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Denunciati tutti i cacciatori del Veneto che uccidono i fringuelli

04/11/2009

Caccia, il Veneto insiste con la caccia in deroga, nonostante la bocciatura del TAR.
Le associazioni chiedono il sequestro degli animali selvatici PRIMA CHE SIANO abbattuti

Le maggiori associazioni animaliste ed ambientaliste nazionali - ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF - hanno depositato oggi, presso la Procura della Repubblica di Venezia e di altre province del Veneto, la richiesta di sequestro preventivo di storni, fringuelli, peppole e pispole che potrebbero essere abbattuti in seguito alla nuova delibera della Regione Veneto che ne consente la caccia in deroga.
 
Nonostante la sospensione da parte del TAR Veneto del provvedimento regionale approvato il 6 ottobre scorso, che consentiva lo sterminio di centinaia di migliaia di uccelli migratori protetti dalle norme europee - sospensione avvenuta riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni delle associazioni proponenti il ricorso - la Giunta Galan ha ritenuto di approvare con estrema urgenza un’altra delibera, sostanzialmente identica a quella precedente, garantendo così ai cacciatori il tanto agognato sterminio di piccoli uccelli migratori e l’impunità per una forma di caccia  anacronistica e distruttiva  ed illegittimamente  autorizzata in violazione delle  leggi europee , italiane e di sentenze della  Corte  Costituzionale.
 
Le associazioni, quindi, oltre ad avere immediatamente impugnato al TAR il nuovo atto, si sono rivolte anche alla Magistratura penale, depositando una denuncia contro tutti quei cacciatori che dovessero essere sorpresi ad abbattere le specie di uccelli comprese nella delibera attualmente sospesa dal TAR del Veneto.
 
La denuncia ha lo scopo di chiedere anche il sequestro preventivo di tutti gli storni, fringuelli, peppole e pispole, facendoli rientrare nell'ambito di tutela loro destinato dalla legge nazionale e dalle direttive europee, per impedire il loro abbattimento illegittimo.
 
“La Giunta Regionale del Veneto, arrivata oramai agli sgoccioli del mandato, non perde occasione per dimostrarsi più sensibile alle richieste provenienti dalle frange più estremiste del mondo venatorio che al rispetto delle leggi e dei pronunciamenti dei Tribunali – commentano unite le associazioni – un comportamento che ora chiediamo alla Magistratura penale di censurare definitivamente.”