Caccia, Associazioni a Gentiloni: stop a illegittimità dilagante delle Regioni

"Un’eccezionale situazione di illegittimità, persistente e crescente, da parte di molte regioni italiane, riguardante norme regionali sull’attività venatoria non conformi alla legge quadro nazionale ed ai principi costituzionali in materia di tutele degli ecosistemi e della fauna selvatica". Con queste parole inizia la lettera-appello che Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia hanno inviato questa mattina, in concomitanza con la data di chiusura “ufficiale” della stagione venatoria 2017/18, al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, per denunciare il "caso venatorio Italia".

Veneto, Lombardia, Puglia, Liguria hanno approvato, nel solo mese  di dicembre 2017 norme che violano in maniera palese le leggi nazionali di riferimento e il dettato costituzionale:

• il Veneto ha introdotto nuovamente la “mobilità venatoria” non consentita dalla legge 157, come confermato numerose volte dalla Corte di Cassazione;
• la Lombardia ha modificato illegittimamente le regole di annotazione dei capi abbattuti sul tesserino venatorio;
• la Puglia ha modificato il concetto di “esercizio venatorio”, definendolo in modo improprio;
• la Liguria sta tentando illegalmente di consentire la commercializzazione  in sagre e fiere di animali abbattuti a caccia (attività qualificata come reato dalle norme nazionali).

È urgente, quindi, che Governo e Ministeri attivino correttivi seri, a cominciare dall'immediata impugnazione delle quattro leggi citate. Indispensabile, poi, una diversa pianificazione del futuro dell'attività venatoria, che non può più continuare sul cattivo sentiero percorso in questi anni, costellato di preaperture, posticipi di chiusura e caccia di “selezione”, che si confermano anche per il 2018: alcune Regioni, infatti hanno autorizzato il proseguimento della caccia ad alcune specie di uccelli fino al 10 febbraio, mentre la caccia di selezione con la carabina a specie come cervo, capitolo e daino potrà proseguire anche in alcuni mesi primaverili ed estivi, a seconda dei rispettivi territori, con gli associati rischi da parte degli altri fruitori di boschi e campagne".