Attenti al lupo... o all'uomo? Oggi Stato e Regioni decidono sugli abbattimenti

Dopo 46 anni di tutela garantita ai lupi in tutto il Paese, oggi potrebbe essere approvato il famigerato “Piano di Conservazione e Gestione del Lupo in Italia”, con il capitolo che fra due anni consentirà l’uccisione di un numero imprecisato di animali.

Un paradosso storico, perché il coordinatore del Piano che apre la strada agli abbattimenti – Luigi Boitani – è lo stesso che nel 1987 pubblicò un libro intitolato “Dalla parte del lupo”, che gli valse il WWF International Conservation Award per i contenuti fortemente caratterizzati sulla necessità di una stringente tutela del “mitico predatore”, come lo definiva lo stesso Boitani.

La lettura di quel libro rappresentò per me una svolta culturale. Venire a conoscenza delle dinamiche che regolano la vita del lupo all’interno di un branco, fu per me una scoperta affascinante. Noi umani che, in quanto discendenti dalle scimmie, siamo inclini al compromesso, sempre pronti a ingannare il nostro prossimo pur di ottenere anche un minimo vantaggio personale, sfiguriamo meschinamente di fronte alla rettitudine di un lupo e dei suoi rapporti con gli altri componenti il suo branco, improntati alla lealtà e al confronto diretto.

Oggi l’insussistenza della nostra classe politica, unita al barbaro approccio gestionale dettato dal piombo dei fucili da caccia, potrebbe introdurre il bracconaggio di Stato.

Il Ministero dell’Ambiente, incapace di fronteggiare adeguatamente le tante – troppe – plateali pubbliche esecuzioni di lupi, mai costituitosi parte civile nei rari procedimenti giudiziari con al centro casi di bracconaggio nei confronti di lupi, ha deciso che sia oramai tempo di dare un segnale di vicinanza al mondo degli allevatori. Con il sostegno delle Regioni potrebbero essere attivate le deroghe al regime di protezione totale.

E così i lupi non saranno più mito. Anche loro diventeranno “specie da gestire”. E noi umani ancora più giù, sempre più in fondo, nel nostro baratro fatto di supponenza e solitudine, sempre più isolati, sempre meno parte di un pianeta che ci ospita oramai a fatica.

Massimo Vitturi
Responsabile LAV Animali Selvatici