Firenze: flash-mob contro la Legge massacra-cinghiali

Anche la LAV presente al flash-mob che si è tenuto domenica mattina in piazza della Repubblica a Firenze.

Davanti a centinaia di persone, gli attivisti della sede locale, assieme ad altre associazioni e semplici cittadini, hanno dato vita ad una battuta di caccia al cinghiale, organizzata per denunciare i gravissimi contenuti della Legge voluta dalla giunta regionale e che a breve sarà discussa dal Consiglio Regionale.

Una Legge che, se approvata, prevede nei prossimi tre anni un vero e proprio massacro di animali: 250.000 tra cinghiali e caprioli saranno uccisi in tutta la Regione Toscana. Una Legge che comporterà la militarizzazione delle campagne e delle colline, invase da migliaia di cacciatori armati di fucili simili a quelli da guerra con gittata fino a 3 Km. Una Legge che, secondo l’assessore Remaschi, ha l’obiettivo di diminuire i danni provocati all’agricoltura dagli animali, nonché alla circolazione stradale.

Siamo tutti fortemente chiamati ad opporci perché comporterà effetti diametralmente opposti a quelli dichiarati. Infatti:

  • Non vi è alcun dato concreto circa la presenza numerica di ungulati.
  • La caccia è la causa principale dell’incremento numerico delle popolazioni di cinghiali. Gli animali diventano fertili in età sempre minore per rispondere alla bassa aspettativa di vita determinata dalla caccia.
  • La caccia destruttura la struttura sociale dei cinghiali, comportando la conseguente dispersone degli animali che andranno a rifugiarsi nelle zone dove la caccia è vietata.
  • Ogni anno i cacciatori uccidono e feriscono decine di persone a causa dell’uso della armi da caccia, l’incredibile aumento della loro presenza in tutto il territorio regionale non potrà che incrementare i rischi
  • I cacciatori non hanno alcun interesse a far diminuire l’entità dei danni, unico motivo che giustifica il loro intervento, ancor di più se hanno la possibilità di vendere gli animali uccisi
  • I dati ufficiali forniti dalla Regione Toscana, dimostrano che dal 2013 il trend dei danni subiti dall’agricoltura è in forte diminuzione

E’ ora che le istituzioni regionali prendano atto del clamoroso fallimento della logica venatoria, del tutto inefficace ed estremamente pericolosa. L’unica possibilità concreta di incidere sulle popolazioni di cinghiali è rappresentata dallo sviluppo dei farmaci che consentono il controllo della fertilità degli animali. E su questo fronte le istituzioni sono chiamate a dare un chiaro segnale stanziando finalmente le risorse necessarie a definire una concreta strategia che tolga dalle mani insanguinate dei cacciatori la gestione degli animali selvatici.

Massimo Vitturi
Responsabile Animali Selvatici