American Circus, la Cassazione: NO detenzione elefanti a catena corta

Una nuova sentenza della Cassazione conferma il sentiero già tracciato dalla Suprema Corte in una precedente storica pronuncia del 2016 nei confronti di Livio Togni: la detenzione di elefanti legati a catena corta è incompatibile con le caratteristiche etologiche degli animali e costituisce motivo di gravi sofferenze, integrando il reato previsto dall’Art. 727 del Codice Penale.

A conclusione dell’udienza di ieri, infatti, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da L.M., gestore dell’American Circus, confermando la condanna in primo grado emessa dal Tribunale di Alessandria nel maggio 2016 a 2.700 euro di ammenda per “detenzione incompatibile con la propria natura”, ai sensi dell’Art. 727 del Codice Penale, per aver tenuto cinque elefanti con corte catene che, legando due zampe per ogni animale, impedivano loro la quasi totalità dei movimenti.

Una pronuncia storica, per quale esprimiamo massima soddisfazione, ringraziando inoltre l’Avv. Raffaella Sili del foro di Roma per l’assistenza legale fornita.

La condizione di cattività che il circo comporta per gli animali è inaccettabile e deve essere definitivamente superata: lo sosteniamo da sempre e ne è convinta anche la maggioranza dei cittadini italiani (il 71,4% è contrario ai circhi con animali, fonte Eurispes 2016), oltre ad una parte significativa della comunità scientifica: lo ha infatti ribadito anche la FVE (Federazione dei Veterinari Europei)  e ancor più recentemente la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini dei Veterinari ItalianI) che in una sua nota ha dichiarato: “(…) Gli spettacoli circensi con animali sono quanto di più lontano si possa immaginare dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali (...) La soluzione non può che essere la progressiva dismissione degli animali dai circhi come prevista dal Disegno di Legge 2287- bis sul Codice dello Spettacolo”

Si tratta di un chiaro posizionamento della comunità civile e scientifica che le Istituzioni non possono più ignorare e a cui hanno il dovere di allinearsi, se intendono essere pienamente rappresentative delle istanze dei cittadini.

Ci auguriamo che, dopo il colpo inferto al Disegno di Legge 2287- bis con la modifica del testo  da “graduale eliminazione” a “graduale superamento” dell’utilizzo degli animali nei circhi, avvenuta nel corso della votazione dello scorso 20 settembre in Aula al Senato,  nella seconda lettura della Camera, Governo e Deputati ritrovino il coraggio di sostenere une vera riforma, con una data certa per il cambiamento, per mantenere l’impegno alla dismissione degli animali nei circhi, pratica ormai incompatibile con il livello di civiltà, sensibilità e consapevolezza raggiunto dalla società contemporanea.