LAV al Congresso internazionale di primatologia EFP2017

Avrà inizio domani a Strasburgo il settimo convegno della Federazione Europea di Primatologia “European Federation for Primatology – EFP”, un evento internazionale che vedrà protagonista il tema della tutela delle scimmie, attraverso relazioni scientifiche e interventi sulla protezione delle specie e del loro ambiente.

La LAV prenderà parte ai lavori presentando i dati preliminari relativi allo studio sul recupero e la riabilitazione dei primati provenienti da un laboratorio, un lavoro scientifico accettato dopo una rigida selezione da parte della Commissione organizzatrice e che ci permetterà di sottolineare questo importante risvolto della vivisezione.

Il poster scientifico, realizzato a sei mani, porta la firma di due primatologhe che collaborano da oltre un anno con la LAV, Valeria Albanese e Mariangela Ferrero e della biologa Michela Kuan, Responsabile LAV area Ricerca senza animali.

La nostra è una voce controcorrente rispetto a chi fa osservazioni in cattività e a chi utilizza scimmie per la sperimentazione: un lavoro che ha lo scopo di mettere a punto un protocollo per la riabilitazione di macachi allevati e/o stabulati per scopi scientifici. Questi animali, infatti, una volta sottratti ai laboratori, devono affrontare un lungo percorso di recupero fisico e psicologico, attraverso arricchimenti ambientali, alimentazione, adattamento a nuovi spazi e assistenza etologica e veterinariaSi tratta di uno studio che va nella direzione di quanto auspicato dalla legge, dal contesto della ricerca più avanzata e dall’opinione pubblica, sempre più contrari all’uso dei primati a fini sperimentali, sia per motivazioni etiche che scientifiche.

La chiusura di varie linee di sperimentazioni e la liberazione di macachi, scimpanzè e di altre specie è un chiaro segnale di cambiamento, che ci auguriamo si diffonda in modo generalizzato: mantenere questi animali in cattività, in gabbie minuscole, lontano dal sole, dalla libertà di movimento, dalla socializzazione è già di per sé una violenza fortissima, a cui si aggiunge quella degli esperimenti, condotti spesso senza anestesia e che comportano dolori fisici e mentali.

L’alternativa esiste già, per questo promuoviamo e sosteniamo una ricerca scientifica ed etica senza l’utilizzo di animali, l’unico modello utile per la salute dell’uomo e la tutela del Pianeta.