Il 5 e 6 dicembre vieni a firmare per salvare i conigli. #coraggioconiglio

Sabato 5 e domenica 6 dicembre LAV e Animal Equality saranno in centinaia di piazze italiane con una petizione per chiedere a Governo e Istituzioni il riconoscimento del coniglio come animale familiare e una nuova legge che ne equipari la tutela giuridica a quella prevista per cani e gatti.

Dopo il cane e il gatto, infatti, il coniglio è l’animale più diffuso nelle case degli italiani, per un numero prossimo al milione. Ma in Italia è anche un animale consumato come pietanza, con un picco in Campania di 10 kg pro capite, contro i 2,6 kg della media italiana e 1,5 kg della media Europea. Un consumo fortunatamente in forte diminuzione da anni, proprio per il nuovo rapporto creato dalle persone con questo animale.

“Dobbiamo superare la contraddizione tra conigli “da compagnia” e “da carne”, - affermano LAV e Animal Equality - soprattutto in considerazione della tragica realtà svelata dalla nostra recente video-investigazione, che ha rivelato un sistema di produzione “ultraintensivo” tra i più agghiaccianti, privo di specifica regolamentazione”. 

Dal punto di vista nutrizionale l’apporto proteico fornito dalla carne non è indispensabile, a fronte di un’alimentazione bilanciata, come conferma anche Elena Dogliotti (Biologa Nutrizionista presso l’Ospedale San Paolo di Milano e ricercatrice della Fondazione Umberto Veronesi) “per alimentarsi al meglio è importante che l’energia quotidiana derivi nelle giuste proporzioni dai macronutrienti, ovvero carboidrati, grassi e proteine – afferma – possiamo tranquillamente fare a meno delle proteine animali senza carenze di aminoacidi, sostituendole con quelle vegetali, purché si abbia cura di variare la scelta attingendo da fonti diverse nella stessa giornata”.

“Le fonti di proteine vegetali sono numerosissime, non c’è che l’imbarazzo della scelta, e se nella carne di coniglio le proteine ammontano al 19.9%, negli economici legumi sono tra il 27.2% e il 22.7%, rappresentando un eccellente sostituto, mentre nel seitan arrivano al 36.1% e nell’isolato proteico di soia addirittura all’86.5% (vedi tabella dati INRAN)”, proseguono LAV e Animal Equality che sul sito www.cambiamenu.it suggeriscono la ricetta del “coniglio felice” dello chef Simone Salvini: priva di derivati animali e ricca di gusto.

COMUNICATO INTEGRALE