Per una nuova ed efficace legge di prevenzione e contrasto del randagismo

Al Presidente del Senato della Repubblica Al Presidente della Camera dei Deputati Al Ministro della Salute

I SOTTOSCRITTI CITTADINI,

anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione Italiana

PREMESSO CHE:

  • la Legge quadro 281 del 1991 si è rivelata valida nei principi ma insufficiente nell'attuazione pratica, a causa anche di Leggi regionali di recepimento in alcuni casi  generiche, contraddittorie o inapplicate, di Comuni impreparati e inadempienti e di Servizi veterinari pubblici troppo spesso carenti;
  • secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute i cani presenti nelle strutture autorizzate sono oltre 146.600, cui si devono aggiungere i cani randagi vaganti largamente presenti soprattutto nelle regioni del Sud. I gatti senza famiglia sarebbero invece oltre  2.600mila;
  • per ogni animale ospitato in canile ogni Comune paga in media 1.000 euro all’anno. In totale sono quindi almeno 146milioni di euro spesi ogni anno in Italia. Una cifra decisamente importante alla quale spesso però, non corrispondono adeguate cure per gli animali, né volontà di fare adozioni;
  • il randagismo è purtroppo diventato anche un business: sono, infatti, sorte strutture private nelle quali i cani vivono in condizioni di sovraffollamento, senza cure, non è garantita la presenza di un’associazione di volontariato e non si promuovono le adozioni.

CONSIDERATO CHE:

  • il randagismo ha un costo etico ed economico molto alto;
  • il triennio 2013-2015 vede ulteriormente ridursi la previsione annuale di finanziamento nazionale;
  • per contrastare abbandono e randagismo occorre superare la disomogeneità che sussiste tra le varie Leggi regionali in materia di animali d’affezione;
  • una efficace strategia di contrasto non deve prevedere solo la soluzione canili, ma anche una serie di interventi come l’implementazione delle sterilizzazioni, la promozione delle adozioni responsabili e del corretto rapporto uomo animale, la responsabilizzazione delle Amministrazioni, la rimozione dei divieti che rendono difficile vivere con un quattro zampe, migliore tutela degli animali e prevenzione dell’incolumità pubblica;
  • sempre più italiani si trovano in situazioni economiche non agiate e le città non sempre sono fruibili alle famiglie con animali

CHIEDONO UNA NUOVA LEGGE CHE PREVEDA: