Circo di Barcellona
02/01/2010
Fredde giornate di inizio anno hanno fatto da cornice alla due giorni di sit-in al circo degli attivisti della LAV. Sabato pomeriggio un vento sferzante ha comunque impedito lo svolgersi dello spettacolo circense, il che la dice lunga sui sistemi di sicurezza in atto. E' di pochi giorni orsono l'incendio a una delle strutture delle circo, che con notevoli difficoltà è stato domato, grazie all' intervento di addetti delle vicine aziende e dei VVFF, segno comunque evidente che i sistemi antincendio (estintori, ecc) non sono sufficienti a tamponare eventi del genere. Non osiamo pensare a cosa potrebbe succedere se un evento simile si dovesse riproporre durante orario di spettacolo o durante la notte, con rischio elevatissimo per persone e animali. Norme di sicurezza che andrebbero attentamente controllate dalle autorità competenti e richieste, come da obbligo di legge, prima della concessione di autorizzazioni all' attendamento. Sit in pacifico nella sua prima giornata di svolgimento di sabato, che ha invece visto un decorso burrascoso domenica 3 gennaio, dove i manifestanti dapprima sottoposti a scherni dai circensi, sono stati testimoni di un aggressione verbale e fisica al responsabile della LAV di Milano, un cui ceffone al volto ha fatto volare via anche gli occhiali. E' stato il pronto intervento dell' Arma dei CC, presenti sul luogo, a riportare la calma dopo diversi minuti, durante i quali le minacce di morte e gli insulti si sono alzate copiose dal fronte circense, mentre veniva scandito (anche tramite megafoni) il messaggio LAV di non accettare provocazioni di sorta. Purtroppo dove gli argomenti a favore dei circhi con animali si scontrano con le verità della cronaca, lo stesso circo di Barcellona è ad oggi sotto processo per la detenzione illegale di tigri, poste sotto sequestro nel 2006, non è eccezione che gli stessi vogliano portare il dibattito sul tavolo delle "mani" dove danno ad intendere di essere dei veri esperti. Denotiamo che ad oggi è ancora difficile informare la gente sui metodi coercitivi di addestramento degli animali nei circhi, malgrado le immagini dominino il web. Non di immediata correlazione è l' esercizio della tigre (che provoca divertimento e stupore nell' animo talvolta ingenuo della gente) con il sistema che ha portato quell' animale a compiere gesti innaturali per le sue caratteristiche e alle sofferenze e privazioni che ha subito e subisce. Ci accorgiamo subito della sofferenza e ci solleviamo di fronte a immagini di cuccioli di cani provenienti paesi dell' Est, in condizioni pietose o alla vista di filmati di animali detenuti in un canile lager, ma alcuni non riescono a vedere la stessa cosa negli occhi della tigre, dell'elefante e di qualsiasi animale "detenuto" in un circo. Speriamo che l' egoismo che spinge taluni ad anteporre il proprio sollazzo alle sofferenze altrui, abbia a finire, perchè nel frattempo animali soffrono e generazioni di bimbi future continueranno ad anteporre se stessi alla solidarietà e al rispetto, per poi magari lagnarsi delle angherie e delle sopraffazioni che si subiscono nella vita, in un clima di bullismo presente grazie anche al messaggio di "ridicolizzazione" e "schiavitù" che passa sotto un tendone di circo con animali e che gli stessi circensi hanno dimostrato di voler portare anche fuori. Grazie a quella signora che vedendo le immagini di come viene addestrato un elefante nel circo ha scelto di non entrare al circo con le sue due figlie piccole, ma di portarle a divertirsi in luoghi più educativi.
