- LAV BUSTO ARSIZIO
bussola di riferimento del sito:
lav busto arsizioLAV Busto Arsizio
Se invece vuoi semplicemente rimanere aggiornato sulle nostre iniziative inviaci un’e-mail con oggetto “mailing list”.
Durante l'ultima legislatura la LAV ha seguito costantemente l'operato dei consiglieri, degli assessori e del presidente della Regione Lombardia relativamente alle politiche riguardanti gli animali non umani. L'operato dell'amministrazione Formigoni è stato, sotto tutti i punti di vista, decisamente negativo.
La LAV ha elaborato un dossier dettagliato
sull'operato dell'amministrazione uscente e, in occasione delle
imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, ha
stilato una lista negativa e una lista
positiva dei candidati in base al loro operato e all'adesione
o meno al "Piano regionale diritti animali 2010-2015",
che è stato sottoposto a tutti i partiti e a tutti i candidati (dossier
e piano sono disponibili su richiesta).
Queste
sono le indicazioni di voto della LAV per il rinnovo
del Consiglio regionale della Lombardia:
CANDIDATI ALLA PRESIDENZA:
Indicazione
positiva: FILIPPO PENATI (PD, Italia dei Valori, Sinistra
Ecologia Libertà, Verdi, PSI, Pensionati )
Positivi nel listino Penati: MARCO CIPRIANO* (PD);
Negativi nel listino Penati: CARLO SPREAFICO*, ALBERTO GRANCINI (PD)
Indicazione
negativa: ROBERTO FORMIGONI (PDL – Lega Nord – La Destra)
Positivi nel listino Formigoni: -
Negativi nel listino Formigoni: MONICA RIZZI* (Lega Nord); ROBERTO
ALBONI*, PIETRO MACCONI*, PAOLO VALENTINI PUCCITELLI* (PDL)
* ( I consiglieri uscenti che si ripresentano alle urne sono evidenziati con un asterisco. Per conoscere nei dettagli il loro operato clicca qui: http://www.lav.it/sedi/lombardia/lav_lombardia/osservatorio_politico_regionale )
Indicazione
positiva:
Movimento 5 stelle - Beppe Grillo: IVAN CATALANO, DEBORA CRESPI
PD: STEFANO TOSI*
Rifondazione – Comunisti Italiani: ADA SALERNO
Sinistra Ecologia Libertà: CINZIA COLOMBO, MARIO AGOSTINELLI*
Verdi: ROBERTO STRADA, SERGIO SELLITTO
Indicazione negativa:
Lega Nord: LUCIANA
RUFFINELLI*, BRUNO SPECCHIARELLI
PDL: LUCA
DANIEL FERRAZZI*
Di seguito il testo della lettera mandata ad ogni consigliere comunale di Busto Arsizio alla vigilia dell'approvazione del bilancio cittadino, il quale prevede l'elargizione di fondi a UNINSUBRIA che PRATICA LA VIVISEZIONE ALL'INTERNO DI LOCALI COMUNALI CON I SOLDI DEI CITTADINI.

SABATO
13 E DOMENICA 14 MARZO LA LAV DI BUSTO ARSIZIO IN VIA MILANO PER DIFENDERE
40 MILIONI DI GALLINE.
I
CITTADINI POTRANNO:
- FIRMARE
CARTOLINE PER CHIEDERE DI BANDIRE LE UOVA DA GALLINE IN
GABBIA AL COMUNE (NELLE PROPRIE MENSE) E AI SUPERMERCATI (NEI
PROPRI SCAFFALI)
- SOSTENERE LA LAV ACQUISTANDO IL TRADIZIONALE UOVO DI CIOCCOLATO
Meglio una gallina libera oppure una gallina in gabbia? La risposta è scontata: meglio la gallina libera. Sabato 13 e domenica 14 marzo la LAV di Busto Arsizio sarà presente in via Milano, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, per chiedere ai consumatori e alle istituzioni di orientare le loro preferenze d’acquisto verso uova di galline libere, evitando d’acquistare le uova etichettate con il codice 3 (allevamento in gabbia).
Ai
tavoli LAV, i cittadini potranno:
- firmare le cartoline-appello
rivolte ad amministrazioni locali e supermercati, invitandoli a
preferire le uova di galline libere;
- ricevere la guida-pratica
della LAV per orientarsi sulla scelta delle uova;
-
ricevere informazioni sull’alimentazione che fa bene a noi tutti, ma
anche agli animali, attraverso i consigli di www.cambiamenu.it
- sostenere questa
campagna per restituire la libertà alle galline e portare a
casa il tradizionale uovo di cioccolato della LAV
(commercio equo e solidale), in cambio di un piccolo contributo (minimo
11 euro).
In
Italia, l’80% delle galline allevate – circa 40 milioni
– passano la loro breve vita rinchiuse in una stretta
gabbia di batteria (con uno spazio a disposizione
inferiore a un foglio A4), senza alcuna possibilità di muoversi né
manifestare comportamenti naturali, per produrre gran parte di quei 12,9 miliardi di uova (12.952.000 nel 2008, fonte U.N.A.)
consumate dalle famiglie italiane in un anno (nel 2008 il consumo medio
per abitante è stato di 224 uova, contro 219 del 2006).
Le famiglie, scegliendo di acquistare uova di galline libere, possono
favorire la riconversione di questo sistema d’allevamento intensivo,
per questo la LAV invita i consumatori a leggere sempre con molta
attenzione l’etichetta delle confezioni di uova, che deve riportare il
sistema d’allevamento delle galline: le confezioni che riportano il codice 0 (allevamento biologico) e il codice
1 (allevamento all’aperto) sono da preferire sempre rispetto alle
confezioni di uova con il codice 3 (allevamento in gabbia).
Secondo un’indagine di Eurobarometro, il 62% dei
consumatori UE sarebbero disponibili a cambiare il loro abituale
supermercato pur di acquistare prodotti maggiormente rispettosi del
benessere degli animali. Negli ultimi anni, grazie alla sensibilità dei
consumatori che considerano negativamente l’allevamento in gabbia, la
vendita di uova derivanti da sistemi alternativi risulta
in crescita (+238% le galline allevate con sistema biologico, +400%
quelle allevate all’aperto, dal 2002 al 2008), segno che i produttori
si troveranno sempre di più a dover soddisfare una domanda crescente di
uova di galline libere, e questo nonostante l’industria avicola opponga
forti resistenze all’abbandono di sistemi di allevamento intensivi,
tanto che il bando delle gabbie di batteria delle galline previsto da
una Direttiva UE a partire dal 1° gennaio del 2012, rischia di essere
inapplicato.
Per maggiori informazioni e per conoscere le piazze dove trovare la LAV: www.lav.it – tel. 06 4461325

Sabato 13 Febbraio, dalle 16.00 alle 19.00, la LAV effettuerà un presidio davanti al negozio Max&Co. di Gallarate (via Mazzini, 15)
per chiedere ai gallaratesi di boicottare tutti i negozi dei marchi del MaxMaraFashionGroup fino a quando non verranno eliminati dalle loro collezioni pellicce e capi con inserti in pelliccia. Al banchetto appositamente allestito sarà possibile guardare un documentario sugli orrori della pellicceria e firmare una cartolina di protesta contro il MaxMaraFashionGroup. Non mancare! In tutto il mondo gli attivisti per i diritti degli animali si battono per rendere marchi e stilisti "fur-free", ossia per eliminare dalle loro collezioni pellicce e capi con inserti in pelliccia.