Animal Free, il nuovo progetto LAV per una Moda etica

Animal Free Fashion è il nuovo progetto che abbiamo lanciato oggi per identificare e valorizzare lo stile “Animal Free” responsabile e sostenibile, caratterizzato da politiche commerciali rispettose dei diritti degli animali e dell’ambiente, agevolando così l’incontro tra domanda e offerta. In particolare gli Italiani e i Francesi, secondo il recente sondaggio ISPO (gennaio 2015, 3600 interviste in sei Paesi Europei) commissionato da noi, manifestano un’elevata propensione all’acquisto di prodotti privi di materiali di origine animale (81,1%): un mercato in espansione, un’opportunità di crescita economica per le aziende moda rispettose degli animali.

Per la moda è l’opportunità di una nuova vetrina via web, con rating etico.

 

LE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO ANIMAL FREE FASHION, IDEATO DALLA LAV: 

Primo rating etico (LAV) per la valorizzazione delle aziende Moda “Animal Free”, suddiviso in 4 livelli: sostituzione della “pelliccia animale” (livello di Rating: V); “piume” (VV); “seta e pelle” (VVV); “lana” (VVV+). Più materiali animali un’azienda s’impegna a non utilizzare, migliore sarà il livello di rating raggiunto. Si tratta dunque di un rating premiante, in quanto tutte le aziende che saranno valutate si sono dotate di almeno una politica aziendale “senza pellicce”. 

Logo Animal Free identificativo del progetto, che tutte le aziende (anche se ancora negli step intermedi) avranno la possibilità di utilizzare gratuitamente nei propri prodotti o linee di prodotto che sono già privi di materiali di origine animale, per comunicare il loro impegno etico.

Vetrina virtuale e gratuita per promuovere i prodotti “Animal Free” sul sito tematico internazionale www.animalfree.info e fare conoscere l’ampia gamma di scelte che il mercato già offre.

“Con questo progetto abbiamo tracciato una strada che invitiamo ad intraprendere a tutte le aziende Moda volenterose e attente alle implicazioni etiche delle loro produzioni: un’opportunità, peraltro gratuita, per distinguersi nel mercato - dichiara Simone Pavesi, Responsabile del Progetto Animal Free - Suggeriamo 4 step con i quali un’azienda può impegnarsi pubblicamente e sulla base dei quali comunicheremo il reale impegno etico dell’azienda stessa. E’ infatti necessario valorizzare queste produzioni, distinguendo tra chi ha rinunciato “solamente” all’uso di pellicce da chi invece ha già compiuto un ulteriore passo in avanti rinunciando anche alle “piume” e da chi si caratterizza dall’essere già totalmente “Animal Free”. 

Claudia Squadroni

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