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COMUNICATO LAC PIEMONTE - LAV TORINO

30/04/2011


CINGHIALI: l’Assessore Casoni e il Parco della Mandria cercano di svuotare il mare col cucchiaino
Le strade da perseguire per affrontare e cercare di risolvere il problema dei danni dei cinghiali sono ben altre.

Trent’anni di interventi inutili
Da quasi trent’anni amministrazioni di tutti i colori politici a cadenza periodica danno il via a paurose mattanze contro i cinghiali nel vano tentativo di limitarne i danni arrecati alle coltivazioni senza peraltro arrivare a soluzione alcuna.  Nel Parco della Mandria guardiaparco, vigili provinciali, cacciatori camuffati da selecontrollori imbracciano i fucili, fuori stagione venatoria, per ammazzare più animali possibile.
Nel 2000 venne approvata la Legge regionale n. 9 che “avrebbe risolto definitivamente il problema” e il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti.
Per affrontare il problema dei danni da cinghiale seriamente ed in via definitiva bisognerebbe toccare gli interessi consolidati dei cacciatori, degli allevatori e di quella parte consistente dei rappresentanti degli agricoltori che da anni sorregge le politiche venatorie nelle Province e negli ambiti di caccia a spese di tutti.

Colpevoli i cacciatori
L’unico soggetto che ha interesse ad avere un alta presenza di cinghiali è il cacciatore. Se i cinghiali sono oggi così numerosi è a causa dei ripopolamenti venatori effettuati con animali d’allevamento e importati dall’Est europeo. Tali pratiche, legali fino a metà degli anni ’80, continuano ancora oggi illegalmente.
La liberazione illegali di cinghiali è difficile da perseguire, ma qualche volta qualcuno viene pescato (vedi articolo).
Molti cacciatori preferiscono, durante la stagione venatoria dedicarsi ad altre specie, “tanto al cinghiale si va poi a stagione chiusa".

Non c’è cacciatore disposto a sparare a una femmina di cinghiale gravida. Per compassione? Perché ne hanno rispetto come gli animalisti? No, solo perché rischierebbe di ridursi il numero di animali disponibili per la caccia nell’anno seguente.
Il giochetto, a spese degli agricoltori, di ammazzare cinghiali di giorno per liberarli di notte s’ha da finire.

Come risolvere il problema-cinghiali?
E’ necessaria una rivoluzione metodologica nell’affrontare il problema del cinghiale che parta dall’esclusione dei cacciatori da ogni intervento di controllo e dal divieto di caccia alla specie. Alcuni e immediati provvedimenti devono essere:

1 – Vietare la caccia al cinghiale = togliere l’interesse venatorio del cinghiale.
2 – Escludere i cacciatori dagli interventi di controllo dei cinghiali
3 - Far pagare ai cacciatori tutti i danni prodotti dai cinghiali attraverso l’aumento delle tasse di concessione venatoria
4 – Vietare la detenzione, l’allevamento, il trasporto di cinghiali vivi
5 – Potenziamento degli studi, oggi pressoché abbandonati, tendenti a perfezionare e codificare  misure incruente  di prevenzione dei danni
6 – Sostegno e finanziamento delle misure di prevenzione dei danni (recinzioni elettrificate, dissuasori a ultrasuoni, dissuasori chimici, contraccezione, ecc..)
7 – Ridurre la velocità della auto sulle strade soprattutto di notte
8 -  Realizzare gli attraversamenti protetti per la fauna  selvatica



LAC Lega per l’abolizione della caccia Sezione Piemonte
Il Presidente Roberto Piana

LAV Sede provinciale di Torino