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Farmaci illeciti in allevamenti: due indagini fanno tremare mezza Italia

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Ultimo aggiornamento

lunedì 16 marzo 2015

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Si indaga su gravi illeciti in numerosi allevamenti: due le indagini in corso, entrambe su un vasto traffico di farmaci illeciti, tra cui sostanze dopanti e cancerogene, che stanno facendo tremare il settore in mezza Italia.

L’inchiesta più vasta è condotta dal sostituto Procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani, già PM del caso giudiziario dei beagle di Green Hill: 19 i decreti di perquisizione di cui 8 in allevamenti intensivi di bovini da latte, emessi dal dr. Cassiani nei confronti di allevamenti nelle province di Cremona, Pavia, Brescia, Milano, Asti, Torino, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Le nuove perquisizioni avviate stamane dai Carabinieri Nas di Cremona sarebbero finalizzate a rintracciare ulteriori partite di farmaci illeciti che si aggiungono ai precedenti sequestri (ottobre 2014) di 16 allevamenti, di oltre 4000 capi di bestiame, di 55 kg di farmaci illegali nonché di 80.000 litri di latte sottoposti a vincolo sanitario.

Secondo quanto riferisce l’agenzia ANSA, la prima fase dell'indagine, conclusa dal NAS di Cremona lo scorso ottobre, aveva permesso di far luce su un vasto traffico illecito di somatotropina bovina, triangolata da paesi extra europei e venduta in flaconi e siringhe ad allevatori di bovini “da latte” insieme ad altri farmaci veterinari, provenienti dal "mercato nero" privi, quindi, di prescrizione e registrazione nonché irregolarmente introdotti in Italia, che servivano a far aumentare fino al 20% la produzione di latte dei bovini trattati.
L'attività investigativa aveva, inoltre, consentito ai NAS di Cremona di eseguire un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un medico veterinario, libero professionista, il quale, insieme agli altri indagati - professionisti del settore zootecnico - era stato trovato in possesso di una quantità ingente di farmaci veterinari privi di registrazione e autorizzazione all'immissione in commercio.

Nel Cuneese, invece, due allevatori sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza  per somministrazione di sostanze illecite, tra cui sostanze dopanti e cancerogene: 845 i vitelli sequestrati. Sequestrati anche farmaci detenuti senza le prescritte autorizzazioni. L'allevatore e il suo soccidario sono accusati di contraffazione e vendita di sostanze alimentari adulterate. I campioni di liquidi biologici prelevati agli animali trattati e gli esami avrebbero confermato la presenza di sostanze illecite. 
Inoltre, nell'abitazione degli allevatori e nelle stalle, le Fiamme Gialle hanno trovato alcuni flaconi contenenti una sostanza anabolizzante e cancerogena, il 17A estradiolo benzoato. I bovini risultati positivi alle analisi di laboratorio – riferisce l’Agi - sono stati macellati e sottoposti ad analisi istologica. L’esito ha evidenziato la presenza di metaplasie nelle ghiandole sessuali. Infine, sempre durante le perquisizioni, sono stati rinvenuti farmaci detenuti senza le prescritte autorizzazioni. Agli allevatori è stata comminata una sanzione da 109mila euro per violazione alle normative riguardanti la farmacovigilanza. 

La LAV plaude al lavoro degli investigatori e ricorda ancora una volta come l’utilizzo di queste sostanze sia sempre più collegato al sistema degli allevamenti intensivi e che non si tratti solo di fenomeni di criminalità occasionale ma sia connaturato al sistema zootecnico intensivo.

Per garantire la sicurezza dei cittadini è necessario mettere in discussione il sistema zootecnico e stabilire delle politiche di sostituzione delle proteine animali con le proteine vegetali, rispettose della salute dei cittadini e degli animali.