Al via processo che vede imputati Berlato e Caretta, paladini della caccia

Si apre oggi, 30 gennaio, presso il Tribunale di Roma, il processo che vede imputati per falso in scrittura privata e indebito utilizzo dei dati personali, due strenui sostenitori dei cacciatori veneti: Sergio Berlato (già Consigliere regionale del Veneto) e Maria Cristina Caretta.

Secondo quanto riportato da un articolo di stampa (“Scandalo delle false tessere PdL. A Giudizio Castro Berlato e Caretta”, Il Gazzettino del 18 gennaio 2018, qui online) che fa riferimento al decreto di citazione in giudizio, nel 2011 Berlato, candidato alla presidenza della sezione vicentina del Popolo della Libertà, aveva la necessità di dimostrare il suo peso politico all’interno del partito, misurato con il numero di tessere da lui stesso raccolte. Ed è qui che, secondo la Procura di Roma, entra in scena Maria Cristina Caretta, presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti, che avrebbe fornito a Berlato i dati personali di un numero imprecisato di aderenti all’associazione, che sarebbero poi stati utilizzati per la produzione di false schede di adesione al PdL, con tanto di firma apocrifa.

E’ così che una trentina di persone hanno sporto querela per essersi ritrovate in tasca la tessera del Popolo della Libertà senza averla richiesta!  – commenta Massimo Vitturi responsabile LAV  Area Animali Selvatici Se le accuse del Tribunale di Roma dovessero trovare riscontro, significherebbe che i cacciatori Berlato e Caretta sono andati ben oltre l’immaginabile, sottraendo l’identità di ignare persone per perseguire i propri interessi personali. Per questo, appreso che i due sono candidati alle prossime elezioni politiche di marzo, all’interno delle liste di Fratelli d’Italia, chiediamo alla leader del partito, Giorgia Meloni, di non permetterne la candidatura”.

Ci appelliamo alla Meloni perché eviti di dare dignità politica a due persone che, oltre ad essere cacciatori, e quindi responsabili della morte violenta di migliaia di animali, potrebbero essersi macchiate di un grave delitto contro le persone.