Parco Naturale Adamello Brenta e LAV insieme in un progetto che vuole educare i cittadini ad una convivenza pacifica fra orso e uomo.

Per tutta l'estate saremo con i nostri volontari, i "Bear Ambassadors", sul territorio del Parco, per dare informazioni sui comportamenti corretti da adottare quando si entra nei territori abitati dall'orso.


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Noi vogliamo che tutti gli animali vivano liberi, come gli orsi in Trentino, gli animali salvati dai circhi o i macachi sottratti agli esperimenti. Insieme a te realizzeremo un mondo in cui a ogni singolo animale siano garantite libertà, dignità, vita.

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Adottiamo comportamenti responsabili



È importante sapere che il cibo è una potente fonte di attrazione per gli orsi, per questo è importante gestire al meglio i rifiuti, riportandoli a valle e gettandoli nei cassonetti anti-orso.
Solo così eviteremo che l’orso possa assumere comportamenti “fastidiosi”, aumentando in modo pericoloso la sua confidenza nei confronti dell’uomo.


Anche cogliere un orso di sorpresa mentre è accompagnato dai suoi cuccioli, oppure mentre si ciba di una preda, rappresenta un evento per lui allarmante che lo spinge a tentare di mettere in fuga l’invasore con atteggiamenti aggressivi. Per evitare questa situazione è sufficiente rimanere sui sentieri segnati e segnalare la nostra presenza con i normali rumori che produciamo quando siamo in escursione: parlare, tossire, fischiare, rompere un ramo camminando sono tutti rumori che l’orso percepisce benissimo grazie al finissimo udito e che lo metteranno in preallarme costringendolo a spostarsi.

Quanto ne sai sugli orsi del Trentino?

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Uccisioni e catture

Dal 2006 a oggi sono almeno trenta gli orsi uccisi o dispersi anche a causa di noi umani. Come Daniza, uccisa dall’imperizia del veterinario nel tentativo di catturarla, nonostante con lei ci fossero i suoi due cuccioli, non ancora indipendenti. Come lei KJ2, M61, M49, M57, uccisi o imprigionati solo perché volevano vivere come orsi!

Una convivenza possibile

La convivenza fra uomo e orso è possibile, e dipende solo dagli atteggiamenti responsabili che decideremo di adottare. Dobbiamo sempre tenere a mente che siamo noi i veri ospiti nel loro habitat naturale, non il contrario.

Gli atteggiamenti da adottare

L’orso diventa una minaccia per noi solo se i nostri comportamenti gliene danno modo. Per questo è sufficiente adottare alcune accortezze come la corretta gestione dei rifiuti oppure assicurare un comportamento non invasivo quando ci si trova nei loro territori, accertandosi di rimanere sui sentieri segnati e segnalando la nostra presenza con i normali rumori che produciamo quando siamo in escursione (parlare, tossire, fischiare), per indurlo a spostarsi e tenendo sempre il nostro cane al guinzaglio.

Sono stati i trentini a rivolere gli orsi

All'inizio degli anni novanta erano pressoché estinti, ne restavano solo 3 anziani. Uno dei simboli del Trentino era sul punto di sparire.
Nel 1992 il Parco Adamello Brenta (Trento) cominciò a prendere in considerazione l’idea di reintrodurre gli orsi nella Provincia. Dopo uno studio di fattibilità e un’indagine sulla popolazione, che rivelò come circa 3 abitanti su 4 fossero favorevoli alla loro reintroduzione, nel 1999 – grazie ai finanziamenti del programma europeo "LIFE" per circa un milione e mezzo di euro – iniziarono i trasferimenti di orsi dalla Slovenia. E così, nei successivi tre anni furono introdotti 10 orsi. Oggi sono circa un centinaio gli individui, concentrati nella zona occidentale della provincia di Trento.