ELEZIONI REGIONALI 2020 - PROGRAMMA

A pochi giorni dalle elezioni regionali in Calabria proponiamo ai candidati di tutti gli schieramenti di sottoscrivere con una breve dichiarazione le nostre proposte per un programma politico per gli animali, affinché la tutela dei loro diritti entri finalmente a pieno titolo negli obiettivi delle politiche regionali.
Attendiamo le adesioni che saranno pubblicate su questa pagina facebook e sul nostro sito www.lav.it/sedi/vibo-valentia in una sezione dedicata.
Pensiamo così di fare cosa gradita e utile agli elettori calabresi che hanno a cuore anche le tematiche animaliste.

PROGRAMMA LAV PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI
AI CANDIDATI ALLE PROSSME ELEZIONI DELLA REGIONE CALABRIA

Premessa generale

Il rispetto degli animali e il riconoscimento di diritti in quanto esseri senzienti sono fattori sempre più radicati nella società italiana, e occidentale in genere, per la crescente diffusione e condivisione di nuovi valori sociali.
Gli animali fanno parte delle nostre vite e quotidianamente condividiamo con loro tutti i nostri spazi e più in generale l’ambiente e l’intero pianeta su cui viviamo. Ma la nostra vita è interconnessa con quella degli animali in una grande varietà di modi.
In parte, purtroppo, li sfruttiamo e distruggiamo ogni anno vaste aree del loro habitat naturale per servire gli interessi umani.
La consapevolezza maturata negli ultimi decenni dalla nostra società che gli animali, di qualunque specie, sono esseri senzienti e in quanto tali portatori di diritti, implica un’assunzione di responsabilità etica da parte delle istituzioni pubbliche in primis, le quali dovranno adottare gli opportuni provvedimenti al fine di assicurare il rispetto dei loro diritti.
Tuttavia in Calabria poco è stato fatto per la tutela degli animali cosiddetti “d’affezione”, se non da parte dei cittadini attivi e delle associazioni di volontariato che faticano a fare inserire questi temi nell’agenda delle istituzioni regionali. Così come poco si è fatto per tutelare milioni di animali selvatici che hanno la sola colpa di vivere liberi in natura e sono perseguitati dalla caccia (nelle molteplici forme in cui è stata regolamentata dal legislatore).
Con questo Programma è nostra intenzione proporre, nel periodo di attività della prossima legislatura, alcuni interventi in termini di innovazione normativa, applicazione delle norme vigenti e sviluppo di specifiche politiche pubbliche, affinché possa essere migliorata la convivenza con gli animali e affinché gli animali siano sempre meno “mezzi” e “risorse” da sfruttare.

Impegni programmatici.

1. Contrasto al randagismo
In Calabria il randagismo ha raggiunto proporzioni preoccupanti. Le cause del fenomeno sono molteplici: l’abbandono, la riproduzione della popolazione canina e felina libera sul territorio, la riproduzione incontrollata dei cani e dei gatti di proprietà, la scarsa applicazione delle misure di prevenzione previste dalla legislazione vigente e la leggerezza con la quale si inserisce un cane o un gatto nella propria famiglia.
Le conseguenze del randagismo sono davvero gravi, non solo in termini di sofferenza degli animali, vaganti o in canile, ma anche in termini socio-sanitari (diffusione di malattie, incidenti stradali) e di spesa pubblica (nell’indagine 2018 della LAV sul randagismo in Italia, si stima una spesa annua per la regione Calabria di € 15.257.182,50. I dati relativi al 2019 non sono pervenuti, ma non dovrebbero differire di molto).
Inoltre è facile che in una situazione caotica, di emergenza, il randagismo possa diventare un vero e proprio business per persone senza scrupoli, che speculano sulla sofferenza degli animali e intascano denaro pubblico.
Pertanto chiediamo alla politica di occuparsi seriamente e con urgenza della gestione del randagismo e in generale del rapporto con gli animali d’affezione, proponendo alcuni interventi fondamentali.

- Istituzione di un Comitato Regionale sul benessere animale, con il coinvolgimento delle Associazioni animaliste e ambientaliste.
- Realizzazione in tempi brevi dei Canili Sanitari Provinciali, come stabilito del DCA n. 67 del 6 marzo 2018.
- Controlli ripetuti e approfonditi nei canili comunali e privati convenzionati con i comuni, al fine di verificarne soprattutto l’adeguatezza delle strutture, la condizione degli animali detenuti, l’attuazione di effettivi piani di adozione in collaborazione con le associazioni animaliste operanti sul territorio.
- Intervento straordinario contro il randagismo con incentivazione delle sterilizzazioni, controlli sull’obbligo del microchip, controllo sull’effettiva applicazione delle norme vigenti per il contenimento del randagismo da parte dei comuni e delle ASP.

2. Tutela degli animali selvatici

Gli animali selvatici non sono più una risorsa da sfruttare per il proprio divertimento o sostentamento, ma sono parte di un ambiente sempre più minacciato dall’invadenza delle attività e delle infrastrutture umane. Inoltre sono riconosciuti componenti essenziali della biodiversità, fondamento che garantisce l’esistenza stessa di noi umani. Per questo motivo le politiche regionali in materia di fauna selvatica devono essere adeguate alle sensibilità sociali, chiudendo la stagione caratterizzata da un approccio gestionale fondato sul controllo della mortalità, dimostratosi peraltro fallimentare. È necessario un cambiamento culturale a livello istituzionale che abbia come obiettivo la convivenza con gli animali selvatici, da raggiungere attraverso l’attuazione di interventi non letali o cruenti, quale ad esempio il controllo della fertilità, senza trascurare il potenziamento della vigilanza venatoria, attualmente molto debole sul territorio regionale.

Innovazione normativa

- Divieto di caccia alla volpe con qualsiasi tipologia, considerato che la volpe è il predatore più diffuso sul territorio, quindi una specie preziosa perché in grado di mantenere gli equilibri faunistici.
- Sospensione delle immissioni faunistiche (lepri, fagiani e starne) e istituzione del divieto di caccia a tali specie fino alla ricostituzione di popolazioni che si possano sostenere autonomamente sul territorio, così come previsto dalla norma nazionale.
- Riduzione del periodo annuale di caccia (senza anticipi di apertura e posticipazioni di chiusura), con l’indicazione delle giornate di caccia settimanali fisse, per favorire i controlli e consentire alla maggioranza dei cittadini di godere della natura in sicurezza più giorni a settimana.
- Incremento della tassazione regionale per il rilascio dell'abilitazione all'esercizio venatorio.
- Divieto di allevamento di cinghiali su tutto il territorio regionale.
- Limitazione del cosiddetto “turismo venatorio” che permette a numerosi cacciatori di altre regioni di prelevare selvaggina dal nostro territorio.

Applicazione norme

- Potenziamento della vigilanza venatoria (in concreta attuazione anche dell’Accordo Stato-Regioni 30/03/2017 sul “Piano d’azione nazionale per il contrasto agli illeciti contro gli uccelli selvatici”).
- Sviluppo di interventi non cruenti e non letali, anche sperimentali, di contenimento di specie cosiddette invasive, anche in attuazione della normativa nazionale e comunitaria.

Politiche Pubbliche

- Sensibilizzazione della cittadinanza per una migliore relazione con gli animali selvatici e sinantropi e per la dissuasione dall’acquisto di animali esotici/selvatici.