Nuova maratona Telethon: vivisezione e business mascherati

Si avvicina il Natale e, purtroppo, è di nuovo tempo di Telethon, con la sua martellante raccolta di fondi per la "ricerca medica". Ovunque si raccoglie denaro, dalla televisione, alla cassa del supermercato, al bancomat: una gigantesca macchina che spende una buona parte del ricavato in pubblicità e azioni commerciali!

Ma non è tutto, esiste infatti un altro aspetto che ancora in troppi ignorano: la maratona di Telethon finanzia attivamente la vivisezione, con numerose ricerche che prevedono procedure effettuate sugli animali. 
La posizione di Telethon in merito è chiara: “con l'inizio della maratona inizieranno i post sulla nostra bacheca di chi crede che Telethon finanzia la vivisezione. Non è così. Telethon finanzia la sperimentazione animale perché, a oggi, è l'unico metodo riconosciuto per testare possibili cure. Se vogliamo continuare a salvare bambini colpiti da malattie letali dobbiamo sperimentare, nel rispetto della legge. Preghiamo tutti i nostri fan di darci una mano per rispondere a questi attacchi ingiustificati".

Si tratta del solito stereotipo secondo il quale la sperimentazione animale sarebbe necessaria per salvare la vita di un bambino, “sacrificando” quella di un topo. Ovviamente, Telethon non informa il pubblico su quanta parte della propria "ricerca" è in realtà vivisezione, né su quanta parte dei fondi raccolti va a finanziare la sperimentazione sugli animali; in compenso, si prodiga a dichiararsi contraria al maltrattamento animale e, allo stesso tempo, a sostegno della sperimentazione su cavie, due affermazioni che non possono coesistere.

A questo proposito, sono molto eloquenti le dichiarazioni di Jacques Testard, direttore della ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), che afferma: “è scandaloso.Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere". 

Enti caritatevoli e fondazioni, sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, se non su aerei privati, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i costi amministrativi”.

E’ ora di inaugurare una nuova ricerca, etica e utile per i milioni di malati che aspettano una cura, che non faccia false promesse, sostenute da grandi campagne pubblicitarie, alimentando speranze che finiscono puntualmente nel nulla. E’ possibile e doveroso finanziare una scienza senza test sugli animali, basata su metodi alternativi che da decenni si stanno rivelando maggiormente predittivi della sperimentazione animale. In questo campo, LAV è in prima linea e sostiene attivamente la ricerca pubblica, per mettere a punto modelli sostitutivi e creare nuovi posti di lavoro e figure professionali competenti in merito. 

Inoltre, si può essere vicino ai malati e ai familiari anche sostenendo le associazioni che fanno assistenza ospedaliera e domiciliare, una fonte di volontariato importantissima.

Michela Kuan 
Biologa, Responsabile LAV Settore Vivisezione