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Ippica, muore a Grosseto il cavallo Allons Enfants

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Ultimo aggiornamento

lunedì 21 ottobre 2013

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Allons Enfants era il nome del cavallo che ieri è crollato sull’ultima siepe al Casalone di Grosseto nella seconda corsa. La sua tragica fine dimostra una volta di più che l’ippica è un comparto da chiudere che purtroppo invece viene sostenuto forzosamente con soldi pubblici.

Allons Enfants, nato nel 2009, aveva ventuno corse in carriera. Ha cominciato a correre nel 2011 e ha vinto per la sua scuderia un totale di 44.574 euro.

Appena quattro anni di età e già la morte sulla pista dopo due stagioni di gare e dopo aver portato nelle casse di chi lo gestisce una lauta cifra, mentre lo Stato continua a versare fondi per sostenere l’ippica.

I cavalli da corsa entrano nelle competizioni a due anni, sono utilizzati per un massimo di due o tre stagioni e poi, se non sono macellabili, finiscono nel circuito dei maneggi o talvolta anche delle gare clandestine.

Si tratta di un giro di sfruttamento che non produce neppure introiti sufficienti di autosostentamento con le scommesse, ormai limitate al 2,4% del totale delle scommesse italiane. Intanto però vediamo denaro pubblico destinato a mantenerlo in un momento di grave crisi economica generale.

Procederemo ad un accesso agli atti per verificare la correttezza delle misure di sicurezza della gara, ribadendo che l’unica vera soluzione è la sospensione dei fondi pubblici e la fine di un’attività che viene presentata come nobile, mentre genera al contrario la sofferenza e come in questo caso la morte di animali che non hanno certamente scelto di gareggiare.

Giacomo Bottinelli, responsabile LAV Grosseto