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Tregnago - Sindaco vieta somministrazione di cibo a gatti randagi

10/07/2008

ANIMALI, TREGNAGO (VR): SINDACO VIETA SOMMINISTRAZIONE DI CIBO A GATTI RANDAGI.
LA LAV INSORGE E PRESENTA UNA DIFFIDA: ORDINANZA ILLEGITTIMA DA RITIRARE O SARA’ RICORSO AL TAR

L’11 giugno scorso il Sindaco del Comune di Tregnago (Verona) ha emesso un’ordinanza con la quale “premesso che in alcune zone dell’area comunale vi è una notevole presenza di gatti randagi che provoca frequenti contatti ad alto rischio igienico” si ordina “alla popolazione tutta di non offrire alcun nutrimento ai gatti randagi, anche saltuariamente”.

“L’ordinanza è illegittima perché contraria sia alla legislazione nazionale che a quella regionale sulla tutela dei gatti che vivono in libertà - dichiara Lorenza Zanaboni, responsabile della Sede LAV di Verona - La LAV ha dunque inviato al Sindaco una diffida affinché venga disposta l'immediata sospensione e il ritiro dell'ordinanza, in caso contrario ricorreremo al TAR. Un’ordinanza analoga in passato è stata emessa dal Comune di Galliate (NO) e, in seguito a ricorso proposto da un privato cittadino, il Consiglio di Stato si è espresso annullandola e dichiarando inefficace la sanzione amministrativa prevista.”

Il Consiglio di Stato, nel dichiarare suddetta ordinanza illegittima, ha infatti rilevato che “nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi nel loro "habitat", cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano rifugio” e inoltre che “l'ordinanza impugnata viola anche l'art. 2 della legge 14.8.1981, n. 281 (legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione dei randagismo), secondo cui "i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall'autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo. Gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d'intesa con le UU.SS.LL., avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura e la salute e le condizioni di sopravvivenza".

“Affamare i gatti oltre a essere eticamente inaccettabile è illegittimo – dichiara Ilaria Innocenti del settore nazionale LAV Cani e gatti  - Il Sindaco di Tregnago, anziché vigilare sull'osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali presenti sul territorio comunale di cui egli, ai sensi del DPR 31 marzo 1979, è responsabile, addirittura impedisce la cura e la tutela dei gatti randagi da parte di coloro che se ne vorrebbero occupare, con grave rischio per la sopravvivenza dei felini e questo può configurararsi come reato di maltrattamento. E non solo, tale ordinanza tradisce le premessa stessa per la quale è stata emessa: tutelare l’igiene, in quanto i gatti denutriti oltre a essere animali sofferenti sono soggetti a contrarre patologie.”

La sterilizzazione e non il divieto di somministrare cibo agli animali è uno strumento efficace per combattere il randagismo – afferma la LAV - Ricordiamo a questo proposito come ai sensi della Legge Finanziaria 2008 "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane devono provvedere prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all’articolo 2 comma 1 della Legge 281-91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.

10.07.2008

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