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caccia / caccia in deroga. la nuova delibera di giunta non piace agli ambientalistiCaccia in deroga. La nuova delibera di Giunta non piace agli ambientalisti
06/11/2009
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
6 NOVEMBRE 2009
LE DECISIONI DELLA REGIONE. La nuova delibera di Giunta non piace agli ambientalisti.
Caccia in deroga, la protesta:«Ora sequestrate gli animali».
Contestato il mancato rispetto delle disposizioni del Tar
Regione Veneto - La Regione insiste con la caccia in deroga, nonostante il Tribunale amministrativo regionale abbia sospeso il provvedimento dello scorso ottobre che consentiva lo sterminio di centinaia di migliaia di uccelli migratori protetti dalle norme europee: nella nuova delibera, approvata a tempo di record, si sono infatti portati minimi aggiustamenti, licenziandola come risolutiva del problema posto dal Tar e mandando su tutte le furie le associazioni ambientaliste e animaliste. Le quali sono partite con un’azione di forza chiedendo il sequestro degli animali selvatici prima che siano abbattuti: equivale in pratica a un divieto di caccia.
L’idea è condivisa da Enpa (Ente nazionale protezione animali), Lac (Lega anticaccia), Lav (Lega antivivisezione), Legambiente, Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e Wwf che hanno depositato alla Procura della Repubblica di Venezia e di altre province del Veneto (per Verona è stato coinvolto il Corpo Forestale dello Stato), la richiesta di sequestro preventivo di storni, fringuelli, peppole e pispole che potrebbero essere abbattuti in seguito alla nuova delibera della Regione Veneto che ne consente la caccia in deroga. «Nonostante la sospensione da parte del Tar del Veneto, avvenuta riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni delle associazioni proponenti il ricorso, la Giunta Galan ha ritenuto di approvare con estrema urgenza un’altra delibera, sostanzialmente identica a quella precedente, garantendo così ai cacciatori il tanto agognato sterminio di piccoli uccelli migratori e l’impunità per una forma di caccia anacronistica e distruttiva ed illegittimamente autorizzata in violazione delle leggi europee, italiane e di sentenze della Corte Costituzionale», denunciano le associazioni verdi.
C’è stata l’immediata impugnazione della nuova delibera regionale, ma nel contempo il deposito di una denuncia contro tutti quei cacciatori che dovessero essere sorpresi ad abbattere le specie di uccelli comprese nella delibera attualmente sospesa dal Tar del Veneto.
«La denuncia ha lo scopo di chiedere anche il sequestro preventivo di tutti gli storni, fringuelli, peppole e pispole, facendoli rientrare nell'ambito di tutela loro destinato dalla legge nazionale e dalle direttive europee, per impedire il loro abbattimento illegittimo», conferma Lorenza Zanaboni della Lav di Verona a nome di tutte le associazioni che hanno sottoscritto l’azione.
«La Giunta regionale, arrivata oramai agli sgoccioli del mandato, non perde occasione per dimostrarsi più sensibile alle richieste provenienti dalle frange più estremiste del mondo venatorio, che al rispetto delle leggi e dei pronunciamenti dei Tribunali», commentano unite le associazioni, «un comportamento che ora chiediamo alla magistratura penale di censurare definitivamente».
Andrea Zanoni, presidente della Lac del Veneto, ha dichiarato: «Quello utilizzato dalla giunta Galan è un espediente di bassissimo profilo, sono ricorsi a mezzucci molto scorretti solo per conquistare qualche giorno in più di caccia agli uccelli protetti. Questo è un modo poco onorevole, utilizzato per scavalcare le leggi, e stupisce che un comportamento del genere venga attuato da una pubblica amministrazione che dovrebbe invece dare l’esempio nel rispetto rigoroso delle leggi».
Per Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente, «La nuova delibera di giunta è una decisione scandalosa che si fa beffa sia del Tar che dell’Unione Europea».
6 NOVEMBRE 2009
LE DECISIONI DELLA REGIONE. La nuova delibera di Giunta non piace agli ambientalisti.
Caccia in deroga, la protesta:«Ora sequestrate gli animali».
Contestato il mancato rispetto delle disposizioni del Tar
Regione Veneto - La Regione insiste con la caccia in deroga, nonostante il Tribunale amministrativo regionale abbia sospeso il provvedimento dello scorso ottobre che consentiva lo sterminio di centinaia di migliaia di uccelli migratori protetti dalle norme europee: nella nuova delibera, approvata a tempo di record, si sono infatti portati minimi aggiustamenti, licenziandola come risolutiva del problema posto dal Tar e mandando su tutte le furie le associazioni ambientaliste e animaliste. Le quali sono partite con un’azione di forza chiedendo il sequestro degli animali selvatici prima che siano abbattuti: equivale in pratica a un divieto di caccia.
L’idea è condivisa da Enpa (Ente nazionale protezione animali), Lac (Lega anticaccia), Lav (Lega antivivisezione), Legambiente, Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e Wwf che hanno depositato alla Procura della Repubblica di Venezia e di altre province del Veneto (per Verona è stato coinvolto il Corpo Forestale dello Stato), la richiesta di sequestro preventivo di storni, fringuelli, peppole e pispole che potrebbero essere abbattuti in seguito alla nuova delibera della Regione Veneto che ne consente la caccia in deroga. «Nonostante la sospensione da parte del Tar del Veneto, avvenuta riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni delle associazioni proponenti il ricorso, la Giunta Galan ha ritenuto di approvare con estrema urgenza un’altra delibera, sostanzialmente identica a quella precedente, garantendo così ai cacciatori il tanto agognato sterminio di piccoli uccelli migratori e l’impunità per una forma di caccia anacronistica e distruttiva ed illegittimamente autorizzata in violazione delle leggi europee, italiane e di sentenze della Corte Costituzionale», denunciano le associazioni verdi.
C’è stata l’immediata impugnazione della nuova delibera regionale, ma nel contempo il deposito di una denuncia contro tutti quei cacciatori che dovessero essere sorpresi ad abbattere le specie di uccelli comprese nella delibera attualmente sospesa dal Tar del Veneto.
«La denuncia ha lo scopo di chiedere anche il sequestro preventivo di tutti gli storni, fringuelli, peppole e pispole, facendoli rientrare nell'ambito di tutela loro destinato dalla legge nazionale e dalle direttive europee, per impedire il loro abbattimento illegittimo», conferma Lorenza Zanaboni della Lav di Verona a nome di tutte le associazioni che hanno sottoscritto l’azione.
«La Giunta regionale, arrivata oramai agli sgoccioli del mandato, non perde occasione per dimostrarsi più sensibile alle richieste provenienti dalle frange più estremiste del mondo venatorio, che al rispetto delle leggi e dei pronunciamenti dei Tribunali», commentano unite le associazioni, «un comportamento che ora chiediamo alla magistratura penale di censurare definitivamente».
Andrea Zanoni, presidente della Lac del Veneto, ha dichiarato: «Quello utilizzato dalla giunta Galan è un espediente di bassissimo profilo, sono ricorsi a mezzucci molto scorretti solo per conquistare qualche giorno in più di caccia agli uccelli protetti. Questo è un modo poco onorevole, utilizzato per scavalcare le leggi, e stupisce che un comportamento del genere venga attuato da una pubblica amministrazione che dovrebbe invece dare l’esempio nel rispetto rigoroso delle leggi».
Per Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente, «La nuova delibera di giunta è una decisione scandalosa che si fa beffa sia del Tar che dell’Unione Europea».
