Chi siamo

La LAV Lega Anti Vivisezione opera a Mantova dal 1988, dapprima come Corrispondenza Locale; dal 2002 è Sede Territoriale Provinciale.
E’ diretta da un Consiglio Direttivo (CD), composto da cinque soci, che viene eletto ogni due anni tramite un’assemblea a cui possono partecipare gli iscritti LAV della provincia di Mantova. Il CD nomina al proprio interno il Responsabile locale. Attualmente il CD  (in carica fino a Marzo 2019) è composto da:

Stefano Mondini (Responsabile)

Alessia Beduschi

Roberta Bonazzi

Zaira Concaro

Frida Mori

La sede si trova presso il Centro Culturale “Bruno Cavalletto”, in Via Tezze 6 A, a Mantova.
La LAV di Mantova si riunisce presso la suddetta sede il primo martedì di ogni mese, alle ore 21,15; vi possono partecipare iscritti e simpatizzanti.

Oltre ai membri del CD, operano anche altri soci, per un totale di una decina circa di persone. Tutti svolgono le varie attività a titolo assolutamente gratuito in qualità di volontari.
Gli attivisti, in sinergia tra loro e con i Responsabili Nazionali dei vari Settori, svolgono diversi compiti, finalizzati alla tutela dei diritti degli animali, al rispetto degli stessi e ad una sempre miglior convivenza uomo/animali (come da Statuto LAV).

PRINCIPALI ATTIVITA':

  • - Azioni legali in caso di maltrattamenti/uccisioni o volte a prevenire reati (denunce, diffide, esposti);
  • - Segnalazione alle Forze dell’Ordine di segnalazioni ricevute;
  • - Promozione in ambito locale delle Campagne Nazionali, con relative petizioni;
  • - Iniziative di informazione/sensibilizzazione mediante tavoli in piazza, presentazioni di libri, conferenze, sit-in, ecc;
  • - Incontri informativi nelle scuole;
  • - Raccolta fondi a sostegno delle varie iniziative o per situazioni particolari (es. terremoto, - mantenimento animali sequestrati, ecc.), tramite cessione di gadget o cene/feste;
  • - Interventi sulla stampa con comunicati o interviste su radio/tv locali;
  • - Consigli di tipo legale per situazioni contingenti (es. animali in condominio, animali investiti, ecc.);
  • - Rapporti con le Istituzioni;
  • - Collaborazione con altre associazioni locali o Istituzioni in singoli progetti/situazioni.

La Sede Territoriale di Mantova si avvale – oltre che dell’Ufficio Legale Nazionale – anche della collaborazione in loco dell’Avv. Cristian Pasolini.

 

 

Congresso nazionale LAV “Antispecismi” 31 maggio, 1 e 2 giugno 2013 – Roma

Relazione del Presidente Gianluca Felicetti

Quanta acqua è passata sotto i ponti dall’ultimo nostro Congresso nazionale o, meglio, quanti beagle sono usciti salvi dall’allevamento, di preparazione alla morte violenta, di Green Hill a Montichiari!

Tanto è successo, in così poco tempo, un esempio di sinergia di ruoli, sostegno dell’opinione pubblica e conseguente stato di crisi dell’apparato pro-­vivisezione che ancora oggi facciamo fatica a comprendere e a pienamente apprezzare in tutti i suoi aspetti.

E a parte la vicenda giudiziaria – positiva grazie al lavoro del nostro ufficio legale, dei consulenti veterinari, dei nostri settori tematici – dobbiamo saper “capitalizzare” questa onda lunga con passi avanti normativi concreti, a livello nazionale ed europeo, con un cambio di politica governativa che metta al centro, sul serio, i metodi sostitutivi di ricerca e dia una spallata decisiva alle baronie vivisettorie e a falsi miti di progresso.

Proprio la vicenda Green Hill ha insegnato, ci sta ancora insegnando, tante cose. A noi sta di trovare la capacità e la forza, con tutti i nostri limiti e difetti, di renderla permanente. Sicuramente in un aspetto di “politica interna”: chi non fa sinergia, chi non si mette in discussione, rischia di rimanere una testimonianza poco o per niente utile.

Alla crescita degli strumenti disponibili, resa possibile grazie anche ai nostri splendidi iscritti, attivisti, sostenitori, donatori, deve necessariamente rispondere un aumento della nostra capacità di intervento, di spesa di energie e risorse anche economiche che ieri, con l’approvazione del bilancio, i complimenti ricevuti qualche settimana fa dall’Ufficio Ispettivo del Ministero del Lavoro per la gestione dei conti in termini di puntualità, trasparenza ed efficacia, danno più forza all’attività quotidiana di tutti noi.

Alla crescita della fiducia riposta nella LAV, fra qualche inevitabile delusione da cui dobbiamo trarre comunque dei positivi insegnamenti, siamo già abituati da tempo. Al continuo aumento delle firme delle dichiarazioni del 5x1000, alle aspettative che ripongono in noi iscritti e non iscritti che chiedono di affrontare e risolvere un problema, un aumento straordinario, dobbiamo saper rispondere sentendoci come sempre carichi di responsabilità ma leggeri e rapidi nel sapere gestire le nostre azioni o una campagna nazionale così come una vertenza locale.

Ognuno di noi ha la necessità di ricaricare il proprio impegno grazie a una sana iniezione di fiducia. Soprattutto quando i risultati di tanti sforzi non arrivano. Qualche giorno fa, ne ho ripresa tanta, leggendo i commenti su Facebook alla richiesta di postare sulla nostra pagina il perchè si è scelta la nostra associazione.

In questi ultimi dodici mesi abbiamo assistito, da protagonisti, a una gragnuola di sentenze, dal primo grado alla Corte di Cassazione, che in termini maledettamente concreti, hanno assestato importanti colpi allo sfruttamento degli animali: dal già ricordato Green Hill alla prima condanna definitiva per zooerastia, dai veterinari Asl uccisori di cani “perchè non c’era posto al canile” alla macellazione di anatre in un ristorante, dalla prima condanna per vivisezione illegale da quando è in vigore l’attuale normativa a quella del “professore” che a scuola ha ucciso conigli per dissezionarli e a quella del più noto affittuario di animali per riprese in film e tv, dal sequestro della Cascina degli orrori di Signa alle prime sanzioni per l’allevamento in gabbie convenzionali di galline ovaiole, alla certificazione al massimo grado della Giurisprudenza, per il Circo Victor, che non vi sono “zone d’ombra” nell’applicazione di un Codice penale che ha i suoi limiti ma è stato il grimaldello per far deflagrare Montichiari.

Gli ultimi dodici mesi sono stati anche quelli dove abbiamo raccolto i frutti di battaglie anche ventennali: dal definitivo stop ai test cosmetici sugli animali alla piena operatività del diritto al soccorso stradale per gli animali, alla cittadinanza dovuta ai quattro zampe anche sui treni ad alta velocità come nel resto d’Europa, al “vietato vietare” nei condomini che entra in vigore fra meno di due settimane.

E meno male che qualcuno – visti questi risultati – ci ritiene un’associazione “burocratica” scambiando il “non piccola” con “elefantiaca”... I problemi ce li abbiamo, certo a uno ho accennato prima, il secondo è da risolvere e non è un fattore d’età anagrafica, che sicuramente per una parte di noi avanza. Ogni giorno dovremmo, dobbiamo essere, come al Campo-­base di Green Hill: dobbiamo ogni giorno mordere, come un bravo cane arrabbiato con il mondo che non va, perchè vogliamo liberare tutti gli animali dal giogo umano. Perchè la giraffa evasa dal circo a Imola qualche mese fa ancora, come i suoi simili, attende giustizia.

Non dobbiamo cedere alla ritualità del “ho già visto tutto, ho già fatto tutto” o all’idea che esistono centro e periferia in una contrapposizione che, lo ribadisco da anni, nella LAV non può esserci. Perchè siamo si una somma di singoli ma siamo, dobbiamo sempre più essere, un’unica associazione.

E l’unità, la ricerca di luoghi comuni, con isole a noi vicine, ci ha visto gettare nuovi ponti, fortificare quelli esili, e far sorpassare i luoghi comuni che sono come pericolosissime sabbie mobili.

Tra i luoghi comuni che popolano i meandri del nostro mondo, c’è anche quello che oggi affronteremo anche formalmente riguardo all’antispecismo. Qualcuno pensava che non lo fossimo? E aldilà delle definizioni, questo lo abbiamo sempre praticato. Proprio perchè animalisti.

E altrettanto importante sarà il demolire le visioni positive del “benessere” degli animali così come della tutela della “biodiversità”. Valori ecologici e scientifici, forse, ma non animali, del cambiamento morale e sociale di cui siamo, intendiamo essere, coprotagonisti.

Per questo, peraltro, affrontiamo “senza rete” una tre giorni di modifiche statutarie e regolamentari che abbiamo voluto permeare del bel confronto avuto con quattro importanti voci del nuovo e vivace pensatoio antispecista italiano. Anche qui fornendo un’occasione reciproca di conoscenza e arricchimento in armi nonviolente da utilizzare contro il nostro comune nemico.

E' vero infatti che è più pericolosa l’ignoranza della cattiveria, è più facile lamentarsi del buio che accendere una candela.

Io e ritengo noi, non pensiamo, non dobbiamo pensare, di avere la “ricetta” giusta per l’affermazione dei diritti degli animali. Io mi sento più forte quando vedo che a fronte di una mia debolezza, di una mia incapacità, un’altra associazione è riuscita a salvare un animale, quando degli attivisti hanno occupato in maniera non violenta un laboratorio di vivisezione come è successo a Milano un mese fa, quando un parlamentare riesce a far approvare una legge positiva, quando una classe scolastica di propria iniziativa ha chiesto una lezione sulla vita e le sofferenze degli animali, quando nel menu di un qualsiasi ristorante vedo menzionata esplicitamente la scelta alimentare senza prodotti animali. Senza cedere nemmeno un minuto della mia vita al criticare chi fa qualcosa d’altro, diverso dal mio, per gli animali.

E' davvero annichilente che ci sia ancora chi ha fra gli scopi della sua vita solo quello di attaccare gli altri, suoi compagni di strada. Non si rendono conto che, aldilà delle eventuali reali differenze, e queste devono essere un arricchimento non un motivo di ulteriore divisione, siamo ancora di fronte al più esteso e forte regime dittatoriale che l’uomo abbia mai costruito. Quello dell’uomo contro gli altri animali.

Eppure, questa è l’immagine che vi vorrei trasmettere, siamo come tanti eserciti regolari e irregolari che stanno combattendo Hitler. Come nella Seconda Guerra Mondiale, ognuno ha utilizzato la propria tattica, le proprie forze, le proprie capacità, senza stare lì a cavillare sul fatto che tu sei l’Urss, tu gli Usa, tu un partigiano comunista o un militare italiano disertore, tu sei moderato no tu sei estremista. Ognuno con le proprie forze, le proprie capacità, le proprie tattiche può e deve abbattere l’Hitler umano.

Le polemiche le lasciamo a chi non sa fare altro impegnati come siamo nella nostra “rivoluzione del sorriso”, dell’animalismo del fare e del saper costruire.

E' un po’ come nel 1988, in Cile, per il referendum per il Si o il No a Pinochet. Culture, storie, sensibilità diverse si sono unite per abbattere il dittatore di turno e ci sono riusciti grazie a una comunicazione che, partendo dalla tragica realtà dei morti, delle torture, dei desaparecidos, è riuscita a non fermarsi a questa denuncia ma a proporre una società diversa. Dove, senza dittatura, grazie al suo abbattimento, arriva addirittura anche l’allegria.

In questo piccolo frammento video ci trovate questo e, proprio perchè gli animali, la questione animalista, la necessità di un Pianeta non fondato sulla discriminazione fra specie, fanno parte della normalità della vita, vedrete che i fatti e le persone, i riferimenti alla nostra azione, a nostri dibattiti anche interni, non sono puramente casuali:

http://www.youtube.com/watch?v=6l9QksdCfV0

Nello Statuto e nel Regolamento che approveremo, come li sapremo mettere in pratica, nel Documento di Programmazione delle Attività e quindi nelle nostre campagne, nelle azioni di tutti i giorni, dovremo trovare, troveremo, le risposte per far cambiare quella stragrande maggioranza di persone che ancora non ha avuto l’occasione di cambiare, per includere e non escludere chi ha sbagliato fino a ieri: per i diritti di tutti i viventi!