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azioni legali / buttapietra. sequestrato un meticcio di maremmano a catena da anniButtapietra. Sequestrato un meticcio di maremmano a catena da anni
13/10/2011
Buttapietra. Su denuncia della LAV sequestrato dal Corpo Forestale dello Stato un meticcio di maremmano a catena da anni.
Gli agenti del Corpo Forestale sono intervenuti oggi per porre fine alla prigionia di un vecchio meticcio di maremmano, legato a catena da anni nello spazio esterno di proprietà di un'azienda di trattamenti termici sita in zona industriale a Buttapietra.
Ricevuta la segnalazione da parte di un cittadino, volontari della LAV e successivamente agenti del Corpo Forestale hanno effettuato indagini per circa un paio di mesi volte ad accertare che effettivamente l'animale non venisse mai liberato: materiale fotografico e riprese filmate documentano come di notte e di giorno, il cane vivesse costantemente attaccato ad una pesante catena che lo teneva relegato da solo ai margini del cortile aziendale a condurre la sua tristissima e monotona esistenza lontano da ogni contatto umano.
Il cane, di circa 12 anni, si è presentato ai suoi soccorritori in precario stato di salute, con il pelo sporchissimo e completamente infeltrito, con un vistoso segno sulla pelle procurato dallo sfregamento della catena di ferro. Inoltre, la visita della veterinaria che ha assistito i Forestali nell'operazione ha evidenziato la presenza di un soffio al cuore importante e tumori perianali non curati. Per liberare il povero animale si è reso necessario l'utilizzo di un tronchese.
"Le Linee Guida della Regione Veneto sul benessere degli animali sono molto precise in materia di detenzione degli stessi e in particolare sottolineano come la condizione di un cane a catena debba essere provvisoria e transitoria" afferma Antonella Trevisan, l'attivista della LAV che ha partecipato al sequestro effettuato dai Forestali. "Così come sono aspetti normati e da tenere nella dovuta considerazione le necessarie cure sanitarie, un adeguato livello di benessere fisico ed etologico, la possibilità di un'adeguata deambulazione, tutti elementi la cui marcata carenza ha concorso a ravvisare il reato di maltrattamento di animali nel caso del povero cane di Buttapietra".
L'animale è stato dato in affido giudiziario alla LAV che provvederà alle cure del caso e a garantirgli serenità e affetto per il tempo che gli resterà da vivere, mentre il proprietario è stato denunciato.
Gli agenti del Corpo Forestale sono intervenuti oggi per porre fine alla prigionia di un vecchio meticcio di maremmano, legato a catena da anni nello spazio esterno di proprietà di un'azienda di trattamenti termici sita in zona industriale a Buttapietra.
Ricevuta la segnalazione da parte di un cittadino, volontari della LAV e successivamente agenti del Corpo Forestale hanno effettuato indagini per circa un paio di mesi volte ad accertare che effettivamente l'animale non venisse mai liberato: materiale fotografico e riprese filmate documentano come di notte e di giorno, il cane vivesse costantemente attaccato ad una pesante catena che lo teneva relegato da solo ai margini del cortile aziendale a condurre la sua tristissima e monotona esistenza lontano da ogni contatto umano.
Il cane, di circa 12 anni, si è presentato ai suoi soccorritori in precario stato di salute, con il pelo sporchissimo e completamente infeltrito, con un vistoso segno sulla pelle procurato dallo sfregamento della catena di ferro. Inoltre, la visita della veterinaria che ha assistito i Forestali nell'operazione ha evidenziato la presenza di un soffio al cuore importante e tumori perianali non curati. Per liberare il povero animale si è reso necessario l'utilizzo di un tronchese.
"Le Linee Guida della Regione Veneto sul benessere degli animali sono molto precise in materia di detenzione degli stessi e in particolare sottolineano come la condizione di un cane a catena debba essere provvisoria e transitoria" afferma Antonella Trevisan, l'attivista della LAV che ha partecipato al sequestro effettuato dai Forestali. "Così come sono aspetti normati e da tenere nella dovuta considerazione le necessarie cure sanitarie, un adeguato livello di benessere fisico ed etologico, la possibilità di un'adeguata deambulazione, tutti elementi la cui marcata carenza ha concorso a ravvisare il reato di maltrattamento di animali nel caso del povero cane di Buttapietra".
L'animale è stato dato in affido giudiziario alla LAV che provvederà alle cure del caso e a garantirgli serenità e affetto per il tempo che gli resterà da vivere, mentre il proprietario è stato denunciato.
