LAV VERONA

  • Home Page LAV VERONA


Salvi i 4000 piccioni di Verona. Associazioni battono il Sindaco

21/01/2008

SALVI I 4000 PICCIONI DI VERONA. ASSOCIAZIONI BATTONO IL SINDACO

II TAR del Veneto ha sospeso per la seconda volta nel giro di pochi mesi l'ordinanza ammazza-piccioni del Sindaco di Verona Flavio Tosi.

21 gennaio 2008 - La prima volta il TAR si è pronunciato con la sentenza 3357 del 22.10.2007 bocciando, perchè in contrasto con la legge statale del 1992, l'ordinanza emessa il 28.6.2007 dal sindaco di Verona. Il TAR aveva così accolto il ricorso delle associazioni LAC, LAV, LIPU, presentato dall'avv. Massimo Rizzato della Lega Abolizione Caccia, e dato ragione agli animalisti.

Non rassegnato, nel novembre scorso il sindaco Tosi ha leggermente modificato l'ordinanza e l'ha ripresentata.

Le associazioni animaliste - dice Lorenza Zanaboni, Responsabile della sede LAV di Verona - sono nuovamente ricorse al TAR che il 10.1.2008 ha sospeso anche questa seconda ordinanza con la motivazione che, al contrario di quanto sostenuto dal Comune di Verona, l'uccisione dei colombi sia materia in tutto e per tutto normata dalla legge nazionale sulla caccia. Pertanto diventa illegittimo qualsiasi atto legislativo che disponga la loro uccisione.

Anche nei confronti di un'ordinanza per l'uccisione dei colombi, simile a quella di Verona, emessa a Soave il 18.9.2007, le stesse associazioni animaliste avevano presentato ricorso al TAR. Ma in questo caso, il Comune di Soave ha prontamente e saggiamente ritirato l'ordinanza.

E' convinzione delle associazioni animaliste che per limitare i danni causati da questi pennuti vi siano mezzi decisamente più efficaci che la loro eliminazione fisica.

Si potrebbe, per esempio - afferma Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale Settore Caccia della LAV - istituire la figura del colombofilo, così come esiste quella del gattofilo, che avrebbe il compito di somministrare granaglie anticoncezionali in alcuni punti della città, deputati all'alimentazione dei colombi. Laddove questo metodo è stato adottato, si è registrato nel giro di un paio di anni un drastico calo numerico di questi animali.

Per salvaguardare gli edifici poi, andrebbero eliminate le cavità utilizzate dai piccioni per la nidificazione, prestando ben attenzione tuttavia a non occludere gli anfratti più piccoli di cui si servono per posizionare il loro nido altri uccelli.

Alle più pacifiche e razionali proposte del mondo animalista e ambientalista, tuttavia, i sindaci preferiscono i più sbrigativi e cruenti metodi da sceriffi. Ma anche per questa volta i piccioni di Verona e Soave sono salvi.