Processo Green Hill: udienza rinviata al 12 gennaio 2015

Il Giudice del Tribunale di Brescia ha rinviato al 12 gennaio 2015, alle ore 9.00, quella che probabilmente sarà l’ultima udienza del processo a Green Hill, l’allevamento di cani per la vivisezione sotto accusa con le imputazioni di maltrattamenti e uccisioni di animali.

In quell'occasione il Giudice ascolterà la requisitoria del Pubblico Ministero, Ambrogio Cassiani, e le arringhe di difesa e parti civili, con il nostro avvocato Carla Campanaro.

Durante la sessione di oggi, iniziata questa mattina alle 9,00, sono stati ascoltati il medico veterinario Enrico Moriconi, consulente della Procura, e Fabrizio Rueca, professore di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia, e Massenzio Fornasier, presidente della Società Italiana Veterinari Animali da laboratorio, consulenti della difesa di Green Hill, che hanno presentato le relazioni tecniche relative alle terapie praticate sui cani poi soppressi, oggetto del capo di imputazione inerente “l’uccisione non necessitata di animali”.

Il dottor Moriconi ha evidenziato l’incompletezza delle schede terapeutiche dei cani, acquisite dal Tribunale, sulle quali in molti casi non c’è traccia dei trattamenti praticati sui cuccioli. Per 44 dei cani soppressi, secondo Moriconi, non ci sono evidenze che ne giustificassero la soppressione e solo a sette dei cani uccisi sarebbe stata praticata l’anestesia preventiva all’eutanasia.

“Ci auguriamo che l’udienza del 12 gennaio sia quella finale e che il Giudice pronunci quanto prima una sentenza di condanna.Gli animali allevati, anche se destinati ai laboratori, devono essere messi in condizione di rispondere ai bisogni e comportamenti etologici tipici della propria specie, e qualunque impedimento deve integrare il reato di maltrattamento di animali”.

Due gli importanti risultati ottenuti finora: i quasi 3000 beagle salvati da Green Hill rimarranno comunque con le famiglie che li hanno accolti garantendogli una vita serena, e l’allevamento Green Hill non riaprirà, grazie al Decreto legislativo 26/2014.

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