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saronno amministrative 2010SARONNO AMMINISTRATIVE 2010

SARONNO - Amministrative 2010
SINDACO eletto al ballottaggio
LUCIANO PORRO
L'avevamo segnalato come candidato positivo nel 2009, l'abbiamo ri-sostenuto nel 2010...e Saronno lo ha eletto.
AUGURI DI BUON LAVoro
PROGRAMMA LAV SOTTOPOSTO AI CANDIDATI
PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015
LE ISTANZE LAV PER LA PROSSIMA LEGISLATURA
CANI&GATTI
- Contrastare le più frequenti violazioni alla legge regionale 33/09 (esposizioni animali in vetrina, presso esercizi commerciali; animali in premio/regalo per eventi pubblici)
- incrementare con risorse regionali i fondi per l’implementazione della legge 33/09
- vietare vendita ambulante animali e vietare le fiere espositive
- limitare l’acquisto di cani e gatti presso i soli allevamenti e regolamentare l’apertura di nuovi allevamenti (non ha senso attuare interventi di controllo delle nascite e sensibilizzare i cittadini, se poi si agevola l’immissione di animali appositamente allevati)
- incrementare controlli sulla effettiva qualità della gestione degli animali nei canili, ai fini di agevolare l’adottabilità degli animali
- riconoscere e promuovere la presenza di strutture di ricovero per gatti (gattili) e istituire l’anagrafe felina
- istituire il 118 veterinario
- formare i servizi veterinari ASL e le Polizie Locali per assicurare adeguata vigilanza
- regolamentare la gestione e le modalità di detenzione di tutti gli animali d’affezione presso gli esercizi commerciali
- deducibilità fiscale (senza franchigia) delle spese veterinario/farmaceutiche e assicurative per animali di affezione e abbassamento iva sulle stesse
CACCIA&FAUNA SELVATICA
- rispetto normativa comunitaria e nazionale (no caccia in deroga a specie protette dall’UE, no deroghe alle norme vigenti)
- restrizioni al calendario venatorio (no abilitazione per under 21 e over 65, annuale verifica sanitaria abilitativa).
- no importazioni e immissioni fauna “pronta-caccia”
- bocconi avvelenati: stop caccia o attività correlate in aree contaminate
- alloctoni: piano regionale straordinario di contenimento delle specie alloctone (scoiattolo grigio, nutrie, minilepri, ecc…), tramite sterilizzazione e reimmessione nell’habitat di provenienza. No a metodi cruenti.
CIRCHI&SPETTACOLI CON ANIMALI
- no ai circhi con animali (regolamentare sul territorio regionale l’uso degli animali in spettacoli circensi e similari, ai fini di una maggiore tutela degli animali, del personale addetto e del pubblico nonché in favore del sostegno e rilancio del circo contemporaneo e degli artisti di strada che non usano animali)
PELLICCE
- concreta attuazione al D.Lgs. 146/2001 (no deroghe alla normativa comunitaria e nazionale in ambito di allevamento animali da pelliccia)
VEGETARISMO
- Inserire anche un menù vegetariano nella ristorazione collettiva (ospedali, scuole, istituzioni, bar-ristoranti convenzionati con luoghi di lavoro)
VIVISEZIONE
- indirizzare fondi regionali verso l’incremento di metodi sostitutivi
- istituire un comitato etico che verifichi la corretta applicazione delle normative comunitarie e nazionali
- maggiore trasparenza sulla sperimentazione animale (animali coinvolti, tipo di ricerca, ecc..)
ED ORA SOTTO RIPORTATI ALCUNI APPROFONDIMENTI X UNA SCELTA DI VOTO CONSAPEVOLE:
PERSA UNA IMPORTANTE OPPORTUNITA’ DI CONTRASTARE EFFICACEMENTE IL FENOMENO.
Per la terza volta consecutiva nella III Commissione Consiliare Sanità e Assistenza convocata Giovedì 18 Febbraio 2010 e presieduta dal consigliere Pietro Macconi (PDL), è mancato il numero legale per consentire l’approvazione del Piano Triennale Regionale per la prevenzione del randagismo e tutela degli animali d’affezione. Per lo sblocco dei fondi (oltre 6 milioni di euro) si dovrà ora attendere la prossima legislatura.
La Lombardia, con la legge regionale 20 luglio 2006, n.16 “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” (poi inserita nel Testo Unico delle Leggi regionali in materia sanitaria, l.r.33/2009) era già stata l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281 del 1991, con ben 15 anni di ritardo.
La stessa legge 16 rimandava a successivo Piano Triennale la determinazione degli ambiti di intervento da finanziare; nel frattempo i fondi stanziati dallo Stato si sono accumulati sino a raggiungere la quota di 6.148.800 euro; denaro che la Regione avrebbe dovuto utilizzare per il finanziamento del “Piano Triennale Regionale di educazione sanitaria e zoofila, controllo demografico della popolazione animale e prevenzione del randagismo”, elaborato dalla Consulta Regionale Randagismo (istituita ai sensi dell'art.117 comma 6 l.r.33/2009) che, come indicato dallo stesso legislatore regionale, è composta da esperti di tutte le categorie che quotidianamente si occupano della materia oggetto del provvedimento, ognuno nelle parti di propria competenza.
La Consulta Regionale, a seguito di numerosi e approfonditi confronti, al fine di massimizzare l'efficienza e l'efficacia della politica regionale in materia di "randagismo" e ottimizzare l'utilizzo delle risorse economiche disponibili, e anche in considerazione di positive esperienze attivate e implementate da alcuni enti locali negli ultimi anni, ha ritenuto opportuno e doveroso investire sulla prevenzione del randagismo con il finanziamento di interventi educativi nelle scuole, con l'avvio di Uffici Diritti Animali nei Comuni e nelle Province, con la copertura di parte delle spese per gli interventi di sterilizzazione di cani nei canili, gatti liberi e anche di animali di proprietà.
Infine è stato dedicato un considerevole finanziamento per gli interventi di risanamento dei canili esistenti e per la costruzione di nuove strutture, con la consapevolezza oggettiva che il problema del randagismo può essere risolto e monitorato solo ed esclusivamente con una strategia di interventi che comprenda l'educazione dei cittadini, la prevenzione sanitaria e il coinvolgimento diretto degli enti locali e non solo con la costruzione di strutture per il ricovero per animali non di proprietà.
In queste strutture, secondo dati dell’Anagrafe Canina Regionale, ogni anno entrano oltre 11.000 cani (il 46% dei quali smarriti e restituiti ai rispettivi proprietari; il 38% va in adozione; e il restante 16% va ad incrementare la popolazione degli oltre 5.000 cani già presenti nei canili); oltre 7.350 i gatti liberi sterilizzati dalle ASL nel 2008 e presumibilmente altrettanti sterilizzati da privati cittadini e associazioni.
La Consulta ha quindi individuato quali prioritari ambiti di intervento:
- educazione sanitaria e zoofila
- controllo demografico della popolazione animale
- prevenzione del randagismo
ambiti esplicitamente indicati anche dal legislatore regionale (art.117 comma 1, l.r.33/2009).
Tuttavia, anche se può sembrare incredibile, la stessa Consigliera regionale Monica Rizzi (Lega Nord), relatrice del provvedimento, non si è nemmeno presentata in commissione e nei giorni scorsi aveva anzi esternato perplessità sull’efficacia del lavoro della Consulta. Tutto il Gruppo Lega Nord è risultato assente anche nelle precedenti convocazioni della Commissione.
In luogo di chiudere il mandato con l’approvazione di un Piano destinato ad incidere sensibilmente sulle cause del randagismo, il Consiglio uscente della Regione Lombardia ha voltato le spalle a migliaia di cani e gatti (ed a chi si occupa quotidianamente di loro) ed ha decisamente sottovalutato la preziosa opportunità di rendere possibile l’attuazione di una strategia efficace per contrastare un fenomeno che, se sottovalutato, può raggiungere dimensioni ancora più drammatiche. Anche in Lombardia canili fatiscenti, cani vaganti, proliferazione di colonie feline, abbandoni e maltrattamenti sono reali problemi che potevano essere affrontati da subito con l’approvazione del Piano Triennale.
Mentre il Governo promuove campagne contro l’abbandono di animali e incentiva la loro accoglienza nelle strutture turistiche, la Regione Lombardia dimostra uno scarso interesse sul problema. La mancata approvazione del Piano Triennale è indice di una grave irresponsabilità della Regione, tanto incomprensibile quanto è ben noto che una famiglia lombarda su tre viva con almeno un animale d’affezione.
Si auspica che nella nuova Legislatura, il prossimo Consiglio Regionale possa da subito sopperire a questa grave mancanza ed inserire in via prioritaria il Piano Triennale “randagismo” nel proprio calendario dei lavori.
RESOCONTO DELLE ATTIVITA' IN REGIONE LOMBARDIA
LA LOMBARDIA PER GLI ANIMALI. COSA E’ STATO FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER GLI ANIMALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI. QUALI IMPEGNI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE.
NEL BILANCIO STILATO DALLA LAV, BOCCIATA L’AMMINISTRAZIONE FORMIGONI.
Cani&Gatti – voto: 5
11 luglio 2006, con 15 anni di ritardo la Regione Lombardia è l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281/1991 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. La legge regionale approvata, la n.16/06 (poi inserita nel T.U. 33/2009) è indubbiamente una delle più efficaci in materia e tra le novità più rilevanti vanno ricordate l’ istituzione della Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione; la previsione di un Piano triennale regionale per gli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo; la clausola valutativa per la effettiva rendicontazione triennale degli interventi effettuati, delle iniziative attuate e dei risultati che si sono ottenuti; la previsione di istituire Uffici Tutela Animali nei Comuni.
Tuttavia, proprio nell’implementazione degli aspetti più significativi introdotti con la legge “randagismo” la Regione manifesta ancora una volta lo scarso interesse sul tema: la Consulta Regionale, di cui LAV è componente, è istituita presso la Direzione Generale Sanità con un anno e mezzo di ritardo, e convocata nella sua prima seduta solo dopo due anni dall’approvazione della legge. Il Piano Triennale di intervento, che la Consulta ha elaborato e che sarebbe dovuto servire per sbloccare 6 milioni di euro che la Regione non ha mai speso nell’attuazione della legge quadro, è calendarizzato nei lavori consiliari (per il parere preventivo prima della successiva approvazione definitiva da parte della Giunta) solo a gennaio 2010 e così, la Regione Lombardia ha concluso il mandato senza spendere nemmeno un euro dei 6 milioni disponibili.
Caccia e fauna selvatica - voto: 0
In questa materia la Regione Lombardia è stata una delle regioni più prolifiche da un punto di vista legislativo, ma non per tutelare la fauna selvatica bensì per abbatterla: 15 le leggi regionali per la liberalizzazione indiscriminata della caccia; 2 le leggi regionali sentenziate illegittime dalla Corte Costituzionale (sentenze 250 e 405 del 2008); 1 la legge regionale (la 24/2008) ancora all’esame della Corte Costituzionale; 1 Ordinanza del Presidente della Corte di Giustizia Europea che ha ordinato all’Italia di sospendere immediatamente la caccia in “deroga” autorizzata dalla Lombardia; decine i progetti di legge pro-caccia-selvaggia presentati dai Consiglieri Regionali di maggioranza ma anche da alcuni consiglieri di opposizione.
A differenza del tema “cani&gatti” la “caccia” ha beneficiato di parecchia attenzione da parte dell’istituzione regionale, al punto che in più occasioni pur di arrivare all’approvazione di leggi finalizzate all’ampliamento delle specie cacciabili, il Consiglio Regionale è stato convocato anche in sedute straordinarie notturne e nei fine-settimana.
Notevole l’impegno di alcuni consiglieri, con l’avvallo della Giunta, nel derogare alle norme comunitarie di tutela delle specie migratrici pur di inserirle nei calendari venatori al fine di soddisfare gli appetiti dei cacciatori.
Circhi – voto: 4
Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha emanato, tramite la Commissione Scientifica CITES e ai sensi della legge 150/92 sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione, le Linee Guida per il corretto mantenimento di molti degli animali che continuano ad essere prigionieri del circo (Linee Guida integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106). Tuttavia, grandi felini, elefanti, scimmie orsi ecc. continuano ad essere detenuti in condizioni che violano palesemente tali disposizioni, e sempre più frequenti sono le pronunce della magistratura in materia.
Nessun interesse dimostrato dalla Regione rispetto alle istanze LAV di fare rispettare ai circhi le disposizioni minime individuate dal Ministero dell’Ambiente, finalizzate alla tutela degli animali esotici che ancora oggi sono sfruttati in queste forme di spettacolo.
Vivisezione – voto: 4
Nel triennio 2004 -2006 (dati pubblicati su G.U. n.243 del 16-10-2008 ai sensi del decreto legislativo 116/92) rispetto ai tre anni precedenti in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di:
- cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003)
- suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003)
- bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003)
- uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003)
- pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).
Le specie più rappresentate continuano a essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314), animali largamente impiegati per il loro costo ridotto e per la facilità cui si maneggiano, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.
Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale.
C'è stato un lieve calo nel 2006, ma la “media” dell’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente. Si è passati infatti da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali che, nei tre anni in esame, sono stati rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.
Il dato numerico, già di per sé allarmante, è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi.
Dal Rapporto LAV elaborato su dati diffusi dal Ministero della Salute, risulta inoltre che dei quasi 600 stabilimenti utilizzatori (dove si pratica vivisezione) presenti in Italia, 130 sono nella sola Lombardia, mentre per quanto riguarda gli allevamenti di animali per la vivisezione, tra gli 8 dei più importanti, 4 sono in Lombardia.
2 le proposte di legge presentate in Consiglio Regionale e finalizzate alla promozione dei metodi sostitutivi a quelli che prevedono l’uso degli animali, ma mai inserire all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni consiliari.
16/03/2010
LAV Lombardia: 320 4788075 – lav.lombardia@lav.it
Ufficio Stampa LAV: 06.4461325 – http://www.lav.it/
