- LAV PALERMO
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Chi siamo? Chi è, oggi, la LAV di Palermo? Da quali e quante persone è costituita? Bene, chi avesse mai, anche per (relativamente) poco tempo, militato in qualsivoglia associazione di volontariato può ben capire che rispondere alla domanda sulla quantità delle persone che formano via via i vari gruppi attivi delle diverse sedi locali non è difficile, ma impossibile. Questo numero è sempre in continuo cambiamento, in evoluzione o, purtroppo alcune volte, involuzione.
Una risposta però la si può dare sulla qualità; si può rispondere, cioè, con sufficiente certezza, alla domanda “da quali persone è formata la LAV di Palermo?”. In linea di massima, le persone in questione, almeno quelle che un pò di tempo nell’associazione ci rimangono (insieme, di sicuro, a tante altre che, per i più svariati motivi, non arriveranno mai a farne parte) sono animalisti, sinceri e motivati animalisti, mossi dal semplice, appassionato desiderio di vedere riconosciuti e applicati i semplici diritti alla vita e al non sfruttamento, nessuna forma di sfruttamento, a tutte le specie animali. A quelle più empatiche e che l’uomo, nel corso dei secoli, ha reso più “d’affezione” (cani, gatti, equini), ma anche a tutte le altre, quelle che tutta la fetta di umani non animalisti definisce “da allevamento” (per esempio bovini, ovini e caprini, galline “ovaiole”, “polli da carne” e così via) o considera, proprio perché meno empatiche per la specie umana, non senzienti, non meritevoli di altrettanti affetto, rispetto e considerazione come lo sono un cane o un gatto (rane, insetti, rettili, uccelli, eccetera).
Il modo in cui la LAV porta avanti tutto ciò (e il gruppo di Palermo ha sempre tenuto a seguire coerentemente la stessa linea comportamentale) è un modo onesto, in accordo con le leggi, trasparente. È sì contestazione di ciò che non va, ma tramite divulgazione e informazione. È sensibilizzazione. Quelle che vogliamo sono le leggi, sempre nuove leggi che tutelino gli animali e il controllo dell’applicazione di quelle già esistenti (spesso grazie a noi!).
Bene, per realizzare una parte di questa piccola sezione del nostro neonato sito/blog, quella che parlerà della nascita e dei primissimi anni dell’attivismo LAV a Palermo, mi sono avvalsa della cortese collaborazione di due ex attivisti LAV panormiti, miei attuali cari amici, conosciuti, appunto, in quel lasso di tempo condiviso a militare per le stesse cause, tra il mio arrivo e il loro allontanamento. Li ho intervistati. Nei loro occhi, rivolti spesso in alto tentando di ricordare i dettagli, un pò di malinconia dei tempi passati (forse anche perché erano più giovani!), nella loro voce la fretta di dirmi tutto di getto e la passione e la soddisfazione, che, conoscendoli, sempre li animerà, nell’esporre i risultati positivi spesso ottenuti, con le loro battaglie combattute, per i nostri amici di sempre.
Nella mia espressione, invece, c’è sicuramente tanta ammirazione e anche molta (sana) invidia e risentimento per non essere arrivata prima… hanno solo pochi anni in più di me eppure il loro bagaglio mnemonico di attivismo animalista è tanto più massiccio e consistente, proporzionale al tempo in più investito in tutto ciò… e cerco di pensare: “mentre loro, ancora praticamente cuccioli, adolescenti, erano già in prima fila, dov’ero io? Che facevo? Non ero proprio piccolissima… cercavo sì di portare a casa tutti gli animaletti in difficoltà che trovavo, ma a parte questo?”. Beh, dai, ripensandoci ho poco da rimproverarmi; di sicuro i contesti, familiare e scolastico, in cui crescevo non mi spingevano esattamente in quella direzione, anzi… alla fine però ce l’ho fatta. Finalmente. Eccomi qui, da sette anni circa. Forse più. Meglio tardi che mai.
Dunque e comunque, riporto di seguito ciò che traggo dai loro racconti e che mi aiuta a delineare, ma davvero per sommi capi, quella che è stata l’attività operata dal gruppo LAV nella nostra città sin dai suoi esordi. Tra la metà e la fine degli anni 80 la LAV a Palermo c’era già, da qualche anno almeno. Non ha tardato molto, quindi, a formarsi il “nostro nucleo” rispetto al momento della fondazione dell’associazione (1977). I miei amici, arrivati ancora adolescenti, trovarono il gruppo in mano a persone molto grandi (30, 40, 50 ma anche settantenni) e colte, coltissime, alcuni di loro docenti universitari (“tant’è che alle riunioni non ci capivo un granchè!”).
In quegli anni si parlava molto di vivisezione, randagismo, caccia ma anche di corride e altre feste orride… i banchetti allestiti qui erano in certi periodi anche 2 a settimana, e si potevano firmare referendum anticaccia e altre primissime petizioni che riguardavano campagne su tematiche animaliste mai edite prima. La rivista “Impronte” era ancora in bianco e nero…
In occasione dell’occupazione “Pantera” a cui parteciparono varie facoltà universitarie (a cavallo del ’90) la LAV di Palermo scoprì (andavano in giro per le “ricognizioni” con un furgoncino anni ’50-’60) gli animali detenuti per vivisezione nei laboratori di Fisiologia umana (gatti, rane, criceti e, precedentemente, anche cani). Si costituì parte civile al processo intentato dalla ex pretura presso il tribunale di Palermo ai danni di medici vivisettori, tra cui (oggi entrambi defunti) un ex rettore e un ex preside. Il reato cadde in prescrizione. Fu la prima e unica condanna per reati riguardanti la sperimentazione animale in Italia. Molti dei suddetti laboratori del dipartimento di Fisiologia, in seguito, furono comunque chiusi e subito dopo si cominciò a parlare, in Italia, di metodi alternativi alla vivisezione.
In prossimità del Natale si organizzavano in quegli anni a Palermo le prime manifestazioni contro i circhi e le pellicce, e le prime raccolte fondi per i canili (ben gestiti!). Seguirono, da metà degli anni 90 e fino a oggi, le prime segnalazioni e denunce su traffico di fauna selvatica a Ballarò e su combattimenti e corse clandestine. Già da quegli anni il gruppo attivo di Palermo, in concomitanza con la nascita delle “Giornate Nazionali” (in cui, gli stessi fine settimana, i gruppi delle varie sedi locali scendono in piazza al fine unico di raccogliere firme per la campagna nazionale di volta in volta in corso) collabora con varie altre sedi tra cui quella “centrale” di Roma, e vanta la presenza di volontari che partecipano a numerose manifestazioni nazionali, partendo per Roma o altre città.
Ed eccoci arrivati ad oggi. Negli ultimi e ultimissimi anni le campagne promosse dalla LAV riguardano tematiche sempre più specifiche e differenziate: trasporto di animali vivi (“i lunghi viaggi della morte”), incoraggiamento tramite consultazione della “lista bianca LAV-EAR” all’acquisto di prodotti non testati su animali, metodi alternativi alla sperimentazione animale, caccia alle foche, allevamenti intensivi di “polli broiler” e di galline “ovaiole”, commercio di pellicce di cani e gatti (importate dalla Cina e lì ottenute con “scuoiamento a vivo” degli animali) fino ad arrivare al traffico clandestino di cuccioli dall’Est europeo.
Eccoci qui, ad oggi, e speriamo per tanto tempo ancora! Magari domani non saranno le stesse persone, magari non tutte, ma i LAVisti palermitani spero siano sempre, con diversa, oscillante consistenza ma con uguale dignità e passione, presenti!
Alida Sacco, responsabile LAV Palermo

