Bocconi avvelenati: prorogata l'Ordinanza, ma occorre una legge

Considerato il persistere di numerosi episodi di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati - accertati da approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici sperimentali - il Ministero della Salute ha prorogato di dodici mesi l’ordinanza emanata il 13 giugno 2016, che vieta a chiunque di utilizzare, preparare, miscelare e abbandonare esche o bocconi avvelenati o contenenti sostanze in grado di causare intossicazioni, lesioni (come vetri, metalli o materiale esplodente).

Il provvedimentoNorme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 164 del 15 luglio 2017è certamente un utile strumento per contrastare il fenomeno degli avvelenamenti: tra le sue premesse c’è la constatazione da parte del Ministero stesso di come l'adozione delle precedenti ordinanze abbia reso possibile un maggior controllo, una significativa riduzione dell'incidenza degli episodi di avvelenamento e l'individuazione dei responsabili, che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi.

Ma gli avvelenamenti continuano e la pratica di disseminare esche e bocconi avvelenati è purtroppo radicata in tutto il Paese. Per questo motivo la LAV chiede oramai dal 2008, anno di pubblicazione della prima Ordinanza, che i suoi contenuti siano trasformati in legge con pene severe e certe per i trasgressori.

E’ un atto di responsabilità verso tutti, in quanto la presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonate nell'ambiente rappresenta un serio rischio anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è inoltre causa di contaminazione ambientale.

Ilaria Innocenti
Responsabile LAV area Animali Familiari