Risarcimento per gli allevatori toscani. Strumento inadeguato senza prevenzione

Riteniamo che le misure di risarcimento da parte della Regione Toscana nei confronti degli allevatori di ovini colpiti da attacchi di predatori, costituiscano un mezzo insufficiente per risolvere il problema, se non associate a una azione di prevenzione reale e ben pianificata.

Si rileva infatti, da dati già più volte resi noti e dei quali la Regione è ben consapevole, che la gran parte degli attacchi alle greggi è da attribuire a cani vaganti e non a lupi. 

Tra le proposte che abbiamo formalmente presentato alla Regione c’è il finanziamento totale della sterilizzazione dei cani di proprietà delle aziende zootecniche, insieme naturalmente alla loro registrazione in anagrafe canina e a campagne scolastiche di educazione alla gestione responsabile dei cani.

I fondi che la Regione ha messo a disposizione degli allevatori e che, peraltro, sono al momento un limitato anticipo a fronte dei quattro milioni annunciati,  saranno un risarcimento che non produrrà prevenzione e che servirà al massimo a stemperare un clima di tensione mentre sarebbe più opportuno spendere i soldi pubblici per bloccare alla fonte il vagantismo, il randagismo e l’ibridazione, onde mettere a tacere veramente anche coloro che, in modo assurdo e aberrante, continuano a proporre di consentire gli abbattimenti dei lupi. Si dovrebbero infatti integrare gli stanziamenti previsti dalla Regione per i piani anti randagismo che, altrimenti, saranno soltanto una goccia nel mare. Al contempo, sarebbe ancora più opportuno favorire le scelte produttive vegetali, anziché l’allevamento, evitando il sacrificio e la morte di moltissimi animali e promuovendo un maggior rispetto della vita e dell’ambiente”.

COMUNICATO INTEGRALE