Il Rapporto zoomafia

25 anni fa abbiamo coniato il termine Zoomafia che indica lo sfruttamento degli animali per ragioni economiche, di controllo sociale, di dominio territoriale, da parte di persone singole o associate o appartenenti a cosche mafiose o a clan camorristici.

Un termine ormai entrato ormai nel lessico giornalistico e legale, che si riferisce anche alla nascita e allo sviluppo di una nuova forma di criminalità, parallela e legata a quella mafiosa, che trova come motivo di nascita, aggregazione e crescita, l'uso di animali per attività economico-criminali.

Nel 1998 abbiamo così istituito l'Osservatorio Nazionale Zoomafia, organismo finalizzato all'analisi criminologica dello sfruttamento degli animali da parte delle organizzazioni criminali. La struttura rientra a pieno titolo fra i sistemi di controllo informale della criminalità ed è nato dall'esigenza crescente di esaminare e studiare il fenomeno in modo sistematico e individuarne i possibili sviluppi.

L'Osservatorio collabora con tutti gli organi di Polizia giudiziaria, con la magistratura, con vari osservatori sulla criminalità e le mafie, e pubblica annualmente il Rapporto Zoomafia, studio completo e aggiornato dello sfruttamento degli animali da parte della criminalità organizzata e non.

Corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, combattimenti tra animali, truffe nell’ippica, business dei canili, contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine e abigeato, pesca di frodo e illegalità nel comparto ittico, uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e zoocriminalità minorile: questi gli argomenti analizzati nel Rapporto Zoomafia redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. 

RAPPORTO ZOOMAFIA 2020

MALTRATTAMENTO ORGANIZZATO

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