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lav lombardia / primo piano / caccia in deroga: il consiglio regionale ci riprovaCACCIA IN DEROGA: IL CONSIGLIO REGIONALE CI RIPROVA
20/07/2011
La Regione Lombardia nuovamente impegnata per uccidere animali protetti, nonostante le condanne della Corte Costituzionale e dell'Unione Europea.
Questo in sostanza quanto emerso dalla decisione del 20 luglio della commissione regionale Agricoltura che ha approvato il progetto di legge sulla caccia in deroga e sui richiami vivi. Il testo ora deve passare al vaglio del consiglio regionale, la data prevista è il 29 luglio.
E' del 19 luglio la lettera di diffida di Amici della Terra, Gaia Animali & Ambiente, Gruppo Ornitologico Lombardo, LAC, LAV, Lipu, Legambiente e WWF ai Consiglieri Regionali visto che anche per la stagione venatoria 2011-2012 sono stati presentati quattro progetti di legge che reintroducono la caccia in deroga e la cattura di richiami vivi in Lombardia.
Questo nonostante le note e recentissime sentenze con cui la Corte di Giustizia dell’Unione europea, a seguito delle numerose segnalazioni delle associazioni ambientaliste, e la Corte Costituzionale hanno censurato le normative regionali in materia di caccia in deroga e di cattura di richiami vivi. Le associazioni diffidano a non portare né in Commissione né in Consiglio alcun progetto di legge sulla caccia in deroga, in assenza dei relativi presupposti comunitari e nazionali. La diffida stessa è stata inviata per doverosa conoscenza agli Uffici della Commissione dell’Unione Europea che hanno già seguito il caso italiano sino alla Corte di Giustizia UE, e alla Corte dei Conti, Procura giurisdizionale lombarda, come seguito degli esposti già inoltrati dalle scriventi associazioni.
La Consulta faunistico-venatoria regionale è l’organismo in cui può e deve, istituzionalmente, realizzarsi il confronto sulle tematiche faunistiche, per cui si chiede che venga convocata a breve per il doveroso coinvolgimento delle associazioni di protezione della fauna. Non è casuale, infatti, che i peggiori risultati della politica e normativa faunistica lombarda si siano prodotti nelle ultime due legislature, in cui la Consulta non è mai è stata convocata.
Le associazioni ambientaliste si augurano che i consiglieri vogliano astenersi dal ricorso a nuovi e illegittimi atti legislativi. Ribadiamo che vi è una precisa responsabilità personale per danno ambientale in capo agli amministratori pubblici che hanno causato e causino con le proprie decisioni e il proprio voto danno all’ecosistema
