Stabulario di Modena: liberiamo i macachi dalla vivisezione

Da anni combattiamo la vivisezione, sia a livello nazionale che locale, come nel caso dello stabulario dell’Università di Modena, che alleva e utilizza macachi per test molto invasivi sul cervello, che hanno come esito la morte.

La nuova legge, vietando l’allevamento di primati, colpisce direttamente questo stabulario che deve quindi dismettere gli animali e sostituire le proprie obsolete ricerche sulle scimmie con modelli alternativi etici, realmente predittivi.

Purtroppo temiamo il peggio per la sorte di questi macachi: esiste infatti la possibilità che siano venduti a un altro laboratorio, o che siano uccisi.

Per anni, nonostante le richieste e la nostra disponibilità ad accogliere i macachi facendoci carico della loro riabilitazione e del mantenimento in centri di recupero adatti per questa specie, l’Ateneo non ha voluto fermare questi orribili test.

Nell'agosto del 2012 però, grazie anche a una lunga trattazione, un cucciolo di macaco nato da questa colonia è stato affidato a un centro di recupero di fauna selvatica e tramite l’intermediazione dell’ufficio Diritti Animali del Comune di Modena, siamo riusciti a ottenere un accordo che impegna l’Università a ridurre il numero di macachi e nello specifico a non sostituire gli esemplari morti o ceduti con l’acquisizione di nuovi individui.

Una decina di scimmie si trovano ancora all'interno del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze (Direttore: carlo.porro@unimore.it) presso la Facoltà di medicina e chirurgia (Preside: paolofrigio.nichelli@unimore.it).

Numerosi gli appelli per la loro libertà, per regalargli la possibilità rarissima di conoscere una vita diversa, lontano da paura e costrizione, nella speranza che tale svolta possa fare da esempio per tutti gli altri stabulari che usano primati.

Per sostenere questo appello e chiedere la LIBERTA’ DEI MACACHI DI MODENA, questo sabato, 24 maggio, alle 15, Linda Guerra ha organizzato una protesta davanti all’ingresso del Policlinico dell'Università di Modena, in Via del Pozzo 71. Facciamoci sentire!

Abbiamo chiesto un incontro al Prof. Angelo Oreste Andrisano (rettore@unimore.it), nuovo rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con la speranza che, memore anche dello scandalo del laboratorio abusivo di Mirandola che ha messo in cattiva luce l'intero Ateneo, voglia far innalzare la ricerca modenese perché questa diventi competitiva con il contesto europeo, che sempre più si rivolge a metodi di ricerca senza animali, unendo scienza ed etica e salvando la vita a queste meravigliose creature che tanto ci assomigliano, ma che non hanno diritti.

Biologa Michela Kuan- Responsabile del Settore Vivisezione della LAV