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Lampedusa: Ordinanza randagismo, innovativa e senza precedenti

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Ultimo aggiornamento

martedì 17 luglio 2018

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L’Ordinanza sindacale n. 8 del 16 luglio 2018, a firma del Sindaco di Lampedusa e Linosa Salvatore Martello, costituisce un precedente significativo in materia di prevenzione e lotta al randagismo.

Si tratta di un provvedimento emblematico della volontà dell’Amministrazione comunale di dare vita ad un sistema di gestione efficace ed efficiente degli animali randagi, utilizzando e gestendo secondo una strategia di medio - lungo periodo le risorse umane ed economiche a disposizione.

Oltre a sistematizzare le attività e disciplinare l’agire delle parti coinvolte, questa Ordinanza restituisce all’Amministrazione comunale il ruolo di soggetto attivo, previsto anche dalle Leggi in vigore, che interviene per ovviare alle criticità del territorio, anziché subirle, e mira alla salvaguardia e al benessere della popolazione dei cani e dei gatti vaganti sull’Isola.

La previsione di un'azione congiunta e continuata nel tempo delle parti coinvolte, rispetto a più ambiti di intervento, conferisce al provvedimento un connotato innovativo. Le attività previste sono: censimento della popolazione canina e felina, controllo delle nascite, assistenza veterinaria, monitoraggio e controllo dell’iscrizione all’anagrafe canina e della leishmania, disciplina del sistema di accesso e uscita dei cani dall'isola, formazione, informazione nelle spiagge e nelle scuole, utilizzo strategico dello strumento Ordinanza del Sindaco e delle risorse economiche dell'Amministrazione comunale.

Alla base di questo dispositivo vi è un Protocollo d’intesa che ha coinvolto la LAV, l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Palermo, Il Comune di Lampedusa e Linosa, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, il Leishmania Center di Roma e l'associazione "Il cuore ha 4 zampe". 

Le parti coinvolte, ciascuna per le proprie competenze, garantiranno, per la popolazione “non padronale”, la sterilizzazione, le visite cliniche pre-operatorie e post-operatorie e se necessario, le visite specialistiche, l’esecuzione dei test di biologia molecolare per le principali malattie trasmesse da vettori e l’adozione di tutti quei soggetti che ne hanno necessità. Questi interventi si prefiggono di raggiungere attraverso più strategie il fine ultimo di migliorare anche lo stato sanitario dei cani sull’isola. Infatti, oltre a mettere in atto interventi per ridurre il numero di cani vaganti attraverso le sterilizzazioni e l’adozione, si intende migliorarne la condizione effettuando visite periodiche e specialistiche, calendarizzate e concordate. Inoltre, i dati derivanti dall’esecuzione dei test per la Leishmania, che com’è noto è una zoonosi, forniranno indicazioni utili alla comprensione dell’andamento della malattia. Tali dati risultano particolarmente importanti vista la posizione geografica dell’Isola e per il suo ruolo nell’accoglienza della popolazione migrante. L’isola, infatti, potrebbe fungere da campanello d’allarme nell’individuazione di ceppi di Leishmania non endemici in Italia.

Protezione degli animali, buona gestione delle risorse, tutela di residenti e turisti, possono, devono, andare di pari passo. Lampedusa può essere un esempio virtuoso, anche a livello nazionale.

 

Dott. Luigi Emiliano Maria Zumbo, Presidente Ordine Medici Veterinari Provincia di Palermo