Schuler e l’ufficio caccia della Provincia, da quest’anno i cacciatori altoatesini potranno uccidere anche le marmotte. Una specie protetta in tutta Italia – ucciderne anche un solo esemplare nella confinante provincia di Belluno configura il reato di bracconaggio – ma non in Alto Adige dove, con il pretesto dei danni procurati alle piste da sci, ne potranno essere uccise 1.400. Con grande felicità dell’assessore Schuler espressa nei quotidiani locali, oramai apertamente schierato a favore dei cacciatori e del loro sanguinario passatempo, del tutto indifferente alla vita e alla sofferenza degli animali selvatici.

    Per anni la LAV ha bloccato al TAR gli atti provinciali che disponevano l’uccisione di decine di migliaia di marmotte.

    “Al punto che lo scorso anno la Giunta provinciale si è dovuta rivolgere al Presidente del Consiglio giungendo a scomodare persino il Presidente della Repubblica pur di riuscire a bloccare i nostri interventi a tutela degli animali selvatici – dichiara Eros Torbol responsabile della LAV bolzanina – ora sarà via libera a un vero e proprio massacro, eseguito con il pretesto dei danni che le marmotte apporterebbero alle piste da sci”
    Che il motivo dei danni sia solo un pretesto, lo si capisce dalle dichiarazioni della Provincia, secondo la quale le marmotte sarebbero responsabili anche dei danni procurati alle saune! Una fervida fantasia, non c'è che dire. Di questo passo l’ufficio caccia riuscirà ad accusare quegli innocui animali di essere responsabili pure dello scioglimento dei ghiacciai!
    Il massacro delle marmotte si aggiunge ad altri recenti provvedimenti provinciali smaccatamente filo venatori, quali l’anticipo di ben 45 giorni dell’apertura della caccia alla volpe e la prossima inclusione dello stambecco tra le specie cacciabili, animali protetti ma di estremo interesse dei cacciatori che ambiscono ad impossessarsi del loro palco (le corna).

    La Provincia di Bolzano si dimostra smaccatamente a favore di ogni richiesta proveniente dai cacciatori, anche la più estrema. Uno sbilanciamento preoccupante perché oltre a comportare l'uccisione per puro divertimento di migliaia di animali, impoverisce la biodiversità che è patrimonio di tutti i cittadini. Uno sbilanciamento che ha un chiaro obiettivo, raccogliere ipotetici consensi da parte dei cacciatori in vista delle prossime elezioni.

  7. Alto Adige: LAV: positiva la raccolta a favore degli animali ospiti nei rifugi privati dell' Alto Adige.

    30/07/2017

    Alto Adige: LAV: positiva la raccolta a favore degli animali ospiti nei rifugi privati dell' Alto Adige.

    Ieri, con la giornata presso il negozio Arcaplanet si è concluso il mese di raccolta solidale che la LAV Bolzano ha indetto a favore degli animali ospiti nei rifugi privati dell’Alto Adige.
    Non possiamo che essere soddisfatti del materiale ricevuto, il quale entro breve verrà distribuito ai vari destinatari.

    Considerato il momento e la cronaca regionale, si è approfittato dell’occasione per distribuire alle persone, un adesivo Pro Orso e un vademecum sul comportamento da tenere in caso d’ incontro con il plantigrado.

    Vogliamo ringraziare tutte le persone che con un gesto di solidarietà hanno donat sia cibo che materiale, i punti di raccolta che per tutto luglio hanno dato la loro disponibilità, a Bolzano la Clinica Veterinaria Centro Storico e il Centro commerciale For You, a Laives l' Ambulatorio Veterinario San Giacomo e il negozio Simba il Re delle Crocchetta mentre a Merano l' Estetica CI di Nalini Cinzia.
    Inoltre ringraziamo il punto vendita di Bolzano della catena Arcaplanet, la quale con la sua disponibilità ha collaborato nel successo dell’iniziativa.

  8. Alto Adige: LAV organizza raccolta cibo e materiale a favore dei rifugi privati dell'Alto Adige

    30/06/2017

    Alto Adige: LAV organizza raccolta cibo e materiale a favore dei rifugi privati dell'Alto Adige

    La LAV Bolzano, dopo che gli scorsi anni ha organizzato raccolte a favore delle colonie feline presenti sul territorio del Comune di Bolzano, quest'anno organizza per tutto il mese di Luglio una raccolta solidale di cibo e di materiale a favore degli animali ospitati all'interno dei rifugi/canili privati siti in Alto Adige.

    L'evento si concluderà il giorno 29.07.17 con una giornata di raccolta presso il negozio Arcaplanet in via Avogadro 3 a Bolzano.
    Non si accetteranno donazioni in denaro.

    Per chi volesse contribuire potrà consegnare il materiale direttamente presso i seguenti punti di raccolta oppure contantandoci.

    - Bolzano, Centro commerciale naturale For You, Via Torino 31
    - Bolzano, Clinica Veterinaria Centro Storico, via dei Vanga 51
    - Laives, Simba il Re della Crocchetta, via J.F. Kennedy 254
    - San Giacomo, Ambulatorio Veterinario San Giacomo, via S. Giacomo 136

    - Merano, Estetica CI di Nalini Cinzia, Via Mozart 17
    - Sinigo, contattare il numero 347 - 9768594

  9. Merano, nuovo regolamento Polizia Urbana : più diritti per gli animali.

    30/06/2017

    Merano, nuovo regolamento Polizia Urbana : più diritti per gli animali.

    Il giorno 28 giugno il consiglio Comunale di Merano con 22 voti favorevoli e 10 astensioni ha approvato la modifica al regolamento di Polizia urbana che prevede nuove norme a tutela degli animali.
    La LAV ha collaborato per la stesura del documento, incontrando e confrontandosi in più occasioni con l’Assessora Madeleine Rohrer chiedendo che all’interno del regolamento venissero introdotti alcuni punti che andassero a migliorare la protezione degli animali, alcuni dei quali sono stati accettati.
    Tra i vari punti che si trovano all’interno dell’articolo 20, si possono evidenziare il divieto di utilizzo senza deroghe di animali durante l’attività della questua, il divieto di offrire animali in omaggio o in premio, mentre vi sarà la possibilità di entrare con il proprio cane all’interno di tutti gli uffici comunali.

    Siamo soddisfatti - dichiara la LAV - crediamo che questo documento sia un buon punto di partenza per poter aver una maggior tutela verso gli animali, inoltre con questo testo il Comune di Merano prende un chiaro e importante impegno verso tutti i cittadini in merito alla protezione degli animali.
    Ringraziamo il Comune di Merano per la collaborazione e soprattutto l’Assessora Madeleine Rohrer per il suo impegno dato in questi mesi d’incontri.

  10. Camminata contro la caccia nei parchi naturali.

    12/06/2017

    Camminata contro la caccia nei parchi naturali.

    Il lago di Braies è uno dei laghi più belli delle Dolomiti, si trova nel Parco Naturale di Fanes - Sennes - Braies. In questo bellissimo paesaggio vengono ambientate le riprese della serie TV "Un passo dal cielo".
    La camminata è stata organizzata per protestare contro la caccia nei Parchi naturali della Provincia di Bolzano. I parchi dovrebbero essere aree destinate alla protezione della natura e degli animali. In realtà, per gli animali selvatici, queste non sono aree protette.
    La Provincia di Bolzano consente purtroppo che qui venga praticata la caccia. Nei parchi naturali dell'Alto Adige vengono uccisi ogni anno migliaia di animali tra camosci, caprioli, cervi, lepri, galli forcelli e altre specie più rare.

    Durante tutto l'evento verrà distribuito a turisti e visitatori del Parco, del materiale informativo, per spiegare la situazione venatoria all'interno della nostra provincia, che sta elaborando un documento per poter abbattere anche stambecchi e marmotte, specie protette nelle altre regioni italiane.
    Parleremo inoltre dell’ambiente alpino, degli animali che vivono all'interno dei nostri boschi e del pericolo che la caccia rappresenta per gli animali selvatici.

    L'appuntamento è alle ore 10.30 nei pressi dell’hotel Lago di Braies.
    Si consiglia di portare con se abbigliamento caldo e calzature da montagna.
    L'evento avrà inizio alle ore 10,45, verrò svolto una passeggiata di circa 3 km intorno al lago, il percorso è facile e adatto a tutti.
    Pranzo al sacco.

    COME ARRIVARE
    In macchina: da Bolzano, si percorre l’A22 fino all’uscita di Bressanone. Da qui si prende la strada statale 49 che attraversa la Val Pusteria. Superato il paese di Monguelfo si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Ferrara e Val di Braies.

    In treno: alle ore 8.00 da Bolzano fino a Fortezza, dove si cambia fino alla stazione di Villabassa che si trova a circa 10 km dal lago. Da qui si prosegue con l’autobus (piazza Von Kurz), linea autobus 442 che porta fino alla fermata del lago di Braies.

  11. COMUNE DI LAIVES: NON PREVEDERE L'OPZIONE VEGAN NEL NUOVO REGOLAMENTO REFEZIONE SCOLASTICA E' UN ATTO DISCRIMINATORIO

    22/05/2017

    COMUNE DI LAIVES: NON PREVEDERE L'OPZIONE VEGAN NEL NUOVO REGOLAMENTO REFEZIONE SCOLASTICA E' UN ATTO DISCRIMINATORIO

    In queste settimane il Comune di Laives sta discutendo il Regolamento del servizio di refezione comunale scolastica. Nonostante le reiterate richieste della nostra Associazione e di altri, pare che la maggioranza del Consiglio Comunale abbia per ora espresso parere negativo rispetto alla fornitura di pasti 100% vegetali (vegan) a chi ne farà richiesta.Si tratta di un comportamento discriminatorio nei confronti dei bimbi vegan, poiché nel Regolamento in fase di approvazione si prescrive il rispetto per le altre richieste di tipo etico-religioso, cioè la fornitura di pasti per alunni vegetariani (senza carne e pesce) e per ebrei e musulmani (senza carne di maiale).

    LAV fa un ultimo appello al Consiglio Comunale e alla Giunta Comunale di Laives perché si adeguino dimostrando così di non effettuare azioni discriminatorie tra gli utenti del servizio.

    Nel caso il Regolamento non venga modificato, le famiglie di Laives che richiederanno l’opzione vegan  ne avranno comunque diritto.
    Sottoscrivendo le ‘Linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica’ - redatte con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.134 dell’11 giugno 2010 - in sede di Conferenza Unificata con Regioni e Ministero della Salute, tutti i Comuni, tutte le Provincie (comprese le Autonome) e tutte le Regioni si sono infatti impegnati a rispettare l’accordo in cui si specifica che “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”.

    Il concetto è stato ribadito e chiarito anche in una Nota rilasciata nel marzo 2016 dalla Direzione Generale per la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, in cui si sottolinea che  “iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana e di Comuni che richiedono certificazioni mediche o comunque un’assunzione di responsabilità supplementare alle famiglie che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana, sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni e Comuni, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che recitano testualmente: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori.”

    La validità di quanto descritto sopra viene confermata anche da due sentenze del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Bolzano.

    Molti Comuni italiani stanno applicando queste linee introducendo nel proprio menu la scelta vegana, auspichiamo che anche il Comune di Laives prenda atto di questo e riveda l’articolo 6 della bozza di Regolamento del servizio di refezione comunale scolastica.

    Per facilitare la scelta  LAV si mette a disposizione nel far assistere l’amministrazione, a proprie spese, da una biologa nutrizionista per i giorni necessari a mettere a punto, sull’esempio di quanto già fanno Comuni grandi e piccoli, menu vegani bilanciati da fornire a chi li chieda.

  12. Gallo detenuto in una cabinovia, richiesto intervento del servizio veterinario

    11/05/2017

    Gallo detenuto in una cabinovia, richiesto intervento del servizio veterinario

    Laives (BZ), in seguito a sopralluoghi effettuati da nostri volontari e da diverse segnalazioni relative alla detenzione di alcune galline e di un gallo, le quali vengono  detenute con qualsiasi condizione atmosferica e da molto tempo all’interno di una cabinovia sita presso un locale di ristorazione nel paese di Laives, ci siamo uniti ad altre associazioni inviando una richiesta d’intervento ai vari enti competenti. Inoltre nella richiesta veniva specificato che qualora l’attuale detentore non fosse più intenzionato a tenere gli animali, saremo disposti al recupero degli stessi.

  13. Laives (BZ), trovato e recuperato un esemplare di cocorita

    30/04/2017

    Laives (BZ), trovato e recuperato un esemplare di cocorita

    Laives (BZ), questa sera è stato trovato nelle campagne di Laives, questo esemplare di cocorita. L'animale è stato recuperato dai noi vostri volontari insieme ad una coppia di giovani, che ringraziamo, i quali avevano notato il volatile tra i meleti.
    L'animale adesso è al sicuro ed è in ottime condizioni, rimarrà per un pò di giorni dai nostri volontari, con la speranza che la persona che lo ha perso lo reclami..
    Se cosi non fosse, verrà data in adozione dopo colloquio con i volontari LAV.

  14. Presentato il disegno di legge per un Divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati.

    22/04/2017

    Presentato il disegno di legge per un Divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati.

    Bolzano, il 21 aprile è stato presentato trasversalmente da Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Andreas Pöder e Paul Köllensperger Il disegno di legge riguardo il divieto di utilizzo di esche e bocconi avvelenati, il quale verrà trattato in Commissione legislativa la settimana prossima.
    Questo disegno di legge è appoggiato da diverse associazioni LAV, OIPA, UGDA e WWF, le quali hanno promosso e collaborato nella stesura del testo.

    In questo ultimo periodo in tutta la provincia di Bolzano sono aumentate le segnalazioni di avvelenamento di animali e di rinvenimento di esche contenenti sostanze tossiche o nocive, disseminate in parchi, giardini e in altri luoghi pubblici.

    Alcune sostanze facilmente reperibili in commercio vengono mescolate con prodotti appetibili creando in questo modo un appetitoso pasto che, se ingerito da un animale, può portare alla morte oppure se toccato da persone può costituire un gravissimo pericolo per la salute. Inoltre vengono utilizzati anche altri metodi mortali che utilizzano bocconi confezionati con contenuti pericolosi.

    A conferma della pericolosità del fenomeno degli avvelenamenti, il Ministero della salute ha prorogato per 12 mesi l’ordinanza “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati”. Il provvedimento in vigore dal 16 luglio 2016 è un atto indispensabile per la tutela degli animali e della salute pubblica considerato come i bocconi killer non risparmino né animali domestici né selvatici, rappresentando un serio pericolo anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

    Ma affinché le disposizioni dell’ordinanza siano davvero efficaci è indispensabile che le norme ivi contenute siano recepite in legge per renderle definitive e senza scadenza e per sanzionare adeguatamente i trasgressori. Alcune regioni italiane, ad esempio Toscana, Umbria e Puglia, hanno infatti già approvato una legge in materia.

    Auspichiamo che la provincia di Bolzano - commenta Eros Torbol responsabile della LAV Bolzano presente alla conferenza stampa - segua il positivo esempio delle regioni Toscana e Umbria che nel 2001 hanno emanato una legge specifiche sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate, con le finalità della tutela della salute umana, dell’igiene pubblica e dell’ambiente.

  15. Colonie feline, IPES invia diffide proibendo la somministrazione di cibo ai gatti randagi, interviene la LAV.

    09/04/2017

    Colonie feline, IPES invia diffide proibendo la somministrazione di cibo ai gatti randagi, interviene la LAV.

    Bolzano, a seguito di diverse segnalazioni pervenutaci in merito alla richiesta da parte dell’ IPES, Istituto per l’edilizia sociale della Provincia Autonoma di Bolzano, la quale intimava alcuni condomini di interrompere immediatamente la somministrazione di cibo ad alcuni gatti presenti all’interno di aree condominiali, la LAV ha preso contatti con il Presidente dell’Istituto.

    Nella lettera inviata al Dott. Heiner Schweigkofler, è stato richiesto di informare i propri collaboratori che la legge Nazionale 281/1991 tutela i gatti che vivono in un determinato territorio, inoltre si sono citate alcune sentenze le quali confermano i diritti dei gatti e dei tutor di colonie feline, dove all'interno delle stesse veniva ribadito che

    nessuna norma di legge nè nazionale, nè regionale proibisce di alimentare i gatti randagi nel loro habitat

    Auspichiamo che non avvengano ulteriori richieste di questo genere da parte dell’istituto sopracitato, le quali andrebbero a violare il diritto degli animali che vivono in libertà.

  16. Pesci rossi al luna park, CARENZE NELLA MODALITÀ DI DETENZIONE, confermata la nostra segnalazione.

    27/03/2017

    Pesci rossi al luna park, CARENZE NELLA MODALITÀ DI DETENZIONE, confermata la nostra segnalazione.

    Bolzano, nei giorni scorsi dopo che i nostri volontari hanno  svolto alcuni sopraluoghi presso il Luna Park presente a Bolzano, abbiamo inviato una segnalazione all' Ufficio Attività Economiche e Concessioni del Comune di Bolzano, esponendo quanto rilevato dai controlli.
    Nella segnalazione veniva riportato che i pesci ceduti come premio all'interno di una delle attrazioni, erano detenuti in condizioni insufficienti. 
    In particolare il contenitore di plastica si riteneva troppo piccolo per il numero di pesci presenti, gli animali non avendo un riparo erano sottoposti direttamente alla luce del sole con il rischio dell’eccessivo riscaldamento dell’acqua, inoltre erano privi di qualsiasi riparo o protezione dalla vista del pubblico.
    Abbiamo trovato subito la collaborazione da parte dell'ufficio del Comune di Bolzano, il quale ha preso immediatamente contatti con il Servizio Veterinario, il quale dopo un controllo ha confermato la nostra segnalazione, facendo cambiare la vasca e dando ulteriori consigli per migliorare quanto possibile la detenzione dei pesci al proprietario dell'attrazione.

    Ringraziamo Ufficio Attività Economiche e Concessioni del Comune di Bolzano e il Servizio Veterinario per il tempestivo intervento, rimane in ogni caso la speranza che al più presto questo tipo di premi vengano proibiti.

  17. #ZEROANIMALI, LAV BOLZANO SCENDE IN PIAZZA PER UNA RICERCA SENZA ANIMALI.

    26/03/2017

    #ZEROANIMALI, LAV BOLZANO SCENDE IN PIAZZA PER UNA RICERCA SENZA ANIMALI.

    Abbandonare gli animali è un dovere della ricerca.
    Adottiamo la scienza giusta, quella che utilizza #ZEROANIMALI nei test di laboratorio.

    Bolzano, i volontari della LAV Bolzano sono scesi in piazza questo fine settimana per una ricerca senza l'utilizzo degli animali.
    Come primo fine settimana siamo molto soddisfatti- dichiara Eros Torbol Responsabile Lav Bolzano - la cittadinanza ha risposto bene avvicinandosi al banchetto e approfondendo l'argomento firmando la petizione, nella quale si chiede che il 50% dei fondi destinati alla ricerca vengano destinati alla ricerca allo sviluppo di test senza animali.
    Durante le giornate tramite un offerta è stato possibile ricevere il nostro uovo, sostenendo così di fatto progetti di ricerca che non utilizzano animali.

    I volontari LAV scenderanno nuovamente in piazza prossimo fine settimana, appuntamento sarà dalle 10.00 alle 17.00 sempre sul ponte Talvera lato edicola.

  18. Vadena (BZ), recuperata una Poiana ferita.

    19/03/2017

    Vadena (BZ), recuperata una Poiana ferita.

    Vadena (BZ), nel tardo pomeriggio di oggi, alcune persone hanno recuperato all’interno delle campagne di Vadena una poiana ferita ad un'ala. Dopo averla messa al sicuro, le persone hanno contattato i nostri volontari per aver un supporto nella gestione della situazione. 
    Contattato anticipatamente il Centro di recupero avifauna di Bolzano e avvisandolo della situazione, i volontari giunti sul posto hanno preso in custodia il rapace, portandolo e consegnandolo al personale del CRAB che lo hanno preso in cura.

  19. Bolzano, trovata e recuperata una cocorita bianca.

    02/03/2017

    Bolzano, trovata e recuperata una cocorita bianca.

    Oggi pomeriggio presso l'istituto Professionale L. Einaudi a Bolzano è stato trovato questo bellissimo esemplare di cocorita, forse il volatile è fuggito da qualche abitazione in zona.

    Il volatile è stato recuperato dal personale della scuola, il quale ha contattato i nostri volontari che hanno preso in custodia l'animale, la cocorita è stata rifocillata e si trova in ottime condizioni.

    L'animale rimarrà per alcuni giorni presso i nostri volontari in attesa di un eventuale detentore che richieda l'animale, in caso contrario verrò dato in adozione previo incontro con i nostri volontari.

    Ringraziamo il personale della scuola per essersi impegnato nel recupero dell'animale.

  20. LA LAV PRESENTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE LE RICERCHE DEI MAGGIORI SCIENZIATI INTERNAZIONALI

    15/02/2017

    LA LAV PRESENTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE LE RICERCHE DEI MAGGIORI SCIENZIATI INTERNAZIONALI

    L’UCCISIONE DEI LUPI NON E’ LA SOLUZIONE, AUMENTA I PROBLEMI INVECE DI RISOLVERLI

    Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro tra la LAV e il Presidente del Consiglio Provinciale Roberto Bizzo. Gli argomenti trattati si sono concentrati sulla presenza del lupo in provincia, sul piano nazionale in approvazione in questi giorni e sulle strategie da adottare per limitare gli attriti tra gli animali e gli interessi umani sul territorio. Nei giorni scorsi il Presidente aveva ricevuto una delegazione di contadini che, preoccupati per la presenza dei lupi, hanno chiesto senza mezzi termini la possibilità di ucciderli.

    La LAV ha presentato al Presidente Bizzo un lavoro prodotto da alcuni ricercatori che operano tra la Spagna e la Francia, Paesi nei quali le uccisioni di lupi sono già consentite. I risultati dell’indagine scientifica hanno dimostrato che gli abbattimenti non riducono affatto le predazioni, addirittura in alcuni casi le incrementano. Le dinamiche che regolano l’equilibrio all’interno dei branchi di lupi, vengono infatti alterate anche dalla perdita di un solo componente, determinando la disgregazione del branco e quindi la diffusione sul territorio di “lupi solitari”. I quali, non più in grado di predare gli animali selvatici, si rivolgono verso gli animali più indifesi, rappresentati da quelli abbandonati incustoditi al pascolo brado.

    Il piano lupo nazionale che tante polemiche ha suscitato la scorsa settimana, prodotto dal Ministero dell’Ambiente, contiene numerose azioni che dovrebbero essere implementate fin da subito: la revisione delle regole sul pascolo brado e semi brado, l’implementazione di regole certe per gli indennizzi, la dotazione di strumenti per la prevenzione, rappresentano alcune misure di buon senso contenute nel piano che dovrebbero essere attivate oggi stesso.

    “Ma sull’ipotesi di abbattimento dei lupi non c’è alcuno spazio di trattativa – dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale Animali Selvatici della LAV – la scienza, l’etica e la posizione espressa dalla maggioranza dei presidenti delle Regioni sono concordi nell’affermare che con il lupo si può convivere senza alcun bisogno di ricorrere alle armi, si tratta solo di mettere in atto alcune strategie, per questo motivo chiediamo che il piano nazionale sia approvato subito con l’esclusione del capitolo III.7 che riguarda la possibilità di uccidere i lupi”.

    Ora la politica è chiamata a fare la sua parte. E’ necessario che tutti i gruppi rappresentati nel Consiglio Provinciale si facciano carico del problema individuando, con il supporto della scienza, le migliori strategie di convivenza tra i contadini e i lupi, nel rispetto delle esigenze delle due parti.

    “E’ questo l’intento che abbiamo condiviso con il Presidente – conclude Vitturi – ed è questa l’unica strada realmente praticabile, nella consapevolezza che i lupi non hanno alternative al condividere con noi umani lo stesso territorio e le stesse risorse.”

  21. Moria di pesci a Sinigo: WWF e LAV presentano un esposto in Procura.

    11/02/2017

    Moria di pesci a Sinigo: WWF e LAV presentano un esposto in Procura.

    A seguito della moria di centinaia di pesci che si è ripetuta negli anni 2015 e 2017 , per mancanza di acqua, in un fossato che scorre accanto al laghetto di pesca sportiva di Sinigo, le Associazioni WWF e LAV Bolzano dopo aver svolto in data 17 gennaio 2017 un sopralluogo insieme ai vari enti interessati, il giorno 8 febbraio 2017 hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bolzano.
    Le Associazioni di protezione della natura e degli animali chiedono di accertare le responsabilità di quanto accaduto. Si ipotizza che a causare la morte dei pesci potrebbero essere stati la cattiva gestione del corso d'acqua da parte del Consorzio di Bonifica Foce Passirio-Foce dell'Isarco, o i lavori eseguiti negli anni scorsi. Lavori che hanno causato la scomparsa, per interramento, di una parte dell'habitat che consentiva alle specie ittiche presenti di trovare rifugio e possibilità di sopravvivenza nei periodi di scarsità di acqua e durante i periodi invernali, quando il fosso è ricoperto dal ghiaccio.

    "E' importante accertare le responsabilità di quanto accaduto – dichiara Eros Torbol responsabile della LAV Bolzano, anche per dare giustizia ai circa 700 pesci morti, infatti, mentre suscita sgomento l'udire il lamento di un animale che vive la nostra quotidianità, lo stesso non accade quando a farlo è un essere vivente un po' lontano dal nostro mondo, che non emette suoni per noi udibili e ci invia segnali di sofferenza per noi irriconoscibili, come possono essere i pesci, infatti la morte dei pesci per come avviene, viene anche chiamata la morte silenziosa. Auspichiamo che quanto accaduto non succeda nuovamente anche grazie all'intervento della Procura."

    Le Associazioni chiedono inoltre agli organi preposti al controllo sulla gestione degli animali selvatici di attivarsi quanto prima, per evitare che quanto accaduto possa ripetersi.
    E' necessario il ripristino di un idoneo habitat per le specie ittiche presenti in quell'area

  22. LA CONVIVENZA CON I LUPI E' POSSIBILE. BOLZANO GUARDI ALLE STORIE DI SUCCESSO DEL CENTRO ITALIA.

    10/02/2017

    LA CONVIVENZA CON I LUPI E' POSSIBILE. BOLZANO GUARDI ALLE STORIE DI SUCCESSO DEL CENTRO ITALIA.

    Uccidere i lupi non porta alcun beneficio alla convivenza con le attività umane, lo dice la scienza, lo confermano i Parchi del centro Italia, dove i lupi rappresentano anche una grande opportunità per sviluppare forme di turismo che attraggono ulteriori categorie di cittadini.
    Il nuovo piano di tutela del lupo è stato fortemente contestato dalle Regioni proprio perché contiene l’ipotesi di consentire l’uccisione degli animali. Per questo motivo è stato rispedito al Ministro Galletti con la richiesta di approfondimenti che consentano di superare l’ipotesi di riapertura della caccia dopo 46 anni di protezione totale.
    Sono disponibili numerosi lavori scientifici che dimostrano che l’uccisione dei lupi non porta ad alcun beneficio alle attività umane, anzi in casi non sporadici può addirittura determinare un aumento delle predazioni. Solo attraverso una seria politica di prevenzione è possibile costruire una convivenza che metta d’accordo le attività umane con la presenza dei lupi.
    I maggiori ricercatori europei che studiano il lupo in Paesi dove sono consentiti gli abbattimenti – Francia e Spagna – sono concordi nell’affermare che l’uccisione dei lupi, causando lo stravolgimento della struttura sociale dei branchi, determina la dispersione degli animali che, solitari, non possono più rivolgersi verso le prede selvatiche e quindi attaccano i più mansueti animali allevati allo stato brado.

    “La richiesta dei contadini sudtirolesi non rappresenta quindi un’ipotesi praticabile – dichiara Eros Torbol responsabile LAV di Bolzano – per questo motivo l’amministrazione provinciale prenda subito contatti ad esempio con il Parco della Majella, dal quale potrà apprendere utili strategie per la convivenza con i lupi, evitando così di perdere tempo in azioni che non porterebbero nulla di utile alla comunità.”

    La presenza del lupo, se sfruttata adeguatamente, rappresenta inoltre una nuova opportunità per aprire il mercato del turismo sudtirolese a un tipo di clientela che fino a oggi si rivolgeva esclusivamente alle strutture del centro Italia, dove da anni sono offerti pacchetti rivolti al turismo ambientale interessato alla presenza del lupo.

  23. LAV e WWF, causa temperature rigide, inviata richiesta sospensione della caccia.

    20/01/2017

    LAV e WWF, causa temperature rigide, inviata richiesta sospensione della caccia.

    WWF e LAV: "con queste temperature la caccia deve essere sospesa".
    Nei meleti dell'Alto Adige i cacciatori sono in azione anche con temperature polari

    Come altre regioni, anche l'Alto Adige è nella morsa del gelo. Per questo motivo WWF e LAV chiedono la sospensione della caccia, in questi giorni
    caratterizzati da bassissime temperature.
    Le associazioni invitano l'Assessore all'agricoltura a sospendere l'attività venatoria che in Provincia di Bolzano dura fino al 31 gennaio, e che in questo
    periodo viene praticata al tordo bottaccio e alla cesena, due specie di uccelli presenti nel fondovalle della nostra provincia durante il periodo invernale.
    Gli animali selvatici sono già molto provati da un inverno rigido con temperature record, e dalla normale scarsità di cibo in questa stagione.
    Molti di loro non potranno superare questi giorni di freddo così intenso e improvviso. È infatti provato da studi scientifici che in inverno in genere, eancor più in periodi di freddo intenso, gli animali selvatici sono estremamente deboli. Dovendo spendere le poche energie residue per trovare cibo,difficilmente riusciranno a trovare la forza per fuggire anche ai colpi di fucile dei cacciatori.

    La fauna selvatica è un patrimonio di tutta la collettività, da tutelare nell’interesse di tutti, non può essere oggetto del divertimento di pochi cacciatori che nemmeno in questo periodo di forte difficoltà, rispettano gli animali.

  24. LAV Bolzano colloca palline di semi per gli uccellini.

    16/01/2017

    LAV Bolzano colloca palline di semi per gli uccellini.

    Freddo e animali selvatici, collocate decine e decine di palline di semi.

    Anche quest'anno come di consueto, i volontari LAV con l’obiettivo di aiutare gli uccellini nel trovare più facilmente del cibo, hanno collocato lungo le passeggiate del Talvera decine e decine di palline di semi.

    Questa attività verrà nuovamente ripetuta anche nei prossimi giorni, se vuoi aiutare anche te gli animali selvatici segui questo link: http://www.lav.it/news/freddo-animali-tortine.

  25. Bolzano, criceto abbandonato al Parco Petrarca a Bolzano.

    08/01/2017

    Bolzano, criceto abbandonato al Parco Petrarca a Bolzano.

    LAV :” Un altro episodio di abbandono di animali a Bolzano, criceto cerca casa.

    Nel primo pomeriggio di oggi siamo stati contattati da una ragazza, la quale ci ha riferito che oggi pomeriggio mentre era a spasso col proprio cane all'interno del Parco Petrarca dove una volta c'era l'orso Pippo, ha individuato una scatola dove all'interno era posta una gabbietta con dentro un criceto di razza siberiano.
    Ringraziamo di cuore la persona che ha recuperato il criceto sottraendolo alle temperature glaciali di queste ore. L’animale è stato portato immediatamente a casa  rifocillato e riscaldato, le sue condizioni sono buone.

    Purtroppo continuano i casi di abbandono di piccoli animali all’interno della nostra Provincia, soprattutto di criceti e conigli.

    Siano nuovamente a ribadire che l’abbandono di qualsiasi animale oltre ad essere un atto vigliacco è un reato punito dalla legge.

  26. Moria di Pesci a Sinigo (BZ). LAV:" Si accertino eventuali responsabilità.

    05/01/2017

     Moria di Pesci a Sinigo (BZ). LAV:" Si accertino eventuali responsabilità.

    Sono 700 i pesci morti all'interno del laghetto di Sinigo, dalle prime ricostruzioni la causa sembrerebbe l'interruzione del flusso in un canale.

    Martedì 17 gennaio, i volontari LAV e WWF svolgeranno un sopraluogo al laghetto insieme al personale addetto per le verifiche del caso, non si esclude la possibilità di intraprendere azioni legali per invididuare il responsabile.

  27. CACCIA SPECIE PROTETTE BOLZANO: CORTE DEI CONTI CONDANNA EX VERTICI PROVINCIA

    22/12/2016

    CACCIA SPECIE PROTETTE BOLZANO: CORTE DEI CONTI CONDANNA EX VERTICI PROVINCIA

    “La reiterata adozione di decreti di prelievo affetti dalle medesime carenze istruttorio-motivazionali integra chiaramente in capo ai convenuti gli estremi della colpa grave”. Con queste parole la Corte dei Conti di Bolzano ha motivato sentenza di condanna, depositata oggi, con cui inchioda alle loro responsabilità l’ex assessore alla caccia e Presidente della Provincia di Bolzano e l’ex direttore dell’ufficio caccia e pesca della medesima Provincia, per aver emanato per anni decine di decreti che consentivano ai cacciatori altoatesini l’uccisione di migliaia di animali selvatici protetti dalle norme europee e nazionali.
    Decreti regolarmente impugnati dalla LAV avanti il TAR di Bolzano, e da questo sospesi per grave carenza di istruttoria e motivazione.

    Una condotta illegittima, reiterata per anni, che ha prodotto un danno economico alle casse dell’Amministrazione provinciale di Bolzano e quindi ai cittadini. Un modus operandi, emerso in tutta la sua gravità esclusivamente grazie all’intervento costante della LAV che, grazie ai suoi legali, ha evitato che le decisioni dell’Amministrazione provinciale comportassero tante illegittime uccisioni di animali selvatici.

    “Accogliamo con favore il fatto che i cittadini di Bolzano, grazie al nostro intervento, saranno rimborsati del danno economico procuratogli dagli ex vertici della Provincia Autonoma – commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV  Area Animali Selvatici– ma con ancora maggiore soddisfazione registriamo la conferma che i decreti di abbattimento in deroga degli animali protetti erano stati emessi in modo illegittimo, avvantaggiando cacciatori e agricoltori beneficiari di decisioni che avrebbero potuto comportare l’uccisione di decine di migliaia di animali, determinando così anche gravi ripercussioni sull’ecosistema provinciale.”

  28. Caccia, in Trentino Alto Adige si è scatenato l'inferno.

    19/12/2016

    Caccia, in Trentino Alto Adige si è scatenato l'inferno.

    I volontari LAV e WWF spiegano ai turisti la vergogna della caccia in Alto Adige.

    Domenica pomeriggio, nel contesto del Mercatino di Natale, i volontari di LAV e WWF hanno distribuito quasi 1.000 volantini con i quali viene denunciata la gravissima situazione che riguarda l’attività venatoria altoatesina.

    L'amministrazione provinciale, pochi giorni prima della caduta del governo Renzi, ha ottenuto la possibilità di uccidere qualsiasi specie animale, anche quelle protette in tutta Italia, alcune anche all’interno dei parchi. Stambecchi, marmotte e tassi sono stati evidentemente regalati ai cacciatori in cambio di qualche consenso elettorale.

    I dirigenti provinciali spinti dalla pressione del mondo venatorio, giustificano questa richiesta affermando che  uccidere tutte le specie animali è necessario allo scopo di tutelare la fauna selvatica. Un paradosso assurdo al quale ovviamente nessuno può credere: non si tutela la fauna selvatica uccidendola!

    Nel corso del volantinaggio numerosi turisti sono rimasti sconcertati nel conoscere gli intrecci tra politica e caccia, i tanti favori che determinano la morte di migliaia di animali ogni anno. Hanno capito che, a differenza di quanto affermato dalla pubblicità, gli animali in Alto Adige non sono affatto parte integrante dell’ambiente e meritevoli di tutela. L’unica cosa tutelata sono le continue richieste di abbattimento da parte di agricoltori e cacciatori, i quali tengono in pugno l’intera amministrazione provinciale.

  29. CACCIA NEI PARCHI E A QUALSIASI SPECIE, BOLZANO DICHIARA GUERRA AGLI ANIMALI SELVATICI. LAV: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE SEMPRE PIU' ACCONDISCENDENTE CON I CACCIATORI.

    25/11/2016

    CACCIA NEI PARCHI E A QUALSIASI SPECIE, BOLZANO DICHIARA GUERRA AGLI ANIMALI SELVATICI. LAV: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE SEMPRE PIU' ACCONDISCENDENTE CON I CACCIATORI.

    La Provincia di Bolzano sempre più filo-venatoria, i cacciatori altoatesini potranno continuare a sparare anche nei parchi e a tutte le specie, comprese quelle finora protette: “provvedimenti gravissimi, inaccettabili, che ribadiscono una volta di più la debolezza di un’amministrazione provinciale subordinata alle richieste della parte più estremista del mondo venatorio”. Questa la dura reazione della LAV Bolzano in relazione alle ultime due concessioni ottenute dalla Provincia in nome dell’abusata autonomia amministrativa: la caccia nei parchi e la possibilità di decidere quali specie siano cacciabili, in barba alle direttive comunitarie ed alla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica.
    Non bastasse, i cacciatori altoatesini potranno anche uccidere animali appartenenti a qualsiasi specie, anche a quelle protette nel resto del Paese e in Europa. Il tutto con grande soddisfazione del Presidente Kompatscher che accoglie con il sorriso sulle labbra la decisione di un Governo nazionale alla spasmodica ricerca di consenso politico.

    “I cittadini altoatesini si ritrovano così, loro malgrado, ad essere primatisti nazionali per le crudeltà inflitte nei confronti degli animali selvatici, ridotti da esseri senzienti a passatempo ad esclusiva disposizione dei cacciatori e dei loro politici di riferimento. Una preoccupante deriva dell’Amministrazione Provinciale che vuole evidentemente estendere ancor di più l’attività venatoria nella nostra Provincia, anche a costo di rischiare l’apertura di procedure d’infrazione da parte della Commissione Europea”, aggiunge la LAV Bolzano.

    Una deriva filo-venatoria e una vera e propria dichiarazione di guerra agli animali selvatici, senza alcuna volontà di perseguire invece un’intelligente salvaguardia degli equilibri naturali ed aumentare la sicurezza dei cittadini che frequentano i nostri boschi, oggi in balia dei cacciatori.

    “La presa di posizione della Provincia, nettamente schierata a favore del massacro degli animali selvatici e sostenuta dal Governo nazionale è semplicemente inaccettabile – conclude la LAV – tutta l’amministrazione sarà chiamata a renderne conto all’80% dei cittadini altoatesini contrari alla caccia.”

  30. LAV: FIERA BIOLIFE 2016, CARENZE NELLA MODALITÀ DI DETENZIONE DI DUE CONIGLI.

    11/11/2016

    LAV: FIERA BIOLIFE 2016, CARENZE NELLA MODALITÀ DI DETENZIONE DI DUE CONIGLI.

    A seguito di una segnalazione pervenutaci nella giornata di ieri, la quale denunciava la scarsa modalità di detenzione di due conigli presenti all’interno della fiera Biolife, nella serata di ieri e durante la giornata odierna i nostri volontari si sono attivati per verificare e per segnalare la situazione al diretto responsabile.

    Durante un sopraluogo effettuato nella giornata di oggi i nostri volontari hanno confermato in parte le mancanze denunciate dalle persone, infatti all’interno dello spazio riservato agli animali mancava completamente l’acqua da bere, un riparo dove gli animali potessero ripararsi dalle continue attenzioni dei visitatori, le quali considerato anche il tipo di evento possono rivelarsi fonte di grande stress per gli animali, inoltre non era presente nessun addetto dello stand che potesse controllare gli atteggiamenti dei visitatori nei confronti degli animali.

    Abbiamo trovato la massima collaborazione da parte della Responsabile della fiera, la quale dopo aver letto la segnalazione inviata e successivamente dopo il colloquio avuto con i volontari presenti alla fiera si è attivata immediatamente nel cercare di risolvere immediatamente il problema, contattando il responsabile dello stand comunicandogli di migliorare la detenzione degli animali.

    Per noi esiste un'unica soluzione, quella di non utilizzare più gli animali per manifestazioni del genere.
    All’interno del sito dell’evento si trova una frase …. Biolife è un momento d’incontro tra chi ama la terra e lavora nel pieno rispetto della natura…, auspichiamo che il rispetto di cui si parla si potrà già vedere dalla prossima edizione, dove si spera di non dover vedere più gli animali utilizzati per pubblicizzare scopi economici.

  31. LA SCIENZA SALVA LE MARMOTTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO. LAV: SALVATA LA VITA A MIGLIAIA DI ANIMALI INNOCENTI.

    02/10/2016

    LA SCIENZA SALVA LE MARMOTTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO. LAV: SALVATA LA VITA A MIGLIAIA DI ANIMALI INNOCENTI.

    E’ la newsletter dell’associazione dei cacciatori altoatesini a dare notizia che quest’anno le marmotte della provincia di Bolzano non correranno alcun rischio di essere uccise.
    L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha negato la sua autorizzazione al piano dell’amministrazione provinciale che nei prossimi tre anni puntava ad uccidere un numero imprecisato di marmotte su tutto il territorio.
     
    L’ISPRA rappresenta la massima autorità scientifica nazionale per la gestione della fauna selvatica, è l’ente statale deputato a rilasciare pareri scientifici sugli atti delle regioni e delle province autonome che prevedono l’uccisione anche di un solo animale selvatico. Se il piano provinciale non è stato approvato dall’ISPRA, è quindi evidente che non vi erano motivazioni scientifiche che ne giustificassero l’attuazione.
    Le marmotte potranno quindi passare un letargo tranquillo, nessun cacciatore potrà attentare alla loro vita.
     
    “Siamo veramente soddisfatti  - dichiara Eros Torbol responsabile della LAV di Bolzano – dopo la nostra campagna mediatica per la salvezza delle marmotte, con la quale con la quale abbiamo affisso centinaia di manifesti e distribuito migliaia di volantini ai turisti in tutta la provincia, dopo le decine di migliaia di condivisioni sui social, ora accogliamo con gioia il parere della scienza che ha bloccato i progetti dell’amministrazione provinciale”.
    Ogni anno la provincia di Bolzano accusa le marmotte di procurare non meglio precisati danni, per il contenimento dei quali la LAV ha sempre chiesto che venissero utilizzati metodi rispettosi della vita degli animali. Ora, considerato che la scienza ha negato la possibilità di ricorrere ai fucili, l’amministrazione dovrà necessariamente affidarsi ai metodi incruenti già esistenti, individuandone anche di nuovi.
     
    La LAV, come ha già fatto negli scorsi anni, mantiene la sua disponibilità a collaborare con la provincia allo scopo sia di individuare i migliori metodi ecologici sia ai fini della loro applicazione.

  32. Obereggen, abbandonati otto conigli testa di leone

    15/09/2016

    Obereggen, abbandonati otto conigli testa di leone

    Un altro caso di abbandono di animali nella nostra Provincia. 
    Grazie al fiuto del proprio cane una coppia altoatesina in gita a Obereggen ha trovato nel bosco otto conigli, un adulto e sette piccoli razza testa di leone. 
    Domani dopo le visite di controllo presso la clinica veterinaria centro storico, la nostra sede li prenderà in custodia e verranno dati in adozione previo controllo preaffido. 
    Ribadiamo nuovamente che l'abbandono di qualsiasi animale oltre ad essere un gesto egoista e crudele è un reato punito dal codice penale con l'art. 727.
    Per chi fosse interessato a regalare una nuova vita senza gabbie a questi coniglietti, può contattarci al 3425600769 o tramite email lav.bolzano@lav.it.

  33. Materiale raccolto per le zone terremotate.

    01/09/2016

    Materiale raccolto per le  zone terremotate.

    Siamo a comunicare che tutto il materiale raccolto in questi giorni a favore delle zone terremotate ha iniziato il suo viaggio.
    Infatti, ieri mattina un furgone dopo aver raccolto il materiale a Merano, Bolzano e Laives, ha trasportato il tutto nella sede LAV di Trento dove è stato unito al materiale raccolto dalla sede della LAV Trentino.
    Nelle prossime ore il carico verrà spedito presso la Scuola del Corpo Forestale dello Stato di Cittaducale (Rieti) base operativa LAV nelle Marche.
    Siamo a ringraziare nuovamente tutte le persone che con la loro sensibilità hanno consentito di raccogliere tutto questo materiale, inoltre ringraziamo Peter per la sua disponibilità di guidare il furgone e i negozi Dogat, Simba e l' Isola dei tesori che hanno collaborato nella raccolta.
    Grazie !

  34. Bolzano e Merano, raccolta materiale per zone terremotate.

    24/08/2016

    Bolzano e Merano, raccolta materiale per zone terremotate.

    Anche la LAV Bolzano, in seguito al terremoto che ha colpito e ucciso numerosi uomini e animali nella provincia di Rieti, organizza una raccolta di materiali di prima necessità per i tanti animali recuperati e per quelli ancora dispersi. Si raccolgono coperte e indumenti caldi, cibo per gatti e cani, medicine veterinarie, guinzagli, trasportini e gabbie. I beni raccolti verranno poi consegnati alle sedi LAV impegnate in zona. Potete consegnare le cose telefonando al 342 5600769.per Bolzano o al 347 9768594 per Merano.

  35. LAV e WWF - Escursione contro la caccia nei parchi naturali.

    21/08/2016

    LAV e WWF - Escursione contro la caccia nei parchi naturali.

    Caccia nei parchi naturali? NO Grazie.
    Questo è il messaggio che con l'escursione di sabato 20.08.16 in Val di Fosse le associazioni LAV e WWF vogliono dare alla Provincia di Bolzano.
    Durante l'escursione durata circa 3 ore, sono stati distribuiti volantini informativi ai turisti, raccontando loro quanto avviene all’interno della Provincia di Bolzano in materia di caccia.
    I parchi naturali devono essere luoghi dove la fauna selvatica possa vivere la sua vita in tranquillità, che sia tutelata, protetta e non cacciata.
    Inoltre, all'ingresso del parco è riportato il regolamento che tutti i visitatori devono rispettare, al punto 4 si chiede di non provocare rumori molesti per non disturbare la quiete del parco, cosa assolutamente giustissima, ovviamente questo punto non vale per i cacciatori, ai quali è permesso di disturbare la quiete del parco con i propri spari, terrorizzando tutti gli animali che vivono nel parco.

    Ringraziamo tutti i partecipanti e vi aspettiamo alla prossima escursione, per dire sempre No alla caccia, soprattutto nei parchi naturali.

  36. Bolzano senza un centro di recupero per animali selvatici. La LAV incontra la Presidenza della Provincia.

    19/08/2016

    Bolzano senza un centro di recupero per animali selvatici.  La LAV incontra la Presidenza della Provincia.

    Si è tenuto giovedì un incontro tra la sede bolzanina della LAV e l’amministrazione Provinciale in merito alla richiesta della costruzione di un centro di recupero per animali selvatici. Infatti la legge nazionale sulla fauna selvatica impone che le province autonome, nei limiti del loro statuto, provvedano sia alla gestione, sia alla tutela degli animali selvatici.
    L’incontro si è reso necessario anche a fronte di quanto accaduto nelle scorse settimane al centro di recupero avi fauna di Bolzano (CRAB) dove, a causa delle pessime condizioni del tempo, gran parte delle strutture è stata distrutta o irrimediabilmente danneggiata. Eros Torbol, responsabile della LAV altoatesina ha incontrato i collaboratori del Presidente Arno Kompatscher, ribadendo la necessità di istituire urgentemente un centro di recupero per tutti gli animali selvatici.

    La fauna selvatica costituisce Patrimonio Indisponibile dello Stato che ne demanda la tutela alle Regioni e Province autonome. Un compito che si traduce nel provvedere al soccorso, alla cura e alla successiva liberazione di tutta la fauna selvatica in difficoltà.  Ma fino ad oggi la Provincia di Bolzano non si è mai dotata di strutture adeguate per rispondere al dettato normativo. Mentre il CRAB, struttura privata che opera grazie alla disponibilità dei volontari, è riuscito a garantire l’intervento limitato al recupero dell’avifauna. Fino agli eventi di qualche settimana fa che hanno determinato la sospensione delle attività a tempo indeterminato.

    “Non è accettabile che una Provincia come la nostra, immersa nella natura, che deve gran parte del suo prestigio proprio alla presenza di tante specie di animali selvatici, non sia dotata di una struttura per il loro recupero – commenta Eros Torbol responsabile della sede LAV – è necessario che nel più breve tempo possibile sia colmata questa grave lacuna.”
    Numerosi cittadini, si rivolgono alla LAV per ottenere informazioni su come provvedere al recupero di animali trovati feriti lungo le strade oppure nei boschi e non è un bel biglietto da visita, soprattutto nei confronti dei turisti, dover ammettere che la nostra Provincia non è in grado di dare risposte efficaci.

    Non è accettabile che in un territorio come il nostro l’Amministrazione si limiti esclusivamente ad emanare generosi decreti di abbattimento per i cacciatori, rilasciare pareri favorevoli per costruzioni di zoo e non sia presente un centro di recupero efficiente e con strutture idonee per ospitare tutti gli animali selvatici compresi gli ungulati.
    Si ribadisce quindi la necessità che il Presidente Kompatscher intervenga rapidamente allo scopo di sbloccare questa situazione, prevedendo, se necessario, anche una collaborazione con il Comune di Bolzano. L’obiettivo deve essere chiaro: istituire un centro di recupero affidato alla gestione esclusiva di associazioni ambientaliste ed animaliste.

  37. Escursione contro la caccia nei parchi naturali.

    12/08/2016

    Escursione contro la caccia nei parchi naturali.

    Il WWF e la LAV, organizzano un' escursione in val di Fosse ( una laterale della Val Senales) per chiedere che all'interno dei parchi naturali venga garantita la tutela degli animali selvatici vietando l'attività venatoria.

    Il ritrovo è alle ore 7.30 al parcheggio del campo da Football Americano che si trova all'angolo tra via Druso e via Resia a Bolzano.
    Da li si raggiungerà con il mezzo proprio la Val Senales.

    La camminata, della durata di circa 3 ore (tra andata e ritorno), avverrà in una delle più belle valli dell'Alto Adige, con possibilità di vedere animali selvatici come camosci e marmotte.
    Sarà un escursione semplice, dalle casere "Vorderkaser" e "Mitterkaser" fino al maso Eishof, anche chiamato "Maso Gelato".

    Pranzo al sacco con possibilità di mangiare al Maso Gelato.
    Consigliati scarponcini da trekking e abbigliamento adatto alla montagna.
    Per maggiori informazioni: 339 2128673

  38. IN PROVINCIA DI BOLZANO UN ROSPO MALTRATTATO, TORTURATO E UCCISO PER SOLO DIVERTIMENTO LAV: DENUNCIAMO I RESPONSABILI PER UCCISIONE DI ANIMALI

    07/07/2016

    IN PROVINCIA DI BOLZANO UN ROSPO MALTRATTATO, TORTURATO E UCCISO PER SOLO DIVERTIMENTO  LAV: DENUNCIAMO I RESPONSABILI PER UCCISIONE DI ANIMALI

    La LAV, tramite i social network  è venuta a conoscenza di un episodio gravissimo, nel quale un rospo è stato ucciso dopo essere stato vittima di crudeli maltrattamenti. Sembra che gli esecutori di un atto così spietato siano due minorenni che hanno prima preso a calci il rospo, strappandogli una zampa, per poi ucciderlo conficcandogli dei rami nel corpo.

    I due, dopo essersi sguaiatamente diverti a maltrattare ed uccidere l’animale, si sono vantati dell’atto condividendo il video del maltrattamento in alcuni canali social. Un filmato così crudo che ne sconsigliamo vivamente la visione.
    Spesso come scusante a delle bravate commesse da ragazzi giovani, si usa la giovane età, ma in questo caso specifico non esiste nessun tipo di giustificazione, infatti non si tratta di un semplice imbrattamento di un muro, ma dell'uccisione senza nessun motivo di un essere vivente che non aveva fatto nulla di male.

    Il rospo è un animale tutelato dalle leggi dello Stato, quindi l’atto commesso comporta la violazione dell’art.544 bis del Codice Penale che prevede una pena detentiva fino a due anni per “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”.

    La sede provinciale di Bolzano della LAV, insieme all’Area Animali Selvatici e all’ufficio legale nazionale, dopo aver raccolto il materiale e le informazioni necessarie, hanno deciso di presentare una circostanziata denuncia nei confronti dei colpevoli di un atto tanto crudele quanto incivile. Nella speranza che la condanna sia di esempio per tutti coloro che ancora oggi non si curano della sofferenza altrui, sia esso un animale oppure un umano in difficoltà.

  39. Passeggiata canina contro i bocconi avvelenati.

    27/06/2016

    Passeggiata canina contro i bocconi avvelenati.

    Sabato 25 giugno le associazioni LAV, OIPA, UGDA, WWF, AMICI ANIMALI ALTOATESINI e SOS ADA, considerato l'aumento dei casi di bocconi avvelenati ed esche pericolose in Provincia di Bolzano, hanno organizzato in contemporanea a Bolzano e a Merano, una passeggiata canina per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo grave problema.
    Le esche avvelenate, oltre a rappresentare un pericolo per gli animali domestici e selvatici, possono nuocere anche alle persone, soprattutto aipiù piccoli.
    Con questo evento, le associazioni chiedono alla Provincia di Bolzano, di seguire l’esempio di alcune regioni come la Toscana e l’Umbria, che hanno
    emanato una legge specifica di divieto, di utilizzo e di detenzione di esche e bocconi avvelenati.
    Come supporto a questa richiesta, viene anche organizzata una raccolta firme, a breve per chi vorrà contribuire attivamente potrà scaricarla in formato pdf. 
    Ringraziamo tutte le persone con rispettivi amici a quattro zampe che hanno preso parte all’evento e l’associazione sicurezza & legalità Alto Adige per il supporto.

  40. Comune di Bressanone: "Accolta proposta LAV, questua con animali vietata dal regolamento di polizia urbana".

    24/06/2016

    Comune di Bressanone: "Accolta proposta LAV, questua con animali vietata dal regolamento di polizia urbana".

    La LAV Bolzano vuole esprimere soddisfazione per la modifica del regolamento di polizia urbana del Comune di Bressanone, nel quale viene anche sancito il divieto di questua mediante l’utilizzo di animali. 
    La LAV di Bolzano in questi ultimi mesi ha preso contatti prima con il Comandante Pietro De Zolt e successivamente con il nuovo Comandante Gernot Wieland del corpo di Polizia Municipale proponendo che anche il Comune di Bressanone, seguisse la strada dei Comuni di Bolzano e Laives e inserisse all’interno del proprio regolamento un articolo, nel quale venisse specificato il divieto di utilizzo degli animali durante l'attività della questua.
    Abbiamo trovato subito una grande collaborazione da parte di entrambi.
    Siamo molto soddisfatti che siano state recepite le nostre richieste e quelle dei cittadini stanchi di vedere animali, soprattutto cuccioli, che vengono utilizzati solo per impietosire i passanti e recuperare qualche euro.

    Ringraziamo i comandanti della Polizia municipale, il vice presidente del consiglio comunale Massimo Bessone per l'interesse e l'appoggio e il consiglio comunale di Bressanone per aver approvato questo importate articolo, che aiuta a contrastare un fenomeno grave e pericoloso anche per i possibili collegamenti con le introduzioni illecite di animali nel nostro paese.

  41. LAV: SCELTA VEGAN A SCUOLA, I COMUNI DELL'ALTO ADIGE SI ADEGUINO DA SUBITO ALLE LINEE GUIDA DEL MINISTERO.

    07/06/2016

    LAV: SCELTA VEGAN A SCUOLA, I COMUNI DELL'ALTO ADIGE SI ADEGUINO DA SUBITO ALLE LINEE GUIDA DEL MINISTERO.

    Riscontrate le numerose segnalazioni ricevute dalla nostra sede, la LAV pone nuovamente l’attenzione sulle problematiche che riscontrano le famiglie quando, al momento dell’iscrizione del proprio figlio a scuola, chiedono un menu vegano e si vedono rispondere negativamente alla richiesta.

    La LAV ribadisce che quanto richiesto dalle famiglie è in linea con le ‘Linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica’, che proprio i Comuni si sono impegnati a rispettare il 29 aprile 2010, in sede di Conferenza Unificata con Regioni e Ministero della Salute.
    Tali indicazioni, redatte con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione, e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.134 dell’11 giugno 2010, a pagina 22 recitano che “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”.  A ribadirlo sono state due ulteriori e recenti comunicazioni. In particolare, il 5 maggio 2016, la Nota della Direzione Generale per la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, ha sottolineato che, “iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana e di Comuni che richiedono certificazioni mediche o comunque un’assunzione di responsabilità supplementare alle famiglie che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana, sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni e Comuni, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, che recitano testualmente: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori.”
    La validità di quanto descritto sopra viene confermata anche dalla sentenza n. 245/2015 del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Bolzano. Tale pronuncia ha infatti revocato il provvedimento di rifiuto d’iscrizione presso un asilo nido di un bambino per il quale i genitori avevano richiesto l’alimentazione vegana, deciso dalla Direttrice dell’Ufficio istruzione e scuole del Comune di Merano, che aveva ingiunto alla madre di “consegnare una attestazione del pediatra di libera scelta dalla quale risultasse lo stato clinico del bambino e l’assenza di carenze nutrizionali” stabilendo che, in caso i genitori non avessero provveduto, “il bambino non avrebbe potuto più frequentare la struttura”.

    La LAV auspica che tutti i comuni dell’Alto Adige si adeguino da subito alle Linee Guida del Ministero della Salute, sancendo cosi di fatto il diritto ad ogni famiglia di poter scegliere, anche in ambito scolastico, una dieta vegana per il proprio figlio.

    La LAV, per far rispettare tale diritto delle famiglie è pronta a intraprendere vie legali e si mette a disposizione nel far assistere, a proprie spese, le amministrazioni comunali da una biologa nutrizionista per i giorni necessari a mettere a punto, sull’esempio di quanto già fanno Comuni grandi e piccoli, menu vegani bilanciati.

  42. LAV : Rondini tutelate. Vietato toccare i loro nidi.

    01/06/2016

    LAV : Rondini tutelate. Vietato toccare i loro nidi.

    La famiglia Irundinidi, le cosiddette rondini, oltre ad essere dei bellissimi animali, fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della legge 157/92.
    Nel dettaglio, la stessa legge all’art.21, c.1, lett.o), vieta espressamente il deliberato disturbo degli uccelli appartenenti a specie protette, nonché l’apprensione, la detenzione, la distruzione, il danneggiamento di uova e nidi di uccelli appartenenti a qualsiasi specie selvatica.
    Inoltre chiunque dovesse uccidere anche un solo esemplare, incorrerebbe nella violazione dell’art.544bis del Codice Penale – uccisione di animali - che prevede fino a due anni di reclusione.

    Purtroppo durante questo breve periodo abbiamo dovuto riscontrare alcuni casi di danneggiamento a discapito dei nidi di rondine.
    Appena informati dell’accaduto, abbiamo inviato ai diretti responsabili degli stabili interessati  una comunicazione, nella quale abbiamo descritto quanto sancisce la legge e abbiamo richiesto di predisporre strumenti tali per prevenire ulteriori atti illegali.
    Il motivo per cui i nidi di solito vengono distrutti è che le rondini sporcano, in commercio esistono strumenti economici che servono per preservare murature e marciapiedi, per esempio delle mensole da montare sotto i nidi per evitare che gli escrementi cadano al suolo.
    Vogliamo fare un appello, prosegue Eros Torbol  responsabile della LAV - qualora qualcuno venga a conoscenza di possibili atti illeciti nei confronti di questi animali, come potrebbero essere anche delle ristrutturazioni, come successo l’anno scorso presso l’ospedale di Silandro, che dopo una nostra diffida le rondini non vennero più toccate, può far presente al diretto responsabile che le rondini sono tutelate, altrimenti può contattarci e daremo tutto il nostro supporto. 

  43. LAV : Richiesto incontro con l'Assessore all'Agricoltura - L' Alto Adige necessita di un centro di recupero per animali selvatici.

    27/05/2016

    LAV : Richiesto incontro con l'Assessore all'Agricoltura  - L' Alto Adige necessita di un centro di recupero per animali selvatici.

    In riferimento al triste episodio di ieri accaduto nel quartiere Don Bosco a Bolzano, dove una giovane femmina di capriolo non è sopravvissuta ad una caduta da un muretto alto circa 4 metri, la LAV vuole ribadire la necessità dell’istituzione di un centro di recupero per animali selvatici.

    Nella serata di ieri abbiamo subito inviato una richiesta per incontrare l'Assessore all’Agricoltura Arnold Schuler, con l’obiettivo di confrontarci e avere delle risposte riguardo la costruzione del centro, già richiesto nel 2013 con oltre 3000 firme raccolte in pochi giorni e consegnate all’Assessore.
    Non è ammissibile, che all’ interno di un territorio come il nostro, dove sono presenti moltissimi animali selvatici, , non sia presente un luogo dove gli animali selvatici quelli feriti possano ricevere le cure necessarie.

    Ricordiamo che gli animali selvatici costituiscono patrimonio indisponibile dello Stato. La normativa nazionale impone alla provincia di Bolzano della fauna selvatica in difficoltà, quindi noi stavolta non molliamo e chiediamo agli organi competenti di attivarsi per la costruzione del centro di recupero per tutta la fauna selvatica del nostro territorio.

  44. LA CRUDELTÀ DELLA CACCIA, ANIMALI FERITI CHE MUOIONO DOPO GIORNI DI AGONIA.

    24/05/2016

    LA CRUDELTÀ  DELLA CACCIA, ANIMALI FERITI CHE MUOIONO DOPO GIORNI DI AGONIA.

    La stampa ci ha informato che in questi giorni, presso la località di Villandro, gli uomini del servizio forestale hanno rinvenuto un capriolo senza vita con la mandibola dilaniata da un colpo d’arma da fuoco.
    Stando alle prime evidenze, sembrerebbe che la responsabilità sia ascrivibile ad un bracconiere, ma potrebbe essere stato anche un cacciatore con tanto di regolare licenza di caccia in tasca. All’origine ci sarebbe un colpo di fucile che avrebbe solamente ferito alla mandibola l’ungulato, successivamente dileguatosi nei boschi, condannato a morte certa e dolorosissima.
    Solo l’avvistamento da parte di alcune persone, che hanno prontamente avvisato l’ufficio caccia e pesca e la successiva battuta del personale provinciale coadiuvato da cani specializzati nella ricerca della traccia, hanno consentito di ritrovare l’animale, purtroppo oramai privo di vita.
    Sembrerebbe che l’animale vagasse in quello stato da diversi giorni.

    Certamente quanto accaduto nei boschi di Villandro non è un episodio isolato. Capita sovente, infatti, che i cacciatori non riuscendo a colpire gli organi vitali degli animali cacciati, li feriscono solamente. Con la conseguenza che gli animali prima di morire soffrono anche per svariati giorni, come successo in questo caso, nel quale il capriolo non poteva neppure dissetarsi né sfamarsi.

    La legge prevede che i cacciatori abbiano con loro i cani da traccia, questi cani sono addestrati per ritrovare tutta la selvaggina uccisa o ferita.

    Un altro episodio che conferma che la caccia, oltre ad essere una pratica antiquata ed inutile, è causa di decine di migliaia di morti e di tremende torture, afflitte da parte di mani desiderose solamente di soddisfare una passione sanguinaria, per soddisfare l’ego dell’uomo a discapito di animali indifesi, che hanno come unica colpa il vivere nel loro habitat, quello che la natura ha affidato loro.
    Foto : quotidiano Dolomiten

  45. ANIMALI SELVATICI, MEGLIO NON TOCCARE I PICCOLI DI CAPRIOLO, LAV E WWF: TOCCARLI E SPOSTARLI È UN PROBLEMA MARGINALE, I VERI PERICOLI SONO LO SFALCIO DEI PRATI E LA CACCIA.

    20/05/2016

    ANIMALI SELVATICI, MEGLIO NON TOCCARE I PICCOLI DI CAPRIOLO,  LAV E WWF: TOCCARLI E SPOSTARLI È UN PROBLEMA MARGINALE, I VERI PERICOLI SONO LO SFALCIO DEI PRATI E LA CACCIA.

    In un articolo pubblicato in data 13 maggio 2016 sul quotidiano Alto Adige, avente per oggetto la salvaguardia dei piccoli di capriolo, si informava che il periodo primaverile corrisponde a quello della riproduzione degli animali selvatici. Nell’articolo viene dato conto, in particolare, che – secondo l’ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano - il pericolo maggiore per i piccoli di capriolo è rappresentato dal loro spostamento operato da incauti escursionisti preoccupati dell’eventuale abbandono dei cuccioli da parte della madre.
    Nella realtà sono molto pochi i casi di caprioli raccolti per essere spostati, mentre il pericolo più grosso e concreto per loro, riguarda la caccia,  praticata a partire dal primo settembre, e le operazioni per lo sfalcio dei prati.
    Appena nati, e nel loro primo mese di vita, i caprioletti non sono in grado di fuggire. In caso di pericolo, o di disturbo, rimangono immobili accovacciati nell'erba alta, nell’attesa che il pericolo passi. Ogni anno, durante lo sfalcio dei prati, al passaggio delle falciatrici meccaniche, centinaia di piccoli di capriolo finiscono per essere uccisi o gravemente feriti dalle lame dei mezzi meccanici.
    E per coloro che riusciranno a salvarsi dalle lame delle falciatrici, dal primo di settembre ci sarà ad attenderli il piombo dei cacciatori, autorizzati dalla stessa provincia di Bolzano che elargisce consigli per prevenire l’azione di qualche incauto escursionista preoccupato per il benessere dei cuccioli.

    “Se la preoccupazione dell’ufficio caccia della provincia di Bolzano consiste effettivamente nella tutela dei caprioli – affermano LAV e WWF - suggeriamo all’assessore di dare chiare indicazioni ai suoi uffici perché impongano modalità di sfalcio rispettose degli animali e soprattutto per vietare la caccia nei confronti dei cuccioli di qualsiasi specie.”

    La caccia è un’attività che causa ogni anno l’inutile morte di milioni di animali, la distruzione dei loro nuclei familiari, l’uccisione delle femmine e dei loro piccoli, con l’accortezza di riservare i primi colpi dei cacciatori ai cuccioli che senza madre potrebbero morire di fame. Anche per questo la caccia si configura come un’attività decisamente più grave dello spostamento di un cucciolo da parte degli escursionisti. Anche per questo la caccia andrebbe semplicemente abolita.

  46. Ballottaggio Sindaco di Bolzano : Mario Tagnin inserisce le nostre proposte a tutela degli animali nel proprio programma elettorale.

    19/05/2016

    Ballottaggio Sindaco di Bolzano : Mario Tagnin inserisce le nostre proposte a tutela degli animali nel proprio programma elettorale.

    Domenica prossima, si svolgerà a Bolzano il ballottaggio per assegnare la carica di Sindaco.
    Nelle scorse settimane la LAV ha inviato ai candidati Sindaci alcuni punti da inserire nel proprio programma elettorale a favore degli animali.
    Tra i punti vi sono: la stipula di convenzioni agevolate con le cliniche veterinarie private in caso di sterilizzazioni di gatti provenienti da colonie, l' individuazione di un luogo adatto per la creazione di un gattile per emergenze e l' approvazione di un Regolamento comunale per la tutela degli animali come già in vigore in altre centinaia di città italiane con il testo patrocinato dall’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani.

    Questa mattina abbiamo avuto la conferma che anche il candidato Sindaco Mario Tagnin ( Uniti per Bolzano ) ha accettato i nostri punti, interessandosi e impegnandosi così di fatto al benessere animale e ad una eventuale futura collaborazione per migliorare la vita dei nostri amici animali.

  47. SCELTE VEGAN, ANCHE IN ALTO ADIGE DEVONO ESSERE RISPETTATE LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SALUTE.

    11/05/2016

    SCELTE VEGAN, ANCHE IN ALTO ADIGE DEVONO ESSERE RISPETTATE LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA SALUTE.

    La LAV lo scorso 8 maggio 2016, dopo essere stata contatta da alcune persone, che denunciavano il rifiuto da parte del comune alla richiesta di una dieta vegana per i propri figli, ha inoltrato al Sindaco di Laives, Dott. Bianchi, un documento nella quale si ricorda che anche nel suo comune, come in tutto l’Alto Adige, devono essere rispettate le Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica sottoscritte sei anni fa anche da Regioni, Province Autonome e Comuni.
    Queste linee sono state redatte con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione, le quali sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.134 dell’11 giugno 2010, che recitano – a pagina 22:“Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”.

    Il 5 maggio 2016, con una nota della Direzione Generale per la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, ha affermato che, “iniziative di Regioni che impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e vegana e di Comuni che richiedono certificazioni mediche o comunque un’assunzione di responsabilità supplementare alle famiglie che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana, sono in contrasto con quanto stabilito dalle Linee Guida di Indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica.
    La validità di quanto descritto sopra, è stata inoltre confermata dalla sentenza n. 245/2015 del Tribunale di Giustizia Amministrativa di Bolzano. Tale pronuncia ha infatti revocato il provvedimento di rifiuto d’iscrizione presso un asilo nido di un bambino per il quale i genitori avevano richiesto l’alimentazione vegana, deciso dalla Direttrice dell’Ufficio istruzione e scuole del Comune di Merano, che aveva ingiunto alla madre di “consegnare una attestazione del pediatra di libera scelta dalla quale risultasse lo stato clinico del bambino e l’assenza di carenze nutrizionali” stabilendo che, in caso i genitori non avessero provveduto, “il bambino non avrebbe potuto più frequentare la struttura”.

    La LAV ha richiesto al Sindaco, che dal prossimo anno scolastico, vengano serviti se richiesti piatti vegani, senza richiedere nessun tipo di certificazione, inoltre l’associazione è disposta a mandare a proprie spese una biologa nutrizionista per assistere il Comune nel mettere a punto, sull’esempio di quanto già fanno Comuni grandi e piccoli, menu vegani bilanciati.

  48. ELEZIONI SINDACO DI BOLZANO, ECCO I PRIMI CANDIDATI CHE HANNO INSERITO LE NOSTRE PROPOSTE A TUTELA DEGLI ANIMALI NEL PROGRAMMA ELETTORALE.

    02/05/2016

    ELEZIONI SINDACO DI BOLZANO, ECCO I PRIMI CANDIDATI CHE HANNO INSERITO LE NOSTRE PROPOSTE A TUTELA DEGLI ANIMALI NEL PROGRAMMA ELETTORALE.

    In previsione delle prossime elezioni per il Sindaco di Bolzano, la nostra sede nei giorni scorsi, ha proposto ai candidati sindaci alcuni punti a tutela degli animali da inserire all'interno del proprio programma elettorale.
    Tra i quali la stipula di convenzioni agevolate con le cliniche veterinarie private, in caso di sterilizzazioni di gatti provenienti da colonie feline - quindi di proprietà pubblica - e gestite da associazioni, l' individuazione di un luogo adatto per la creazione di un gattile per emergenze e l' approvazione di un Regolamento comunale per la tutela degli animali come già in vigore di altre centinaia di città italiane con il testo patrocinato dall’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani.
    Come annunciato, a prescindere dal partito o coalizione di appartenenza, indichiamo alla cittadinanza i candidati a Sindaco che hanno inserito quanto da noi proposto nel loro programma elettorale. Siamo ancora in attesa di risposta da parte degli altri.

    Angelo Gennaccaro ( Io sto con Bolzano - für Bozen )
    Anna Pitarelli ( Neue Welle Bozen-Bolzano sull’Onda )
    Caterina Pifano ( Movimento 5 stelle )
    Giorgio Holzmann ( Alleanza per Bolzano )
    Norbert Lantschner ( Verdi Bolzano )

  49. Alto Adige, dal 1° maggio inizia la caccia.

    29/04/2016

    Alto Adige, dal 1° maggio inizia la caccia.

    LAV e WWF . "Una tradizione crudele e anacronistica che porterà all'uccisione di oltre 30.000 animali".

    Da domani, domenica 1° maggio in Alto Adige riaprirà la caccia. In base al calendario venatorio  della Provincia di Bolzano i primi animali ad essere uccisi saranno i giovani e le femmine di capriolo e di cervo. Seguiranno in agosto e settembre i  piccoli dell'anno con le loro madri. Nel mese successivo, a ottobre, aprirà la caccia a camosci, lepri, volpi, fagiani, coturnici, quaglie, cornacchie, beccacce e ad alcune specie di anatre. Per la maggior parte delle specie la caccia  si concluderà il 15 dicembre, mentre per tordi e volpi  terminerà il 31 gennaio del prossimo anno.
    Secondo il piano di abbattimenti del 2016, i circa 6000 cacciatori altoatesini potranno sparare a 15.000 ungulati (cervi caprioli e camosci), a questi si aggiungeranno 16.000 capi di selvaggina bassa (lepri, volpi, e numerose specie di uccelli). Una vera e propria strage di animali, che si ripete di anno in anno con il sostegno politico ed economico della Provincia di Bolzano. Nonostante le popolazioni di alcune specie animali siano ormai in declino, anche a causa  delle modifiche dell'habitat (urbanizzazione, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici), in Alto Adige la caccia è ancora considerata cultura e tradizione.  A differenza di altre regioni italiane, in  Alto Adige si spara anche nelle aree protette (Parchi naturali e  biotopi), in violazione della legge quadro nazionale sulle aree protette 394/91, e non è previsto il silenzio venatorio, la sospensione della caccia per due giorni alla settimana.

    La Provincia di Bolzano offre un quadro desolante della gestione degli animali selvatici. Dietro all'immagine pulita e di tutela della natura ci sono purtroppo il ferimento e l'uccisione di migliaia di animali per puro divertimento.

    La LAV  continuerà a monitorare, come ogni anno, sul rilascio delle autorizzazioni per la caccia in deroga, decreti che consentirebbero di uccidere specie animali protette o al di fuori del periodo di caccia. 

  50. Adozioni flash per i criceti recuperati dai rifiuti.

    23/04/2016

    Adozioni flash per i criceti recuperati dai rifiuti.

    Siamo felici di comunicare che i criceti rinvenuti mercoledi sera vicino ai bidoni dei rifiuti, hanno trovato tutti una nuova casa.
    Ringraziamo le persone che hanno deciso di regalare una seconda vita a questi bellissimi animali, inoltre volgiamo ribadire che abbandonare gli animali è un reato.
    Se per qualche motivo non avete più la possibilità di tenere un animale, non abbandonatelo, ma contattate le associazioni, i veterinari privati o il servizio veterinario, insieme si troverà una soluzione.

  51. Criceti abbandonati vicino ai cassonetti dei rifiuti. Adesso cercano una nuova casa.

    22/04/2016

    Criceti abbandonati vicino ai cassonetti dei rifiuti. Adesso cercano una nuova casa.

    Chi abbandona un animale commette un reato e può essere punito con l’arresto fino a un anno o con un'ammenda  sino a 10.000 euro.

    Nella serata di mercoledì 21 aprile, sono stati rinvenuti all’interno di una scatola, vicino alle campane della raccolta differenziata in via Palermo, sei criceti, purtroppo uno di loro è stato trovato senza vita.

    Fortunatamente la persona che li ha trovati, gli ha recuperati portandoli a casa e dandogli le prime cure.
    Dopo essere stati contattati, i volontari della LAV gli hanno presi in custodia, portandogli immediatamente presso la la Clinica Veterinaria Centro Storico, dove si è riscontrato che il loro stato di salute risulta ottimo e che si tratta di tre adulti ( un maschio, due femmine) e due cuccioli.

    Adesso i piccolo verranno dati in adozione previo controllo preaffido svolto dai volontari LAV, chi fosse realmente interessato può inviare un email a lav.bolzano@lav.it oppure telefonando al numero 342 5600769.
    Considerato quanto gli è accaduto, due adulti sono molto spaventati e per il momento non si fanno avvicinare facilmente, quindi chi vorrà adottare uno di questi bellissimi animali dovrà tener conto di questo e munirsi di pazienza, questo per regalare una seconda vita a queste bellissime creature.

    Questo è il secondo caso pervenuto all’associazione in poco più di un anno, infatti nel marzo dello scorso anno, erano stati abbandonati ma fortunatamente recuperati altri dodici criceti. http://bit.ly/1QqqMYK

    Vogliamo ribadire - commenta Eros Torbol responsabile della LAV Bolzano -  che abbandonare qualsiasi animale è un reato punito dalla legge, art. 727 del codice penale, prima di commettere questo tipo di gesti che oltre ad risultare illegali sono soprattutto incivili, contattate le associazioni, il servizio veterinario o i veterinari privati, i quali sicuramente vi potranno aiutare a trovare una sistemazione per i vostri animali. 

  52. I DIRITTI DEGLI ANIMALI ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI DI BOLZANO

    21/04/2016

    I DIRITTI DEGLI ANIMALI ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI DI BOLZANO

    In vista delle votazioni del prossimo 8 maggio per l'elezione del nuovo Sindaco di Bolzano, la LAV, ha proposto ai vari cadidati sindaci alcuni punti da inserire all'interno del proprio programma elettorale:

    • Approvazione di un Regolamento comunale per la tutela degli animali come già in vigore di altre centinaia di città italiane con il testo patrocinato dall’ANCI-Associazione Nazionale.
    • L’inserimento in via sperimentale degli animali d’affezione all’interno dello stato di famiglia.
    • Individuazione di un luogo adatto per la creazione di un gattile per emergenze, che consenta un ricovero sicuro, visto e considerato l’elevato numero di gatti randagi presenti sul territorio comunale.
      La struttura verrà data in gestione ad un associazione, con la supervisione del Servizio Veterinario Provinciale.
    • Stipulare convenzioni agevolate con le cliniche veterinarie private in caso di sterilizzazioni di gatti provenienti da colonie feline e gestite da associazioni.
    • Dedicare una giornata all’anno a favore degli animali, organizzazione di eventi in collaborazione con le associazioni animaliste e ambientaliste in riferimento al benessere animale.
    •  

    Sulla base delle risposte anche parziali a questo Programma, la LAV redigerà una lista di preferenze che pubblicizzerà ai propri soci e simpatizzanti ed all’opinione pubblica, in modo assolutamente trasversale, a prescindere dal partito o coalizione di appartenenza.

  53. LAV : Circo di Vienna, criticità nella detenzione degli animali, intervenga il servizio veterinario.

    11/04/2016

    LAV : Circo di Vienna, criticità nella detenzione degli animali, intervenga il servizio veterinario.

    Sabato pomeriggio i volontari LAV hanno svolto un sopraluogo presso il circo di Vienna,  attendato in questi giorni a Bressanone, rilevando diverse criticità nelle modalità di detenzione degli animali, che sembrerebbero in contrasto con le i “criteri per il mantenimento degli animali nei circhi”, stabiliti dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente proprio per garantire almeno il rispetto delle esigenze etologiche minime degli animali nei circhi, e il cui rispetto è richiesto anche dall'articolo 25 del Regolamento Provinciale di esecuzione in materia di protezione degli animali del 8 luglio 2013.

    Tra le carenze rilevate, si evidenzia che nessuno degli animali, tranne le tigri e anche in questo caso solamente nell’area esterna, aveva a disposizione alcun arricchimento ambientale che è considerato componente fondamentale per il benessere degli animali e per evitare, tra le altre cose, la nascita di comportamenti stereotipati. Gli animali inoltre non avevano modo di ripararsi dalla vista del pubblico, e in molti casi, anche dal contatto diretto, in quanto, la mancanza del personale circense durante la visita agli animali consentiva ai visitatori di avvicinarsi e toccare gli animali senza nessun problema, compresi anche quelli ritenuti pericolosi o morsicatori. Questo, oltre a rappresentare una possibile fonte di stress per gli animali, è chiaramente un potenziale pericolo anche per la sicurezza del pubblico.

    La LAV ha provveduto nella giornata di martedì ad inviare al servizio veterinario tutto il materiale raccolto, chiedendo un intervento urgente per verificare le condizioni di detenzione degli animale e far rispettare le linee guida Cites.

    A gennaio di quest’anno la LAV ha chiesto al commissario straordinario Dott. Penta, di approvare un Regolamento Comunale che preveda, a tutela del benessere animale, che all’interno del comune di Bolzano, venga vietato l’accesso ai circhi con al seguito specie che la Commissione Scientifica CITES ha reputato avere un modello gestionale non compatibile con la detenzione in una struttura mobile (si tratta di primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci)

    Non smetteremo mai di affermare, come confermano vari psicologi che questo tipo di spettacoli sono totalmente diseducativi, il circo è bello, affascinante ma quello dove gli unici protagonisti sono gli uomini.

  54. LAV : GLI ORSI SI RISVEGLIANO DAL LETARGO, BASTA SEGUIRE POCHE REGOLE PER CONVIVERE SERENAMENTE.

    07/04/2016

    LAV : GLI ORSI SI RISVEGLIANO DAL LETARGO, BASTA SEGUIRE POCHE REGOLE PER CONVIVERE SERENAMENTE.

    Accade in questi giorni di leggere di incursioni di qualche orso agli alveari. Un evento certamente non gradito dall’apicoltore, ma da inquadrarsi nella normalità di un territorio, come il nostro, molto ospitale per api, uomini ed orsi.
    Il periodo è quello del risveglio dal letargo, uno dei momenti più delicati nella vita di un orso, un periodo nel quale i plantigradi hanno un gran bisogno di recuperare i chili persi nel corso dell’inverno, ecco quindi che la raccolta di miele in piena disponibilità, rappresenta per l’orso una ghiotta occasione alla quale non può proprio sottrarsi.

    “Le notizie di fatti del genere vengono spesso comunicate con titoli preoccupanti che non aiutano certamente la tranquilla convivenza con gli orsi – commenta la LAV di Bolzano – eppure quanto accaduto anche recentemente in Alta Venosta conferma che gli orsi non hanno alcuna intenzione di entrare in contatto con l’uomo, si spostano sempre al di fuori delle zone abitate, consapevoli che noi rappresentiamo per loro un grave pericolo!”
    In effetti è risaputo che gli orsi non attaccano l’uomo. I dati ufficiali raccontano che tra le Alpi e l’Appennino, negli ultimi 150 anni non si sono registrate aggressioni da parte degli orsi. Solamente in Trentino vi sono stati due casi nei quali gli orsi, sentendosi minacciati dalla presenza umana, hanno dovuto difendere i propri cuccioli dall’invadenza di alcuni incauti frequentatori dei boschi.

    E’ comunque necessario ricordare che quando si frequentano aree abitate dagli orsi, è sufficiente mettere in pratica alcuni comportamenti utili a scongiurare qualsiasi problema. Precauzioni spiegate nel dettaglio sul sito web istituzionale della Provincia di Bolzano ( http://www.provincia.bz.it/foreste/fauna-caccia/2691.asp )  e che si possono riassumere in:

    • manifestare la nostra presenza cercando di essere sentiti, soprattutto se camminiamo nella vegetazione fitta o su terreno accidentato;
    • tenere il nostro cane al guinzaglio. Infatti, se il cane è libero c’è il rischio che si avvicini ad un orso disturbandolo o attaccandolo e che lo porti poi verso di noi nel tornare indietro in cerca di protezione;
    • se vediamo un orso, non cerchiamo di avvicinarlo e non disturbiamolo;
    • non diamo mai da mangiare ad un orso, anche se sembra tranquillo e curioso;
    •  stiamo lontani da un orso che sta mangiando la carcassa di un animale o altro cibo. Sebbene sia più probabile che l’orso, disturbato, scappi abbandonando la sua fonte di cibo, potrebbe anche reagire per difenderla;
    • non avviciniamoci mai a cuccioli di orso, anche se sembrano curiosi o abbandonati. Se li vediamo, allontaniamoci, perché la loro madre molto probabilmente non è lontana;
    • non lasciamo resti di cibo e altri rifiuti organici nel bosco e nelle sue vicinanze, né nei pressi di baite e rifugi. E’ molto importante che gli orsi non associno fonti alimentari con la presenza umana, una delle principali cause alla base dei conflitti uomo-orso.

     

    Poche ma utilissime regole che, come nei rapporti tra uomini, consentono di poter vivere al meglio con i plantigradi come vicini di casa!

  55. LAV : AUTOMOBILISTI, ATTENZIONE AI RICCI, RANE E ROSPI.

    28/03/2016

    LAV : AUTOMOBILISTI, ATTENZIONE AI RICCI, RANE E ROSPI.

    La primavera è il periodo dove si sveglia dal letargo un simpatico insettivoro che vive nel nostro territorio, il riccio.
    Purtroppo però durante questo periodo centinaia ricci vengono investiti dalle auto lungo le strade della nostra provincia. 
    Facciamo un appello a tutti gli automobilisti di porre molta attenzione durante la guida per evitare una inutile strage di questo utilissimo insettivoro
    Da aprile a settembre si entra nel periodo delle nascite quindi questi mammiferi si muoveranno in gruppi famigliari, dove all’interno si potranno trovare anche dei cuccioli. Il riccio ha abitudini crepuscolari e notturne, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana, procede sul terreno lentamente, la vista è poco sviluppata mentre ha un udito e un olfatto finissimi. Se vi dovesse capitare di incrociare questo animale, per favore fermatevi con l’auto e attendete che sia completamente al sicuro, oppure attrezzatevi al meglio per recuperare il riccio senza correre il rischio di pungervi (bastano un paio di guanti) e spostatelo in un posto sicuro, più lontano possibile  dalla strada. Stesso discorso vale anche per rane e rospi che in questo periodo sono nella fase dell’accoppiamento.
    Se vi dovesse capitare di vedere un riccio ferito, potete contattare il CRAB ( centro recupero avifauna Bolzano) 333 4221826 oppure la nostra sede 342 5600769

    Vogliamo inoltre ricordare che Il riccio europeo è un animale selvatico, tutelato e protetto, per cui non è possibile detenerlo come un animale da compagnia.

  56. MOSTRA "SERPENTI DI TUTTO IL MONDO" : IL MUSEO DOVRÀ' MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI DETENZIONE DEGLI ANIMALI.

    24/03/2016

    MOSTRA "SERPENTI DI TUTTO IL MONDO" : IL MUSEO DOVRÀ'  MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI DETENZIONE DEGLI ANIMALI.

    LAV: SOPRALLUOGO SERVIZI VETERINARI E SERVIZIO FORESTALE CITES HA CONFERMATO LE NOSTRE OSSERVAZIONI 

    Il Museo di scienze naturali dovrà per il benessere degli animali, modificare gli habitat dei serpenti della mostra “Serpenti di tutto il mondo", migliorando e aggiungendo arricchimenti ambientali, adeguando alla grandezza degli animali i recipienti dell’acqua e inserendo nascondigli dove gli animali possano sottrarsi alla vista del pubblico.

    Questo è quanto stabilito dal servizio veterinario e dal personale del Servizio Forestale Cites che, a seguito della nostra segnalazione, hanno effettuato un sopralluogo, confermando che le nostre osservazioni erano esatte”, afferma la LAV di Bolzano.

    "Lo scorso 23 febbraio dopo alcuni nostri sopralluoghi all’interno della mostra, infatti, avevamo segnalato al servizio veterinario provinciale alcune presunte mancanze nella detenzione degli animali. – prosegue la LAV di Bolzano – Più precisamente avevamo constatato che alcuni serpenti non avevano la possibilità di sottrarsi dalla vista del pubblico per l’assenza, nella teca, di zone in cui nascondersi, in particolar modo i due pitoni e il mamba verde orientale. L’acqua presente all'interno delle teche in cui erano tenuti serpenti che hanno la necessità di immergersi, inoltre, era insufficiente o mancante, e i contenitori non erano di grandezza adeguata”.

    “Al contrario di quanto dichiarato dal responsabile della mostra, Signor Morpurgo che sosteneva che fosse tutto a posto, quindi, le modalità di detenzione degli animali erano evidentemente carenti, con ovvie conseguenze per il benessere animale – conclude la LAV di Bolzano –

    Ringraziamo, il servizio veterinario e il corpo forestale per la collaborazione nell’eseguire le verifiche del caso.
    Ora non ci rimane che aspettare le modifiche, sulla cui applicazione, ovviamente, vigileremo".

  57. Merano, Lav propone regolamento tutela animali

    09/03/2016

    Merano, Lav propone regolamento tutela animali

    Dopo averlo proposto a Bolzano e a Laives, ieri, alcuni volontari Lav hanno presentato e proposto all' assessora dott.ssa Madeleine Rohrer il regolamento tutela animali.
    Questo regolamento oltre a disciplinare la responsabilità del detentore di cani e gatti, tra i vari punti per esempio, propone l'accesso agli animali nei locali e uffici aperti al pubblico e il divieto di dare animali in premio.
    Inoltre stabilisce il metodo di detenzione anche per tutti gli altri animali, per esempio conigli e volatili.
    Ringraziamo l'Assessora per la disponibilità e siamo fiducioni che quanto proposto venga approvato.

  58. LAV: Mostra dei serpenti, carenze nella modalità di detenzione. La LAV chiede l'intervento del servizio veterinario per garantire il rispetto della normativa provinciale.

    08/03/2016

    LAV: Mostra dei serpenti, carenze nella modalità di detenzione. La LAV chiede l'intervento del servizio veterinario per garantire il rispetto della normativa provinciale.

    Il 16 febbraio il Museo di Scienze naturali di Bolzano ha inaugurato una mostra che espone al pubblico varie specie di rettili. A seguito di diversi sopralluoghi i volontari della LAV hanno potuto verificare che tale esposizione presenta svariate criticità nella modalità di detenzione dei rettili che sembrerebbero in contrasto con il rispetto delle esigenze etologiche degli animali.

    Tra le carenze rilevate si sottolinea ad esempio l’impossibilità per alcuni degli animali di immergersi completamente in acqua, mentre altri erano sprovvisti di un riparo dove potersi nascondere dalla vista del pubblico.

    Era inoltre possibile per i visitatori accarezzare un piccolo pitone. Questa pratica, oltre a rappresentare fonte di stress per l'animale, che viene tolto da un ambiente appositamente climatizzato per essere poi circondato e accarezzato da più persone contemporaneamente senza avere la possibilità di sottrarsi al contatto, potrebbe rappresentare anche un problema igienico-sanitario per il pubblico. È noto infatti che i rettili sono portatori di zoonosi, ovvero malattie trasmissibili da animale ad essere umano, rendendo pertanto potenzialmente pericoloso per il pubblico il contatto diretto, in particolar modo quando gli addetti che seguono la mostra non menzionano basilari informazioni come l’importanza di lavarsi le mani dopo aver toccato il serpente, come in questo caso.

    Visto quanto rilevato la LAV di Bolzano ha immediatamente preso contatti con il Servizio Veterinario, fornendo loro il materiale raccolto e chiedendo un loro intervento al fine verificare le condizioni di detenzione degli animali e far rispettare la normativa provinciale.

    L’Art. 21 del decreto del Presidente della Provincia del 8 luglio 2013 nr. 19 "regolamento di esecuzione in materia di protezione animale" prevede infatti che i rettili debbano essere detenuti in maniera adeguata alla specie, che la struttura rispetti le loro esigenze comportamentali e di movimento, che siano previste zone in cui gli animali si possano nascondere alla vista del pubblico e che l’attrezzatura del terrario sia adeguata alle abitudini di vita degli animali presenti.

    “Confidiamo in un intervento del Servizio Veterinario e sulla loro vigilanza per garantire a questi animali almeno il rispetto delle minime condizioni di benessere – dichiara Eros Torbol, responsabile LAV di Bolzano – qualunque animale selvatico o esotico, infatti, richiede il suo habitat particolare, difficilmente riproducibile in ambiente domestico. Per questo motivo invitiamo i cittadini a voler imparare a conoscere il mondo di  questi splendidi animali in modi che non implichino, come questa mostra, la loro detenzione in cattività”.

  59. Laives, presenti alla serata informativa "il mio cane, diritti e doveri".

    26/02/2016

    Laives, presenti alla serata informativa "il mio cane, diritti e doveri".

    Ieri sera presso il teatro Gino Coseri davanti ad un centinaio di persone, si è tenuta a Laives, una serata informativa organizzata dall'assessore all'ambiente Giuliano Vettorato in cui si è parlato dei diritti e dei doveri dei detentori dei cani e degli stessi animali.
    Gli argomenti di cui si è parlato sono stati : le regole per il quieto vivere e sanzioni, approfondimenti legati alla salute degli animali, la pulizia degli spazi pubblici e gli aspetti legislativi inerenti alla detenzione e alla conduzione del cane.
    All’evento hanno preso parte l'architetto Alessandra Montel, direttrice dell'ufficio comunale che si occupa di sviluppo del territorio, il Dott. Lorenzi Giovanni veterinario dell'Asl, il veterinario locale Alessandro Folchini.
    Come LAV, abbiamo approfondito le norme che regolarizzano la convivenza all’interno dei condomini, dall’uso delle parti in comune alla presenza delle colonie feline.
    Ringraziamo il Comune di Laives per averci invitato all’evento e averci dato l’opportunità di parlare di un argomento che direttamente o indirettamente coinvolge tutti quanti.

  60. Presentazione del libro " La fabbrica dei cuccioli "

    25/02/2016

    Presentazione del libro " La fabbrica dei cuccioli "

    Alla Kolping Haus e davanti ad una buona cornice dì pubblico, Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore cani e gatti, ha presentato il proprio libro sul traffico internazionale dei cuccioli.

    Un reportage toccante e sconvolgente sullo sfruttamento e la sofferenza dietro il traffico dei cuccioli in Europa: i dati, le storie, i personaggi insospettabili.
    Una testimonianza del dolore delle madri: sconosciuto, silenzioso, lontano dai nostri occhi e dalle nostre coscienze.
    Per salvare la vita a tanti cuccioli «fabbricati» per soddisfare la moda del momento, assieme a quella delle loro madri, sfruttate fino all’ultima gravidanza.
    Per rendere consapevoli i cittadini dell’importanza dell’adozione da un canile o gattile, invece dell’acquisto.

  61. LAV Bolzano - proposto a Bolzano il regolamento tutela animali.

    01/02/2016

    LAV Bolzano - proposto a Bolzano il regolamento tutela animali.

    Il divieto di detenzione dei cani alla catena, il libero accesso degli animali domestici nei luoghi aperti al pubblico, il divieto di dare animali come premio, questi sono solo alcuni degli aspetti che sono elencati all'interno del regolamento tutela animali, il quale i rappresentanti della LAV Bolzano, il giorno 27 febbraio hanno consegnato al commissario straordinario per il comune di Bolzano Dott. Michele Penta.
    Il regolamento per la tutela degli animali e la loro convivenza con i cittadini, è il frutto della collaborazione dell'Associazione nazionale Comuni italiani e dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente ed è frutto anche dell’esperienza della LAV e di altre associazioni animaliste.
    Questo testo è già in vigore in diversi centinai di Comuni grandi e piccoli in tutta Italia, da Roma a Milano, e in alcuni casi proprio approvati dai Commissari straordinari. 
    Il documento, al suo interno elenca doveri e responsabilità del detentore di cani e gatti, per esempio, la custodia, il divieto di venderli a minorenni, di detenere animali se si sono riportate condanne, di lasciarli cronicamente soli, di offrirli in omaggio o in premio. Propone inoltre il divieto di esposizione, spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l'utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.

    Inoltre stabilisce il metodo di detenzione anche di tutti gli altri animali, conigli, volatili e animali esotici.

    Siamo fiduciosi che il regolamento proposto venga approvato - auspica Eros Torbol, responsabile della LAV Bolzano - il Commissario straordinario, continua Torbol approvando questo documento, riconosce la valenza sociale del rapporto tra esseri umani e animali d'affezione.

  62. Questua con animali, il divieto è anche all'interno del regolamento di polizia urbana.

    19/01/2016

    Questua con animali, il divieto è anche all'interno del regolamento di polizia urbana.

    La LAV Bolzano vuole esprimere soddisfazione per l’approvazione lo scorso 10 dicembre dell’art.21 del regolamento di polizia urbana, contenente il divieto di questua mediante l’utilizzo di animali. 
    Si ringrazia il Commissario straordinario per il Comune di Bolzano Dott. Michele Penta e il Dott. Antonio Travaglia per questa decisione, 
    la quale è un atto di grande civiltà ed un ulteriore passo avanti a favore dei diritti degli animali nella nostra provincia.
    La LAV da sempre si batte contro questo tipo di sfruttamento, nel 2013 abbiamo lanciato una petizione, organizzato presidi e incontri con gli uffici competenti, fino ad arrivare all’emissione di un’ordinanza, grazie alla quale è stato possibile arrivare al sequestro di alcuni cuccioli che venivano utilizzati per impietosire i passanti.
    Siamo sicuri che da oggi le forze di polizia potranno far rispettare con maggior potere questo divieto, soprattutto sequestrando l’animale e regalandogli una nuova vita.
    Ribadiamo ancora una volta che l’accattonaggio con animali è un fenomeno grave e pericoloso anche per i possibili collegamenti con le introduzioni illecite di animali nel nostro Paese.

    Foto: presidio davanti al comune di Bolzano nel 2013

  63. LAV e WWF: " Aprire un centro di recupero, la Provincia ha l'obbligo di soccorrere gli animali selvatici."

    12/01/2016

    LAV e WWF: " Aprire un centro di recupero, la Provincia ha l'obbligo di soccorrere gli animali selvatici."

    Dopo l’ultimo episodio del capriolo trovato ferito all’interno della riserva di caccia di Tesimo, morto anche per la mancanza di cure, le delegazioni della LAV e del WWF di Bolzano, vogliono ribadire nuovamente che la Provincia di Bolzano deve adeguarsi alla normativa nazionale, provvedendo alla costruzione di un centro di soccorso e di cura per animali selvatici feriti.

    Gli animali selvatici costituiscono patrimonio indisponibile dello Stato, che provvede alla loro tutela anche nel rispetto della Costituzione. La normativa nazionale impone ad ogni regione di provvedere al soccorso, alla cura e alla successiva liberazione della fauna selvatica in difficoltà. Già nel 2013, la LAV aveva consegnato alla Provincia di Bolzano quasi 3000 firme, raccolte in pochi mesi, attraverso le quali i cittadini chiedevano l’apertura del centro.

    Fino ad ora la Provincia di Bolzano non ha preso in considerazione la richiesta, mentre ha continuato a donare centinaia di migliaia di euro all’Associazione cacciatori, lasciando solo gli spiccioli ai centri di recupero avifauna, con il rischio concreto della loro chiusura.

    Inoltre, in tutti questi anni la Provincia ha disposto l’uccisione di numerosi animali selvatici feriti, omettendo di sottoporli a cure adeguate e tentarne il recupero, come invece previsto dalle norme nazionali, andando spesso in contrasto anche con l’art. 31 della Legge 29 luglio 2010, n.120, che contiene le disposizioni in materia di sicurezza stradale.

    Anche nel caso del capriolo ritrovato la scorso 11 gennaio a Nalles, solo l’insistente pressione da parte di Eros Torbol, responsabile della LAV di Bolzano, recatosi sul posto, e con la collaborazione dei volontari del CRAB, ha scongiurato un altro mancato soccorso nei confronti di un animale ferito.

    In Provincia di Bolzano, quando viene rinvenuto un animale selvatico in difficoltà, la prassi è di ucciderlo sul posto, spesso anche senza il consulto di un veterinario. In altri casi l'animale ferito viene lasciato sul posto, alle proprie sofferenze, finché morte non giunga. Questo perché la Provincia non si è mai voluta adeguare alla normativa nazionale e perché, a differenza di altre regioni, non ha mai voluto destinare adeguate risorse alla cura degli animali selvatici feriti.

    Per questo ultimo caso, vogliamo ringraziare gli operatori dell’ufficio caccia e pesca e i volontari del CRAB, per la grandissima disponibilità nel soccorso del capriolo.

    Dopo questo ultimo episodio, crediamo che sia giunto il momento che la Provincia di Bolzano prenda coscienza e che si attivi immediatamente per adeguarsi alla normativa nazionale. Non è ammissibile che in Alto Adige non sia presente un centro per la cura e il recupero degli animali selvatici feriti.

  64. LAV Bolzano, BOTTI DI CAPODANNO: PERICOLOSI PER ANIMALI E PERSONE.

    23/12/2015

    LAV Bolzano, BOTTI DI CAPODANNO: PERICOLOSI PER ANIMALI E PERSONE.

    LA LAV DI BOLZANO CHIEDE AI SINDACI DELL’ALTO ADIGE DI VIETARE L’UTILIZZO DI PETARDI, BOTTI E ARTIFICI PIROTECNICI DI OGNI GENERE SUL TERRITORIO COMUNALE

    Emanare un’Ordinanza che vieti l’utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere su tutto il territorio comunale: questa è la richiesta della LAV di Bolzano ai Sindaci dell’Alto Adige affinché i festeggiamenti di Capodanno non si traducano in una tragedia per gli animali, oltre che per salvaguardare l’incolumità delle persone.
    L’emanazione di un’Ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l’incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli così al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso poi di esplosioni a ridosso dell’animale, sia d’affezione che selvatico, vagante o di proprietà, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature.

    “Gli animali, inoltre, hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi spaventati, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. – dichiara Eros Torbol il responsabile della LAV Bolzano e prosegue – “Contestualmente all’Ordinanza chiediamo ai Sindaci di avviare una campagna informativa rivolta sia agli organi di vigilanza affinché ne facciano rispettare le disposizioni sia ai cittadini per far comprendere loro come per festeggiare il nuovo anno e le feste in genere non si possa e non si debba mettere a rischio la propria incolumità, quella delle persone e quella degli animali.”

    “Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno – ricorda Ilaria Innocenti responsabile LAV settore cani e gatti – e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.

    “Per gli animali selvatici la mezzanotte del 31 dicembre è un momento d’inferno – aggiunge Massimo Vitturi, responsabile LAV settore caccia e fauna selvatica – il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate”.

    Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane (case, lampioni, automobili, ecc.).

    Si ringraziano i Sindaci che hanno già emanato questo tipo di provvedimento.

    Di seguito alcuni consigli per tutelare il proprio animale durante i botti :

    -         Non lasciate cani e gatti da soli e togliete tutti gli oggetti pericolosi

    -         Non mostratevi troppo protettivi nei loro confronti, soprattutto non guardateli negli occhi. Potreste intimorirli e aumentare la loro paura

    -         Evitate di lasciarli all'aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili come la fuga

    -         Non teneteli legati alla catena, potrebbero strangolarsi 

    -         Non lasciateli sul balcone, potrebbero gettarsi nel vuoto

    -         Dotateli degli elementi identificativi possibili

    -         Se si nascondono in casa, non disturbateli, per loro è un luogo rifugio 

    -         Minimizzate il rumore accendendo radio o TV

    -         Nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress chiamate preventivamente il veterinario

    -         Se l’animale scompare denunciate lo smarrimento alla Polizia Municipale o al Servizio Veterinario della ASL, tappezzate la zona di volantini con descrizione, foto e numero di telefono. Chiedete ai media locali di diffondere l'appello. Informate le associazioni animaliste e zoofile e recatevi personalmente nei canili.

  65. Laives, LAV chiede il divieto di accattonaggio con l'utilizzo di animali.

    30/10/2015

    Laives, LAV chiede il divieto di accattonaggio con l'utilizzo di animali.

    Nei giorni scorsi, tramite gli organi di stampa locali, siamo a venuti a conoscenza che il Comune di Laives, sta elaborando un ordinanza che avrà lo scopo di regolarizzare l'attività della questua all'interno del territorio comunale.
    Nella giornata di ieri, abbiamo inviato una richiesta all'Assessore all'ambiente Dott. Vettorato, chiedendo che all'interno del testo venga inserito anche il divieto di utilizzare animali durante l'attività della questua, come è già in vigore nel Comune di Bolzano.

    Abbiamo riscontrato molta collaborazione da parte dell'Assessore, che ringraziamo, il quale ci ha confermato che verrà integrato all'interno dell'ordinanza quanto da noi richiesto,

    Vogliamo ricordare che l’accattonaggio con animali è un fenomeno grave e pericoloso anche per i possibili collegamenti con le introduzioni illecite di animali nel nostro Paese. Per questo motivo chiediamo ai cittadini di non supportare questa attività donando offerte e comprando l’animale utilizzato per l’accattonaggio o altri che fossero proposti.

  66. La caccia degli orrori in Alto Adige. La Provincia di Bolzano vuole una drastica riduzione del numero di cervi in Val Venosta.

    28/10/2015

    La caccia degli orrori in Alto Adige. La Provincia di Bolzano vuole una drastica riduzione del numero di cervi in Val Venosta.

    Da una lettera inviata dall'Ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano, alle riserve di caccia, all'Associazione cacciatori e agli uffici provinciali preposti alla gestione forestale, emerge, in tutta la sua crudeltà, la gestione degli animali selvatici in Alto Adige. Una gestione praticata in modo rozzo, privo di qualsiasi rispetto per gli animali nelle fasi più delicate della loro vita, come la riproduzione, l'allattamento e la cura dei piccoli.

    Nella lettera inviata ai cacciatori, il Direttore dell'ufficio caccia e pesca informa della drastica riduzione del numero dei cervi imposta dalla politica forestale provinciale, e suggerisce di sperimentare metodi alternativi di caccia. Metodi che prevedono di dare la preferenza all'uccisione contemporanea della madre di cervo e del suo piccolo. Si citano i regolamenti interni delle riserve di caccia, nei quali sono stati ormai rimossi gli scrupoli dovuti all'etica venatoria. Secondo l'Ufficio caccia e pesca sono però necessari ulteriori miglioramenti: la rimozione di limitazioni riguardanti il numero di capi femmine e piccoli di cervo abbattibili, incentivi in denaro ai cacciatori per l'uccisione della femmina e del suo piccolo, buoni sconto sulla quota annuale che i cacciatori versano alle riserve come quota annuale legati all'uccisione di femmine e piccoli, la caccia in primavera ed inizio estate alle femmine ed ai piccoli (in agosto i piccoli possono essere uccisi più facilmente insieme alla rispettiva madre).

    “Il massacro di femmine e cuccioli di cervo voluto dalla provincia è scandaloso e inaccettabile – affermano i responsabili bolzanini di LAV e WWF - ci aspettiamo un forte e coeso segnale di rifiuto da parte degli stessi cacciatori, nei confronti di un’amministrazione che getta alle ortiche quell’etica venatoria che negli anni ha caratterizzato i cacciatori alto-atesini rispetto a quelli del resto del nostro Paese”.

    Le Associazioni LAV e WWF chiederanno al Ministero dell'Ambiente e all'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), una gestione più rispettosa degli animali selvatici.
    Nel caso delle femmine di cervo, le fasi biologiche dovranno essere salvaguardate. Non dovranno essere autorizzate uccisioni di cervi, durante il periodo dei parti, durante l’allattamento e durante la fase di dipendenza dei nuovi nati dalle loro madri.

    L’abbattimento delle femmine adulte in quest’ultimo periodo infatti priverebbe i giovani del supporto materno, rischiando di introdurre una fonte di mortalità aggiuntiva per i piccoli cervi.

    Le Associazioni di protezione della natura e degli animali chiederanno inoltre di adottare, per la prevenzione dei danni causati dagli ungulati alle foreste, metodi ecologici di controllo delle popolazioni di cervo.
    foto: Angelina Iannarelli

  67. Tassa sui cani, Bolzano ci riprova LAV: imposta iniqua, che favorisce l'abbandono e disincentiva l'adozione dai canili

    19/10/2015

    Tassa sui cani, Bolzano ci riprova LAV: imposta iniqua, che favorisce l'abbandono e disincentiva l'adozione dai canili

    Già nel 2010 il Presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder, assieme all’Assessore alle Finanze Roberto Bizzo avevano proposto l’introduzione di una tassa sui cani, ma grazie alla pressione delle associazioni animaliste, la pericolosa proposta fu bocciata.
    Cinque anni dopo se ne torna a parlare. Nonostante in questi ultimi anni sia aumentata la presenza di animali d’affezione all’interno di case, sia cresciuta la sensibilità delle persone nei loro confronti e siano migliorate le leggi a loro tutela, i Comuni dell’Alto Adige propongono una tassa ingiusta, che andrebbe anche a colpire chi adotta cani dai rifugi di fatto sgravando i Comuni, e quindi la collettività, di notevoli spese.
    Se venisse accettata questa proposta, - dichiara Eros Torbol, responsabile della sede Lav di Bolzano -verrebbe approvato un provvedimento che ostacolerebbe la lotta al randagismo e penalizzerebbe anche coloro che, avendo adottato un quattro zampe dal canile, hanno già dato un contributo notevole sia in termini economici, facendo risparmiare soldi alle amministrazioni, che di contrasto  al randagismo.

    La LAV auspica che i Comuni prendano atto della pericolosità e dell’iniquità di questa tassa, in caso contrario si riserva di agire in tutte le sedi opportune per il suo annullamento.

  68. Cavallo muore nell'indifferenza, durante il Gran Premio di Merano muore Perfect Gentleman.

    30/09/2015

    Cavallo muore nell'indifferenza, durante il Gran Premio di Merano muore Perfect Gentleman.

    Dopo il Palio di Asti un altro incidente mortale per un cavallo, infatti durante la settima e ultima corsa del Gran Premio di Merano 2015 svoltosi domenica 28 settembre, dopo una caduta è morto nell'indifferenza di tutti il cavallo Perfect Gentleman.
    Il gran premio di Merano, per gli addetti ai lavori rappresenta il fiore all'occhiello per l'ippodromo di Merano, infatti l'evento viene pubblicizzato da televisioni e giornali come un evento imperdibile, quest'anno hanno partecipato con un esibizione anche i carabinieri a cavallo.
    Come successo ad Asti, si è cercato di minimizzare se non nascondere la notizia dell'accaduto, ovviamente la morte di un essere vivente usato come strumento di divertimento e di guadagno da parte degli organizzatori, non poteva rovinare la giornata di festa, infatti la notizia è uscita solo grazie all'interessamento di uno spettatore.
    Merano non è nuovo a incidenti mortali durante le corse, ma probabilmente per chi organizza e per i proprietari esiste sono una parola " the show must go on ". Tristemente, sul sito dell’ippodromo, Perfect Gentleman non è altro che un cavallo finito tra i perdenti, e nessuna parola è stata spesa per la sua morte.

    I cavalli da corsa entrano nelle competizioni all'età di due anni, sono utilizzati per un massimo di tre stagioni e poi, se non sono macellabili, finiscono nel circuito delle manifestazioni “storiche” come palii e giostre, degli sport equestri, dei maneggi e talvolta rischiano anche di finire nel circuito delle corse clandestine gestite dalla criminalità organizzata nel sud Italia. L’ippica è ormai un giro di sfruttamento che non produce neppure introiti sufficienti di autosostentamento con le scommesse, ormai limitate al 2,4% del totale delle scommesse italiane.
    Intanto però vediamo denaro pubblico destinato a mantenerlo in un momento di grave crisi economica generale.

    Per la tragedia di Merano, procederemo ad un accesso agli atti per verificare la correttezza delle misure di sicurezza della gara, ribadendo che l’unica vera soluzione è la sospensione dei fondi pubblici e la fine di un’attività che viene presentata come nobile, mentre genera al contrario la sofferenza e come in questo caso la morte di animali che non hanno certamente scelto di gareggiare."

  69. LAV : Festa del Sacrificio, no alla macellazione clandestina.

    21/09/2015

    LAV : Festa del Sacrificio, no alla macellazione clandestina.

    Tra qualche giorno il mondo mussulmano celebrerà la “Festa del Sacrificio” dove durante questo periodo centinaia di pecore e capre verranno sgozzate, come succede nella Pasqua cristiana. Sia la legge islamica che i precetti ebraici prescrivono una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile ai fedeli di queste religioni. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell'animale sono riassunte nel termine Halal (lecito), per i musulmani, e Kosher per gli ebrei, e non accettano lo stordimento preventivo. L’animale, infatti, deve essere cosciente al momento dell’uccisione, girato su sé stesso con un mezzo obbligatorio di contenimento meccanico, e viene operata la recisione di trachea ed esofago, ma senza spezzare la colonna vertebrale, perché durante la procedura la testa dell'animale non si deve staccare. Questo procedimento può avvenire esclusivamente all’interno dei 200 macelli autorizzati, tra i quali è presente anche quello di Bolzano, durante la festa del Sacrificio 2014 sono stati macellati circa 600 animali.
    Sulla stampa locale è stato pubblicato un articolo dove veniva dichiarato che quest'anno la macellazione veniva effettuata come da rito islamico, cioè senza stordimento, abbiamo contattato immediatamente il macello, il quale ha confermato che nonostante la richiesta da parte della comunità islamica per poter svolgere il rito come da tradizione, il macello di Bolzano ha rigettato la richiesta, quindi prima della macellazione, l'animale verrà stordito come avviene per il consumo di carne quotidiana, una magra consolazione.

    Come confermato anche dalla stessa comunità non tutti i fedeli usufruiranno del macello per la carne, ma molti animali verranno abbattuti illegalmente, all’interno di case, garage e giardini, andando cosi a violare la legge.
    Rivolgiamo un appello alle Forze di polizia locale, al Prefetto, ai Sindaco e ai Veterinari delle Asl affinché nei prossimi giorni siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione del Regolamento comunitario 1099/2009,del relativo Decreto Legislativo 131/2013 – l’ articolo 6 del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193 – e l’articolo 544 bis del Codice penale) si rischia infatti fino a due anni di reclusione oltre che sanzioni pecuniarie. inoltre vogliamo rivolgere un appello alla popolazione,  che qualora si riscontrassero atti illegali, di chiamare il 112 o il 113 per richiedere l’immediato intervento, poiché la macellazione rituale al di fuori del macello di Bolzano è una violazione del codice penale,

    A prescindere dalla fede o non fede professata, tutti  possono cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale: una scelta che fa bene a tutti, alla salute e all'ambiente.

  70. LAV : QUANDO L'ARTE NON RISPETTA IL BENESSERE DEGLI ANIMALI

    18/09/2015

    LAV : QUANDO L'ARTE NON RISPETTA IL BENESSERE DEGLI ANIMALI

    In questi giorni, presso la Galleria Civica di via Piazza Domenicani, si può visitare la mostra “Quiet Ensemble”, che espone animali vivi in un supposto contesto artistico. Purtroppo, come già spesso è accaduto in passato quando animali vivi vengono utilizzati in simili contesti, il loro benessere e le loro esigenze etologiche non sembrano rappresentare una priorità per gli artisti.

    Nella mostra è possibile osservare infatti pesci rossi contenuti in acquari di pochi centimetri di spessore, privi di qualsiasi arricchimento, rifugio e privati della possibilità di nascondersi alla vista del pubblico. I pannelli sono inoltre illuminati da luci artificiali cangianti di forte intensità.
    I topi, altri “ospiti” della mostra, sono in simili condizioni, in una teca in cui non erano presenti cibo o acqua. Nella loro teca sono situate delle piccole ruote che potrebbero essere identificate come arricchimenti ambientali, se non fosse che il loro utilizzo attiva piccoli carillon, il cui suono può essere fonte di fastidio e stress per questi piccoli animali il cui udito è molto più sensibile del nostro.

    “Le condizioni in cui sono tenuti gli animali all’interno della mostra hanno stupito diversi visitatori, che si sono subito attivati e ci hanno contattato segnalandoci la cosa – dichiara Eros Torbol, Responsabile del Punto di Riferimento LAV Bolzano – dopo le opportune verifiche abbiamo quindi segnalato quest’esposizione alle autorità competenti , chiedendo loro un intervento immediato perché venga garantito il benessere degli animali, la sola motivazione di opere d’arte, non può giustificare infatti condotte attualmente sanzionate in via amministrativa e penale, a tutela degli animali.”
    Il Codice Penale tutela infatti il benessere degli animali e richiede che le loro caratteristiche etologiche vengano rispettate. Inoltre, anche la Legge Provinciale 15 maggio 2000, n. 9, prevede che “se gli animali vengono esposti in occasione di mercati o mostre a qualsiasi scopo, il ricovero degli stessi deve essere adeguato alla specie. Gli animali devono comunque essere detenuti nel rispetto delle loro esigenze ed in un ambiente con condizioni climatiche appropriate." E non c’è nulla di adeguato in spazi spogli, senza ripari adeguati, senza arricchimenti ambientali e senza possibilità di potersi riparare da tutte le fonti di stress presenti nella mostra: l’osservazione del pubblico, i suoni, le luci ad alta intensità.

  71. Il TAR accoglie ricorso LAV - sospesa la caccia alle marmotte.

    14/09/2015

    Il TAR accoglie ricorso LAV - sospesa la caccia alle marmotte.

    Il TAR di Bolzano in data 15.09.2015 ha sospeso in via provvisoria il decreto dell’Assessore provinciale delle foreste nr. 12907/2015 del 08.09.2015, il quale permetteva l’abbattimento di quasi mille marmotte, accettando il ricorso presentato dalla LAV di Bolzano, tramite il proprio avvocato Mauro De Pascalis.

    Siamo soddisfatti dichiara Eros Torbol responsabile provinciale della LAV di Bolzano  - Ogni anno la Provincia di Bolzano per accontentare gli agricoltori e i cacciatori, emette puntualmente un decreto illegitimo di caccia contro le marmotte, questo lo confermano le numerose sentenze da parte del TAR di Bolzano, il quale ha sempre accolto il ricorso presentato dalla LAV.
    Le marmotte sono specie protetta secondo la legge statale sulla caccia n.157 del 1992, che punisce la loro uccisione con sanzioni penali. 
    Al danno provocato alla fauna selvatica, bisogna sommare le spese che la collettività deve sostenere ogni anno per il ricorso al Tribunale, il quale conferma che la fauna è patrimonio di noi tutti e la Provincia non può violare la legge nazionale per disporre l’abbattimento di animali protetti. 

    Quella ottenuta dalla LAV è solo l’ultima di una serie di vittorie conseguite dall' Associazione presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano, al quale ha più volte presentato ricorso, nel tentativo di interrompere una prassi – quella della proliferazione dei permessi per l’uccisione di animali selvatici – tanto crudele, quanto ingiustificata.

    L'udienza pubblica è stata fissata per il giorno 20.10.2015.

  72. La Provincia di Bolzano emana un nuovo decreto di abbattimento marmotte. LAV : Nonostante i tanti pronunciamenti del TAR, la Provincia continua a violare leggi dello Stato e direttive comunitarie

    08/09/2015

    La Provincia di Bolzano emana un nuovo decreto di abbattimento marmotte. LAV : Nonostante i tanti pronunciamenti del TAR, la Provincia continua a violare leggi dello Stato e direttive comunitarie

    Il giorno 8 settembre 2015, l'Assessore dell'Agricoltura sotto la pressione degli agricoltori delle zone interessate e dei cacciatori, ha emanato un ennesimo decreto di abbattimento delle marmotte, 
    Continua l’atteggiamento inaccettabile da parte della Provincia di Bolzano, la quale negli ultimi anni tramite i suoi appositi uffici, ha emanato decreti di abbattimento per quasi 12.000 esemplari di marmotta, non considerando che questa specie è protetta dalla legge statale – valida quindi anche nelle province autonome - sulla tutela della fauna selvatica n.157 del 1992, che punisce la loro uccisione con sanzioni penali.
    Per tutto il corso dell’anno la Lega Anti Vivisezione di Bolzano è impegnata nel monitoraggio dei vari decreti di caccia e soprattutto nella verifica della loro legittimità rispetto alle norme nazionali ed europee poste a tutela della fauna selvatica.
    Al danno provocato alla fauna selvatica, bisogna sommare le spese che la collettività deve sostenere ogni anni per il ricorso al Tribunale, il quale conferma che la fauna è patrimonio di noi tutti e la Provincia non può violare la legge nazionale per disporre l’abbattimento di animali protetti. 
    Da anni il TAR di Bolzano rileva la costante violazione delle suddette normative, al punto che sono decine i decreti sospesi a seguito dell’intervento dell’ufficio legale della LAV, con l’avvocato Mauro De Pascalis. 

    Anche quest'anno, appena venuti a conoscenza dell'emissione del decreto, lo stesso giorno della firma abbiamo provveduto ad inoltrare richiesta immediata degli atti all’ufficio caccia e pesca. Come spesso accade, però, l’ufficio tarderà il più possibile la consegna dei documenti richiesti, impedendo di fatto il nostro diritto di ricorrere tempestivamente al TAR e consentendo così ai cacciatori di procedere nel massacro di quanti più animali possibile.

    Un atteggiamento ostruzionistico nei confronti di un’associazione di tutela ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, qual è la LAV, che contrasta con la grande disponibilità dimostrata dalla Provincia nei confronti dei cacciatori. Un atteggiamento dimostrato concretamente dal fatto che la LAV ha richiesto formalmente all’assessore Arnold Schuler di essere informata sull’emissione dei decreti di caccia nel momento in cui vengono promulgati. Un diritto previsto da una legge dello Stato, la 241/90, che però da più di un anno e mezzo è negato dall’amministrazione provinciale che accampa giustificazioni poco credibili.

    “Non possiamo più tollerare gli atteggiamenti ostruzionistici della Provincia – dichiara Eros Torbol, responsabile LAV di Bolzano – totalmente ripiegata sulle richieste dei cacciatori, che si fa beffa delle leggi dello Stato, per questo motivo chiediamo al Prefetto Margiacchi un intervento diretto per ripristinare lo Stato di diritto in Provincia di Bolzano”.

  73. Apertura anticipata della caccia a merli, cornacchie e colombacci: Tar Bolzano accoglie ricorso LAV e sospende i provvedimenti

    01/09/2015

    Apertura anticipata della caccia a merli, cornacchie e colombacci: Tar Bolzano accoglie ricorso LAV e sospende i provvedimenti

    LAV: motivazioni insufficienti, un'altra sconfitta per la Provincia chiamata anche dalla Corte dei Conti a dare spiegazioni.

    Il TAR di Bolzano, ieri 31 agosto, ha sospeso i decreti assessorili nr.10910,11539 e l' 11541/2015, accettando cosi il ricorso presentato dalla LAV di Bolzano con la consulenza dell'avvocato Mauro De Pascalis.
    I tre decreti, consentivano l'abbattimento di cornacchie, colombacci, merli e cesene all'interno delle riserve di Bolzano, Laives e Appiano.
    Il TAR di Bolzano, come ormai è prassi, ha valutato insufficienti le motivazioni da parte degli agricoltori delle zone e dell'Assessore all'Agricoltura Arnold Schuler, bloccando cosi di fatto l'apertura anticipata della caccia nei confronti di queste specie. L'udienza in camera di consiglio è fissata per il prossimo 6 ottobre 2015.

    “Per la Provincia di Bolzano si tratta di un’altra significativa sconfitta e per gli animali di uno spiraglio di salvezza –afferma la LAV di Bolzano – Su queste illegittime autorizzazioni ad uccidere, di recente l’ex Presidente della Provincia è stato chiamato dalla Corte dei Conti a dare spiegazioni, in seguito a una nostra denuncia. Chiederemo i danni alla Provincia per gli animali eventualmente già illegittimamente uccisi sino alla pronuncia del Tar”.

  74. Salvaguardare i centri di recupero è un dovere imposto dalla legge, per la tutela degli animali e la salvaguardia dell' ambiente.

    14/08/2015

    Salvaguardare i centri di recupero è un dovere imposto dalla legge, per la tutela degli animali e la salvaguardia dell' ambiente.

    Stando a quanto appreso dagli organi di stampa, e dai responsabili del CRAB di Bolzano, la chiusura del centro è un atto che conferma quanto la provincia di Bolzano preferisca arricchire le tasche dei cacciatori piuttosto che sostenere i centri che per legge devono accogliere gli animali selvatici feriti. Una inequivocabile scelta di campo che si innesta nel filone delle polemiche sorte attorno ai finanziamenti a fondo perduto erogati negli anni dalla provincia all’associazione cacciatori Alto Adige”.
    La chiusura del centro di recupero avi fauna di Bolzano, non è solo una sconfitta per i volontari che dedicano tempo e passione alla salvaguardia e alla tutela dei volatili, ma lo è per tutta la Provincia di Bolzano e per tutti i cittadini che nel centro hanno trovato un importante supporto nel caso di ritrovamento di animali feriti.

    Come previsto dalle norme statali, gli animali selvatici sono tutelati nell’interesse di tutti i cittadini e di tutta la comunità nazionale ed internazionale. Una tutela che lo Stato italiano affida alla Provincia di Bolzano, la quale però è più interessata a sostenere chi passa il proprio tempo ad ammazzare gli animali, piuttosto che a coloro che, anche a titolo gratuito, sono impegnati nella loro salvaguardia.  

    Inoltre, all'interno del nostro territorio la presenza degli animali selvatici rappresenta una componente fondamentale dell’immagine che la provincia comunica all’esterno. Un territorio vocato agli ambienti naturali ancora non violentati dalla presenza umana, che rappresentano un luogo ideale per accogliere gli animali selvatici e le decine di migliaia di turisti che in questo territorio trovano l’ideale destinazione delle loro vacanze. In definitiva gli animali selvatici costituiscono una vera e propria fonte di importanti guadagni per la provincia, a differenza dei cacciatori. Nonostante queste evidenze in provincia non esiste ancora un centro di recupero per tutti gli animali selvatici feriti, e le oltre 2000 firme raccolte dalla LAV e consegnate all'assessore dell'agricoltura, testimoniano quanto i cittadini siano interessati all’argomento.

    Non siamo d'accordo sul fatto che per tutta la provincia sia sufficiente un solo centro di recupero, considerata la distanza dell'unico al momento in attività, i tempi di intervento e di assistenza si allungherebbero, ed in caso di emergenza a rimetterci sarà solo l'animale.
    Al contrario invece, ci vorrebbe più collaborazione tra tutte le figure in questione, per migliorare il sevizio e di conseguenza la possibilità di salvare più animali possibili.

    Facciamo un appello, alla Provincia, al Comune di Bolzano alle quali chiediamo di organizzare con urgenza un tavolo di confronto con le tutte parti interessate, per trovare una rapida soluzione a questa brutta vicenda.

    Nella foto Il CRAB di Bolzano durante la liberazione di uno degli ospiti del centro. Foto Alto Adige

  75. Il TAR da ragione alla LAV: fermata la caccia anticipata alla volpe.

    07/08/2015

    Il TAR da ragione alla LAV: fermata la caccia anticipata alla volpe.

    Il TAR di Bolzano ha accolto la richiesta della LAV Bolzano presentata dal proprio avvocato Mauro De Pascalis, di sospendere il decreto assessorile nr. 10853/2015 della Provincia di Bolzano che autorizzava la caccia alla volpe dal 1° agosto al 20 settembre 2015. Il decreto consentiva l'uccisione delle volpi nel raggio di 400 metri dai masi che allevano galline, addirittura nei biotopi protetti.
    La LAV di Bolzano sostiene da sempre la necessità di prevenire i danni proteggendo le galline e altri piccoli animali domestici, per mezzo di adeguate recinzioni. La Provincia di Bolzano invece, per accontentare i cacciatori (fonte di voti per il partito al governo provinciale) adotta annualmente, metodi cruenti quali l'abbattimento delle volpi.

    Siamo fortemente convinti che la caccia anticipata alle volpi non sia la soluzione del problema, ma serva esclusivamente a mantenere una tradizione venatoria anacronistica che oggi non ha più senso.
    Invitiamo gli agricoltori e i gestori delle aziende agricole che allevano galline ovaiole e altri piccoli animali domestici, a prevenire eventuali danni per mezzo di recinzioni.

    Quella ottenuta dalla LAV è solo l’ultima di una serie di vittorie conseguite dall' Associazione presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano, al quale ha più volte presentato ricorso, nel tentativo di interrompere una prassi – quella della proliferazione dei permessi per l’uccisione di animali selvatici – tanto crudele, quanto ingiustificata.

  76. Bolzano: accattonaggio con animali. I vigili intervengono a seguito di segnalazione LAV.

    29/07/2015

    Bolzano: accattonaggio con animali. I vigili intervengono a seguito di segnalazione LAV.

    L’associazione ricorda che la questua con animali è vietata e invita i cittadini a segnalare ai vigili eventuali persone che chiedono l’elemosina con animali.

    Questa mattina i volontari della LAV di Bolzano sono intervenuti nei confronti di una persona che stava chiedendo l’elemosina con un cucciolo di cane, violando l’ordinanza sindacale del 24.06.2015, la quale vieta esplicitamente l’attività di questua con l’utilizzo di animali.

    Giunti sul posto a seguito di una segnalazione, i volontari hanno chiamato i vigili, che sono tempestivamente intervenuti chiamando il servizio veterinario, il quale ha trasportato il cucciolo al canile Sill per le cure e i controlli del caso.

    “Era da qualche giorno che ci pervenivano segnalazioni di accattonaggio con animali” dichiara Eros Torbol della LAV Bolzano e continua “Secondo quanto ci è stato segnalato la persona in questione, oltre a chiedere l’elemosina avrebbe cercato di vendere il cane e avrebbe dichiarato che avrebbe potuto far giungere dalla Romania altri cani senza problemi a un basso prezzo.”

    L’accattonaggio con animali è un fenomeno grave e pericoloso anche per i possibili collegamenti con le introduzioni illecite di animali nel nostro Paese. Per questo motivo chiediamo ai cittadini di non supportare questa attività donando offerte e comprando l’animale utilizzato per l’accattonaggio o altri che fossero proposti. Chiediamo inoltre ai cittadini di segnalare ai Vigili la eventuale presenza di persone che chiedono l’elemosina con animali.

    La LAV Bolzano ringrazia il corpo dei vigili urbani e il servizio veterinario per la tempestività dell’intervento.

  77. SALVI COLOMBACCI E CORNACCHIE, SOSPESO DEFINITIVAMENTE IL DECRETO DI ABBATTIMENTO.

    23/07/2015

    SALVI COLOMBACCI E CORNACCHIE, SOSPESO DEFINITIVAMENTE IL DECRETO DI ABBATTIMENTO.

    Stop alla caccia di cornacchie e colombacci.
    Il TAR di Bolzano ha accolto il ricorso presentato dalla LAV Bolzano tramite il proprio avvocato Mauro De Pascalis, nei confronti del decreto nr. 6180/2015 del 19 maggio 2015.
    Il decreto permetteva l'abbattimento di cornacchie e colombacci negli arativi coltivati a cereali nonché nei campi da patate in un maso Biologico a Fiè.
    Il giorno 8 luglio il TAR in via precauzionale aveva sospeso il decreto emanato dall'Assessore Arnold Schuler, la conferma dell'illegittimità dell'atto è giunta il giorno 22 luglio, quanto il decreto è stato definitivamente sospeso.
    Cornacchie e colombacci per il momento possono volare tranquilli.

  78. Tar accetta il ricorso della LAV , sospeso decreto di abbattimento di cornacchie e colombacci.

    08/07/2015

    Tar accetta il ricorso della LAV , sospeso decreto di abbattimento di cornacchie e colombacci.

    Il TAR di Bolzano, ha sospeso il decreto assessorile nr. 6180/2015 del 19 maggio 2015, accettando cosi il ricorso presentato dalla nostra sede tramite l'avvocato Mauro De Pascalis.
    Il decreto consentiva l'abbattimento di cornacchie e colombacci negli arativi coltivati a cereali nonchè nei campi da patate in un maso Biologico a Fiè, permettendo in questo modo di anticipare la caccia a queste specie quattro mesi prima.
    L'udienza in camera di consiglio è fissata per il prossimo 21 luglio 2015.

     

  79. Abbattimenti di cornacchie e colombacci, LAV ricorre al TAR

    29/06/2015

    Abbattimenti di cornacchie e colombacci, LAV ricorre al TAR

    La LAV Bolzano, ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano, nei confronti del decreto assessorile nr.6180/2015 del 19 maggio 2015, il quale permette l'abbattimento di cornacchie e colombacci negli arativi coltivati a cereali nonchè nei campi da patate, andando cosi ad anticipare di ben quattro mesi la caccia a queste specie, che avrebbe inizio il 1 ottobre per terminare il 15 dicembre.
    Il decreto è stato emanato dall' Assessore all'agricoltura Arnold Schuler, dopo le pressione e le lamentele da parte di un maso biologico sito a S. Costantino a Fiè, il quale lamenterebbe dei danni provocati dalle cornacchie e dai colombacci ai campi.
    Nulla cultura della coltivazione biologica, tra i suoi obbiettivi vi è anche quella di promuovere la biodiversità, che in questo caso non viene affatto rispettata.
    La LAV ha chiesto al suo avvocato Mauro de Pascalis di presentare ricorso al TAR.

  80. Ospedale di Silandro: Stop ai lavori, salve le rondini.

    22/06/2015

    Ospedale di Silandro: Stop ai lavori, salve le rondini.

    Presso l’ospedale di Silandro sono in corso alcuni lavori di ristrutturazione che prevedono interventi edili sulle facciate esterne.

    Una di queste, però, presenta numerosi nidi di rondine che corrono il concreto rischio di essere distrutti. Molte persone, preoccupate, hanno quindi contattato la sede LAV – Lega Anti Vivisezione - di Bolzano, chiedendo un intervento urgente che potesse garantire la sopravvivenza dei tanti piccoli presenti nei nidi.

    " Lo scorso 8 giugno, abbiamo provveduto ad inviare una comunicazione urgente all'ospedale di Silandro – dichiara Eros Torbol responsabile della sede LAV di Bolzano - con la quale abbiamo chiesto di sospendere immediatamente i lavori di ristrutturazione di una delle facciate dell'ospedale, in quanto sulla stessa vi erano una decina di nidi di rondine”.

    Ricordiamo che le rondini, fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della legge 157/92 e come sancito dall'art. 21 la stessa legge vieta espressamente il deliberato disturbo degli uccelli appartenenti a specie protette, nonché l’apprensione, la detenzione, la distruzione, il danneggiamento di uova e nidi di uccelli appartenenti a qualsiasi specie selvatica.

    Inoltre chiunque dovesse uccidere anche un solo esemplare, incorrerebbe nella violazione dell’art.544bis del Codice Penale – uccisione di animali - che prevede fino a due anni di reclusione.

    A fronte dei rilievi della LAV, la direzione dell'ospedale ha accolto la richiesta di sospendere i lavori sulla facciata interessata, consentendo così la salvezza delle rondini e dei loro piccoli.

    “Siamo molto felici di aver ottenuto questo risultato – conclude Torbol - ringraziamo quindi la direzione dell’ospedale per la sensibilità dimostrata sia nei confronti degli animali, sia per il rispetto delle norme poste a loro tutela”.

  81. Gatti investiti e uccisi in via Novale di sopra a Terlano.

    09/06/2015

    Gatti investiti e uccisi in via Novale di sopra a Terlano.

    LAV Bolzano ricorda che soccorrere gli animali vittima di incidenti stradali è un obbligo e chiede al Sindaco interventi urgenti per tutelare la sicurezza di animali e persone

    Sono sei i gatti investiti e uccisi in pochi mesi in via Novale di sopra a Terlano. 

    Nella serata di mercoledì 3 giugno Nicoletta, una bellissima gatta color rosso, è stata investita e lasciata sull'asfalto sofferente. Solo l'intervento di una persona che faceva ritorno a casa, ha permesso alla gatta di ricevere le cure di cui aveva diritto: è stata trasportata in una clinica veterinaria,  dove le sono stati riscontrati un forte trauma cranico, emorragia al torace e un polmone collassato. Purtroppo anche lei è deceduta.
    Le persone che si occupano di questi randagi non si sentono tranquille, infatti da quanto ci viene riferito, avrebbero ricevuto più di una minaccia da parte di qualche residente, al quale non sarebbero graditi i gatti. 
    I residenti del posto lamentano il non rispetto del limite dei 30km orari, creando così una situazione di pericolo anche per le persone oltre che per gli animali. 

    Purtroppo questo tipo di avvenimenti non sono rari, - dichiara Eros Torbol, responsabile della sede Lav di Bolzano - e molto spesso gli animali investiti non vengono neppure soccorsi, in violazione all'art. 31 legge 29.07.2010 nr. 120 che ha introdotto l’obbligo per chiunque assiste o è coinvolto in un incidente stradale provocante danni ad animali di fermarsi e di prestare loro soccorso.”

    Dopo questo ultimo incidente e considerando che i gatti randagi sono sotto tutela del Comune, la LAV di Bolzano chiede al Sindaco di Terlano Dott. Runer Klaus, di prendere atto di questa situazione ormai insostenibile e di trovare una soluzione per prevenire i continui e spesso mortali investimenti di animali. Un’ ipotesi potrebbe essere quella di montare urgentemente dei dossi lungo la strada,  per tutelare le persone che vivono in quella zona ed i gatti randagi presenti sul territorio.

  82. LAV BOLZANO - INVIATA DIFFIDA ALL' OSPEDALE DI SILANDRO.

    08/06/2015

    LAV BOLZANO - INVIATA DIFFIDA ALL' OSPEDALE DI SILANDRO.

    Dopo essere stata informata del fatto che, le facciate dell’ospedale di Silandro sono sottoposte ad interventi di restauro, la Lav ha presentato una diffida all' ospedale, con la quale si chiede siano messe in atto tutte le misure preventive utili a garantire l’integrità dei nidi e delle uova di rondine presenti sulle facciate dell’ospedale di Silandro e la vita di adulti e piccoli.

    La famiglia Irundinidi, le cosiddette rondini, fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della legge 11 febbraio 1992 n.157, l'art. 1 sancisce che “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale e può essere sottratta alla propria destinazione naturale solo nei limiti e con le modalità previste dalla legge che disciplina detta materia.’’.
    La stessa legge all’art.21, c.1, lett.o), vieta espressamente il deliberato disturbo degli uccelli appartenenti a specie protette, nonché l’apprensione, la detenzione, la distruzione, il danneggiamento di uova e nidi di uccelli appartenenti a qualsiasi specie selvatica.
    La LAV, rimanendo in attesa di un riscontro, in base ai diritti ed alle facoltà che le sono state riconosciute per legge e in ottemperanza al Decreto del Ministero della Salute ex art. 19 quater, legge 189/2004, si riserva di intervenire con ogni azione legale che riterrà opportuna a tutela delle rondini e dei loro nidi e a perseguire eventuali rimozioni degli stessi.

  83. No al circo con animali, presidio contro il circo Nelly Orfei

    31/05/2015

    No al circo con animali, presidio contro il circo Nelly Orfei

    Ieri pomeriggio una cinquantina di manifestanti si sono dati appuntamento in via Maestri del Lavoro a Bolzano, per protestare contro l'arrivo del circo Nelly Orfei, il quale ha con se animali.
    L'evento è stato organizzato per ribadire nuovamente che l'utlizzo degli animali, all'interno di spettacoli circensi è antiquato e diseducativo.
    Inoltre chiediamo allo Stato italiano di seguire l'esempio di altri paesi europei e non, i quali hanno proibito o limitato l'utilizzo degli animali, come la vicina Austria che ha vietato l'utlizzo di animali esotici nei circhi, oppure come Malta, Grecia e Bolivia che li hanno proibiti completamente. 
    Inoltre si chiede nuovamente che in Alto Adige, vengano fatte rispettare da chi di dovere le linee guida cites come sancito dall' art. 25 del regolamento provinciale 2013.

  84. CIRCO CON ANIMALI, LAV BOLZANO: FAR RISPETTARE LE LINEE GUIDA CITES. SABATO 30 MAGGIO PRESIDIO IN PIAZZA 1° MAGGIO PER DIRE BASTA AGLI ANIMALI ACROBATI

    25/05/2015

    CIRCO CON ANIMALI, LAV BOLZANO: FAR RISPETTARE LE LINEE GUIDA CITES. SABATO 30 MAGGIO PRESIDIO IN PIAZZA 1° MAGGIO PER DIRE BASTA AGLI ANIMALI ACROBATI

    L'articolo 25 del Regolamento Provinciale di esecuzione in materia di protezione degli animali del 8 luglio 2013 sancisce che, i circhi con al seguito animali devono rispettare i criteri prescritti dalla Commissione scientifica CITES con documento del 10 maggio 2000 e successive modifiche ed integrazioni “Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti”.
    Questo è quello che la LAV di Bolzano, chiede espressamente a tutte le figure che devono vigilare sul rispetto e sull'attuazione di questo articolo, soprattutto il servizio veterinario e l'ufficio Cites della Provincia.
    Le Linee guida Cites stabiliscono le regole per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti; tra i vari aspetti per esempio, impongono che all'interno dei recinti degli animali siano presenti arricchimenti ambientali (elementi fondamentali per il benessere animale), indicano le misure minime per la detenzione degli animali e le regole per garantire la sicurezza verso il pubblico. Inoltre vi è un aspetto che vorremmo sottolineare: alcune specie, considerate sociali, non possono essere detenute dal circo in un unico esemplare, questo per il benessere dell’animale, che in natura vive in gruppi con complesse dinamiche sociali.

    In questo caso specifico, il circo Nelly Orfei, detiene un unico elefante ed un unico babbuino: entrambi sono animali che non possono rimanere da soli.

    Il babbuino nella foto scattata qualche giorno fa a Trento, è uno degli animali che il circo Nelly Orfei porterà a Bolzano: si tratta di un’immagine triste, che deve far riflettere sulla vita che conducono gli animali nei circhi. Questa foto del babbuino, che tiene abbracciato a sé un peluche, unico compagno all’interno della gabbia, è stata già documentata più volte durante precedenti controlli da parte dei volontari LAV in altre province.
    “Ci chiediamo come si possa rimanere indifferenti a questa realtà, come si possa ancora oggi assistere e finanziare questo tipo di spettacoli – afferma la LAV di Bozano – Siamo fermamente contrari all’uso di animali negli spettacoli circensi e chiediamo a chi ne ha il dovere e il potere, di far rispettare le linee guida Cites, come è sancito esplicitamente all'interno della Legge provinciale, e di non condonare alcuna violazione.”

    In occasione dell’attendamento del circo a Bolzano, la LAV organizzerà per sabato 30 maggio, dalle ore 17.00, un presidio, in piazza 1° Maggio, per dire basta ai circhi con animali.

  85. Tra pochi giorni arriverà il circo...scatta una foto anche tu!

    20/05/2015

    Tra pochi giorni arriverà il circo...scatta una foto anche tu!

    Molte delle locandine utilizzate per pubblicizzare gli spettacoli del circo sono irregolari. Ogni manifesto infatti deve riportare, in forma chiara e leggibile, il timbro dell’Ufficio comunale o della ditta concessionaria e l’indicazione della data di scadenza dell’affissione. Inoltre ricordiamo che l'affissione di manifesti al di fuori dagli appositi impianti è vietato. Grazie alle segnalazioni dei nostri volontari e di tanti cittadini lo scorso anno siamo riusciti a far applicare una sanzione amministrativa al circo. Aiutateci anche quest'anno. Scattate una foto alle pubblicità del circo e inviatecela con l’indicazione esatta della via dove è stata fatta all’indirizzo mail  lav.bolzano@lav.it o al numero 3490744252 tramite whatsapp. Mobilitiamoci tutti insieme.

  86. La regolamentazione del circo con animali in Alto Adige

    16/05/2015

    La regolamentazione del circo con animali in Alto Adige

    In Alto Adige, grazie all’articolo 25 del Regolamento di esecuzione in materia di protezione animali 2013, e a Bolzano grazie all’articolo 30 comma D del Regolamento per l’esercizio dello spettacolo viaggiante: I gestori di circhi e spettacoli viaggianti con a seguito animali selvatici devono rispettare i criteri fissati dalla Commissione scientifica CITES ai sensi dell’articolo 6, comma 6, della legge 7 febbraio 1992, n.150, e successive modifiche. Queste Linee stabiliscono le regole per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti (tra le altre cose: detenzione degli animali, scarico delle deiezioni, documenti di accompagno degli animali etc.).    
    Spesso purtroppo queste Linee non vengono fatte rispettare dagli organi competenti. Durante le verifiche eseguite da nostri volontari, sono state riscontrate alcune anomalie, tra le quali, la mancanza di arricchimenti ambientali, componenti fondamentali per il benessere animale (ogni animale sia in struttura interna e esterna deve avere a disposizioni oggetti che stimolino la propria natura). Inoltre le Linee guida Cites esplicitano chiaramente che i camelidi devono essere tenuti a debita distanza dal pubblico in quanto possono mordere, inoltre gli animali devono avere uno spazio dove sottrarsi dalla vista del pubblico, questa anomalia si nota sopratutto con i grandi felini, i quali non hanno questa possibilità, in quanto i caravan dove vengono detenuti, hanno entrambi i portelloni aperti. 

  87. L' ADDESTRAMENTO DEGLI ANIMALI NEL CIRCO !

    15/05/2015

    L' ADDESTRAMENTO DEGLI ANIMALI NEL CIRCO !

    PENSACI, QUANDO ARRIVERÀ' IL PROSSIMO CIRCO A BOLZANO. NON FINANZIATE IL CIRCO CON ANIMALI.

    Il mondo circense continua ad affermare che gli animali nei circhi stanno bene. Ma spesso il pubblico non conosce la realtà dell’addestramento nei circhi.  
    L’addestramento si divide in due fasi. La prima mira a infondere nell'animale la paura rispetto a strumenti quali fruste o bastoni uncinati: capirà cosi chi comanda e che liberarsi o ribellarsi è impossibile. Una volta che la sua volontà sarà spezzata inizierà la seconda fase con allenamenti ripetitivi, come per gli altri artisti umani. Non proprio. Botte e continue intimidazioni sono state più volte documentate e denunciate per esempio per l’ammaestramento degli elefanti, indotti ad agire da pungoli elettrici e uncini. I grandi felini vengono invece abituati a temere la frusta e i bastoni. Questa è la fantomatica dolcezza millantata dai circhi.

  88. LAV Bolzano: Circo con animali, diseducativo per i più piccoli.

    13/05/2015

    LAV Bolzano: Circo con animali, diseducativo per i più piccoli.

    Il pubblico del circo è prevalentemente costituito da bambini. Ricordiamo che oltre 600 psicologi italiani hanno sottoscritto un documento, secondo il quale il circo con gli animali è uno spettacolo molto diseducativo per i più piccoli, i quali percepiscono in esso un messaggio di prepotenza perpetrata dagli umani nei confronti degli individui più deboli'. Per i bambini, lo spettacolo degli animali che si esibiscono in azioni per loro innaturali può costituire un modello di apprendimento sociale molto pericoloso e può plasmare il rapporto che essi avranno sia nei confronti degli animali che nei confronti delle persone, giungendo alla conclusione che la sopraffazione del più forte nei riguardi del più debole sia un comportamento accettabile e che, quindi, sia lecito imitarlo contribuendo a determinare quel fenomeno - ampiamente studiato dagli psicologi sociali - che è l'assuefazione alla violenza".

    Come Lav, chiediamo ai cittadini di Bolzano, di non finanziare questi spettacoli, non andando a vedere il prossimo circo che attenderà nella nostra città, soprattutto di non condurre i più piccoli a vedere animali costretti a svolgere azioni innaturali e preferendo invece gli spettacoli dei circhi con artisti umani che presentano la loro arte in modo moderno, professionale e senza sofferenza.
    www.lav.it/liberi-di-essere-animali/

  89. LAV BOLZANO: PRONTO SOCCORSO VETERINARIO - UNA NECESSITA' PER GLI ANIMALI

    09/05/2015

    LAV BOLZANO: PRONTO SOCCORSO VETERINARIO -  UNA NECESSITA' PER GLI ANIMALI

    Quello che è accaduto a Bolzano il giorno 7 maggio 2015, non è stato il primo e non sarà l’ultimo episodio, dove si evidenzia quante cose ci siano ancora da fare per migliorare concretamente la qualità della vita per animali e famiglie.
    Un cane, giocando all' interno di un area libera dedicata ai cani, si è infilzato il petto con un ferro, causandogli una grave ferita dalla quale vi era un’ abbondante fuoriuscita di sangue.
    Solo grazie alla calma del proprietario, il quale tamponando la ferità limitando cosi l’emorragia e all’intervento di alcuni passanti, il cane è riuscito ad avere le cure necessarie.
    La LAV da questo ultimo episodio, conferma la necessita che in ambito pubblico e privato, deve essere assicurato nella nostra Provincia un pronto soccorso veterinario. Infatti, le persone accorse, non erano a conoscenza a chi rivolgersi per trasportare nel più breve tempo possibile l’animale, e garantirgli cosi le prime importantissime e fondamentali cure.
    Sono state contattate diverse figure, ma per un motivo o l’altro non vi è stata la possibilità di intervenire.
    Come succede quasi sempre, solo un giro di chiamate tra volontari, riesce a trovare la soluzione migliore. Infatti è intervenuta Shari Crivellari volontaria dell’Associazione SOS ADA, la quale con la sua autovettura, è riuscita a giungere fino al cane, il quale è stato adagiato in auto e trasportato verso la clinica veterinaria più vicina, quella di Via Resia, scortato a suon di sirene da una volante dei vigili urbani, i quali erano presenti per un altro intervento.
    Il cane fortunatamente è fuori pericolo.
    Oltre agli animali di proprietà privata, vi sono anche gli animali randagi.
    Per  esempio, gli animali più a rischio in città sono i  gatti delle colonie feline, i quali sono sotto la protezione del Sindaco, attivando questo tipo di servizio andrebbe a tutelare anche la sua giuridica proprietà.
    Chiediamo che il Comune con l’azienda Sanitaria Provinciale e l’Assessore Provinciale alla Sanità possano trovare una soluzione attraverso un servizio di pronto soccorso con ambulanza o con mezzo di soccorso.
    La LAV in questo caso si impegna a organizzare gratuitamente un corso di formazione di pronto soccorso di livello nazionale, ai medici veterinari liberi professionisti o della provincia che vorranno dotare questo servizio a tutti i cittadini, mediante anche l’installazione di un numero unico da chiamare in caso di emergenza.
    Questo tipo di servizio, grazie all’ordine dei medici veterinari, è già attivo e con ottimi risultati a Rimini e a Imperia/Sanremo, che vede un’ intelligente messa in comune di risorse pubbliche e private. Secondo la tipologia dell’ animale, della proprietà pubblica o privata, il servizio trova soddisfazione in tutte le categorie professionali, anche nelle forze di polizia, che intervenendo in questi casi, sanno subito chi chiamare.
    Oltre alla persona residente, questo servizio serve anche a qualificare ancor di più la  nostra provincia, la quale è meta di numerosi turisti tutto l’anno. Il turista trovandosi in situazioni simili a quello riportato precedentemente, trova un punto di riferimento, nel quale troverà persone qualificate che potranno aiutarlo al meglio, garantendogli le cure al proprio animale.
    Crediamo che sia giunto il momento, quando si verificano eventi di questo genere, di finirla con i passaparola tra volontari, i quali si prendono in carico a proprio rischio e pericolo l’animale. La soluzione è prendere esempio da città come Rimini e Sanremo, due zone popolate e di grande turismo e instaurare un servizio importante e utile alla collettività, un pronto soccorso veterinario.

  90. Presidio contro la caccia nei parchi naturali.

    17/04/2015

    Presidio contro la caccia nei parchi naturali.

    La LAV Bolzano, nella giornata di oggi, ha preso parte al presidio organizzato da Iura et Libertatem pro Animalibus, nel quale si chiedeva alla Provincia di Bolzano di rispettare la legge nazionale sulla caccia.
    La Provincia di Bolzano permette l'attività venatoria all'interno dei sette parchi naturali presenti in Alto Adige, attività vietata dalle legge nazionale nr. 394 del 1991.
    Inoltre ai cacciatori viene permesso di cacciare senza rispettare il silenzio venatorio nelle giornate di martedì e venerdì così come imposto dalla legge nazionale. Infatti in provincia di Bolzano è possibile sparare tutti i giorni della settimana, mentre nel resto d’Italia il martedì e venerdì sono giorni interdetti, con la conseguenza che ciò che nel resto del Paese è considerato bracconaggio, a Bolzano diventa legale.

  91. Caccia, la Provincia di Bolzano deve rispettare la legge nazionale.

    07/04/2015

    Caccia, la Provincia di Bolzano deve rispettare la legge nazionale.

    LAV e WWF :" Caccia, la Provincia deve rispettare la legge nazionale" 
    Rispettare il silenzio venatorio e vietare la caccia all'interno dei parchi naturali.

    I rappresentanti delle associazioni LAV e WWF provinciali, hanno incontrato l'Assessore all'Agricoltura Arnold Schuler e il direttore reggente dell'ufficio caccia e pesca Andreas Agreiter, per confrontarsi sulle gravi criticità che caratterizzano la gestione dell'attività venatoria in provincia di Bolzano. Secondo le due associazioni nonostante la scellerata gestione Durnwalder sia oramai conclusa da tempo, pare che nulla sia cambiato per quanto riguarda l’organizzazione dell’attività venatoria che continua ad apparire come una zona franca nella quale nessun politico ha coraggio di intervenire. Eppure sono numerosi i provvedimenti che dovrebbero essere immediatamente attuati e che le associazioni si sono premurate di rappresentare nel corso dell’incontro. Primo fra tutti l’adozione del silenzio venatorio nelle giornate di martedì e venerdì così come imposto dalla legge nazionale. Infatti in provincia di Bolzano è possibile sparare tutti i giorni della settimana, mentre nel resto d’Italia il martedì e venerdì sono giorni interdetti, con la conseguenza che ciò che nel resto del Paese è considerato bracconaggio, a Bolzano diventa legale. Ma anche la caccia nei parchi, vietata in tutto il Paese, è invece consentita in provincia di Bolzano, altro caso di bracconaggio legalizzato. Nel corso dell’incontro, LAV e WWF hanno anche richiesto espressamente che la caccia autorizzata per decreto non diventati una consuetudine, fatto che consente surrettiziamente di ampliare il numero di specie cacciabili. Infatti i decreti, che dovrebbero essere emanati in caso di effettiva necessità, sono in molti casi un modo per aggirare i limiti imposti al calendario venatorio dall’ordinamento statale e dalla stessa legge provinciale per la conservazione della fauna selvatica. Negli ultimi anni sono state cacciate per decreto specie protette sul territorio nazionale come lo stambecco, la marmotta, il tasso, e può essere autorizzata con decreto la caccia in periodi diversi da quelli previsti dalle normative sulla caccia. Ancora tanto bracconaggio legalizzato. “Riteniamo sia oramai inderogabile il rispetto, anche in Provincia di Bolzano, delle leggi nazionali poste a tutela degli animali selvatici – dichiarano Eros Torbol responsabile della LAV e Luigi Mariotti rappresentante del  WWF – chiediamo a Kompatsher una piena assunzione di responsabilità del suo ruolo di amministratore della cosa pubblica, fauna selvatica compresa!” 
    Ora la parola passa alla Provincia, che dovrà scegliere se dare seguito alle richieste di legalità pervenute dalle associazioni ambientaliste, oppure se proseguire lungo la sua strada di totale assecondamento delle richieste provenienti dalle frange più estremiste della lobby venatoria.

  92. Galline uccise - chi ha sbagliato deve pagare.

    02/04/2015

    Galline uccise - chi ha sbagliato deve pagare.

    La LAV in data 24.03.2015 ha chiesto ufficialmente agli organi competenti di emanare un ordinanza più severa nei confronti dell’allevatore di San Pancrazio, il quale deteneva circa 700 galline in condizioni tali da doverle farle abbattere per le loro condizioni di salute.
    Nell’ordinanza da noi richiesta, viene richiesto che all’allevatore venga vietato di detenere animali ora e in futuro a qualsiasi titolo, questo tipo di ordinanze sono state già emanate in Italia, vedi comune di Bibbiano (RE) oppure Bussolengo (VR).
    Le uova dell’allevamento, venivano certificate BIO, ma la realtà era completamente diversa, infatti gli animali venivano detenuti all’interno di una stalla senza rispettare i parametri di certificazione e soprattutto alcuna norma sanitaria.
    Tutto questo è stato appurato dal servizio veterinario provinciale, il quale ha inviato una relazione al Sindaco di San Pancrazio, che ha emanato un ordinanza di abbattimento per le galline e che vieta all’allevatore di non allevare per un anno, ma per noi non è abbastanza.

  93. La LAV critica lo show dei pulcini: "Non è sempre oro ciò che luccica"

    25/03/2015

    La LAV critica lo show dei pulcini: "Non è sempre oro ciò che luccica"

    La show dei pulcini del museo di scienze naturali a Bolzano omette la crudele verità dell’allevamento dei pulcini e si mostra poco educativo.  

    Ogni giorno fino il 6 di Aprile nascono al museo di scienze naturali a Bolzano nuovi pulcini e si può assistere alla schiusa in diretta. Il museo di scienze naturale però non fa vedere tutta la verità. I nostri volontari durante più di una visita hanno constatato che nonostante la presenza di alcuni addetti al controllo, i pulcini vengono continuamente toccati, raccolti in modo non appropriato, questo è sicuramente fattore di stress da parte degli animali. Allo show oltre ai pulcini sono presenti anche dei conigli, anche loro sottoposti per ore a continue attenzioni di visitatori, ci domandiamo oltre alle dimensioni di alcune gabbie veramente molto piccole confronto alla grandezza dell’animale, perché non si è pensato di inserire all’interno delle gabbie, una tana dove i conigli si possano nascondere dalla vista del pubblico. In una nota sul sito del museo del 17 marzo 2015, viene dichiarato che i pulcini a fine show verranno donati a masi con allevamento a terra, ciò significa che gli animali non saranno tenuti in gabbia ma in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, con un massimo di 12 galline per metro quadro. Considerato che il benessere dell’animale sembrerebbe un importante fattore della manifestazione, si ipotizzava che i pulcini venissero donati ad allevamenti denominati all’aperto e BIO.  
    Lo Show mostra solo la parte bella, i pulcini negli allevamenti sono sottoposti a una crudeltà sistematica. Dalle incubatrici arrivano i pulcini appena usciti dall'uovo. Le femmine saranno usate per produrre uova da vendere, i maschi invece sono inutili, perché non produrranno uova e non sono della razza giusta per diventare dei polli "da carne" convenienti per l'industria. 330 milioni pulcini maschi vengono uccisi subito dopo la nascita in Italia gettandoli vivi in un tritacarne. Queste crudeltà non sono casi isolati, si tratta del normale processo usato in tutto il mondo.  La maggioranza delle galline in Italia vengono poi allevate in piccole gabbie, sfruttate per due anni per produrre uova, e poi macellate. Anche le galline allevate a terra o le galline ruspanti dell’Alto Adige provengono da questi stabilimenti e vengono alla fine uccise. È impossibile consumare uova senza uccidere i pulcini maschi prima e le galline dopo.

      
    Sulla vicenda dell’allevatore di San Pancrazio, dove in seguito all’intervento da parte del servizio veterinario, il Sindaco ha emanato un’ordinanza di abbattimento di circa 700 galline ovaiole, la LAV ha chiesto agli organi competenti di emanare un ordinanza, nella quale  viene vietato all’allevatore di detenere animali, ora e in futuro a qualsiasi titolo.   Le uova dell’allevamento venivano certificate come Bio, la realtà era diversa, le galline venivano detenute in un allevamento a terra non rispettando le norme igieniche. La decisione dell’abbattimento viene presa in quanto le galline sono state dichiarate tutte malate e quindi non più utilizzabili per scopi commerciali.   

  94. Una nuova casa per i criceti abbandonati.

    23/03/2015

    Una nuova casa per i criceti abbandonati.

    Siamo lieti di comunicare che i dodici criceti, abbandonati scorsa Domenica in un bosco in provincia di Bolzano, hanno trovato tutti famiglia.
    Durante questa settimana, i nostri volontari hanno accompagnato i criceti nelle loro nuove famiglie. 
    I volontari hanno fatto un colloquio con le persone interessate, fatto compilare un modulo nel quale venivano elencate alcune norme da seguire, tra le quali anche quello di accettare un controllo che verrà fatto tra qualche mese.
    Vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono interessate per il benessere dei simpatici criceti.

     

  95. Automobilisti, attenti ai ricci

    18/03/2015

    Automobilisti, attenti ai ricci

    La primavera è il periodo dove si sveglia dal letargo un simpatico insettivoro che vive nel nostro territorio, il riccio.
    Purtroppo però durante questo periodo centinaia ricci vengono investiti dalle auto lungo le strade della nostra provincia. 
    Facciamo un appello a tutti gli automobilisti di porre molta attenzione durante la guida per evitare una inutile strage di questo utilissimo insettivoro
    Da aprile a settembre si entra nel periodo delle nascite quindi questi mammiferi si muoveranno in gruppi famigliari, dove all’interno si potranno trovare anche dei cuccioli. Il riccio ha abitudini crepuscolari e notturne, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana, procede sul terreno lentamente, la vista è poco sviluppata mentre ha un udito e un olfatto finissimi. Se vi dovesse capitare di incrociare questo animale, per favore fermatevi con l’auto e attendete che sia completamente al sicuro, oppure attrezzatevi al meglio per recuperare il riccio senza correre il rischio di pungervi (bastano un paio di guanti) e spostatelo in un posto sicuro, più lontano possibile  dalla strada. Stesso discorso vale anche per rane e rospi che in questo periodo sono nella fase dell’accoppiamento.
    Se vi dovesse capitare di vedere un riccio ferito, potete contattare il CRAB ( centro recupero avifauna Bolzano) 333 4221826 oppure la nostra sede 349 0744252.

  96. Recuperati dodici criceti abbandonati in un bosco

    15/03/2015

    Recuperati dodici criceti abbandonati in un bosco

    L'abbandono di animali - tutti - è un reato! Chi abbandona un animale commette un reato  e può essere punito con l’arresto fino a un anno o con un'ammenda  sino a 10.000 euro.

    Questa mattina i nostri volontari, dopo una segnalazione hanno recuperato 12 criceti abbandonati all'interno di un bosco a Bolzano.
    I dodici criceti sono stati trovati da due cani che erano a passeggio con il proprio conduttore, questo è avvenuto lungo la passeggiata che da Castel Roncolo porta verso Peter Ploner. 
    I piccoli sono stati stati lasciati all'interno di un canale di scolo a margine del sentiero, un posto sicuramente poco visibile e solo grazie al fiuto dei cani è stato possibile ritrovarli.
    Adesso i criceti sono al sicuro e al caldo, si trovano in buone condizioni e nella giornata di domani verranno portati dal veterinario per ulteriori accertamenti.
    Dopo tutte le verifiche, verranno dati in adozione dopo un controllo preaffido con i nostri volontari.

     

  97. Primo appuntamento corso di cucina vegan

    13/03/2015

    Primo appuntamento corso di cucina vegan

    Si è svolto ieri sera il primo appuntamento del corso di cucina vegan organizzato dalla LAV  in collaborazione con Healthy Bar Novessentia.
    Il corso entra all'interno del progetto Mahlzeit-Coltiviamo la vita-Deborada, progetto creato dall'associazione OEW, praticamente un piccolo expo altoatesino sull'alimentazione.
    La cucina dei colori. Un corso sviluppato su tre serate ognuna dedicata ad un colore specifico, il VERDE, il GIALLO e il ROSSO, in modo da unire al gusto anche delle piccole nozioni nutrizionali.
    Le ricette proposte ieri sera dallo Chef Diego Sales erano : Hamburger di miglio alle erbe, con crema di zucchine e insalatina cotta-cruda / Orzotto alle cime di rapa con pomodorini confit e tofu affumicato / Zuppa di legumi verdi con salsa di cocco e curry.
    Ad ogni serata saranno presentati 3 piatti con relativa degustazione.

    Prossimo appuntamento è per giovedì 19 marzo, protagonista sarà il colore giallo.

    Per informazioni e prenotazioni 0471-283611 o healthybar@novessentia.it

     

  98. AL CIRCO CON ANIMALI NON DAREMO UN EURO

    11/03/2015

    AL CIRCO CON ANIMALI NON DAREMO UN EURO

    “Al circo con animali non daremo un euro”: con questo slogan, e dati alla mano, sabato 14, domenica 15 marzo e il fine settimana successivo lanciamo una petizione nazionale - rivolta al Ministro dei Beni e Attività Culturali e al Parlamento - per mettere fine al finanziamento pubblico ai circhi che utilizzano animali.

    Al banchetto troverete le buonissime uova di Pasqua, l'intero ricavato andrà a finanziare la costruzione di un centro di recupero per animali esotici.
     


    Bolzano
    Sabato 14 e Domenica 15 Ponte Talvera lato Edicola dalle ore 10.00 alle ore 17.00

    Merano
    Sabato 14 Piazza del Grano dalle ore 10.00 alle ore 17.00

    Vipiteno
    Sabato 14 Via Città Nuova dalle ore 09.00 alle ore 15.00

     

  99. LAV Bolzano - Corso di cucina Vegan

    06/03/2015

    LAV Bolzano - Corso di cucina Vegan

    La LAV Bolzano all'interno del progetto Mahlzeit-Coltiviamo la vita-Deborada e in collaborazione con Healthy Bar Novessentia, organizza per le giornate del 12.03, 19.03 e 02.04 un corso di cucina vegan, presso il White Bar Via Orazio 42.
    La cucina dei colori. Un corso sviluppato su tre serate ognuna dedicata ad un colore specifico, il VERDE, il GIALLO e il ROSSO, in modo da unire al gusto anche delle piccole nozioni nutrizionali.
    Ad ogni serata saranno presentati 3 piatti con relativa degustazione.
    Per informazioni e prenotazioni 0471-283611 o healthybar@novessentia.it

  100. La rete antipiccioni di piazza Dogana verrà sostituita.

    02/03/2015

    La rete antipiccioni di piazza Dogana verrà sostituita.

    Finalmente verrà sostituita la famosa rete anti piccioni montata in Piazza Dogana a Bolzano.
    La rete era salita alla ribalta già lo scorso anno, dopo che alcuni cittadini segnalavano la presenza di piccioni, intrappolati e purtroppo morti.
    La rete a maglie larghe è sempre stata una trappola per i piccioni, i quali appoggiandosi si intrappolavano senza poter avere la possibilità di liberarsi, trovando anche una morte lenta.
    L'Oipa provinciale ha preso posizione presentando lo scorso maggio un esposto in Procura.
    La LAV Bolzano si è mobilitata invece, inviando più segnalazioni agli uffici competenti, allegando le immagini dei piccioni appesi e proponendo delle alternative alla rete. L'ultima segnalazione è stata inoltrata lo scorso 25 gennaio, dopo che dei nostri volontari hanno richiesto un' intervento da parte dei Vigili del Fuoco, per liberare un altro piccione rimasto vittima di questa rete.Dopo essere stato liberato, il volatile è stato consegnato al Centro di recupero Avifauna di Bolzano, dopo le prime cure l'animale si è ripreso, e successivamente è stato liberato.

    La rassicurazione della modifica della rete è giunta dal Comune di Bolzano alla nostra sede, il quale ci informava che dopo le segnalazioni, è stato eseguito un sopraluogo da parte dell'ufficio caccia e pesca il quale ha preso contatto con i proprietari dell'immobile per la sostituzione della rete.

  101. AperiVeg a favore del progetto Aiutami

    16/02/2015

    AperiVeg a favore del progetto Aiutami

    Il giorno 7 marzo 2015 dalle ore 17.30 alle ore 20.00 la LAV di Bolzano, organizza presso il Bar Bistro Amarcord un aperiVEG,
    L'obiettivo della serata è raccogliere fondi per il Progetto Aiutami.
    Il progetto Aiutami è un fondo creato dalla LAV provinciale, che ha come obiettivo garantire il primo e importante soccorso, nel caso in cui si trovasse un animale domestico ferito.
    Menù della serata : 3 tartine (varie salse vegan), cous cous con verdura, stuzzichino di formaggio, costo totale piatto 5,00 €.
    per chi volesse provare un dolce vegan, proponiamo Muffin al cioccolato ad 1,00 €.
    07.03.2015 dalle ore 17.30, Bar Bistrò Amarcord, Piazza Erbe 39 Bolzano

    Am 7.März 2015 findet um 17:30 Uhr bis 20.00 Uhr einen VEG-Aperitif im Bar Bistro Amarcord statt, organisiert von LAV Bozen.
    Die Zielsetzung des Abends ist es Spenden für das Projekt Aiutami zu sammeln.
    Das Projekt Aiutami ist ein von der LAV Bozen gegründeter Fonds, welcher eine Erstbehandlung bzw. die wichtigsten Behandlungsschritte gewährleisten soll, im Falle des Fundes eines verletzten Haustieres.
    Menü des Abends: 3 Tartine (mit verschiedenen veganen Saucen), Cous Cours mit Gemüse, Käsehäppchen, Gesamtpreis 5,00 €
    Für alle, die eine vegane Süßspeise probieren möchten, bieten wir Schokoladen Muffins für 1,00 €  pro Stück an.
    Samstag, 07.03.2015 ab 17.30 Uhr, Bar Bistrò Amarcord, Obstmarkt 39 Bozen"
     

  102. Chiku, il gattopardo verrà trasferito in un centro di recupero.

    12/02/2015

    Chiku, il gattopardo verrà trasferito in un centro di recupero.

    Sarà trasferito nel Centro di recupero fauna esotica di Semproniano (Grosseto), ilGattopardo Chiku, specie originaria dell’Africa, detenuto da un privato nel meranese esequestrato dal Servizio Forestale della Provincia: il PM Igor Secco, su nostra richiesta, ha emesso oggi l’istanza di trasferimento della custodia giudiziaria presso il Centro di Semproniano, struttura specializzata ed autorizzata dal Ministero dell’Ambiente alla detenzione di animali esotici.

    “Si tratta di un animale la cui detenzione da parte di privati è vietata per legge, in quanto specie esotica, pericolosa. Nell’interesse di questo grande felino, anche il PM ha convenuto che il Centro di Recupero Fauna Esotica del grossetano, una delle poche specializzate e riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, rappresenti l’unica collocazione possibile per restituirgli la sua dignità, non potendo purtroppo essere reimmesso in libertà”.

    “Cosa ci faceva in una casa questo Gattopardo lo dovranno dimostrare alle autorità le persone alle quali è stato sequestrato, perché detenuto illegalmente, a rischio e pericolo dell’animale, della famiglia, dell’incolumità pubblica. Coloro che scambiano quel Serval, un serlvatico, esotico, con un gattone domestico, dimostrano ignoranza scientifica: questi animali non sono oggetti da collezione, né pelouche da tenere in casa. Le loro esigenze etologiche, la loro natura di animali selvatici vengono  altrimenti calpestate: invece devono essere rispettate, come del resto prevede la legge, senza essere travolte dall’emotività, dall’egoismo o dall’insensibilità”. 

  103. Gattopardo sequestrato, trovata per lui disponibilità in un centro di recupero.

    07/02/2015

    Gattopardo sequestrato, trovata per lui disponibilità in un centro di recupero.

    La LAV Bolzano insieme al settore animali esotici della LAV nazionale, dopo aver appreso del sequestro effettuato dal servizio forestale di un animale classificato come ‘gattopardo’, si è subito mobilitata per trovare una sistemazione adeguata per il felino. A seguito di monitoraggio, la LAV ha accertato la disponibilità di un centro di recupero per animali esotici autorizzato dal Ministero dell’ Ambiente ad accogliere l’ animale e lunedì trasmetterà le informazioni alla Procura di Bolzano in attesa di una risoluzione rapida della vicenda nell’ interesse di assicurare le condizioni di cura che più riflettono i bisogni etologici dell’ animale oltre all’ applicazione della normativa vigente.(foto Alto Adige)

  104. IL caso del gattopardo, il traffico di specie protette e detenzione illegale

    05/02/2015

    IL caso del gattopardo, il traffico di specie protette e detenzione illegale

    La notizia del recente ritrovamento di un gattopardo in località San Pancrazio detenuto da un privato, porta alla ribalta il grave fenomeno del traffico di specie protette oltre quello della detenzione illegale di specie esotiche pericolose da parte di privati. I reati in questo settore sono un fenomeno preoccupante in Italia e nessuna regione o provincia ne è esente: Le statistiche del CFS CITES rivelano che i reati contro gli animali e la fauna selvatica  rappresentano il 22% del totale dei reati ambientali. Si stima che il traffico di specie protette sia un business di 2 miliardi di euro all’ anno solo in Italia.
    Il  gattopardo africano, coperto da normativa internazionale CITES,  ritrovato è nella lista della specie pericolose della Legge 150 del  1992 la cui detenzione da privati è illegale in Italia: La detenzione di animali pericolosi da parte di privati è in crescita nel Nord e Sud Italia anche facilitato da un sistema sanzionatorio non sufficientemente dissuasivo e una scarsità di mezzi messi a disposizione alle forze di polizia per svolgere il dovuto monitoraggio e sequestri.
    Recentissimi dati  del Corpo Forestale CITES rilevano che il traffico illegale di specie protette è il quarto mercato illegale dopo quelli di droga, armi ed esseri umani, con un giro d'affari di 23 miliardi di dollari l'anno nel mondo, gestito spesso dalla criminalità organizzata. L’ Italia è considerata uno snodo importante del traffico di specie esotiche nel mondo. A fronte di questa vera e propria emergenza, provincie , regioni e autorità nazionali non si sono dotate delle risorse umane, anche specialistiche, e finanziare per far fronte a tali crescenti reati. La presenza di centri di recupero autorizzati è una premessa indispensabile alla corretta applicazione della legislazione perché permette di attuare sequestri e confische.
    In Italia i centri di recupero per animali esotici sono del tutto insufficienti  rispetto al numero di animali che sono in circolazione, infatti sono solo tre quelli convenzionati con Ministero dell’ambiente per gli animali confiscati.
    Di contro la LAV stima che ci siano circa 100 centri su territorio nazionale che espongo al pubblico animali esotici e selvatici senza regolare licenza.
    La LAV di Bolzano si rivolge alle autorità per chiedere con urgenza adeguati strumenti di applicazione della legislazione vigente sugli animali esotici.
    (foto: Alto Adige)

  105. Presentazione del libro "Oltre il filo spinato di Green Hill"

    29/01/2015

    Presentazione del libro "Oltre il filo spinato di Green Hill"

    Giovedì 29 gennaio 2015 presso la Libera Università di Bolzano, è stato presentato il libro "Oltre il filo spinato di Green Hill. La Vivisezione esiste ancora, come e perché superarla."
    All' evento hanno partecipato una settantina di persone, molte delle quali si sono emozionate durante il filmato "Green Hill, una storia di libertà", e hanno posto delle domande ai relatori Gianluca Felicetti ( Presidente LAV) e Michela Kuan ( Responsabile settore vivisezione LAV).
    Ringraziamo tutti i volontari per l'ottimo lavoro svolto, la giornalista Sandra Bortolin per aver presentato l'evento e a tutti i partecipanti.

  106. TAR Bolzano. Cervi definitivamente salvi !

    22/01/2015

    TAR Bolzano. Cervi definitivamente salvi !

    Il TAR di Bolzano ha fissato per il giorno 24.06.2015 la sentenza riguardo il decreto dell' Assessore Provinciale alle foreste nr. 772/32.4, il quale permetteva l'abbattimento di cervi nella riserva di Vandoies durante il periodo invernale.
    Nella giornata del 22.12.2014, la nostra sede tramite l'avvocato De Pascalis ha presentato ricorso. Il giorno successivo il TAR ha accettato la nostra richiesta,sospendendolo provvisoriamente.

    Con questa decisione il TAR ha praticamente annullato il decreto, in quanto il permesso rilasciato dalla Provincia ha come scadenza il 15.03.2015, quindi prima della data della sentenza definitiva.
    I cervi per questa volta, dovranno preoccuparsi solo di cercare il cibo per poter superare l'inverno, senza aver paura dei fucili dei cacciatori.

  107. Lav Bolzano aderisce al progetto Mahlzeit - Coltiviamo la vita - deborada

    17/01/2015

    Lav Bolzano aderisce al progetto Mahlzeit - Coltiviamo la vita - deborada

    La nostra sede aderisce con piacere al progetto "Mahlzeit-Coltiviamo la vita-Deborada, un piccolo EXPO altoatesino organizzato dall'associazione OEW.

    "MahlZeit!“ – un’antica parola tedesca con la quale auguriamo ai nostri commensali tante cose buone e benedette. „Deboriada“, una parola che in ladino esprime la comunità, lo stare insieme. E quindi l’invito a tutti, „coltiviamo la vita“.
    Queste le tre definizioni che nel 2015 caratterizzeranno il progetto sulla “sicurezza e sovranità alimentare” in tutto l’Alto Adige.
    La sicurezza e la sovranità alimentare sono un diritto fondamentale di tutti gli uomini e donne ad un’alimentazione sana che affonda le radici nella cultura locale, in una produzione agricola e consumo che siano sostenibili e proiettati al futuro.

    Sito del progetto : http://bit.ly/1y9Nccd

    Nei prossimi mesi, organizzeremo eventi che entreranno a far parte di questo progetto, da serate informative a corsi di cucina vegan.

  108. Piccioni con le zampe legate in piazza Walther

    12/01/2015

    Piccioni con le zampe legate in piazza Walther

    Oggi pomeriggio alcuni nostri volontari, sono intervenuti in piazza Walther a Bolzano per liberare alcuni piccioni.
    I volatili per il momento cinque, sono stati trovati con le zampine legate, impedendo cosi l'equlibrio e in alcuni casi anche il volo, il materiale per legarli è stato del filo per cucire, fil di ferro e delle fascette di plastica.

    I volontari intervenuti immediatamente sul posto, hanno costatato la situazione, e grazie a molta pazienza e al pane, sono riusciti a catturare e a liberare i piccioni.

    Quello commeso nei confronti dei piccioni, è un atto vigliacco, chiediamo a chi avesse visto qualcosa di sospetto, di contattarci, Il maltrattamento degli animali è punibile per legge.

  109. Presentazione libro "Oltre il filo spinato di Green Hill"

    07/01/2015

    Presentazione libro  "Oltre il filo spinato di Green Hill"

    Il giorno giovedi' 29 gennaio 2015 alle ore 19.00, verrà presentato presso, il palazzo C, 4° piano, 'aula 401 della Libera Università di Bolzano, il libro "Oltre il filo spinato di Green Hill".
    Entrambi gli autori Gianluca Felicetti (Presidente LAV) e Michela Kuan (Responsabile vivisezione LAV) saranno presenti alla serata, a presentare l'evento sarà la giornalista Sandra Bortolin.
    L'evento è totalmente gratuito, per la partecipazione si chiede la registrazione, inviando un e-mail a lav.bolzano@lav.it, indicando i nominativi delle persone che si vorranno registrare.

    Programma della serata:
    ore 19.00 - Apertura serata
    ore 19.05 - Proiezione del filmato " Green Hill, una storia di libertà"
    ore 19.45 - Presentazione del libro "Oltre il filo spinato di Green Hill"
    ore 20.20 - Question Time
    ore 20.30 - Conclusione e buffet

     


     

  110. Accettato il nostro ricorso, i cervi sono salvi !

    24/12/2014

    Accettato il nostro ricorso, i cervi sono salvi !

    Il TAR di Bolzano in data 23.12.2014 ha sospeso in via provvisoria il decreto dell’Assessore provinciale delle foreste nr. 772/32.4 del 21/11/2014, il quale permetteva la caccia ai cervi nella zona di Vandoies (BZ) fino al 15 marzo 2015. Il ricorso è stato presentato dalla LAV di Bolzano, tramite il proprio avvocato Mauro De Pascalis. 

  111. Caccia al cervo - presentato ricorso al TAR

    22/12/2014

    Caccia al cervo - presentato ricorso al TAR

    La LAV Bolzano, tramite il proprio avvocato Mauro De Pascalis ha presentato ricorso al TAR nei confronti del decreto 772/32.4 del 21/11/2014, il quale permette che nella zona di Vandoies (BZ) sia possibile cacciare cervi fino al 15 marzo 2015.
    Quindi permette la caccia anche dopo la conclusione della stagione venatoria, terminata il 15.12.2014 e sopratutto durante l'inverno, periodo difficile per questi animali.
     

  112. LAV Bolzano su RaiBZ

    20/12/2014

    LAV Bolzano su RaiBZ

    Ieri pomeriggio siamo stati ospiti durante la trasmissione Greenwich, programma radiofonico della Rai.
    Durante la trasmissione, era presente con noi anche il veterinario che collabora al progetto, il Dott. Vincenzo Mulè, della clinica centro storico di Bolzano.
    Grazie a questo invito, abbiamo avuto la possibilità di spiegare e presentare il Progetto Aiutami, il quale ha lo scopo di assicurare le cure anche per animali senza padrone, quando il servizio veterinario per qualche motivo non riesce a intervenire.
    Ringraziamo la Signora Carmela Marsibilio, voce della trasmissione per l'opportunità data.
    Per ulteriori info sul progetto visitate la pagina :  http://www.lav.it/sedi/bolzano/progetto-aiutami

  113. No alla caccia durante l' inverno.

    18/12/2014

    No alla caccia durante l' inverno.

    Neppure nel periodo più problematico, in pieno inverno quando ancora più difficile è la sopravvivenza, non c’è pace per la fauna selvatica dell’Alto Adige. Oltre a dover affrontare i rigori stagionali, gli animali devono anche sfuggire ai cacciatori, consumando più energie e mettendo così a rischio la loro vita prima ancora di essere uccisi dalla sanguinaria passione dei cacciatori. Tutto ciò a causa di un provvedimento dell'Assessore alle Foreste della Provincia di Bolzano, Arnold Schuler, che ha autorizzato, tramite un decreto, la caccia ai cervi per tre mesi in più rispetto a quanto previsto dal calendario venatorio. Grazie a questo atto i cacciatori potranno ammazzare i cervi nel comune di Vandoies dal 1° dicembre 2014 al 15 marzo 2015 anche in violazione della legge nazionale sulla caccia, cioè nelle ore notturne e con l'utilizzo del faro. “La gestione degli animali selvatici in Alto Adige è sempre più inaccettabile e intollerabile – dichiara Eros Torbol della sede LAV di Bolzano – ancora di più quando vengono rilasciati decreti senza alcun valido motivo, come in questo caso”.  L’incoerenza politica della Provincia di Bolzano è talmente palese da poter essere rilevata anche sul sito web istituzionale, dove chiede con tanto di annuncio di rispettare la fauna selvatica durante l’inverno, appello rivolto agli appassionati di montagna e agli sciatori, ma poi nel concreto concede ai fucili dei cacciatori proprio quegli animali che sembrerebbe voler difendere. http://www.provincia.bz.it/foreste/fauna-caccia/3009.asp

  114. Mai più cani alla catena !

    09/12/2014

    Mai più cani alla catena !

    Raccolte in tre giorni 1270 firme.
    Con oggi si sono conclusi i tre giorni di mobilitazione nazionale della LAV. La LAV Bolzano, è scesa in piazza con l'obbiettivo di raccogliere firme per chiedere l'abolizione della catena come metodo di detenzione dei cani.
    In tre giorni abbiamo raccolto 1270 firme, un buon risultato, ma la raccolta continuerà fino al 30 giugno 2015.
    Nei prossimi giorni distribuiremo i fogli in vari negozi, ovviamente pubblicheremo online la lista.
    Ringraziamo i nostri volontari e volontarie per il lavoro svolto, e sopratutto le persone che si sono fermate ai banchetti firmando la petizione.

  115. Al via il progetto "AIUTAMI"

    12/11/2014

    Al via il progetto "AIUTAMI"

    Il progetto nasce da una collaborazione tra la sede della LAV di Bolzano e la clinica veterinaria Centro Storico di Bolzano, tra i suoi obiettivi, oltre a quello di salvare un animale in difficoltà, vi è quello di dare sostegno e aiutare le persone, nel caso in cui rinvenissero un animale domestico ferito e non vi fosse la possibilità di provvedere al soccorso.
    La procedura che il cittadino deve seguire quando rinvenga un animale domestico ferito o in difficoltà è quella di chiamare il servizio veterinario provinciale, il “Progetto Aiutami, entra in gioco solo nel caso in cui l’operatore per qualche motivo non abbia la possibilità di intervenire. In simili circostanze il cittadino potrà contattare 24 ore su 24 la sede LAV di Bolzano, la quale si attiverà coinvolgendo la struttura che ha preso parte al progetto, garantendo cosi all’animale le prime importanti cure.
    Qualora non fosse individuato il detentore dell’animale, la LAV seguirà tutta la fase delle cure e della degenza dell’animale, e attraverso l’istituzione di apposito fondo salderà a fine cura la fattura del veterinario e in un secondo momento cercherà una nuova casa per l’animale.
    Il fondo, verrà gestito dalla LAV Bolzano, verrà costituito principalmente da proventi di serate organizzate dalla stessa sede, donazioni di cittadini, ma anche di aziende e sponsor privati in linea con le idee e gli obiettivi dell'associazione stessa.
    Tale fondo verrà utilizzato solo per urgenze di pronto soccorso da "codice rosso", dove il soggetto ha almeno una delle funzioni vitali compromessa. 

    Per chi volesse contribuire al fondo può contattare la sede LAV di Bolzano 349 0744252 o fare una donazione tramite bonifico intestato a LAV BOLZANO - IBAN IT92J 08081 11610 000306210252 - specificando nella causale “ Progetto Aiutami”

  116. Volontari al corso di aggiornamento fauna selvatica

    25/10/2014

    Volontari al corso di aggiornamento fauna selvatica

    Questo pomeriggio, i volontari della LAV di Bolzano hanno seguito un corso di aggiornamento, dove l'argomento trattato è stata la fauna selvatica altoatesina.
    Il corso è stato organizzato dalla stessa sede, la quale crede che questo tipo di attività rappresenta un ottimo strumento per aumentare le proprie conoscenze e migliorare l'attività sul territorio.
    Ringraziamo vivamente il relatore Luigi Mariotti, con il quale collaboriamo molto spesso in caso di 'interventi riguardanti la fauna selvatica.

  117. Festa del sacrificio - Rischio violazioni su animali

    03/10/2014

    Festa del sacrificio - Rischio violazioni su animali

    La festa è una manifestazione o occasione di allegria, questo vocabolo non può essere associato dove durante questo tipo di evento vengono sacrificati degli esseri viventi. Tra qualche giorno il mondo mussulmano celebrerà la “Festa del Sacrificio” dove  durante questo periodo centinaia di pecore e capre verranno sgozzate, come succede nella Pasqua cristiana. Sia la legge islamica che i precetti ebraici prescrivono una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile ai fedeli di queste religioni. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell'animale sono riassunte nel termine Halal (lecito), per i musulmani, e Kosher per gli ebrei, e non accettano lo stordimento preventivo. L’animale, infatti, deve essere cosciente al momento dell’uccisione, girato su sé stesso con un mezzo obbligatorio di contenimento meccanico, e viene operata la recisione di trachea ed esofago, ma senza spezzare la colonna vertebrale, perché durante la procedura la testa dell'animale non si deve staccare. Questo procedimento può avvenire esclusivamente all’interno dei 200 macelli autorizzati, tra i quali è presente anche quello di Bolzano, in questo caso però il povero animale viene stordito prima di essere ucciso. Purtroppo come riportato dalla stessa Comunità Islamica, a Bolzano saranno quasi 600/700 animali che verranno abbattuti illegalmente, all’interno di case, garage e giardini, andando cosi a violare la legge.  Rivolgiamo un appello alle Forze di polizia locale, al Prefetto, ai Sindaco e ai Veterinari delle Asl affinché nei prossimi giorni siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione del Regolamento comunitario 1099/2009,del relativo Decreto Legislativo 131/2013 – l’ articolo 6 del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 193 – e l’articolo 544 bis del Codice penale) si rischia infatti fino a due anni di reclusione oltre che sanzioni pecuniarie.  L’appello che vogliamo rivolgere alla popolazione, è quello che qualora si riscontrassero atti illegali, di chiamare il 112 o il 113 per richiedere l’immediato intervento, poiché la macellazione rituale al di fuori del macello di Bolzano è una violazione del codice penale.
    A prescindere dalla fede o non fede professata, tutti  possono cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale: una scelta che fa bene a tutti, alla salute e all'ambiente.

  118. Il TAR sospende il decreto ammazza marmotte

    15/09/2014

    Il TAR sospende il decreto ammazza marmotte

     Il TAR, ferma l’uccisione delle marmotte. Accettato il ricorso della LAV di Bolzano.  Il TAR di Bolzano in data 11.09.2014 ha sospeso in via provvisoria il decreto dell’Assessore provinciale delle foreste nr. 575/32.4 del 29.08.2014, il quale permetteva l’abbattimento di quasi mille marmotte. Il ricorso è stato presentato dalla LAV di Bolzano, tramite il proprio avvocato Mauro De Pascalis. Siamo soddisfatti dichiara  Eros Torbol responsabile provinciale della LAV di Bolzano  - Ogni anno la Provincia emette decreti di caccia totalmente illegittimi, che ogni anno dobbiamo puntualmente impugnare al TAR. Al danno provocato alla fauna selvatica, bisogna sommare le spese che la collettività deve sostenere ogni anni per il ricorso al Tribunale, il quale conferma che la fauna è patrimonio di noi tutti e la Provincia non può violare la legge nazionale per disporre l’abbattimento di animali protetti -.  Le marmotte sono specie protetta secondo la legge statale sulla caccia n.157 del 1992, che punisce la loro uccisione con sanzioni penali. 

  119. Marmotte attente, arrivano i cacciatori !

    08/09/2014

    Marmotte attente, arrivano i cacciatori !

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio, frase del tutto azzeccata quando la figura del lupo viene rappresentata dalla Provincia di Bolzano, in questo caso specifico dal direttore reggente dell’ufficio caccia e pesca Andreas Agreiter e dall’ Assessore all’Agricoltura Arnold Schuler, mentre il vizio continua ad essere lo stesso dell’amministrazione Durnwalder, ovvero gestione della fauna selvatica – patrimonio indisponibile di tutti i cittadini - in ossequio alle richieste dei cacciatori e degli agricoltori della provincia. Negli ultimi anni la Provincia di Bolzano tramite i suoi appositi uffici, ha emanato decreti di abbattimento per quasi 11.000 esemplari di marmotta, non considerando che questa specie è protetta dalla legge statale – valida quindi anche nelle province autonome - sulla tutela della fauna selvatica n.157 del 1992, che punisce la loro uccisione con sanzioni penali. Per tutto il corso dell’anno la Lega Anti Vivisezione di Bolzano è impegnata nel monitoraggio dei vari decreti di caccia e soprattutto nella verifica della loro legittimità rispetto alle norme nazionali ed europee poste a tutela della fauna selvatica. Da anni il TAR di Bolzano rileva la costante violazione delle suddette normative, al punto che sono decine i decreti sospesi a seguito dell’intervento dell’ufficio legale della LAV, con l’avvocato Mauro De Pascalis. Nonostante tale evidenza, la politica di palazzo continua imperterrita lungo la strada intrapresa dal precedente presidente, dimostrando con i fatti che le promesse di cambiamento dei politici, sono parole al vento anche in una provincia autonoma. Chiediamo quindi al Presidente Arno Kompatscher di dare un segno di reale cambiamento e discontinuità rispetto all'amministrazione precedente. Riteniamo che la gestione della fauna selvatica in Alto Adige meriti un impegno maggiore e più virtuoso, non potendola ridurre al semplicistico e sanguinario ricorso ai fucili dei cacciatori.

  120. In piazza per Daniza !

    23/08/2014

    In piazza per Daniza !

    Venerdi 22 agosto alle ore 18.00 siamo scesi in piazza, per chiedere alla Provincia di Trento di annullare immediatamente l'ordinanza, che permette la cattura di Daniza. Al presidio hanno preso parte una cinquantina di persone, le quali hanno partecipato attivamente all'evento, molte le persone che fermandosi hanno chiesto informazioni riguardo alla manifestazione, per poi confermare come ormai il 90% delle persone dichiarano, mamma orsa deve continuare a vivere con i propri cuccioli e in libertà.

  121. Presidio "Daniza non si toccA"

    19/08/2014

    Presidio "Daniza non si toccA"

    Venerdi 22.08.09 dalle ore 18.00 alle ore 19.00, organizziamo a Bolzano, in piazza Walther un presidio per chiedere alla Provincia Autonoma di Trento, di annullare l'ordinanza di cattura per la mamma orsa Daniza.
     

  122. Raccolta cibo per le colonie feline di Bolzano

    13/08/2014

    Raccolta cibo per le colonie feline di Bolzano

    Organizziamo per le giornate di sabato 13 e 27 settembre dalle ore 9.30 alle ore 19.00, una raccolta cibo/materiale a favore delle colonie feline di Bolzano.
    La raccolta avverrà presso il negozio Maxizoo, via Galilei 2 a Bolzano.

  123. CACCIA ALLA VOLPE, BOLZANO: IL TAR DÀ RAGIONE ALLA LAV E SOSPENDE IL DECRETO

    21/07/2014

     CACCIA ALLA VOLPE, BOLZANO: IL TAR DÀ RAGIONE ALLA LAV E SOSPENDE IL DECRETO

    In data odierna, il Tribunale amministrativo regionale di Bolzano (TAR) dopo un nostro ricorso ha sospeso il decreto 368/32.4 il quale consentiva di cacciare la volpe nella riserva di Villandro.
    Per il momento le volpi possono girare tranquille.

  124. LAV Bolzano ricorda "Rudi", il cervo ucciso sei annì fa.

    21/07/2014

    Nella serata di lunedì 21 luglio, alcuni rappresentanti delle associazioni LAV, Südtiroler Tierfreundeverein - amici Animali altoatesini, iura et libertatem pr animalibus e associazione Tellus, hanno voluto ricordare il cervo “Rudi”, il quale fu ucciso senza alcun motivo, lo stesso giorno di sei anni fa. Sei anni fa il 21 luglio 2008, un cervo scappato dal suo habitat naturale per sfuggire si presume ad un bracconiere, venne ucciso senza alcun motivo sul pianerottolo di un parcheggio.. Il povero animale dopo aver percorso le vie del centro storico, cercò riparo all’interno del parcheggio BZCentro, purtroppo, non trovò solo persone disposte ad aiutarlo, ma tra di loro vi erano persone che senza alcun diritto decisero che il cervo doveva morire. Il cervo fu immobilizzato per un’ora da delle reti, che garantivano la sua sicurezza e quella degli agenti presenti sul posto. I veterinari giunti sul posto erano pronti a sedarlo, ma vennero bloccati e ignorati dall’ Ufficio caccia e pesca, il quale decise che quel Cervo non doveva essere aiutato ma abbattuto. E cosi fu, un altro essere vivente ucciso senza alcun motivo valido e senza aver commesso nessun reato, purtroppo questa pratica continua e continuerà ad esistere fino a che non cesserà per sempre l’attività della caccia. Le associazioni hanno affisso due locandine dove venivano raffigurate le immagini di “Rudi” e la sua storia e lasciando sul posto dove è stato ucciso dei fiori.