1. Comunicato Stampa Associazioni Lombarde: In Regione Lombardia si prospetta il peggiore attacco alla fauna selvatica di tutti i tempi.

    24/03/2021

    Comunicato Stampa Associazioni Lombarde: In Regione Lombardia si prospetta  il peggiore  attacco alla fauna selvatica di tutti i tempi.

    In Regione Lombardia si prospetta il più massiccio attacco alla fauna selvatica di tutti i tempi. Impedimento dei controlli, norme a favore del bracconaggio, caccia in deroga anche al cardellino.

    Giorno dopo giorno uno sparuto gruppo di politici regionali che rappresenta una minoranza irrilevante dei lombardi lavora per emanare leggi e delibere in palese e conclamata violazione delle norme di tutela dell’ambiente e degli animali, Direttive UE comprese, per tutelare gli interessi privati delle frange più estremiste di cacciatori “sparatutto”.  Deroghe per uccidere i piccoli uccelli protetti, norme che favoriscono il bracconaggio e il commercio illegale di specie protette, e l’approvazione pochi giorni fa di una Delibera per continuare a consentire la caccia degli uccelli migratori nei valichi montani che per legge devono essere vietati alla caccia. Il tutto calpestando e disprezzando le leggi e le plurime sentenze di giustizia amministrativa.

    “Inaccettabile questo servilismo nei confronti di una lobby venatoria pronta a chiedere di violare la legge pur di uccidere sempre di più. I legislatori sanno benissimo, ad esempio,  che la protezione nei valichi non è una facoltà ma un obbligo derivante dalla legislazione comunitaria e dalla Legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna e regolamentazione della caccia. Eppure in Lombardia ancora si compiono massacri di uccelli in luoghi che sono passaggi obbligatori durante la loro migrazione e trent'anni di battaglie da parte delle Associazioni ambientaliste e di sentenze non sono bastati a renderli, come dovrebbe essere, luoghi di protezione assoluta.

    Come se non bastasse le associazioni venatorie, firmatarie di una lettera unitaria indirizzata alla Regione,  esercitano forti pressioni per chiedere alla Giunta di modificare le norme che regolano il possesso di richiami vivi per la caccia, agevolando così il commercio illegale di uccelli e il bracconaggio. Per le Associazioni venatorie lombarde i controlli delle forze dell'ordine "provocano sconcerto e forte insicurezza” tra i loro affiliati, come se questa fosse una ragione accettabile per limitarli; le modifiche richieste agevolerebbero un mercato illegale che genera profitti per milioni di euro.

    All’ordine del giorno un’altra raffica di modifiche alla Legge Regionale 26/93, la Legge probabilmente più “manipolata” della storia, sempre con l’intento di stravolgere il necessario equilibrio tra la necessità di tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria.

    Per finire la volontà di riaprire gli impianti di cattura con le reti (roccoli) e sparare in deroga ai piccoli uccelli protetti. Sulla caccia in Deroga arriva la proposta del Consigliere e cacciatore Floriano Massardi (Lega Nord) di permettere la caccia al cardellino, verdone, lucherino, fringuello, peppola, frosone, pispola, storno e tordela.

    Un’eventualità del genere ci riporterebbe indietro di 50 anni, permettendo l’uccisione di piccoli uccelli canori, le cui popolazioni sono in costante declino.

    Sparare al cardellino, uccello  tra i più conosciuti ed amati, simbolo della Passione (la leggenda narra che il cardellino si fosse messo ad estrarre le spine dalla corona di Cristo e ferito rimase per sempre macchiato del Suo sangue), raffigurato in moltissime­­ opere d’arte a partire dal medioevo (tra le più famose basti citare la “Madonna del cardellino” di Raffaello), di cui Antonio Vivaldi cercò di imitare il melodioso canto nel concerto per flauto “Il Gardellino”, è un'offesa per la maggioranza dei lombardi stanchi di essere ostaggi di proposte vergognose e uno schiaffo alle politiche dell’Unione Europea  e alla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (sulle catture in Francia) che rappresenta una pietra tombale sulla questione.

    “Ci appelliamo veramente a chi, per il ruolo istituzionale che rappresenta, dovrebbe lavorare per il rispetto delle leggi: i consiglieri, i dirigenti e i funzionari ai quali chiediamo il ritorno alla legalità, ognuno per il proprio ruolo. Dopo anni di sudditanza nei confronti dell’estremismo venatorio, la regione Lombardia metta al centro della sua azione le politiche ambientali e sulla tutela della fauna, bene indisponibile dello Stato, e non accontenti uno sparuto gruppo di cittadini, portatori di interessi privati, e allergici alle regole e alla civiltà”.

    Le Associazioni: Associazione Vittime Caccia - CABS - CAI LOMBARDIA – ENPA – GAIA – GOL – Gruppo Intervento Giuridico - LAC – LAV – LEAL – LEGAMBIENTE – LEIDAA – LIPU - PRO NATURA - WWF

    www.change.org/p/stop-deregulation-venato

    Milano, 23.03.2021

    Per ulteriori informazioni: 3393989492

  2. La caccia contribuisce fortemente all'AUMENTO del numero dei cinghiali - Replica alle Associazioni venatorie bergamasche

    25/01/2021

    La caccia contribuisce fortemente all'AUMENTO del numero dei cinghiali - Replica alle Associazioni venatorie bergamasche

    “La caccia, la cui finalità è la gestione della specie mediante un prelievo sostenibile, contribuisce fortemente alla riduzione del numero dei cinghiali in generale” Michele Bornaghi, Presidente di Federcaccia Bergamo.

    In questa affermazione è condensata tutta la disinformazione che si continua pervicacemente a far circolare quando si parla di cinghiali, e ovviamente non stupisce che sia stata pronunciata dal presidente di Federcaccia, che ovviamente non può che cercare di tutelare la propria categoria, continuando a presentare i cacciatori come “riequilibratori” della natura, e conseguentemente la caccia come attività indispensabile.

    Ma nell’articolo si va anche oltre,  condannando la “caccia di selezione” , giudicata come inefficace, a favore della caccia in braccata che, a dire di Giancarlo Bosio, presidente di Enalcaccia Bergamo, anche in Europa è stata riconosciuta come “l’unica che può contenere il numero di cinghiali”. 

    In realtà, ciò che sia in Europa che in ambito internazionale è stato dimostrato da innumerevoli studi e ricerche scientifiche (e in calce a questo articolo riportiamo una più che ampia bibliografia) è che

    la caccia, indipendentemente dalla modalità con cui è condotta,  non incide minimamente sulla diminuzione del numero dei cinghiali anzi, ne favorisce l’aumento.

    Perché? La risposta ce la fornisce il Prof. Andrea Mazzatenta, docente di Fisiologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Chieti-Pescara e di Psicobiologia e Psicologia Animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo, ed ha a che fare con la composizione sociale del branco.

    “I cinghiali vivono in una società matriarcale con a capo una femmina anziana, la matrona, che attraverso i propri feromoni ha la capacità di inibire l’estro nelle femmine più giovani del gruppo e che partorisce una volta all’anno, con nidiate di 4/5 cuccioli. Più famiglie di femmine rientrano nel territorio di un grande maschio, detto salengano. Quando si uccide una delle femmine matrone (che solitamente sono le prime a morire, nel tentativo di fare scappare giovani e cuccioli, comportamento che vale anche per i grandi maschi) si mette in moto un meccanismo di sopravvivenza della specie, per cui tutte le figlie che erano con lei, anche di pochi mesi, entrano in estro,  producendo a testa, data la giovane età, 10/12 cuccioli, e ottenendo quindi un branco di una quarantina di componenti. Le gravidanze inoltre non sono più annuali, ma avvengono due volte l’anno. Anche l’eliminazione dei salengani, che vivono generalmente in distinti gruppi di maschi più giovani, produce una frammentazione del gruppo e la conseguente anticipata attività riproduttiva dei maschi gregari.”

    Consideriamo inoltre che la caccia, specialmente quella in braccata, causa un aumento della mobilità dei cinghiali (per sfuggire alla caccia stessa) e quindi un aumento dell’area di frequentazione e dei danni, ed è proprio la questione dei danni, o degli incidenti stradali, che viene strumentalmente utilizzata per giustificare la necessità degli abbattimenti. 

    Tralasciamo in questa replica la pur doverosa riflessione su come la nostra specie rubi sempre più spazio agli habitat degli animali selvatici, riducendoli a vivere in territori minimi e frammentati che inevitabilmente  li costringono a entrare in contatto  con zone urbanizzate, e domandiamoci invece: 

    viene fatto veramente tutto il necessario per limitare questi danni, prima di ricorrere agli abbattimenti? 

    La stessa legge 157/92 Art 19, comma 2, stabilisce che il controllo deve essere effettuato selettivamente mediante l’utilizzo di metodi ecologici e che solo se questi, a parere di Ispra, falliscono, si possa ricorrere agli abbattimenti.

    Quante volte e come questa norma viene applicata?

    Quali sono i dati verificati che hanno portato alla scelta dell’abbattimento dei cinghiali nella nostra provincia?

    Quante sono le risorse finanziarie messe a disposizione dalle amministrazioni per l’utilizzo delle reti elettrificate che, come è stato ampiamente dimostrato ( e rimandiamo qui agli studi sul campo del Prof. Andrea Marsan , dell’Università di Genova) sono in grado, se impiantate e manutenzionate correttamente,  di ridurre drasticamente i danni alle colture? 

    Quante strade che attraversano zone notoriamente percorse da fauna selvatica prevedono l’adozione di accorgimenti atti a scongiurare impatti con le vetture?

    Se questi accorgimenti vengono attuati, quali sono i dati riguardanti il rapporto “utilizzo degli stessi - ammontare  dei danni”?

    In quale misura gli indennizzi erogati agli agricoltori per i danni causati dai cinghiali diminuirebbero se venissero  sistematicamente adottati sistemi di protezione o accorgimenti circa le zone colturali prescelte?

    Sono ormai molti anni che si parla del “problema cinghiali” e conseguentemente sono innumerevoli gli studi e le ricerche che lo hanno approfondito e hanno prodotto evidenze scientifiche su come potrebbe essere gestito efficacemente, in tutte le sue sfaccettature. E la caccia NON è tra le soluzioni.

    Sarebbe quindi tempo che anche le associazioni venatorie ne prendessero atto e cessassero di fornire informazioni ormai obsolete.

    Ricordando loro, oltretutto, che chi ha creato il “problema” sono stati proprio i cacciatori, che hanno introdotto specie di cinghiali alloctoni per poter soddisfare quella che era (ed è) una loro esigenza “ludico sportiva” (sic!).

    Parlare ora di “emergenza cinghiali”  non può quindi che sollevare un’ulteriore domanda: cui prodest?

    In allegato il  testo dell'articolo comparso su "L'Eco di Bergamo" in data 19 gennaio 2021. La nostra replica, inviata alla redazione del giornale il giorno 20 gennaio, non è mai stata pubblicata.

     

  3. Cambiamenu BG 2021

    03/01/2021

    Cambiamenu BG 2021

    Mai come nel 2020 è emerso che è necessario rivedere il nostro stile di vita. La crescita degli allevamenti intensivi di animali nel pianeta è oggi una delle principali cause di diffusione di malattie originate da animali (zoonosi) e di passaggi di virus da animali a uomini. La cui conseguenza diretta è la diffusione di epidemie o, nei casi peggiori, pandemie.

    Quest’ultima pandemia che ci ha colpiti ci pone di fronte a un necessario cambiamento del nostro rapporto con la Natura, con l’ambiente che ci circonda e con gli animali. Fra le tante cose che potremmo cambiare in modo più o meno radicale, la più semplice è rivedere la nostra alimentazione, prediligendo alimenti di origine vegetale, adottando comportamenti che siano più sostenibili per ambiente, animali, noi stessi e il nostro pianeta.

    Solo in tale maniera potremo non solo evitare la diffusione di nuove pandemie, costruendo un equilibrio – che a oggi manca – con gli altri esseri viventi, ma garantire la nostra stessa sopravvivenza. In questo scenario, è quindi comprensibile quanto sia di fondamentale importanza che ognuno di noi sia a conoscenza del reale impatto del nostro consumo di cibi di origine animale, e sui vantaggi che comporta l’alimentazione vegetale.

    Per questa ragione, gli attivisti LAV della sede locale di Bergamo invitano i cittadini a iniziare il 2021 in modo alternativo, guidandoli in un percorso di quattro settimane alla scoperta delle motivazioni che spingono sempre più persone ad adottare uno stile di vita vegano.

    La campagna “CambiaMenu Bergamo 2021” durerà l’intero mese di gennaio (a partire da lunedì 4) e ogni settimana sarà dedicata a un tema specifico. Partendo da una prima generica introduzione al mondo vegan nella prima settimana, a seguire verranno trattate le motivazioni etiche, ambientali e salutistiche per cui dovremmo tutti “sforzarci” di avvicinarci a questo stile di vita.

    Oltre alle tematiche settimanali, ci saranno anche alcuni appuntamenti fissi: ogni mercoledì una recensione tra i migliori documentari su temi ambientalisti/animalisti in circolazione, ogni giovedì un post sulla moda animal free. Particolare attenzione verrà data anche all’ambiente: ogni domenica, sul blog Animal Media Library, un nuovo articolo volto a spiegare in modo intuitivo per quale motivo le nostre abitudini alimentari siano strettamente legate ai cambiamenti climatici, in un ciclo di quattro appuntamenti che copriranno le argomentazioni principali di questo vasto discorso.

    Il pubblico verrà quindi accompagnato con una serie di post, video, articoli, recensioni e interviste, tutti da scoprire! Tra gli ospiti di eccezione menzioniamo David Quammen (scrittore statunitense e autore del best seller “Spillover”) e alcuni chef veg oriented della bergamasca, come Laura Castoldi.

    Di seguito riporteremo i link a tutti i contributi di questa campagna

     

  4. Emergenza cinghiali

    23/12/2020

    Emergenza cinghiali

    Da anni si parla dell'emergenza legata ai cinghiali ma ancora ad oggi le soluzioni proposte, legate alla caccia, non hanno risolto il problema che danneggia non solo l'uomo, ma anche gli stessi cinghiali.

    Vogliamo qui proporre una serie di punti al fine di sfatare molti luoghi comuni e molte convinzioni errate, così da potersi avvicinare al "problema cinghiali" con una informazione corretta e propositiva

    https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/banca-dati-ungulati-status-distribuzione

    COME E' NATO IL PROBLEMA DEI CINGHIALI?

    Il problema legato alla presenza di un numero elevato di cinghiali sul territorio è dato dalla sua immissione in natura (anche abusiva), proprio da parte dei cacciatori, in quanto prima degli anni '60 la specie autoctona era numericamente poco diffusa. L'immissione ha riguardato sia esemplari di cinghiali provenienti dall'Est europeo, sia di cinghiali da allevamento. Attualmente il cinghiale può essere immesso in natura solo dalle aziende faunistico venatorie e dalle aziende agri-turistico-venatorie. Quindi il problema è dovuto all'intervento dell'uomo, che ancora una volta ha modificato gli equilibri naturali, cercando poi di risolvere i problemi che ne derivano attraverso i piani di abbattimento/controllo. Situazione paradossale che mette in evidenza come l'emergenza cinghiali non possa essere affrontata e risolta dai cacciatori.

    https://primabergamo.it/cronaca/linvasione-dei-cinghiali-colpa-dei-cacciatori/

    COS'E' LA CACCIA DI SELEZIONE?

    Oltre che vittime della caccia intesa come attività ludico sportiva, i cinghiali sono vittime della cosiddetta caccia di selezione. Cacciare con metodi selettivi significa praticare una forma di caccia che consente la scelta preventiva del capo da abbattere, rispettando un piano di abbattimento stilato dalla Regione.Si interviene quindi su una popolazione animale (soprattutto ungulati) effettuando prelievi finalizzati a raggiungere o mantenere densità e strutture di popolazione prefissate.

    Mentre l'attività ludico sportiva è regolamentata dalla legge 157/92, la caccia di selezione non è regolamentata da tale normativa e usufruisce di un diverso calendario venatorio e di regole differenti, tanto che , nel partecipare ai piani di controllo, il cacciatore, denominato selecontrollore, può utilizzare: trappole usualmente vietate, cacciare su terreno e circostanze normalmente vietate ( innevato, di notte, in aree di ripopolamento, in parchi ecc). 
    Pertanto , mentre nella caccia ludico sportiva, il periodo venatorio va da settembre a gennaio (salvo deroghe regionali), la caccia selettiva può svolgersi in diversi periodi dell'anno, a seconda di quanto stabiliscono i piani di abbattimento/controllo decisi dalle singole Regioni.

    Gli animali abbattuti, essendo la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato (come stabilito nella legge 157/92), se non considerati di valore, vengono messe al bando, destinati alla beneficenza, o distrutti.

    https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/Cronaca/caccia-al-cinghiale-stop-alla-selezionegoverno-contrario-alla-legge-regionale_1365746_11/

    COME SI SVOLGE LA CACCIA AL CINGHIALE?

    La caccia al cinghiale si svolge a partire dal 1Ottobre al 31 Dicembre o dal 1 Novembre al 31 Gennaio per quanto riguarda la caccia ludico-sportiva; mentre invece, la caccia di selezione usufruisce di un calendario venatorio differente.
    Il numero di capi di fauna selvatica cacciabili che ciascun cacciatore può prelevare nelle giornate di caccia è stabilito dalle Regioni, con la consulenza di ISPRA.
    La caccia può avvenire sia in battute individuali che in battute collettive e i metodi utilizzati per il loro abbattimento sono:

    -la caccia individuale viene praticata da singoli cacciatori ed è consentita solo in alcune regioni e permessa esclusivamente ai cacciatori in possesso di abilitazione al censimento e al prelievo selettivo degli Ungulati. In Italia quindi la caccia al cinghiale individuale rientra nella caccia di selezione che nella normativa ha come scopo il controllo/contenimento con l'abbattimento di cinghiali con determinate caratteristiche (vengono scelti soprattutto cinghiali giovani)-

    -la caccia al seguito (utilizzata per tutti i tipi di selvaggina): svolta attraverso l'ausilio di cani che stanano e inseguono la preda spingendola verso il cacciatore perchè venga abbattuta. Spesso, nel caso dei cinghiali, gli stessi attaccano i cani per difesa, procurando loro gravi ferite. 

    https://www.lav.it/sedi/bergamo/cani-usa-e-getta

    -la caccia in braccata: un tipo di caccia collettiva in cui i cinghiali vengono spinti verso le poste (punti dove è appostato il cacciatore) con l'ausilio di una muta di cani. Questa tipologia di caccia interessa una vasta zona di territorio.

    -la caccia in girata: i cinghiali sono attratti verso le poste da un solo cane in grado di riconoscere le tracce fresche degli animali. Copre una minore porzione di territorio rispetto alla braccata ed è meno impattante per le altre specie.

    -la caccia in battuta: un tipo di caccia collettiva (spesso in questa modalità di caccia nell'Est Europavengono coinvolti anche i bambini ) in cui viene creato un cordone di persone che avanza per setacciare il bosco spingendo così gli animali verso le poste.

    https://www.facebook.com/rifugiomiletta/videos/712786409116848/

    https://www.bergamonews.it/2020/05/26/emergenza-cinghiali-nella-bergamasca-caccia-consentita-anche-di-notte/374296/

    LA CACCIA E' EFFICACE NEL CONTENIMENTO DEI CINGHIALI?

    Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come nelle zone in cui i cinghiali vengono cacciati questi, anzichè diminuire, aumentano, mentre nelle zone in cui vengono poco o per nulla cacciati il numero resta stabile.

    Questo apparente paradosso è dovuto alla struttura della popolazione dei cinghiali.
    In primo luogo, le femmine del gruppo sincronizzano il periodo dell'estro e del parto, cosa che in natura porta a un parto all'anno, mentre con la caccia l'età fertile viene anticipata e il numero di gestazioni annuali sale a due.
    In secondo luogo i cacciatori, uccidendo i maschi dominanti , rompono l'equilibrio gerarchico del gruppo e le femmine passano da un regime monandrico' ad uno 'poliandrico con conseguente aumento della fertilità.
    Altro aspetto importante da considerare è relativo ai danni provocati dai cinghiali: la caccia aumenta infatti la mobilità degli animali che, nel tentativo di scappare alla stessa, percorrono maggiori distanze con un conseguente aumento dei danni causati.

    https://www.ecodibergamo.it/stories/premium/Cronaca/boom-di-cinghiali-terreni-distruttistrappano-lerba-una-devastazione_1342648_11/

    https://www.bergamonews.it/2016/08/01/la-lav-sui-cinghiali-la-caccia-non-serve-a-niente-anzi-li-rende-piu-forti/230399/

    IL CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE DI CINGHIALI

    Con l'aumento dei cinghiali, vi è stato un conseguente aumento di episodi in cui questi si incontrano/scontrano con l'uomo e la soluzione a cui sempre le istituzioni ricorrono è l'abbattimento. Tuttavia, essendosi già dimostrata l'inefficacia della caccia come metodo di contenimento, dovremmo considerare l'alternativa proposta dal controllo della fertilità, non tramite sterilizzazione, come spesso si pensa, ma con l'utilizzo di vaccini immunocontraccettivi.

    L'immunocontraccezione si ottiene esponendo un animale ad un antigene che stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi contro proteine o ormoni essenziali per la riproduzione. Di conseguenza, i contraccettivi immunitari possono prevenire l'ovulazione, la produzione di spermatozoi o la fecondazione. Il vaccino esiste già, non ha controindicazioni per l'animale vaccinato e non ha nessun effetto collaterale su un eventuale predatore che dovesse cibarsi dello stesso: si chiama GonaCon, è stato inventato dal Wildlife Services (WS), un programma del dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti., ed ha un costo di 2$ a dose. Tra qualche anno, quando il vaccino sarà somministrabile per via orale e non solo iniettabile, e grazie al sistema di distribuzione delle esche vaccinali elaborato dalla dott.ssa Giovanna Massei, ci potrà essere una riduzione del numero dei cinghiali già dal successivo periodo riproduttivo, così come già sperimentato.

    DANNI ALLE COLTURE: METODI ALLA PREVENZIONE ECOLOGICA

    La caccia non può tenere i cinghiali lontani dai campi coltivati, in quanto senza barriere qualsiasi animali potrebbe entrare cercando cibo. La soluzione più ovvia (ed ecologica) è l'utilizzo di una recinzione elettrica il cui il costo oscilla da 1 ai 4eu al metro e che, se mantenuta correttamente, ha una durata di circa 10 anni; inoltre alcune regioni o province ne agevolano l'acquisto con bandi o comodato d?uso.
    Altra soluzione sono i dissuasori acustici ad ultrasuoni: grazie alla tecnologia, il suono è percepibile solo dagli animali ed è emesso solo quando si avvicinano al raggio d'azione del dissuasore; in più, le nuove versioni hanno un pannello solare, eliminando in tal modo il problema delle batterie.

    LA PREVENZIONE DAGLI INCIDENTI STRADALI

    Per analizzare la presenza dei cinghiali sulle nostre strade si devono puntualizzare tre elementi:
    -Il numero dei cinghiali sul territorio è dovuto al comportamento dell'uomo
    - L'uomo è colui che costruisce strade che attraversano gli habitat della fauna selvatica
    -Nel 2015 le vittime umane per incidenti stradali dovuti ad attraversamento di fauna selvatica sono state 18, mentre le vittime animali 15000.
    Detto ciò, per prevenire questo tipo di incidenti ci sono due metodi:
    -Safe crossing:  un sistema di sensori che permettono di rilevare la presenza di animali selvatici sulla o vicino alla carreggiata, inviando in automatico e in tempo reale alla cartellonistica stradale messaggi in cui si invita ii guidatori a diminuire la velocità. Se il guidatore non rallenta, o l'animale non si sposta, viene emesso un dissuasore acustico che spaventa l'animale facendolo scappare.
    -Costruzione di sottopassi e sovrappassi per la fauna selvatica dove le strade attraversano corridoi ecologici.

    https://www.bergamonews.it/2017/10/27/due-cinghiali-investiti-autostrada-code-seriate-bergamo/268126/

    INCONTRO RAVVICINATO CON UN CINGHIALE: CHE FARE?

    Se ci si imbatte in un cinghiale, bisogna seguire pochi e semplici accorgimenti:
    - Non bisogna avvicinarli, nè disturbarli, e se ci si imbatte in un cinghiale ferito o in difficoltà, avvertire il CRAS (centro di recupero di fauna selvatica) territoriale (per Bergamo: 035 95 61 40)
    - Se abbiamo con noi il nostro cane, dobbiamo tenerlo al guinzaglio e, se libero, richiamarlo immediatamente.
    - I cinghiali non attaccano se non quando si sentono minacciati, quindi agitare le braccia, urlare e cercare di scacciarli li spaventa e si difenderanno sicuramente reagendo.
    Molto semplicemente: per evitare di farsi caricare, l'unica cosa da fare è lasciarli stare (preoccupandoci che anche il nostro cane faccia lo stesso)

    CINGHIALI IN CITTA?

    L'avvicinamento dei cinghiali ai centri abitati è spesso pretesto per abbatterli. Tuttavia i cinghiali si recano in città a causa dell'errata gestione dei rifiuti, per loro fonte sicura e facile di cibo ; conseguentemente , per risolvere il problema basterebbe risolvere quello legato al loro smaltimento. Finchè le amministrazioni non risolveranno tale problema, ognuno di noi può cominciare a fare la sua parte con pochi e semplici gesti: non lasciamo rifiuti in giro o i cassonetti della spazzatura aperti; se si incontrano in città, non diamo loro da mangiare (diversamente torneranno) e infine, se a ridosso di un bosco ove vivono vi  una zona con molti rifiuti, elettrificarla li terrà lontani.

    https://www.bergamonews.it/2019/07/16/cerete-i-cinghiali-in-paese-nel-parco-della-chiesa-e-allarme/315900/
    https://www.bergamonews.it/2020/11/26/ponteranica-i-cinghiali-ormai-arrivano-in-paese-aiutateci/406879/

    ALCUNI DATI

    Abbattimenti nel 2019 nella nostra provincia : 240 capi abbattuti con piani di controllo, 32 con la caccia di selezione e 550 con quella collettiva per un totale di 822; nell'intera stagione venatoria 2019 2020, sempre secondo i dati di Regione Lombardia, i cinghiali abbattuti sono stati 1.181 (controllo + caccia di selezione + caccia collettiva).
    Incidenti stradali causati dai cinghiali in Lombardia nel 2019 (secondo la Regione):128, di cui 13 in provincia di Bergamo
    Indennizzi erogati per danni causati dai cinghiali, sempre in bergamasca e nel 2019: Eu 118.494,72.
    Numero di cinghiali alla primavera 2020 desunto dai dati di prelievo e dagli indici cinegetici, dal numero di capi prelevati,dal numero di capi presenti al netto della stagione venatoria, dai capi potenzialmente presenti e dalla percentuale di efficacia del prelievo sulla presenza stimata: 2039 esemplari, sparsi in tutto il Comprensorio Alpino delle Prealpi Bergamasche, ove si pratica il prelievo collettivo, ovvero la caccia a battuta , e in misura minore in pianura.

    Complessivamente la caccia collettiva al cinghiale viene svolta, nella stagione venatoria 2020 - 2021, su una superficie pari a 41.082,37 ha, di cui 24.090,24 ha di bosco, mentre quella non collettiva copre una superficie pari a 25.460,30 ha, di cui 15.555,07 ha di bosco.

    Modalità di caccia per la stagione venatoria 2020/21: Caccia di selezione (170 cinghiali) :dal 15 giugno1 al 31 dicembre nelle giornate previste dal calendario venatorio regionale . Caccia in forma collettiva (1200 cinghiali) mediante braccata: dal 3 ottobre al 31 dicembre nelle giornate di mercoled?, sabato e domenica.

     

  5. Al Parco Adda Nord la strage silenziosa dei procioni

    14/11/2019

    Al Parco Adda Nord la strage silenziosa dei procioni

    Il Parco Adda Nord ha reso noti i risultati oramai definitivi del piano di eradicazione della colonia di procioni che da anni viveva sull’asse Trezzo sull’Adda – Fara Gera d’Adda. A colpi di trappole a scatto ne sono stati catturati una settantina, poi avviati alla camera a gas per essere uccisi tramite “esposizione a cloroformio o in alternativa, monossido o biossido di carbonio” come si legge nel progetto di eradicazione a firma del Parco.

    Abbiamo più volte di confrontarsi con il Parco per individuare soluzioni alternative rispettose della vita degli animali.

    L’ultima volta è accaduto pochi mesi fa, quando l’associazione animalista ha ricevuto il diniego categorico a qualunque confronto e revisione del piano di contenimento in atto, che prevedesse la possibilità di sterilizzazione dei procioni catturati e la loro successiva liberazione nell’ambiente naturale. Il Parco, sostenendo che tale possibilità fosse vietata dal Regolamento Europeo sulla gestione degli animali non autoctoni, si è ostinatamente arroccato su una posizione in totale difformità con il parere del Commissario Europeo all’Ambiente, Karmenu Vella che ha definitivamente chiarito che la sterilizzazione e il rilascio in ambiente dei soggetti alloctoni catturati sono perfettamente legali e in linea con le previsioni del citato Regolamento Europeo.

    Le azioni messe in campo dalla LAV a difesa dei procioni e per cercare di collaborare con la dirigenza del Parco per individuare soluzioni incruente, sono proseguite per anni:

    - 2015: I Comuni interessati dalla presenza dei procioni, interpellati direttamente da LAV, non hanno espresso preoccupazione alcuna in merito alla presenza alloctona dell’orsetto lavatore né, tantomeno, hanno menzionato quei cospicui danni riportati dalla stampa.

    - 2016: LAV ha più volte chiesto un’interlocuzione diretta con l’allora Assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi (attuale Assessore Regionale alle Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile), richiesta caduta nel vuoto. - LAV è l’unica associazione animalista che realmente ha avuto contatti con l’Ente Parco Adda Nord e non su invito, ma dopo specifica richiesta, a valle di almeno un paio di incontri con Provincia e Regione. - Il piano steso, approvato e applicato dall’Ente Parco Adda Nord ci ha sempre visti contrari, diversamente da quanto si potrebbe intendere sull’articolo diffuso dal Corriere Bergamo il 31 ottobre.

    - 2016: LAV, dopo l’apertura della Regione (Rosatti, Assessorato Ambiente) accompagnata dal noto biologo Samuele Venturini e con il peso di 3000 firme raccolte nelle aree interessate, ha predisposto un piano alternativo che prevedeva la cattura, la sterilizzazione e la reimmissione nell’ambiente senza degenza, con costi pubblici che, a conti fatti, sarebbero risultati ben al di sotto di quelli effettivamente sostenuti con l’ottusa soluzione applicata. Il Piano LAV, tra le altre cose, manteneva inalterate le fasi del progetto relative a censimento e valutazioni epidemiologiche. - LAV ha reiteratamente obiettato al Parco la faziosa e scellerata interpretazione della Normativa Europea in merito al rilascio degli animali catturati e sterilizzati, considerati dall’Ente come nuove immissioni (!!!) Di contro l’Ente Parco Adda Nord, nella persone dell’allora Presidente Benigno Calvi (poi commissariato per presunte irregolarità negli appalti e nei concorsi) e della Dott.ssa Giuliana De Filippis, ha chiuso la porta a ogni proposta che non prevedesse l’abbattimento degli animali, adducendo come principale impedimento la convenzione sottoscritta con le Università di Milano e dell’Insubria, quasi questa fosse più importante della vita di 70 soggetti senzienti.

    - La vita media di un procione selvatico oscilla fra i 2 e i 4 anni. Dal 2016 ad oggi, se fosse stata implementata la soluzione incruenta, avremmo un avanzamento del contenimento analogo all’attuale.

    - 2019: stando agli ultimi atti ricevuti, la prevista analisi epidemiologica finalizzata a individuare il fattore patogeno pericoloso per l’uomo Baylisascaris procyonis (che sui primi esemplari abbattuti non era stata condotta, almeno fino a domanda diretta di LAV) ha dato esito negativo nel 100% dei soggetti. L’unico elemento significativo che avrebbe potuto realmente giustificare l’abbattimento si è quindi rivelato per quello che era, cioè uno strumento per attrarre consensi inducendo paure irrazionali.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    “Quanto ai soggetti coinvolti in questa vicenda, a cominciare dal commissariato ex Presidente Calvi che ha considerato carta straccia l’opinione dei tremila cittadini firmatari della petizione contro lo sterminio dei procioni, l’attuale Consiglio di Gestione, l’Assessore Claudia Terzi e la Dott.ssa Giuliana De Filippis – conclude LAV – ci chiediamo quale interesse abbia realmente portato ad un simile accanimento nei confronti di un’innocua e contenuta, ma soprattutto stabile, colonia di orsetti lavatori”.

  6. Veg+ 2019

    10/04/2019

    Veg+ 2019

    A marzo si è tenuto il "refresh" per i ristoratori che hanno aderito alle precedenti edizioni dei corsi Veg+.
    In cattedra quest'anno la Chef Serena Bivona (La prova del cuoco sulla RAI), scuola Joia (Milano) e già docente presso numerosi Istituti Alberghieri per LAV.
    15 gli chef che sono tornati tra i banchi e che esporranno all'ingresso dei loro punti ristoro il rinnovato logo "Veg+ qui mangi anche vegano".
    I partecipanti, sottoscrivendo un accordo formale con LAV e Ascom Bergamo, si sono impegnati a proporre almeno 2 menù diversi l'anno composti di sole pietanze vegetali.
    Antipasti, primi e secondi piatti e dolci inseriti nelle rispettive sezioni dei menù e contraddistinti dal simbolo Veg+ che ne certifica la preparazione senza prodotti di origine animale.
    Ora tocca agli amanti del buon cibo gustare i piatti di chi ha investito in questo progetto!

     

    Tutti da provare...li trovate:

    in città

    Farina&Co - Bergamo via autostrada 30

    Gennaro e Pia - Bergamo via Borgo Palazzo 41/B

    Giopì e Margì - Bergamo via Borgo Palazzo 27

    La Gasthaus  di Colognola - Bergamo via San Bernardino 142

    La Gasthaus di Via Baioni - Bergamo via Baioni 2/B

    Roof Garden - Bergamo piazzale della Repubblica 6

    Sweet Irene - Bergamo via Sant'Orsola 22

    in Provincia

    Trattoria la Conca Verde - Trescore Balenario (BG) Via B. Croce 31h

    Gastronomia Ortofrutta di Vailetti Elena - Zanica (BG) Piazza Papa Giovanni XXIII

    Ristorante Cadei - Villongo (BG) via Roma 9

    Ristorante Da Franco - Seriate (BG) via Basse 1

    Vecchi Ricordi da Gimbo - Cene (BG) via Bellora 10

    Trattoria Visconti - Ambivere via Alcide De Gasperi 12

    Il Borgo Zen - Taleggio (BG) via Roma 110



     

  7. Cani Usa e Getta

    17/01/2019

    Cani Usa e Getta

    L’interpretabile concetto di amore

    Così come è interpretabile l’amore per la natura, lo è anche quello per i cani, che per la maggior parte dei cacciatori sono soltanto strumenti (non per niente sono definiti ausiliari) finalizzati alla cattura e all’uccisione di specie animali selvatiche.

    La maggior parte dei cacciatori “seleziona” il cane non per condividere con lui una relazione affettiva, ma piuttosto  in base a olfatto, resistenza fisica, velocità e forza. I cani meno prestanti, gli anziani, i malati, in genere finiscono per strada o nei canili , come testimoniano i numerosi rifugi interpellati nella nostra indagine.

    E pensare che questi cani sono tra i più emotivamente legati all’uomo e vivono in costante stato d’ansia in sua assenza.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/calcinatello-abbandono-cani-da-caccia.html

    http://www.ilpiacenza.it/blog/storie-a-quattro-zampe/in-canile-tanti-cani-da-caccia-scartati-dai-cacciatori-ecco-perfetti-compagni-di-vita-da adottare.html?fbclid=IwAR2dNkF1YX7vJylVayE41KTCS_4_JQEE1gT_nbcchmcBMA5H944IlNBQqmA

    Periodo fuori stagione venatoria (febbraio – luglio)

    Che siano da ferma, da seguita, da cerca, da tana o da riporto, Pointer, Bracchi, Spinoni, Segugi e tutte le altre sfortunate razze selezionate dall’uomo vivono quasi sempre richiusi in serragli di superficie ridotta in cui il naturale movimento fisiologico è di fatto impedito, tanto più se in condizioni di sovraffollamento. La maggior parte delle volte, inoltre, i serragli sono ubicati in luoghi isolati, pertanto i cani vivono in condizione di totale confinamento, privati di stimoli sensoriali e a volte persino della luce. La socialità del cane in queste condizioni è completamente inibita, così come i comportamenti etologici basilari per queste razze, come fiutare, correre ed esplorare; spesso sopraggiungono comportamenti stereotipati.

    In molti casi, come accertato da indagini, la somministrazione di cibo risulta essere sporadica, così come la pulizia del serraglio e la sostituzione dell’acqua. Sono stati trovati cani che si nutrivano di cibo avariato e circondati dai propri escrementi. Nell’arco dei sei mesi che precedono la stagione venatoria, i cani così detenuti non escono quasi mai dal serraglio, tranne nei casi in cui il cacciatore utilizzi zone specifiche dedicate all’addestramento. Nel periodo in cui sono confinati nei serragli, i cani sono spesso esposti alle rigide temperature invernali e alle torride temperature estive, senza possibilità di riparo dall’umidità e frequentemente costretti a convivere con odori nauseabondi.

    https://www.guardiezoofile.info/verona-serraglio/

    https://www.lastampa.it/2018/03/02/societa/otto-cani-setter-al-gelo-in-baracca-a-genova-cacciatore-denunciato-vpJ5JPUlewcwB6sPv3grAP/pagina.html

    http://www.vicenzatoday.it/cronaca/montebello-cani-morti-cisterna-salvataggio-indagini.html

    Periodo della “bonifica” (marzo-aprile e agosto-settembre)

    Nei periodi di rilascio della selvaggina (destinata a diventare carniere dei cacciatori), nelle zone di caccia viene spesso attuato un vero e proprio sterminio illegale di qualsiasi predatore che i cacciatori considerino competitore. Questa strage silenziosa e sconosciuta avviene con lo spargimento di bocconi avvelenati che, sovente, sono inghiottiti da animali domestici.

    Molti i casi di cronaca pubblicati su giornali, e anche se non sempre si riesce ad individuare chi sparge bocconi avvelenati, desta sospetto che questi episodi avvengano per lo più nel periodo del pre-rilascio della selvaggina destinata a “pronto cattura”.

    https://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/04/08/news/bocconi_avvelenati_per_uccidere_cani_denunciato_un_cacciatore-83075217/

    http://www.trentotoday.it/cronaca/volpi-morte-bocconi-avvelenati-besenello.html

    https://www.lastampa.it/2019/01/14/societa/il-dramma-di-susanna-tamaro-il-mio-cane-pimpi-ucciso-da-un-boccone-avvelenato-AsedfNCdwaEMP8G0pbvY3J/pagina.html

    Periodo di pre-apertura della caccia (agosto-settembre)

    Comincia l’addestramento, il cui obiettivo è la totale sottomissione del cane che diviene uno strumento asservito al volere del cacciatore. Ogni mezzo è (il)lecito: collare elettrico, bastoni, pungoli sono largamente diffusi. In questo periodo avvengono anche le selezioni dei cuccioli per verificarne le capacità. I cani non considerati idonei sono ceduti a canili o a privati, spesso abbandonati o uccisi.

    Le prassi dell’addestramento possono essere cruente e illegali, come si evince da testimonianze da noi raccolte:

     in base al tipo di caccia cui sono destinati, i cani sono chiamati a inseguire quaglie intenzionalmente ferite, lepri con zampe preventivamente spezzate, cinghiali catturati in natura. Quaglie e lepri sono sovente sbranate ancora vive. Il confronto con il cinghiale può provocare ferite così gravi che il cane muore o viene abbattuto, anche per evitare i costi delle cure veterinarie e il mantenimento di un cane non più efficiente.

    L’addestramento dei cani da tana spesso avviene riproducendo cunicoli artificiali nei quali viene fatta entrare una volpe: il cane deve inseguire la volpe fino a che questa si ripara in una zona apposita, delimitata da una grata che evita che entrino in contatto. Però, da indagini specificatamente svolte, è stato rilevato che, durante quest'addestramento, spesso ci si avvale di volpi appositamente ferite, facili prede per i cani.

    Periodo venatorio (ottobre-gennaio)

    La caccia è aperta: il cacciatore preleva il fucile dalla fodera e…il cane dal serraglio.

    LIBERO e FELICE?

    Contrariamente a quanto affermano i cacciatori, lungo tutto il periodo venatorio il cane vive in uno stato di forte stress e di continuo condizionamento. Quello che viene spacciato per gioco e divertimento è, spesso, il risultato di un percorso di alienazione e costrizione cui il cane è perennemente sottoposto.

    Durante questi quattro mesi i cani “usa e getta” dovranno affrontare combattimenti con animali feriti, con il rischio di essere colpiti da altri cacciatori; rischiano di essere picchiati se non depositeranno subito la preda fra le mani del cacciatore e di essere abbandonati o abbattuti se non soddisferanno le aspettative.

    https://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/identificato_cacciatore_ha_sparato_al_cane_athos-3645574.html

    Cosa puoi fare tu?

    I cani da caccia non sono cani di serie B e, giuridicamente, godono di tutti i diritti dei loro simili. Segnala alle forze dell’ordine ogni maltrattamento, abbandono e uccisione.

     In caso di dubbi non esitare a contattare la LAC o la LAV per una consultazione.

    Inoltre, FIRMA anche tu la petizione #BASTASPARARE su per FERMARE LA CACCIA per legge.

     

     

  8. Torna Veg+

    22/12/2017

    Torna Veg+

    Ritorna la campagna ‘Veg+’ , la rete di ristoranti certificati dall’omonimo marchio creato da Ascom e LAV e riconoscibili dalla vetrofania riportante la scritta «Veg +. Qui mangi anche vegano», che assicura di trovare piatti preparati con ingredienti di sola origine vegetale e di qualità. Tutti i menu proposti sono controllati, approvati e certificati da LAV e dalla scuola vegana di Sauro Ricci, chef del Joia di Milano, tempio stellato della cucina naturale e vegana italiana. Ascom e Lav hanno offerto ai ristoratori aderenti un corso di alta formazione dedicato a questo stile alimentare innovativo sorretto da forti contenuti etici, tenutosi all’Accademia del Gusto. Non solo, hanno anche creato un regolamento per garantire la qualità e la varietà delle proposte vegane nei ristoranti aderenti. Per garantire ancor di più la qualità delle proposte vegane, quest’anno è stato introdotto un ulteriore elemento: una newsletter che raccoglie le recensioni dei clienti e che permette a Lav di dare riscontro ai ristoranti e, se necessario, anche suggerimenti e consigli per migliorare piatti e servizio. Ecco la lista dei ristoranti aderenti

    Bergamo: 
    Gennaro e Pia via Borgo Palazzo 41
    La Gasthaus via Baioni 2/B
    Farina&co via Dei Celestini 2/G

    In provincia: 
    La Trattoria del Brugo – Alzano Lombardo Località Burro 
    Ristorante da Gina – Seriate via Marconi 95 
    Ristorante Vecchi ricordi da Gimbo – Cene via Ulisse Bellora 8/10
    Trattoria Visconti – Ambivere via De Gasperi 12 
    Che Bottega – Treviglio via Roma 3 
    Ristorante da Franco – Seriate via Basse 1
    Winter Garden – Grassobbio via Padergnone 52 
    Ortofrutta Valietti – Zanica viale Papa Giovanni XXIII 12
    Trattoria La Conca verde – Trescore via Benedetto Croce 31

    Ma Veg+ va oltre è bussa anche agli istituti professionali / alberghieri, proponendo corsi di cucina vegetale di alto livello e completamente gratuiti. Ad aderire al momento gli istituti ENGIM di Brembate e ABF di Bergamo e Treviglio. Noti e apprezzati i nomi dei docenti: Stefano Broccoli della Funny Vegan Academy, Irene Spanò chef di Sweet Irene, Serena Bivona dalla Joia academy, Valentina Taglietti giovanissima e promettente chef già molto esperta in cucina vegetale.
    Al termine dei corsi acuni studenti potranno accedono a prestigiosi stage presso alcuni dei ristoranti della catena VEG+

  9. Salviamo i procioni dell'Adda

    12/09/2016

    Salviamo i procioni dell'Adda

    Nel Parco Adda Nord, un territorio comune alle provincie di Bergamo e Milano, e’ presente da diversi anni una colonia di procioni di circa 100 esemplari.

     Nonostante non sia ancora stato eseguito un censimento ufficiale, e non vi sia evidenza di un loro aumento significativo, così come non vi siano evidenze concrete e certificate di danni arrecati dagli orsetti all’interno dei nuclei abitati nelle cui vicinanze vivono, il Parco, unitamente alle università di Milano e dell’Insubria, ha deciso di eradicarli tramite abbattimento con la scusa che il numero e’ diventato troppo elevato e che quindi gli orsetti arrecano danni al territorio e sono pericolosi per l’uomo.

    Quello che noi proponiamo e’ invece il contenimento in loco dei procioni tramite sterilizzazione, integrato eventualmente dalla cattura e trasferimento verso i centri specializzati presenti sul territorio nazionale.

     

     

     

     

     

    FIRMA ANCHE TU PER  SALVARE I PROCIONI DELL’ADDA

    Punti di raccolta firme (i moduli sono in ritiro in questi giorni, potreste non trovarli più)

    Parrucchiere ORIGINI HAIR BEAUTY & CARE   Via Fara 6, Canonica d'Adda
    Bar AUTHARIT, via Locatelli 19, Fara Gera d'Adda

    VETERINZOO viale della Libertà, Sarnico
    OREFICERIA CARRARA, via Tresanda, Sarnico
     



     

    Tavoli per raccolta firme

    13 novembre - FARA GERA D'ADDA - piazza da confermare
    20 novembre - TREZZO SULL'ADDA - piazza da confermare

    TI ASPETTIAMO !

  10. Sterilizzarlo è $contato

    31/12/2015

    Sterilizzarlo è $contato

    Prevenire è meglio che curare.
    E' il nostro motto, specialmente quando si tratta della salute e della sorte dei nostri amici a 4 zampe.
    Il fenomeno del randagismo - e quello dell'abbandono che lo alimenta - va comabatuto all'origine con una politica di controllo delle nascite e la diffusione di una corretta cultura di convivenza tra animale umano e animale d'affezione.

    Per questo motivo LAV Bergamo lancia un'iniziativa dedicata a soci, sostenitori e simpatizzanti dell'associazione che offre tariffe agevolate a chi decide responsabilmente di sterilizzare il proprio pet, contribuendo a controllare il numero di animali da compagnia sul territorio bergamasco.

    Allo scopo abbiamo selezionato alcuni veterinari in provincia che, oltre alla comprovata professionalità, mettono in campo tutti i i giorni l'amore e l'interesse per la salute dei loro pazienti. La selezione è avvenuta consultando rifugi e volontari locali e valutando il grado di entusiasmo dimostrato rispetto a questa iniziativa.

    Sarà possibile sterilizzare i propri animali d'affezione a tariffe convenzionate nel periodo gennaio-giugno 2016.

    Ai fini dell'adesione, il socio deve essere in possesso di tesserino LAV con qualifica minima di socio ordinario in corso di validità o scaduta da non oltre 3 mesi; Il sostenitore deve invece aver effettuato una donazione di almeno 5€ nel 2015, rintracciabile attraverso la ricevuta ritirata ai tavoli informativi o attraverso il resoconto del bonifico bancario; il simpatizzante è colui che, vicino ai nostri ideali, decide di sostenerci con un'offerta minima di 5€ indirizzata a LAV Bergamo nel periodo di validità dell'iniziativa - vedi coordinate bancarie in calce.

    Ad ogni modo il riconoscimento dei requisiti per l'adesione avverrà attraverso il contatto con gli attivisti locali, quindi 
    - chiamando il 388.4618300
    - scrivendo a [email protected]

    Sarà infine possibile ritirare presso il veterinario più vicino un piccolo omaggio informativo nel quale scoprire da vicino il fenomeno del randagismo, le possibili soluzioni per il contenimento, le leggi e i regolamenti dalla parte degli animali da compagnia, le strutture che li accolgono per le vacanze e tanto altro ancora.

    Per 6 mesi sterilizzarlo è $contato :)



    LAV Onlus - sede territoriale di Bergamo
    Banca Prossima Ag.  di Milano
    IT09U0335901600100000078268
    causale: contenimento randagismo LAV BG 2016

     

  11. Dolcezze Veg+ la pasticceria vegan approda a Bergamo

    14/07/2015

    Dolcezze Veg+ la pasticceria vegan approda a Bergamo

    È una torta vegana – nuovissima ed esclusiva – il coronamento simbolico e pratico del progetto “Dolcezze Veg+” ideato dalla LAV in collaborazione con CAPAB (Consorzio Pasticceri Artigiani Bergamaschi), aderente aConfartigianato Bergamo, presentata oggi, alla presenza di Giosuè Berbenni, presidente del CAPAB, e Paola Segurini, responsabile settore Veg della LAV Onlus.

    Dall’incontro tra le 13 pasticcerie aderenti all’iniziativa – che prevede una proposta di torte e dolci senza ingredienti di origine animale nell’ambito dell’offerta abituale di ogni partecipante – è nata “Estate Vegana”.

    La neonata golosità è un semifreddo composto da una base di crumble ai cereali e vaniglia su cui si eleva uno spesso strato di invitante mousse al latte di mandorla abbinato ad un inserto di lamponi e cocco e decorato con rossi frutti di bosco e un invincibile cioccolato fondente. Un dolce delicato e fresco che si adatta bene alle temperature di questa calda estate 2015.

    Come le altre preparazioni vegane, sarà riconoscibile sui listini tramite il logo “DolcezzeVeg+”, il medesimo che apparirà nella vetrofania apposta all’ingresso degli esercizi partecipanti.

    “Estate Vegana” rappresenta infatti l’ideale conclusione di un percorso iniziato lo scorso marzo quando il Consorzio Pasticceri Bergamaschi ha colto l’invito della LAV, dando vita ad un corso di alta formazione vegana, tenutosi presso la Sala Dimostrazioni della GTA. Sauro Ricci, chef del Ristorante Joia di Milano, tempio stellato della cucina naturale e vegana guidato da Pietro Leeman, ha introdotto i pasticceri bergamaschi al vario e attraente mondo della pasticceria vegan.

    Realizzata esclusivamente con ingredienti di origine vegetale, nel pieno rispetto dei canoni della cucina cruelty free, l’alternativa dolciaria vegan si rivolge a tutti coloro che scelgono di deliziare il proprio palato senza provocare sofferenza per gli animali (quindi per ragioni etiche) e a coloro che non vogliono rinunciare a qualche peccato di gola senza compromettere la propria salute: è infatti scientificamente dimostrato che nella popolazione che si nutre prevalentemente di vegetali (frutta, verdura, legumi, cereali etc.) l’incidenza delle principali malattie dei paesi industrializzati, come quelle cardiovascolari, cancro, obesità e diabete, è sensibilmente inferiore rispetto a quanti includono nei loro pasti alimenti che contengono proteine animali. Non ultimo l’aspetto ambientale: l’alto impatto degli allevamenti per la produzione di latte, uova e burro, cagiona effetti ambientali assolutamente non trascurabili e che superano in larga misura quelli dipendenti per esempio dai trasporti stradali, aerei, navali e ferroviari.

    Ed ecco che, in risposta al sempre maggior numero di consumatori che opta per soluzioni alimentari sostenibili e consapevoli, la collaborazione tra la sede provinciale della LAV e il CAPAB ha consentito di allargare l’offerta vegan – fino ad oggi quasi esclusivamente incentrata sulla ristorazione – anche alle pasticcerie bergamasche.

    Per le 13 pasticcerie si presenta una grande opportunità di intercettare una nuova clientela sempre più numerosa, confrontandosi con le esigenze di chi decide di proiettarsi verso il futuro in modo responsabile ma non per questo meno gustoso.

    Il Progetto “DolcezzeVeg+” strizza l’occhio ai circa 3.500.000 italiani che secondo gli ultimi dati Eurispes hanno fatto una scelta vegetariana o vegana. Un terzo di loro sceglie questo genere di alimentazione per rispetto nei confronti degli animali (31%), un quarto perché fa bene alla salute (24,9%), il 9% si muove in questa direzione per tutelare l’ambiente.

    In questo contesto, il ruolo dei pasticcieri, accanto alle altre categorie dell’alimentare, appare fondamentale per riscrivere i canoni dell’alimentazione in accordo con i tempi. Per questo sia il consorzio CAPAB, sia la LAV, sono molto soddisfatti per l’entusiasmo mostrato dai partecipanti al corso di formazione, che hanno accettato di aggiornare la propria offerta, ampliando le proprie conoscenze, stimolati dall’idea di riuscire a creare preparazioni buone, che fanno bene alla salute e che incuriosiscono tutti.

     

    Elenco Pasticcerie Aderenti al Progetto “DolcezzeVeg+”

    Pasticceria Bellicini – Ghisalba

    Pasticceria Chiodini – Villongo

    Pasticceria Dolcevita – Bergamo

    Pasticceria 2G – Trescore Balneario

    Pasticceria Giosue’ – Montello

    Pasticceria Giove – Ponte san Pietro

    Pasticceria S. Stefano – Sovere

    Pasticceria Guerini – Cividate al Piano

    Pasticceria Melograno – Cisano Bergamasco

    Pasticceria Melograno – Madone

    Pasticceria Oscar srl – Stezzano

    Pasticceria Silvio – Villongo

    Pasticceria S. Marco – Urgnano

  12. Il cielo in una gabbia

    03/07/2015

    Il cielo in una gabbia

    Al via anche quest’anno la nostra campagna informativa sui richiami vivi e sulla caccia. 

    Da maggio a settembre, nove sono in provincia di Bergamo le “Fiere degli uccelli”, spesso affiancate dalla vendita di materiale per la caccia e da gare canore molto partecipate. Canti di felicità? E’ per sfatare questa falsa credenza e svelare tutta la crudeltà che si cela dietro le pratica dei richiami vivi che saremo in piazza con i nostri cartelloni e i nostri volantini informativi, pronti a confrontarci, se pure a volte in situazioni molto difficili, con tutte quelle persone, spesso famiglie, che vivono queste ricorrenze come una festa e una tradizione inalienabile.

    La fiera di Almenno San Salvatore, la più “vecchia” della provincia, arriverà quest’anno alla 81esima edizione.

    Noi vogliamo far sì che queste feste della crudeltà e dello sfruttamento restino solo un amaro ricordo di tempi passati, e per questo saremo in campo con tutta la nostra grinta e il nostro entusiasmo!

     

  13. Gli chef vegan del futuro

    06/05/2015

    Gli chef vegan del futuro

    22 e 29 aprile a Treviglio, 5 e 7 maggio a Bergamo.

    Sono le tappe del tour di formazione di cucina e pasticceria vegana presso i centri di formazione professionale delle rispettive città, tenuti dagli chef che nel tempo abbiamo imparato ad apprezzare e che abbiamo abbracciato come nostri partner. L'iniziativa Veg+ per le scuole, completa il panorama del circuito Veg+ cominciato lo scorso anno con chef affermati nella realtà pronciale e proseguito con la formazione di alcuni soci del consorzio pasticceri. 

    In futuro sempre più realtà saranno in grado di soddisfare anche i palati vegan più esigenti...ora non ci sono più scuse!

    Passare a veg si può. Passare a veg si deve!

  14. #TutticonAndrea

    27/04/2015

    #TutticonAndrea

    Raccolta fondi a favore della ricostruzione del Rifugio Italia in Ucraina

    Per tutta la settimana sarà possibile lasciare un'offerta presso la Pasticceria Sweet Irene in via Sant'Orsola 22 a Bergamo per la ricostruzione del Rifugio Italia in Ucraina, fondato da Andrea Cisternino e recentemente dato alle fiamme con tutti i suoi ospiti, causando la morte di 65 cani e la distruzione di tutte le strutture.
    I fondi raccolti saranno versati su conto corrente fornito dallo stesso Andrea e avrà come donatori i "cittadini solidali di Bergamo e provincia".
    Ringraziamo anticipatamente quanti vorranno aderire all'iniziativa.

  15. Circo Nando Orfei a Bergamo

    27/04/2015

    Circo Nando Orfei a Bergamo

    Il circo Nando Orfei, dopo una parentesi senza animali, torna a Bergamo con i suoi camion di schiavi non umani.

    Ma i cittadini disertano e le associazioni animaliste...