Apriamo le gabbie, chiudiamo gli allevamenti per pellicce

Ai Senatori della Commissione Sanità del Senato della Repubblica Agli Onorevoli della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

Abbiamo chiesto ai cittadini di firmare per chiedere al Parlamento il divieto di allevamento di animali allo scopo di produrre pellicce.

Sono stati oltre 100.000 i cittadini che in questi 4 anni hanno firmato la nostra petizione.

Purtroppo non sono ancora iniziati i lavori sulle 3 proposte di legge (atto S.62, al Senato, prima firmataria la Senatrice Amati –PD-, atto n. C.288 alla Camera dei Deputati, prima firmataria l'Onorevole Brambilla –FI- e atto C.2148 prima firmataria l’Onorevole Gagnarli –M5S-) che riprendono il testo proposto da noi della LAV e che hanno lo stesso obiettivo: mai più allevamenti di animali “da pelliccia”.

Noi non ci fermeremo, continueremo a lottare per ottenere questo risultato per tutti gli animali, come richiesto,anche da quel 90,7% di cittadini che sono contrari alle pellicce secondo l'Eurispes.

Chiediamo che i 25 Senatori e i 43 Deputati, membri rispettivamente della Commissione Sanità al Senato e della Commissione Agricoltura alla Camera, che per primi dovranno esprimersi sulla proposta di legge che abbiamo presentato in materia di “Divieto di allevamento, di cattura e di uccisione di animali per la produzione di pellicce”, ascoltino l'83% degli italiani contrario alle pellicce.

La nostra proposta di legge (atto S.62, al Senato, prima firmataria la Senatrice Amati, e atto n. C.288 alla Camera dei Deputati, prima firmataria l'Onorevole Brambilla) prevede:

  • Immediato divieto di apertura di nuove strutture
  • Chiusura di quelle esistenti entro un anno dall’entrata in vigore della legge
  • Possibilità di “riscattare” gli animali e reinserirli in natura nell’ambito di progetti di recupero concordati con i ministeri competenti
  • Reclusione e multe per ogni animale allevato e per chi esporta o sfrutta economicamente  pelli o pellicce di animali appositamente allevati, catturati e uccisi in Italia

Sempre più paesi europei vietano questo tipo di allevamento. In Italia sono ancora attive 18 strutture che causano l'uccisione di oltre 150.000 visoni l'anno.

Oltre alla maggioranza degli italiani, anche istituzioni quali l'ANCI e i Consigli Regionali di Abruzzo ed Emilia Romagna sostengono il bando di questi allevamenti.

Per questo chiediamo che il Parlamento assuma una definitiva e responsabile decisione approvando il Disegno di legge!


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